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Recensione al volume di G. TAMBA, Ranieri da Perugia nei suoi documenti di notaio (1212-1254), Bologna 2018
Recensione al volume Les juristes des Etats de Savoie (XVIe – XIXe siécles): entre modéles nationaux et science europénne, Nice 2018
Non veni solvere legem sed implere. Il ius regium tra processi legislativi e raccolte normative nella Napoli del Settecento
Nel XVIII secolo il Ius Regni Neapolitani si era ormai profondamente consolidato nell’ordinamento giuridico del Regno, frutto di una secolare stratificazione giurisprudenziale e legislativa. Eppure a Napoli non si giunse mai, a differenza di altre realtà europee del Settecento, ad emanare un codice ufficiale di leggi patrie. Tale circostanza è stata definita il «paradosso napoletano», proprio per evidenziare come l’esistenza di un diritto patrio non avesse portato all’emanazione di un codice nazionale. Il presente volume intende dunque indagare le ragioni di questo «paradosso», assumendo come oggetto di indagine un aspetto ben preciso del Ius Regni Neapolitani in epoca borbonica: quello del ius regium, ovverosia della legislazione regia, in stretto collegamento con il tentativo di codificazione di Carlo di Borbone e con le diverse raccolte legislative che, su iniziativa privata, furono realizzate nella seconda metà del Settecento
Un magistrato lucano al servizio di Ferdinando IV. Alessio de Sariis e il suo contributo alla storia e alla sistemazione delle leggi patrie del Regno di Napoli
Contemporary historiography has almost completely neglected the figure of Alessio de Sariis, judge and royal governor under Ferdinando IV of Bourbon. Yet, the life of this Lucanian magistrate does not fail to offer research ideas of particular interest that certainly deserve to be deepened. As a jurist, de Sariis deserves full merit for the completion and systematic collection of all the legislative sources of the Neapolitan ius regium (legislation of the king) which he completed in just over five years. This essay therefore aims to rediscover the figure of Alessio de Sariis, first reconstructing his career as a local magistrate, and then moving on to the analysis of the minor writings and of his most important work, the Codice delle leggi del Regno di Napoli
Verso la formazione di un diritto ecclesiastico patrio napoletano. Giurisdizionalismo e «polizia ecclesiastica» a Napoli nel Settecento. Prime ricerche
In the 18th century, jurisdictionalist theories were applied to the legislation
and ecclesiastical policies of several European states. These States increasingly
dealt with matters that had traditionally reserved to spiritual power. The Kingdom
of Naples, in particular, developed a substantial and significant ecclesiastical
legislation regulating various aspects of the religious life of the country. The aim of
this paper is to demonstrate how, through this national legislation and on the basis
of a consolidated local jurisdictional culture, a truly national ecclesiastical law was
created in the Kingdom of Naples, autonomous from other fields of national law.
This will be done by analysing the institutions of the Kingdom specifically dedicated
to political and legislative activity in ecclesiastical matters, and by examining
various collections of royal legislation devoted to ecclesiastical law and published
in the second half of the 18th century
Recensione al volume di D. HOXHA, La giustizia criminale napoleonica: a Bologna fra prassi e insegnamento universitario, Bologna 2016
Recensione al volume di G. MAZZANTI, Un imperatore musulmano. Il Liber de sceleribus et infelicitate perfidi turchi ac de spurcitia et feditate gentis et secte sue (1467/1468) di Rodrigo Sànchez de Arèvalo, Bologna, Bononia University Press, 2020
“Ritorniamo alla legalità”. Leggi d’eccezione e reato di brigantaggio in un caso di favoreggiamento nella Calabria postunitaria
The Pica Act and the Peruzzi Act introduced a rather harsh and
moot exceptional legislation to counteract the brigandage in Southern Italy
between 1863 and 1865. In particular, these acts governed the new crime of
brigandage and assigned jurisdiction to military courts of justice. The first
part of this paper analyzes both the parliamentary debate that led to their
approval and their legal content. The second part analyzes the application
of this legislation to a real case of abetment to the crime of brigandage in
Calabri
L’unificazione sotto scacco. La repressione del brigantaggio meridionale postunitario attraverso la legislazione d’emergenza (1863-1865)
Tra i pericoli che rischiarono di minare seriamente il processo di unificazione nazionale dopo la nascita del Regno d'Italia, il brigantaggio meridionale rappresentò certamente quello più concreto e difficile da affrontare. La necessità di risolvere velocemente il problema e di accreditare l'Italia presso le altre Nazioni come un paese stabile e coeso, impose al Governo e al Parlamento di introdurre un regime penale d'eccezione che doveva, nelle loro intenzioni, debellare una volta per tutte questa piaga atavica del Mezzogiorno. Il presente contributo intende dunque esaminare la legislazione d'eccezione che tra il 1863 e il 1865 impose nella maggior parte delle provincie meridionali una serie di misure repressive particolarmente severe. Partendo dalla famigerata legge Pica, che introdusse la nuova fattispecie del reato di brigantaggio e limitò sensibilmente le libertà e i diritti garantiti ai cittadini dall'ordinamento liberale, tanto da essere definita da Francesco de Sanctis una macchia allo Statuto albertino, si passerà poi ad esaminare la successiva legge Peruzzi che, pur rimanendo essenzialmente nel solco tracciato dalla legge Pica, cercò tuttavia di mitigarne alcuni aspetti eccessivamente illiberali
“Porre un freno al dispotismo di giudicare de’ Tribunali”. Assolutismo regio, arbitrio giudiziario e motivazione delle sentenze nei dispacci napoletani del 1774
In 1774, the secretary of State of the Kingdom of Naples, Bernardo Tanucci, issued a dispaccio; a decree that obliged the Neapolitan High Courts to motivate their judgement. This statute was expected to limit the arbitrary power of courts and to centralize powers in the hands of the King, in accordance with the Enlightenment spirt of the time. Naturally, the Kingdom's judiciary was reluctant to accept this reform and tried to oppose its implementation in every way. In this paper we will try to highlight the causes of the failure of the Tanucci's decrees, considering also the dispaccio of 1791, which repealed the obligation to motivate sentences and reduced the scope of the dispaccio of 1774
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