1,721,015 research outputs found

    HCl e blu di metilene per la pulizia del guscio di esemplari appartenenti al gruppo Praeorbulina-Orbulina

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    Good results have been obteined using HCI and methylene blue for cleaning specimens belonging to Praeorblllilla-Orbulina group. The method is here described

    Considerazioni bio-cronostratigrafiche sul limite Serravalliano-Tortoniano

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    Le analisi delle associazioni a Foraminiferi planctonici dei sites oceanici 714A Leg 115 e 408 Leg 49, nonchè quelle relative allo stratotipo del Serravalliano hanno permesso alcune considerazioni sia di carattere biostratigrafico che cronostratigrafico sul limite Serravalliano-Tortonian

    First record of Bolivinita quadrilatera (Schwager) in Italian Pliocene (Southern Tuscany)

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    Bolivinita quadrilatera (Schwager) is recorded for the first time from Lower Pliocene (Globororalia puncticulata Zone) sediments of Southern Tuscany. Previously the taxon, known from Late Miocene to Recent, bas been recorded in the Mediterranean area only from Early Pleistocene. A complete description and a partial synonymy list of the species are given

    I Foraminiferi: incredibile fonte di informazioni sul passato e sul presente del nostro pianeta

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    I Foraminiferi Sono organismi molto semplici, ma straordinariamente affascinanti, che appartengono alla classe dei Foraminiferi, regno dei Protisti. Nonostante la ricchissima letteratura che li riguarda, di tipo sia biologico che paleontologico, ancora oggi presentano aspetti non completamente conosciuti. Nel testo si offre una rassegna di alcune particolarità di questi organismi e dell'utilità della loro conoscenza

    Pianosa: mareggiate di ieri e di oggi

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    Ma te la ricordi quella libecciata ? Ognuno ha il suo vento preferito; o meglio, vive lungo una costa esposta ad un determinato vento e, in qualche modo, vi si affeziona, lo aspetta. Ogni volta che si realizza una giornata burrascosa, gli abitanti della costa snocciolano la saga dei ricordi. I più anziani scendono nel passato più remoto, dando una tale enfasi all'accaduto da farlo diventare leggendario. In questi casi il tempo trascorso esalta il ricordo e rende gli eventi più grandi e drammatici di quanto non lo siano stati veramente. Ma ciò non deve sminuire la realtà. Gli eventi eccezionali esistono, non sono molti, è vero, e non siamo sempre presenti ad assistervi. Ma alcune combinazioni particolari nella direzione del vento, nella sua durata e intensità, nel fetch (con questo termine viene indicato un tratto di mare, reale o potenziale su cui un vento insiste o può insistere), in alcuni casi convergono a generare un evento straordinario. Allora onde inusuali, con frequenza inaspettata, cominciano a frangere sulle coste sommergendole e imbiancandole di schiuma, anche in tratti che avremmo pensato raggiungibili solo dagli spruzzi

    Pianosa – Nascita di un’isola. Diciannove milioni di anni di storia geologica. Dalle prime rocce alla migrazione dei cervi nell’ultimo periodo glaciale

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    Premessa alla Guida a cura di Franca Zanichelli e Luca Maria Foresi: A Cala di Biagio, nel buio di una caverna che si apre sul mare alcuni studiosi hanno raccolto resti di faune che hanno popolato quelle terre che oggi chiamiamo isola di Pianosa. Già nella seconda metà dell’Ottocento l’archeologo don Gaetano Chierici, il fondatore della paletnologia in Italia, scavò in quello stesso anfratto con l’intento di raccogliere indizi delle antiche presenze umane concentrandosi su affioramenti che restituirono significativi elementi dell’Età del Bronzo. Rimase intatto un importante giacimento, di età precedente, che oggi ci ha restituito reperti fossili di mammiferi, 3 crani di cervi mostrati al pubblico per la prima volta in questa esposizione e altre ossa di faune minori, tuttora in studio. Nelle parti della grotta, sollevando lo sguardo verso l’alto sono peraltro visibili i tondi fori di litodomi, inequivocabile indizio della dissoluzione chimica provocata da organismi marini, per cui di una fase in cui il livello del mare era più alto di quello attuale. Questa breve narrazione ci fa riflettere su alcune questioni. La grotta è solo a pochi metri sul mare e questo non sarebbe stato davvero un luogo sicuro per i nostri antenati, forti e intraprendenti, ma poco attrezzati. Quindi è probabile che il livello dell’acqua fosse più in basso di quello attuale e probabilmente l’anfratto doveva essere un riparo in quota. Se poi c’erano stati in giro ungulati grande taglia come i cervi che pascolano nelle foreste, dovevano esservi spazi ampi per avere sufficiente nutrimento, in definitiva non poteva non esservi un collegamento più o meno ampio con la terraferma. La mostra perciò si intitola la nascita di un’isola e l’esposizione didattica ne racconta l’origine geologica e gli eventi desumibili dai resti fossili e dalle rocce. Sotto la guida degli esperti quegli ammassi di gusci più o meno pietrificati si animano e ci consentono di leggere le vicende geologiche che hanno portato alla formazione dell’isola, al susseguirsi di eventi tettonici e bioclimatici che hanno segnato profondamente la storia iniziale

    L’Isola di Pianosa: un’occasione perduta?

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    Per oltre 150 anni Pianosa è stata totalmente destinata a carcere nella forma di colonia penale agricola. Più recentemente alcuni dei suoi stabilimenti penitenziari sono stati trasformati per "ospitare", in massima sicurezza, dapprima detenuti per terrorismo (nei cosiddetti "anni di piombo", poi "boss" mafiosi (agli inizi degli al1l1i '90, a seguito delle stragi di Palermo, in parricolare quelle dove morirono i giudici Falcone e Borsellino). Da oltre 6 anni il carcere ha cessato lo sua attività e l’isola, rimasta completamente disabitata, è entrata a far parre recentemente istitutito Parco Nazionale dell' Arcipelago Toscano. Un' isola dove non ci sono proprietà privare, unica fra le "sette sorelle" dell' arcipelago veramente idonea a divenire parco. Indecisioni, mancanze, disaccordi, cattiva volontà e altro, hanno affondato ogni progetto e condannato l’isola ad un degrado molto profondo

    Le analisi Micropaleontologiche.

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    The results of the micropaleontological analyses have been included in previous chapters, however the importance of these data suggests that they warrant a separate discussion. Firstly, the contribution of micropaleontology is often overlooked and it is our intention to demonstrate the great potential this method of analysis offers to the field of archaeometry. The identification of micropaleontological remains in soils and in artefacts has enabled us to better characterise the composition of materials and has indicated different areas of provenance for raw materials. Among the stone materials analyzed, there are exclusively Benthic forms (Foraminifers, Echinoids, Brizoids and Algae), which are comparable to the sandstone BOr 2, which was studied as a comparison. Mortars, plasters, bricks, Beltrán IIB and Dressel 7/11 type amphorae produced at Thamusida contain rare Foraminifer plankton and sporadic Benthos. The amphorae which were most likely imported have a notable quantity of plankton and benthic foraminifers, which are present in one stone type in primary sedimentary deposit, the marine clays of the deepest waters

    Dall'Elba ai poli e ritorno

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    In realtà il titolo vuole richiamare nel lettore l'idea di una "metaforica" onda marina, un lento tsunami, che dai poli si muove verso le terre emerse per poi ritirarsi in lenta risacca, governato dalla ciclica dinamica di crescita (periodi glaciali) e riduzione (periodi interglaciali) delle calotte polari, che detennina oscillazioni verl1cali di decine sino a centinaia di metri del livello del mare che invade o si ritira dalle aree emerse. In geologia:le fasi di invasione marina di aree emerse si chiamano trasgressioni e quelle di ritiro regressioni. In realtà le cause delle trasgressioni e regressioni marine non sono unicamente da imputare a variazioni del livello marino, connesse con la dinamica dei processi glaciali, ma anche a movimenti verticali di porzioni di crosta terreste. La distinzione fra i due tipi di cause non è sempre agevole e si fa sempre più difficile procedendo a ritroso nei tempi geologici. In questa nota ci interesseremo in particolare degli ultimi 125 mila anni della nostra storia (Pleistocene superiore nella terminologia geologica); un periodo per il quale i tanti lavori pubblicati hanno quantificato le oscillazioni del livello del mare ed evidenziato depositi e morfologie ad esse connesse. AI lettore interessato proponiamo dapprima una breve e semplificata rassegna dei meccanismi di variazione del volume dei ghiacci e successivamente la spiegazione di alculle immagini prese in alcuni luoghi dell'Arcipelago e della costa toscana dove i segni delle varia zioni del livello marino sono particolarmente ben scolpiti e conservati nel paesaggio

    Caratteristiche geomorfologiche dell’Isola di Pianosa.

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    Pianosa Island belongs to the Tuscany Archipelago; it has an extension of 10 km2, 18 km of coastal development and a max altitude of 29 m a.s.l. The island is made up of neogenic and quaternary sediments; pelitic Miocene sediments outcrops at the base of the cliff in the south-western coast, while the bio-calcarenitic Pliocene sediments cover most part of the island. Quaternary deposits are established by biodetrital shore sediments of Tyrrhenian age and by Late Pleistocene colluvial deposits. The island is characterized by cliffs in the western and southern sector, by plain surfaces and by a small beach in the east side. Cliffs have been distinguished in 3 different types. In the first type is always present a developing wave notch. When the coast is not characterized by cliff we can found erosion plains (at maximum level of approximately 4 m) formed during the Tyrrhenian high stand (Isotopic stage 5e). These erosion planes can be suspended and sub-horizontal (when the layers of the pliocenic substrate dip towards inland), or gently tilted towards sea (when the layers of the pliocenic substrate dip towards sea). On these various erosion planes are always present rock pools characterized by different shape and dimension, besides rare fossiliferous shore deposits (Panchina). In these sediments have been recognized, between others: Strombus bubonius, Patella ferruginea and Conus testudinarius, dating Tyrrhenian age. On the island we can found three different order of erosion planes at 2-4 m, 8 m and 25 m a.s.l. Karst process produced erosion epigean micro-landforms, such us dissolutional flutes, dissolutional groves and dissolutional pans (kamenitza), macro-landforms represented by E-W karst oval basin depressions, enlarged hundred meters and few meters deep. The same process left isolated rock promontory residual of the tyrrhenian cliffs coast lines. Much diffused are hypogean karst shape such as caves and conduits that, sometimes, are opened on the cliff and are visible only by the sea. In some of these caves, characterized by speleothemes, we discovered, at a quote of 7 m a.s.l., marine deposits and litodomes holes probably of Tyrrhenian age. Frequently is the founding of breccias breeded by collapse of caves and conduits. Surface karst landforms are widening covered by high agricoltural activity developed in the last two centuries due to the presence of the agricoltural penal colony
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