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    Inquinamento salino ed antropico degli acquiferi costieri della murgia e del Salento: azioni di salvaguardia

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    Inquinamento di origine antropica ed inquinamento salino sono determinati da attività diverse e potenzialmente controllabili separatamente: tuttavia i fenomeni, nella gran parte degli acquiferi costieri ricadenti in aree densamente popolate, sono normalmente sovrapposti e la loro interconnessione rende necessaria, per comprendere il primo, la conoscenza dell’altro. Negli ultimi decenni la situazione di tali acquiferi, particolarmente nell’area mediterranea, si è deteriorata profondamente, anche per effetto dell’ulteriore sovrapporsi degli effetti del cambio climatico. Come conseguenza di sovrasfruttamento, inquinamento e cambio climatico, i regimi naturali di flusso di tali acquiferi costieri risultano oggi profondamente disturbati, con mobilizzazione di acque prima isolate rispetto al deflusso attivo, con l’attivazione di cortocircuiti nel trasporto degli inquinanti e con una modifica della qualità del trasporto verso i mari. Gli acquiferi costieri carsici della Murgia e del Salento soffrono dei problemi suddetti ed i risultati sono nettamente percepibili dalle popolazioni, almeno in termini di scarsità complessiva di risorse idriche e peggioramento globale del clima. Lo stato d’inquinamento delle falde rimane invece, nei suoi effetti, meno direttamente riconoscibile dagli utenti. Occorre qui ricordare che le risorse idriche sotterranee dei suddetti acquiferi sono a tutt’oggi una risorsa molto importante anche ai fini del soddisfacimento della domanda idropotabile. Basti pensare che, in momenti di emergenza idrica, per incrementare la disponibilità idropotabile in Murgia vengono attivati prelievi da pozzi e che nel Salento sono prelevati per questi scopi, continuativamente, più di 4 m3/s. Tutto ciò senza pensare al crescente fabbisogno del comparto agricolo e zootecnico. Le considerazioni che seguono in tema di inquinamento salino ed antropico delle risorse suddette sono basate su dati occasionalmente raccolti per scopo di ricerca scientifica che non possiedono carattere di sistematicità: l’assenza di controllo che è seguita ai dettami del Piano di Risanamento Idrico costituisce una lacuna gravissima, tale che ad oggi non si possiede un quadro affidabile di riferimento per impostare seriamente azioni di salvaguardia e recupero che non possono tuttavia essere più procrastinate

    Reply to the discussion on ‘Coastal and inland karst morphologies driven by sea level stands: a GIS based method for their evaluation’ by Filomena Canora, Dolores Fidelibus and Giuseppe Spilotro (2012)

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    The authors welcome the discussion concerning their paper ‘Coastal and inland karst morphologies driven by sea level stands: a GIS based method for their evaluation’ by F. Canora, D. Fidelibus, G. Spilotro, made by J. De Waele and M. Parise. It provides an opportunity to open a debate about the significance of geomorphological studies at different scales, both generally, and for the specific area of study (Murgia, Southern Italy)

    Anisotropy of hydraulic conductivity through shallow geophysical surveys

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    A geophysical investigation, including surface seismic refraction and electrical resistivity methods with radial scanning, was carried out at two test sites of the Apulia region (Italy), in carbonate and evaporite environments characterized by karstic processes. The main aim of the studies was to test the effectiveness of the above mentioned methods to highlight the anisotropy of hydraulic conductivity of the rock masses on the base of accurate surface and subsurface analysis of the karstic features and flow conditions. The electrical resistivity method provided useful indications about the nature of the void filler (water or residual soils) along the fracture and joint families; the seismic refraction method gave, in a fractured and karstified system, information on the loss of material on the base of fractures knowledge of pwaves velocity, density and Poisson ratio of the intact material and of the joint enlargements filler. The radial scanning configurations revealed very useful in giving a well based forecast of karst development directions; the combination of different geophysical techniques allowed reducing uncertainty linked to interpretation of discrete values of physical properties in jointed rock masses and evidencing the anisotropy features
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