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Evoluzione demografica dell'Unione Europea nel contesto mondiale: aspetti e problemi
Lavoro stampato all'interno della collana editoriale del Dipartimento di Scienze Statistiche, CUEN, Napol
Evoluzione recente dei modelli familiari in Italia
Dopo aver delineato vari aspetti demografici che riguardano la struttura delle famiglie italiane per grandi ripartizioni, l'obiettivo dell'articolo è quello di confrontare, sulla base dei dati censuari e delle indagini MULTISCOPO dell'Istat, alcune caratteristiche salienti che riguardano l'evoluzione delle strutture familiari in due specifiche regioni: la Campania e la Lombardia. Infatti, si tratta di due realtà che ben sintetizzano il dualismo economico e sociale, oltre che demografico del nostro paese
Modelli insediativi delle comunità straniere in Italia: un quadro di sintesi
Obiettivo di questo contributo è ridefinire i modelli insediativi delle collettività immigrate alla luce delle situazioni emerse più di recente, a seguito dei processi di stabilizzazione e, nel contempo, dei consistenti flussi migratori degli ultimi anni, aspetti che hanno modificato in modo significativo la fisionomia della presenza straniera in Italia. Naturalmente, il tentativo di ricondurre l’adattamento spaziale delle nazionalità a pochi modelli di base può risultare per certi versi un’eccessiva semplificazione, che va a sfumare le specificità degli assetti territoriali. In generale, sembra però che le due coordinate rappresentate dall’attrazione metropolitana e dal grado di concentrazione geografica abbiano consentito di determinare una prima griglia di riferimento all’interno della quale individuare poi particolari sottocategorie.
Diverse delle comunità considerate sembrano conservare lo stesso modello insediativo già osservato in passato (si pensi in particolare a quelle filippina ed egiziana), anche se la realtà attuale appare più articolata, poiché sono emerse alcune novità di non poco conto ascrivibili alla specificità della distribuzione territoriale di alcune nazionalità di più recente immigrazione (si pensi in particolare agli ucraini, ma anche agli ecuadoriani), nonché ai cambiamenti non trascurabili pure intervenuti nell’adattamento spaziale di talune collettività presenti già da diverso tempo. In generale, si è osservata un’attrazione delle ripartizioni settentrionali ancora più marcata di qualche anno fa, con un chiaro ampliamento dell’insediamento degli immigrati soprattutto nei comuni dell’Italia nord-orientale. I risultati qui emersi spingono quindi in due direzioni: verso una più attenta valutazione dei cambiamenti intervenuti negli ultimi anni e verso la ricerca delle principali determinanti dei distinti modelli di insediamento degli immigrati
Migrazioni internazionali e presenza immigrata
Dopo aver richiamato le questioni definitorie e di rilevazione viene proposto un rapido esame dei flussi migratori internazionali e della presenza immigrata/straniera in Europa e in Italia. Viene sottolineato come l'integrazione degli immigrati è ormai tematica di rilevanza europea che va però declinata su scala locale attraverso il monitoraggio della situazione e l'adozione di politiche adeguate per rimuovere gli ostacoli e favorire il pieno inserimento dei nuovi venuti. Anche in Campania e nell'area partenopea questa questione ha ormai assunto rilevanza primaria
Le relazioni familiari degli immigrati: quali e dove?
La situazione familiare degli immigrati è senza dubbio un aspetto importante che va a caratterizzare la vita di tutti i giorni in termini di strategie, aspettative e bisogni. Aver fatto o meno famiglia, vivere da solo o con amici e conoscenti piuttosto che con persone della famiglia d’origine, avere la propria famiglia con sé oppure vivere la separazione da tutti o da alcuni componenti del proprio nucleo familiare di formazione sono gli aspetti che vengono investigati in questo capitolo del volume, cercando di individuare le caratteristiche demografiche, sociali e migratorie che maggiormente agiscono su di essi. Gli immigrati maggiorenni che vivono nella provincia di Caserta hanno in prevalenza (oltre il 67%) formato o acquisito una propria famiglia, in una proporzione solo di poco inferiore a quella registrata in altri contesti territoriali (come, ad esempio, la Lombardia), dove risultano senza dubbio maggiori le occasioni di radicamento. Aver fatto o meno famiglia dipende certamente dalla struttura per età, genere e condizione giuridica di presenza, variabili nei diversi contesti territoriali; non c’è dubbio però che anche gli immigrati insediatisi nel casertano hanno in maggioranza stabilito relazioni coniugali e genitoriali che non possono essere trascurate quando si intende affrontare la questione del loro pieno inserimento nella realtà di adozione. Il minore radicamento territoriale appare evidente quando si considera che meno della metà degli stranieri con famiglia acquisita vive al completo in emigrazione. Il distacco dal partner e/o dai figli è un’esperienza fortemente connessa all’età, all’anzianità della presenza e alla condizione giuridica di soggiorno, ma sembrano giocare un ruolo non trascurabile anche la cittadinanza e il contesto territoriale di insediamento. L’importanza dell’interazione tra origine e destinazione nel determinare il rischio di avere la propria famiglia parzialmente o completamente assente in emigrazione dovrebbe sollecitare le amministrazioni locali ad assumere iniziative mirate che non si basino esclusivamente su quanto riscontrato in altre realtà anche geograficamente vicine, poiché le situazioni familiari dei diversi gruppi nazionali si modificano in alcuni casi radicalmente al variare dei contesti spaziali (e probabilmente socio-economici) di accoglimento. Non va infine dimenticato che la situazione familiare degli immigrati può avere ricadute importanti in diversi ambiti come, ad esempio, la condizione abitativa e, più in generale, il processo di adattamento e integrazione alla realtà di adozione
Caratteristiche e comportamenti demografici dei residenti nei quartieri di Napoli
Vari contributi hanno esaminato le differenze sociali ed economiche esistenti tra i residenti nei quartieri di Napoli, mostrando la complessità ed eterogeneità delle realtà cittadine e segnalando, in alcuni casi, una crescente divaricazione sociale. Raramente sono state però considerate le differenze nelle caratteristiche (per sesso ed età) e nei comportamenti demografici (mortalità, fecondità e migratorietà) della popolazione partenopea. Con questo articolo si intende contribuire a superare tale limite fornendo un’immagine ulteriore delle differenze interne alla città. I dati utilizzati sono riferiti al periodo 2004-2008 e riguardano la popolazione, gli eventi naturali (nascite e decessi) e quelli migratori (trasferimenti della residenza) relativi ai residenti nei quartieri napoletani, distinti per genere. Sono stati costruiti indici di struttura, tassi d’incremento, tassi di mortalità standardizzati per età, nonché le misure classiche di intensità e cadenza della fecondità e della migratorietà. Dopo un’attenta analisi descrittiva per quartieri, municipalità e macro-aree, il ricorso all’analisi multidimensionale dei dati ha consentito di sintetizzare similitudini e differenze tra le realtà cittadine. Ne è scaturita una distinzione netta tra alcuni quartieri del centro storico, della zona collinare e di quella occidentale, dove prevale una fecondità tardiva e caratterizzata dal modello del figlio unico, e i quartieri per lo più periferici e dell’area orientale, che conservano livelli riproduttivi più elevati e precoci. Una dicotomia che può essere riletta anche in termini di dinamicità naturale e processo di invecchiamento: i primi quartieri hanno ormai un numero di decessi superiore a quello delle nascite e una quota di vecchi più elevata della media nazionale, mentre i secondi si qualificano per la dinamicità naturale ancora positiva e il prevalere dei giovani sugli anziani. Oltre alle situazioni intermedie, va segnalato però che alcuni quartieri, in prevalenza periferici, registrano una forte emigratorietà, quasi sempre diretta verso i comuni della cintura, così come Chiaiano e Miano si caratterizzano per i livelli di mortalità chiaramente più elevati che nel resto del comune. Pertanto, le differenze demografiche sembrano seguire solo in parte l’asse centro-periferia, a causa della coesistenza all’interno dello stesso centro storico di divari di non poco conto, con quartieri in declino demografico e altri con una forte capacità di attrarre un’immigrazione proveniente da altri comuni italiani e, sempre più spesso, anche dall’estero. Si tratta di differenze che si riflettono sui bisogni specifici delle popolazioni e che richiederebbero politiche sociali e sanitarie mirate.
*** (Abstract in inglese) Several papers have examined the social and economic differences between the residents in the neighbourhoods of Naples, showing the complexity and heterogeneity of urban population and reporting, in some cases, a growing social gap. However, the differences in the characteristics (by age and sex) and in demographic behaviours (mortality, fertility and migration) have not been frequently analyzed. This paper aims at overcoming this limitation by providing a further picture of the differences inside the city. The data used refer to the period 2004-2008 and deal with the population, natural (births and deaths) and migratory (changes of residence) events concerning the residents in the neighbourhoods of Naples. Indices of structure, growth rates, standardized mortality rates, as well as the classical measures of intensity and calendar of fertility and migration behaviour have been calculated by neighbourhoods (quarters), municipalities and macro-areas. The use of multidimensional data analysis has allowed us to summarize the similarities and differences among the different areas within the city. This has led to a clear distinction between some neighbourhoods of the city centre, of hilly and Western areas, where a late fertility characterized by the one-child model prevails, and mostly peripheral neighborhoods and the eastern area, where the reproductive behaviour remains higher and earlier than in the rest of the city. A dichotomy that can be reinterpreted in terms of natural dynamism and aging process: the first quarters have now a number of deaths exceeding the number of births and a proportion of old people higher than the Italian national average, while the latter ones have a still positive natural dynamic and the young prevail on the elderly. In addition to intermediate situations, it should be noted that some mostly peripheral neighbourhoods have a strong emigration, almost always directed towards the towns of the belt, as well as the quarters of Chiaiano and Miano are characterized by mortality levels clearly higher than in the rest of Naples. Demographic differences seem to follow only partly the centre-periphery axis, because of significant differences co-existing in the city centre (some neighbourhoods with declining populations and others with a strong capability to attract foreign immigration from other Italian towns and, increasingly, from abroad). The differences observed suggest the presence of specific needs of people living in different neighbourhoods of the city, needs that would require the adoption of targeted social and health policies
Modelli insediativi delle comunità immigrate in Italia
La differente distribuzione territoriale delle collettività straniere rappresenta uno degli elementi che caratterizza le varie modalità di adattamento dei gruppi immigrati alla realtà di adozione. Nella prima parte dell’articolo vengono mostrati i differenti modelli insediativi degli stranieri attraverso l’elaborazione e la successiva discussione di un ampio ventaglio di indicatori elementari sulla distribuzione territoriale dei diversi gruppi nazionali; nella seconda parte vengono evidenziati i legami maggiormente significativi tra i differenti modelli insediativi e le principali caratteristiche demografiche, migratorie e lavorative delle stesse collettività immigrate, anche attraverso il ricorso a tecniche di regressione lineare multipla. Ancor più netto che in passato è il ruolo giocato soprattutto dalla specializzazione lavorativa, sebbene alcuni casi risultino oggi più complessi da esplicitare. L’addensamento territoriale in aree urbane e metropolitane resta soprattutto una prerogativa delle collettività di antica immigrazione dedite ai servizi domestici e di quelle impiegate in ambito commerciale. Ma l’insediamento metropolitano pare non essere più tipico dei gruppi a netta prevalenza femminile, perché tale squilibrio di genere è oggi diffuso soprattutto tra le collettività di più recente immigrazione che, quand’anche specializzate nel settore dei servizi alle famiglie, risultano più disperse su tutto il territorio, al pari delle comunità che hanno un più ampio ventaglio di possibilità occupazionali, in quanto rispondono ad una domanda di lavoro oggi più diffusa, nonché alle esigenze imposte da un generalizzato processo d’invecchiamento della popolazione e alla crisi del welfare. All’inserimento in settori più tradizionali e a netta predominanza della componente maschile (agricoltura e industria) corrisponde tuttora una più radicata presenza in comuni di piccole e medie dimensioni demografiche.
*** The foreign presence in Italy has recorded a considerable increase in recent years, both in absolute
terms and in terms of effect on the total resident population. The complex distribution by country of origin remains a constant, even though major changes have occurred in the size and weight of the various immigrant communities due to the appearance of some new migration routes, the further strengthening of some flows and weakening of others. The different geographical distribution of foreign communities is one of the elements characterising the ways in which immigrant groups adjust to their receiving contexts. The first part of the paper presents the different types of settlement of foreigners by processing and discussing
a wide range of elementary indicators on the geographical distribution of the various national groups. The second part highlights the most significant links between the settling modalities and the main demographic, migratory and work-related characteristics
of the same immigrant communities also by means of multiple linear regression techniques. Interestingly, the role played by work specialisation is now more important than it used to be, even though some cases are more difficult to explain. Geographical concentration in urban and metropolitan areas remains mainly a prerogative of older immigration groups working in the domestic service sector or employed in trade. Settlement in metropolitan
areas seems to be no longer typical of the groups with a prevalence of women, however, as such gender unbalance is mainly widespread among more recent immigration communities at present. Despite being specialised in the sector of services to families, these
communities are evenly distributed all over the country, just like the communities with a wider range of employment opportunities. This is because they respond to a more widespread demand of work as well as to the needs generated by a general ageing of the population
and the crisis of the welfare system. Employment in more traditional sectors with a prevalence of male workers (agriculture and industry) still corresponds to settlements in small- and medium-sized towns
Quartiere per quartiere
Questo contributo vuole analizzare i comportamenti demografici (mortalità, fecondità e migratorietà) della popolazione napoletana, fornendo un’immagine ulteriore delle differenze interne alla città. In sostanza, ci si chiede se persistono nel comune di Napoli divari nelle caratteristiche e nei comportamenti demografici degli abitanti dei diversi quartieri (e delle municipalità), tali da far pensare alla presenza di gruppi distinti e quindi a una popolazione complessiva che sia il frutto dell’aggregazione di diverse realtà demografiche connotabili territorialmente. Se fosse confermata tale ipotesi, la conoscenza dettagliata delle diverse situazioni diventerebbe davvero essenziale per la progettazione attenta delle politiche sociali più idonee da mettere in campo. Le analisi proposte si basano prevalentemente sui dati Istat successivi al censimento della popolazione del 2001. Questi dati, disponibili per tutti i comuni italiani, sono stati calcolati dall’Ufficio di statistica del comune di Napoli anche per i quartieri e le municipalità. Le analisi condotte hanno assunto come dati di riferimento la popolazione, gli eventi naturali (nascite e decessi) e quelli migratori (trasferimenti della residenza) dei residenti nei quartieri napoletani dal 2002 in poi, distinti per genere.
Il periodo preso a riferimento si colloca all’incirca a metà del decennio intercensuario 2001-2011, per l’esattezza intorno al 2006, con un intervallo pluriennale per gli eventi demografici di tre (2005-2007) o di cinque anni (2004-2008)
Alcuni aspetti dell'integrazione degli immigrati stranieri nella provincia di Napoli
L’ampia dimensione assunta dalla presenza straniera, l’importanza crescente delle famiglie immigrate (frutto di ricongiungimenti e della formazione di nuove coppie) e il sensibile aumento delle nascite da genitori stranieri sono solo alcuni
degli elementi che testimoniano di come gli immigrati siano diventati oggi una componente rilevante della società italiana e di come la loro integrazione rappresenti una delle sfide più importanti del futuro prossimo. Ne sono coscienti gli studiosi,
gli operatori sociali e gli agenti politici che hanno rivolto un’attenzione crescente verso l’analisi delle forme e delle modalità di inserimento dei nuovi venuti e verso l’individuazione delle strategie più idonee per la costruzione di un’effettiva
società multiculturale. Tali necessità conoscitive sono avvertite anche nella provincia di Napoli dove, pur essendo gli immigrati stranieri numericamente meno rilevanti che in diverse altre aree del Centro-Nord (sia in termini assoluti che come quota della popolazione totale), rappresentano tuttavia un collettivo in chiara espansione che mostra, peraltro, anche evidenti segnali di radicamento sul territorio con connotati in alcuni casi peculiari e connessi alle possibilità di inserimento e alla specificità delle aree di origine.
Il presente contributo, attraverso i dati di un’indagine “ad hoc” svolta nel corso del 2008 nel comune di Napoli e in alcune altre aree della provincia (l’indagine rientra in un progetto più ampio “La misura del livello di integrazione della popolazione
straniera in Italia attraverso dati di indagine” coordinato a livello nazionale dalla fondazione Ismu) si propone di esaminare i livelli di integrazione raggiunti dagli immigrati in relazione ad aspetti specifici del loro adattamento nella società di adozione. In particolare, sono affrontati alcuni tra i temi più rilevanti quali la
famiglia, la casa e le condizioni abitative
Alcuni aspetti dell'integrazione degli immigrati nella provincia di Napoli
Scopo del contributo è quello di esaminare alcuni aspetti dell'integrazione degli stranieri nella provincia di Napoli, dedicando particolare attenzione ai temi della famiglia e dell'abitazione. Il tutto viene fatto ricorrendo ai dati dell'indagine campionaria coordinata a livello nazionale dall'ISMU e denominata "La misura dei livelli di integrazione della popolazione straniera in Italia attraverso dati d'indagine"
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