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    Riscaldo superficiale delle pere, le alternative all' etossichina

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    L'etossichina è un antiossidante utilizzato da molti decenni per la prevenzione del riscaldo superficiale durante la conservazione di mele e pere. L’uso dell’etossichina è stato revocato dall’Unione Europea, in ottemperanza alla direttiva 91/414/CEE. il limite massimo di residuo (LMR) di etossichina presente sulle pere è stato abbassato da a 0,05 mg/kg, rendendo di fatto impossibile l’impiego di questa sostanza per la prevenzione de riscaldo superficiale. Il trattamento preventivo con 1-MCP e la refrigerazione a temperature di 0,5-1°C consentono di proteggere i frutti in conservazione dal riscaldo superficiale

    Prevenzione del riscaldo della pera Abate Fétel con stress da basso O2

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    La prevenzione del Riscaldo superficiale delle pere Abate Fétel, dopo l’abolizione dei trattamenti con etossichina, si è basata esclusivamente sull’impiego dell’1-MCP. In altre cultivar la conservazione con basso O2 (<0.8%) ha consentito di prevenire efficacemente il riscaldo superficiale, mentre nella Abate Fétel, la prolungata esposizione a basso O2 determina la comparsa del riscaldo molle. Nel corso di tre anni di ricerche è stata valutato, su frutti di due raccolte successive, l’effetto dello stress da basso O2, indotto da una concentrazione inferiore alla soglia di estinzione della respirazione aerobica (0,3-0,5% O2), per 21 e 35 giorni. Lo stress per 21 giorni ha prevenuto il RS solo per 4 mesi, mentre quando è stato prolungato fino a 35 giorni è risultato efficace, anche dopo 6 mesi di conservazione in refrigerazione normale a -1°C. Il basso O2 ha rallentato il processo di maturazione come evidenziato dalla durezza, dal colore e dalla produzione di etilene al termine della conservazione. Il cospicuo aumento del contenuto di etanolo, rilevato dopo il periodo di stress da basso O2, è risultato fortemente ridotto dopo shelf-life. Il periodo di stress non ha indotto anomalie nelle caratteristiche organolettiche

    Malattie biotiche e abiotiche di prodotti vegetali: liliacee da bulbo

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    Nel capitolo vengono descritte dettagliatamente le alterazioni biotiche causate da Batteri, Botrytis spp., Aspergillus niger, Fusarium spp., Penicillium spp., Colletotricum spp., ed altri patogeni minori che colpiscono l’aglio e la cipolla in conservazione. Sono riportate, inoltre, anche le alterazioni abiotiche (non parassitarie) come le ustioni solari, la vitrescenza, l’edema, la germogliazione, i danni da gelo, l’inverdimento e la senescenza

    Malattie biotiche e abiotiche di prodotti vegetali: Kaki

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    Nel capitolo del libro sono descritte dettagliatamente le malattie biotiche più frequenti causate da Alternaria alternata, Penicillium spp., Botrytis cinerea e le fisiopatie che colpiscono i Kaki come le spaccature iperidriche, spaccature da maturazione e l’imbrunimento apicale

    Metodi e mezzi di lotta in postraccolta: antifisiopatie

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    Nel capitolo sono riportati i più comuni mezzi di prevenzione delle alterazioni fisiologiche su ortofrutticoli conservati. In particolare gli antigermoglianti, antitraspiranti, cosmetici, calcioterapia (trattamenti con sali di calcio) e gli antiriscaldo

    Conservazione e difesa post-raccolta delle mele Fuji e Pink Lady (Crips Pink*) coltivate in pianura

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    La ricerca ha avuto lo scopo di valutare la suscettibilità alle malattie postraccolta delle mele Fuji e Pink Lady® (Cripps Pink) coltivate in pianura, in rapporto alla tecnica di conservazione (refrigerazione normale, atmosfera controllata tradizionale, Ultra Low Oxygen) ed al trattamento con 1-MCP. Le prove sono state condotte per tre anni consecutivi su frutti provenienti dalla pianura dell'Emilia Romagna. Sono state eseguite due raccolte: la prima anticipata di circa una settimana e la seconda nel periodo ritenuto ottimale, che è risultato coincidere con quella aziendale. I frutti sono stati conservati in Refrigerazione normale (RN), in RN preceduta da un trattamento con 625 ppb di 1-MCP, in Atmosfera controllata tradizionale (AC) 2,0-2,5% O2 e 2,0-2,5% CO2 e in AC con basso tenore di ossigeno (ULO) 1% O2 e 1% CO2. Nel corso della prova sono stati effettuati due controlli dopo circa 3 e 6 mesi di conservazione. Il trattamento con 1-MCP è stato effettuato, su mele prerefrigerate a 4-5°C, alla dose consigliata di 625 ppb per 24 ore. La raccolta anticipata ha determinato l'insorgenza del riscaldo superficiale nei frutti in refrigerazione normale ed in minor misura in quelli in AC tradizionale. Il trattamento con 1-MCP ha inibito totalmente l'incidenza del riscaldo superficiale in Pink Lady® (Cripps Pink), confermando la sua efficacia contro questa grave fisiopatia. Trascurabile è stata la suscettibilità di Fuji alla fisiopatia. La Pink Lady® (Cripps Pink) è risultata molto suscettibile all'imbrunimento interno in particolare nella raccolta tardiva. L'alterazione si è manifestata con tutte le tecniche di conservazione impiegate ma con percentuali decisamente molto elevate nei frutti in ULO (18,6%) ed in AC tradizionale (13,6%). La refrigerazione normale ed il trattamento con 1-MCP hanno contenuto l'incidenza della fisiopatia. L’imbrunimento, anche se in forma lieve, rappresenta un punto di debolezza, in quanto i frutti colpiti sono soggetti ad una senescenza più precoce e di conseguenza a processi di disfacimento interno che spesso iniziano dai tessuti imbruniti. La Fuji è risultata particolarmente suscettibile alla vitrescenza che è risultata più grave . nella raccolta tardiva. I frutti in AC ed in maggior misura quelle in ULO hanno evidenziato sintomi di disfacimento sui tessuti colpiti da vitrescenza mentre quelli conservati in RN o trattati con 1-MCP sono risultati meno colpiti. Ambedue le cultivar sono apparse molto suscettibili alle infezioni fungine con percentuali del 10-12% in Fuji e del 13,9-18,2% in Pink Lady® (Cripps Pink). L'AC con basso ossigeno (ULO) ed in particolare il trattamento con 1-MCP hanno contenuto l'infezione. I patogeni responsabili sono risultati Phlyctema vagabunda (Marciume lenticellare) in Pink Lady® (Cripps Pink) e agenti fungini vari in Fuji

    La problematica del riscaldo superficiale delle pere

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    Il Riscaldo superficiale è una fisiopatia da freddo che colpisce le mele e le pere in conservazione. In assenza di tecniche di prevenzione, la malattia può determinare scarti che possono interessare il 60-70% dei frutti, compromettendo la commercializzazione di interi lotti di prodotto. La individuazione negli anni ’60 di sostanze antiriscaldo molto efficaci, quali la difenilammina e la etossichina, hanno consentito una efficace prevenzione della alterazione. Di recente con la revoca alla immissione in commercio delle due sostanze attive citate, la problematica relativa alla prevenzione della fisiopatia è ritornata alla ribalta. Nell'articolo vengono riportati metodi alternativi di prevenzione del riscaldo attraverso l'utilizzo di diverse tecnica post-raccolta
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