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Ignazio Falconieri e la traduzione delle 'Troiane' di Seneca
Tra le numerose traduzioni italiane del Settecento si afferma l'esigenza di rinnovamento rispetto alla rivisitazione esemplare, alla luce di esigenze di gusto e nuove poetiche, dalla grande tradizione greco-latina alla Francia, all'Inghilterra
Ferdinando Donno e Gli amori di Leandro ed Ero (1620). Con La Musa Lirica, fra Petrarca e Marino
Poeta sensibile alle suggestioni di G.B. Marino, Ferdinando Donno (1591-1649) con la 'Musa lirica' (620) e il poemetto 'Gli amori di Leandro ed Ero' punta a una rinnovata esperienza di canzoniere, ricco di forme espressive e di inquietudini, non immemore però di Torquato Tasso, nella rielaborazione di analitiche introspezioni. In esibita padronanza versificatoria, il Donno costruisce una sua cifra personale nell'ambito della poetica barocca di novità-sorpresa-meraviglia, secondo una rappresentazione drammatica, in chiaroscuro antitetico, come irto percorso in direzione di una certezza appagante e definitiva
DOPO CORONA E MITRA. UN DOLCISSIMO PATRE PER DANTE: VIRGILIO OLTRE LA SIMILITUDINE
Virgil’s farewell to Dante manages to sublimate the drama of the Latin poet, who is excluded from the possibility of arriving into Eden, satisfied with the transitory rise, that is granted to him in the company of his son-pupil. This farewell is particularly interesting
for the complexity of the character: Virgil is not just a “figura” of the ancient world, but a real and embodied person, capable of expressing multi-sensory aspects and meanings that are not only oxymoronic. In Virgil’s sinolo, similitude and metaphor are overcome by synaesthesia, necessary to characterize his presence of global activation in Dante’s poetryprophecy, that is “copula” between two worlds.L’addio di Virgilio a Dante sublima il dramma vissuto dal poeta latino, escluso dalla possibilità di ingresso in Eden e reso pago della transitoria ascesa concessagli in compagnia del figlio-alunno. Tale addio desta interesse soprattutto per la complessità del personaggio, non solo “figura” del mondo antico, ma vera persona incarnata, capace di esprimere aspetti plurisensoriali e significati non solo ossimorici. Nel sinolo di Virgilio, similitudine e metafora sono superati nella sinestesia, a caratterizzare una presenza di
attivazione globale verso la poesia-profezia di Dante copula fra due mondi
Matelda una e ‘trina’. Sull’ideologia edenica di Dante
Towards the top of the mountain (Pg. XXVIII, 40) the "donna soletta che si già" is Matelda, a woman of sublime natural pleasure, between aesthetic enjoyment, delicacy of soul and depth of feeling. A sign of re generation, Matelda announces the personal salvation of Dante, interpret er of humanity. The desire to get close to her is an aspiration towards
height, for her beauty full of grace. And the literary tradition is leavened by
strong spiritual values; as on Parnassus, for Dante on the Sacro Monte the
meeting with the 'new Muses' is decisive: the three theological Virtues and
the four cardinals, with Beatrice and Matelda, are able to distill the Truth of
nature and entrust it to the Poet, sacred interpreter and successor of Ae neas and Paul. Loving and happy, Matelda is full of hope realized in chari ty: she is the new Eve without sin, full of trust in God and full of God's pro fuse trust in her. In the feminine narrative-poetological pleasure, Matelda's
scene is sacral, a prophetic idyll as the “arra” of true bliss.Verso la sommità del Monte (Pg. XXVIII, 40) la «donna soletta che si gìa» è Matelda, donna del sublime piacere naturale, fra godimento estetico, delicatezza d’animo e profondità di sentire. Segno di rigenerazione, Matelda annuncia la personale salvezza di Dante, interprete dell’umanità. Il desiderio di avvicinarsi a lei è aspirazione all’altezza, per la bellezza colma di grazia. E la tradizione letteraria lievita di forti valori spirituali; come sul Parnaso, per Dante sul Sacro Monte l’incontro con le ‘nuove Muse’ è decisivo: le tre Virtù teologali e le quattro cardinali, con Beatrice e con Matelda, sono in grado di distillare la Verità della natura e di affidarla al Poeta, sacro interprete e successore di Enea e Paolo. Amorosa e lieta, Matelda è ricolma di speranza realizzata in carità: è la nuova Eva senza peccato, ricca di fiducia in Dio e colma della fiducia da Dio in lei profusa. Nel piacere narrativo-poetologico al femminile, la scena di Matelda è sacrale, idillio profetico come arra della vera beatitudine
Gli "Sciolti" (1810) di F. B. Cicala per la solenne inaugurazione della 'Società di Agricoltura' tra mito e storia
Laura D’Arpe, Mare. Emozioni, Edizioni Grifo, Lecce 2020
Il nuovo libro della poetessa salentina Laura D’Arpe ha per titolo Mare. Emozioni; già docente di letteratura italiana e latina nei Licei, la D’Arpe è alla sua quindicesima pubblicazione e fra le precedenti vale citare almeno 'La quinta stagione' (Firenze Libri 1989), 'Le tre vite' (Congedo, Galatina 1993), 'Senza Tempo' (Milella, Lecce 1995), 'Ametrica Carmina' (Congedo, Galatina 1998), 'Sìrima' (Congedo, Galatina 2001), 'Iris. Ametrica carmina II ' (Lupo, Copertino 2014). L’incontro con la poesia sembra favorito dal tema scelto per questa silloge, 'Mare', a richiamare l’identità di una penisola fra Adriatico e Ionio, ponte verso l’Oriente e approdo degli eroi. Già A. Vallone per 'La quinta stagione', D. Valli per 'Le tre vite', G. Rizzo per 'Sìrima' contrassegnarono la sua ricerca spirituale e l’amore della terra natia per immagini sulla dorsale della memoria. Più di recente Alessandro Laporta e Antonella Vacca hanno rilevato ulteriori linee della poetica darpian
«...passaru sulagnu». Un Leopardi dialettale con E. G. Caputo
Erminio G. Caputo (1921-2004) is a dialect poet with an extraordinary ability to hypostatize a deeply felt
religiousness that is a search and an inner torment for him. Caputo is also a translator of famous poems into
dialect, such as Leopardi's Il passero solitario, of which he catches the dramatic vitality.Del poeta dialettale Erminio G. Caputo (1921-2004) appare straordinaria la capacità poetica di ipostatizzare
nella parola la sofferta religiosità come ricerca e tormento interiore. Caputo si impegna anche nelle traduzioni
dialettali di celebri poeti, in particolare di Leopardi con Il passero solitario, di cui coglie la vitalità drammatica
Un verum siculo-campano. Verga e i Vinti del Marito di Elena, in STUDI D’ITALIANISTICA NELL’AFRICA AUSTRALE ITALIAN STUDIES IN SOUTHERN AFRICA (A.P.I. International Conference XV “History and Literature”, Ortigia Siracusa, 2-5 luglio 2019) - NUMERO SPECIALE / SPECIAL ISSUE: STORIA E LETTERATURA: UN DIFFICILE CONNUBIO - HISTORY AND LITERATURE: AN UNEASY KINSHIP
The placement of Verga’s novel, Il marito di Elena, between his two other works, I Malavoglia and Mastro-don Gesualdo, appears significant, even if the attention given to it was alternate: critical consideration was crushed between the epos of the fishermen of Aci Trezza and the self-made-man image of the subsequent Mastro-don Gesualdo, with different ideological reserves. In Il
marito di Elena, the femme fatale Elena cherishes worldly successes, while her husband Cesare Dorello pursues a legal career. Cesare is not just the young ’Ntoni, who in this novel appears educated and progressive: the protagonist
leaves the Irpinia village, which is a dimension without history, and he goes towards the sprawling Naples, which was once the capital. If in the Irpinia village the voice of History is muffled, like an incomprehensible enigma to which everyone remains stranger, in Naples History seems to take the form of a looming shadow, affecting the daily actions of defenseless and weak
individuals, until the family nest is shattered. In the novel, Il marito di Elena, Verga sanctions the passing from the ancient regime of a paternalistic monarchy to the lineage of the new masters: they are business foxes and industry captains and their power is based on the charm of possessing material goods, such as the ‘roba’ (the belongings) and the woman herself. The conquest is the result of cunning or of fatigue crowned with luck; thus the tragedy matures between the pleasure-loving Elena and the weak Cesare: Il
marito di Elena can rightfully be enrolled in the Ciclo dei Vinti.Il romanzo 'Il marito di Elena' (1882) appare come schiacciato tra i due lavorii verghiani più noti, 'I Malavoglia' e 'Mastro-don Gesualdo'; fra B. Croce e L. Russo l'epos dei pescatori di Aci Trezza e l'immagine di self-made-man del successivo don Gesualdo hanno criticamente velato di riserve ideologiche la narrazione sviluppata con i protagonisti, la fatale Elena e il marito Cesare Dorello, impegnato nello studio legale. Cesare non è un giovane ’Ntoni, educato e progressista in carriera; il potente gioco verghiano delle contrapposizioni presenta personaggi, ambienti, mentalità in collisione: Cesare vs. Elena, e insieme la campagna vs. la città, la dimensione contadina vs. il ceto impiegatizio tratteggiano la conseguente centralità dei temi presenti, come il ruolo della famiglia, l’educazione e le differenze sociali, il tradimento, la gelosia, la violenza contro le donne, l'uxoricidio. L’amore-passione non appare l’unico sentimento che provoca lo svolgimento del romanzo nei concreti decisivi snodi: fra il Nido del paesello (Altavilla Irpina) e la Storia protagonista a Napoli, fra ‘l’ideale dell’ostrica’ e la fantasmagoria dei documenti umani, la darwiniana battaglia esistenziale, consegna 'I Malavoglia' e 'Il marito di Elena' come romanzi legati tra di loro, affini e congiunti come fratelli, entrambi cari alle visceri paterne di Verga
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