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    Response to different methods of suspended sediment sample storage before the Coulter Multisizer analysis. 1. Inorganic matter

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    This article details the variations with time of the size spectrum of inorganic marine particle samples stored according to three different methods: storage with formaldehyde; within a darkened and cooled (4°C) incubator; and by freezing. In view of the lack of a pretreatment with the ultrasonic bath, freezing represented the only method apt to keeping the spectrum unvaried with time. Given the use of ultrasonic bath pretreatment, all three storage methods become applicable

    Application of a normalization procedure in determining regional geochemical baselines, Gulf of Trieste, Italy.

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    The regional variability of some geochemical parameters in the Gulf of Trieste is considered in terms of their relationship with Al, used as a normalization factor. Baselines calculated from these relationships are used to determine a simple enrichment factor for each element, defined as the ratio between the actual and predicted baseline value. The normalization procedure permits a new non dimensional reference baseline to be obtained that could help to assess the size of possible anomalies and to provide information on the diffusion and dispersion patterns of pollutants inside the monitored area

    Spiagge. Dinamica, occupazione, difesa e .... creatività.

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    Il litorale italiano è oggi investito da processi di trasformazione territoriale le cui premesse e gli esiti sono spesso oggetto di discussione, in quanto riconducibili ad interpretazioni che banalizzano la condivisa lettura del sistema di costa come motore dello sviluppo e della competitività locale. Le città a vocazione balneare si caratterizzano come punti di osservazione privilegiati, dai quali registrare le contraddizioni che emergono in relazione a tali derive di signifi cato: non ultima, la compromissione della qualità degli spazi dello stare collettivo che - segnando il limite tra natura e artificio – costituiscono tradizionalmente proprio i luoghi della riconoscibilità e della attrattività in termini turistici. Ponendosi come complessificazione di un ragionamento già avviato (Mazzotta, Pujatti, a cura di, Vistamare, Alinea, Firenze 2009), l’esperienza didattica descritta nel volume va oltre il tema della riqualificazione del waterfront come motore di rigenerazione urbana e si spinge a “vivere il pericolo” tra i flutti: in un momento in cui il costruire sul mare appare una strategia criticabile - in quanto spesso frequentato progettualmente soprattutto allo scopo di trasferire sull’acqua cubatura edificatoria irrecepibile dal saturo urbanizzato di costa - le prefigurazioni proposte a riguardo del molo come segno morfogenetico intendono porsi, anche provocatoriamente, come strategie alternative agli scenari che prevedono il proliferare sulle nostre coste di nuove marine, porti turistici, isole artificiali, nei termini di segni imposti più che dialoganti con l’identità del contesto. Lignano Sabbiadoro, storicamente paesaggio costruito la cui immagine caratterizzante è rintracciabile anche nei moli e nelle rotonde sul mare, assume il ruolo di ideale laboratorio, sia in relazione alla sua posizione geografica che alle caratteristiche del contesto ambientale e storico-culturale - per attualizzare il significato di pleasure pier nei termini di infrastruttura per la accessibilità turistica e contemporaneamente di spazio aperto “abitabile” - che trae l’accezione di sostenibile dal porsi come schema insediativo modellato anche attraverso l’uso di materiali e tecniche, nei termini di strumenti per interpretare in modo coerente le relazioni con il milieu di riferimento
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