125 research outputs found

    Tecnologie 4.0 e imprese agroalimentari: il ruolo delle relazioni con i fornitori e gli ecosistemi di supporto

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    The chapter draws on the latest data and case studies from the Agrifood Management and Innovation Lab’s Observatory on Strategies and Innovation in Food to illustrate how the adoption of 4.0 technologies is feasible for food SMEs, provided that there is a well-structured interface with a variety of actors in their local contexts. The adoption and deployment of 4.0 technologies requires mediation by software, consulting, and research operators to scale down solutions designed for large and structured organizations and to adapt them to the peculiarities of SMEs. We document the nature and structure of these interactions to contribute to future policy choices in supporting digitalization of the sector

    Innovation in Global Value Chains: Co-location of Production and Development in Italian Low-Tech Industries

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    Buciuni G. and Finotto V. Innovation in global value chains: co-location of production and development in Italian low-tech industries, Regional Studies. Despite the spread of global value chains, recent studies suggest that disentangling tangible and intangible activities hinders innovation. Acknowledging the importance of the co-location of research and development (R&D) and manufacturing, this paper investigates the co-location rationale in three Italian industries. Drawing on a multiple case study, findings reveal that while innovation thrives on internationally dispersed functions, the execution of a specific bundle of development activities hinges on distinctive manufacturing knowledge. Evidence suggests that this innovation bundle is performed where industrial production occurs. Accordingly, this paper claims that it is the contiguity between development activities and production in manufacturing locales that ultimately supports innovation

    Cultura tecnica: per una nuova formazione professionale

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    La formazione tecnica ha rappresentato uno degli ingredienti essenziali del successo del Made in Italy. Le scuole tecniche e professionali hanno consentito a intere generazioni di sviluppare una cultura tecnica che ha costituito la base su cui sviluppare la qualità e l’innovazione del miglior prodotto italiano, dalla meccanica al design, dal tessile all’agroalimentare. Le profonde trasformazioni tecnologiche di questi anni ci spingono a ripensare il ruolo di queste scuole, in linea con quanto sta accadendo in tanti paesi avanzati. È proprio una nuova scuola politecnica il punto di partenza per un rilancio della manifattura italiana e del Nord Est

    L'imprenditorialità del fare. Come essere innovatori anche senza fondare una start-up

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    Mutuando un adagio abusato dagli studiosi di management, niente potrebbe essere più pratico di un serio ed approfondito ragionamento sulle teorie dell'imprenditorialità, vista la sua importanza in agenda e data la gravità della crisi economica. L'adozione -più o meno consapevole- di una teoria dell'imprenditorialità nell'elaborazione delle politiche ha rilevanti effetti reali in termini di allocazione delle risorse, inclusione o esclusione di determinati comparti e settori negli schemi di incentivazione e finanziamento, riconoscimento sociale e stimolo alla creazione d'impresa nelle generazioni più giovani. Questo breve saggio muove da alcune considerazioni sul rapporto della task force per le startup nominata dal Ministero dello Sviluppo Economico per rilevare come in Italia la politica si muova chiaramente dentro il perimetro di una particolare prospettiva sull'imprenditorialità, sposandone gli assunti ed agendo di conseguenza. In particolare, l'enfasi della task force, e del dibattito più generale negli ultimi dieci anni, è sulla necessità di stimolare e favorire le startup "innovative" -cioè attestate su tecnologie o settori di punta, sul presidio della frontiera scientifico/tecnologica, ad elevata intensità di conoscenza "formale" e forte propensione alla brevettazione o all'uso di privative industriali- come preludio ad un rilancio vigoroso dell'economia nazionale. Questa impostazione, legittima, rischia di marginalizzare, nell'immaginario e nelle aspirazioni dei giovani prima ancora che nell'assegnazione di risorse, percorsi di creazione d'impresa nei settori tipici del made in Italy e soprattutto nei servizi a loro collegati. In un momento nel quale il dibattito politico internazionale parla con crescente vigore di ritorno del manifatturiero nelle economie sviluppate e di una nuova generazione di servizi a supporto del manifatturiero di nuova generazione, questa marginalizzazione potrebbe risultare controproducente

    Politiche per l’imprenditorialità giovanile: stato dell’arte e indicazioni strategiche

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    La creazione di nuove imprese è vista come una possibile soluzione alla recente crisi economica e come una leva cruciale per alleviare il problema della disoccupazione giovanile. In Italia e nel mondo si sono moltiplicate le iniziative – pubbliche e private – di supporto all’imprenditorialità giovanile, mentre in tutta Europa le politiche per la competitività mirano a stimolare la creazione d’impresa e a sostenere la crescita delle imprese create dai giovani. Il presente volume presenta i risultati di un progetto di ricerca sull’imprenditorialità giovanile in Veneto che ha avuto l’obiettivo di fornire un quadro esaustivo sulle dimensioni del fenomeno, sulle dinamiche di crescita e sviluppo delle imprese “giovani” e sulle criticità sperimentate dalle imprese fondate o guidate dagli under 35. Oltre a presentare una fotografia aggiornata dell’imprenditorialità giovanile in Veneto, il volume presenta alcune direttrici strategiche per lo sviluppo di politiche di supporto alle startup fondate dai giovani e al passaggio generazionale

    La scuola come spazio di apprendimento e di innovazione: esperienze a Nord Est

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    Negli ultimi due anni il Nord Est è stato un interessante laborato- rio di progetti e spazi per avvicinare formazione, lavoro e innova- zione. Il Veneto, in particolare, è una delle regioni più interessate dalla vitalità dei Fab Lab, laboratori di fabbricazione digitale che riuniscono in spazi dedicati alla creatività e alla manifattura di nuova generazione giovani studenti, professionisti, designer. Que- sti spazi, e altri che nasceranno, se opportunamente riconosciuti e valorizzati giocheranno un ruolo cruciale nel dare profondità ed efficacia all’alternanza scuola-lavoro intesa come metodologia di- dattica, ovviando ad alcuni vincoli di sistema e liberando energie innovative sui territori

    Digital marketing strategies in the Italian wine sector

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    The diffusion of digital instruments as means to communicate and sell products and services attracted the interest of academics and professionals in recent years. Digital marketing strategies are seen as beneficial in the wine industry, especially for small wineries, given the richness they allow in the communication of products and terroirs, their purported affordability vis-à-vis traditional marketing strategies, and the access they provide to international markets. Consensus on the importance of digital marketing is high, but the reality is sober: many wineries are lagging behind in adopting digital tools. Based on an exploratory study of 113 small and medium sized Italian wineries, the paper identifies organisational factors that influence the use of digital tools in marketing strategies: size, familiarity with various areas of digital marketing, number of employees and longevity of the firm
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