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Counselor e career counselor del futuro: quali competenze?
La situazione socioeconomica e i rapidi cambiamenti tecnologici
hanno riacceso l’attenzione del mondo accademico italiano sulla definizione della professione di counselor e sull’individuazione delle competenze che i professionisti del futuro dovrebbero possedere per far fronte ai problemi dei
loro clienti. Il lavoro svolto dalle associazioni di counselor americane, il modello delle competenze di Ridley, Kelly e Mollen e il modello sviluppato all’interno del Network for Innovation in Guidance and Counseling rappresentano dei punti di riferimento in questa riflessione. In conclusione verrà presentato il modello di formazione del LARIOS, il laboratorio di ricerca e intervento alle scelte dell’Università di Padova
Il ruolo del supporto familiare percepito e dell'autoefficacia sull'indecisione professionale.
Il supporto fornito dai genitori è uno dei fattori contestuali in grado di
influenzare le scelte scolastico professionali di un giovane, in particolare le credenze di
efficacia e i livelli di decisione. In questo studio vengono prese in esame le relazioni che
esistono tra supporto familiare, autoefficacia, e indecisione in un gruppo di adolescenti di
età compresa tra i 15 e i 19 anni. Verranno discussi i risultati ottenuti che confermano
l’influenza del supporto familiare sui processi di scelta scolastico professionale inoltre
verranno forniti dei suggerimenti per l’intervento e per il proseguo della ricerca
Le storie nel counseling e nel career counseling
L’avvento del nuovo millennio ha posto gli studiosi di tutto il mondo, al di
là del loro specifico settore di appartenenza, di fronte alla constatazione che
per rispondere alle nuove sfide del XXI secolo è necessario rivisitare costrutti e
individuare nuove modalità operative. In quest’ottica, almeno all’interno delle
scienze sociali, sempre maggiore enfasi è stata posta sugli approcci qualitativi e
in particolare sugli approcci narrativi che permettono di costruire conoscenza
e attribuire significato focalizzandosi su aspetti importanti per il narratore e sul
contesto in cui si collocano (Etherington, 2009; Savickas, 2011; McAdams, 2013).
L’interesse per le storie non è certo nuovo nella storia umana e nemmeno
esclusivo della psicologia. La letteratura sociologica, ad esempio, ne sottolinea
l’importanza sia come memoria che come modello operativo. A questo riguardo
Hsu (2008) afferma che le storie sono uno dei pochi fattori umani universali,
presenti in tutte le culture e lungo tutta la storia umana. Le storie migliori,
quelle raccontate attraverso le generazioni e tradotte in più lingue, sono molto
di più che uno spaccato rappresentativo. Questi racconti catturano l’attenzione
degli ascoltatori, le cui emozioni possono essere intrinsecamente legate a
quelle dei personaggi. Le storie quindi hanno un innegabile potere educativo
e stimolano l’apprendimento fornendo strategie comportamentali e modalità
di risoluzione di problemi nei settori più diversi, sia nei narratori che negli
ascoltatori che sono impegnati in un processo di rivisitazione e ricostruzione
delle conoscenze.
In questo capitolo prenderemo in esame il ruolo dell’approccio narrativo
nel counseling psicologico mettendone in evidenza definizioni e vantaggi.
Particolare attenzione sarà data al legame tra storie e sviluppo dell’identità
e in particolare all’uso degli approcci narrativi nel career counseling. Infine
verranno forniti alcuni spunti operativi
Relazioni sociali, senso di personal agency e livelli di indecisione in un gruppo di adolescenti italiani
All’interno della psicologia dell’orientamento alcuni modelli teorici, come ad esempio quello socio cognitivo, enfatizzano il ruolo che i fattori contestuali sono in grado di esercitare sullo sviluppo professionale di un individuo e spingono i ricercatori ad analizzare ed individuare le relazioni che sussistono tra le variabili personali e le variabili contestuali al fine di incrementare la conoscenza del fenomeno in questione e poter sperimentare e proporre strumenti e interventi specifici di orientamento. Recentemente inoltre, sempre maggior attenzione è dedicata agli aspetti relazionali del career counseling. Per ampliare la conoscenza a proposito dell’influenza che le relazioni sociali rivestono sullo sviluppo professionale di studenti universitari e, in particolare nelle attività di esplorazione professionale e nel processo decisionale, Schultheiss, Kress, Manzi e Glasscock (2001) hanno messo a punto un’intervista specifica. Considerando le interazioni che sussistono tra lo sviluppo professionale e le relazioni sociali con lo studio che sarà qui descritto ci si è chiesti quale fosse l’effetto che il supporto percepito esercita, a fianco di variabili come l’autoefficacia ormai tradizionalmente considerate rilevanti nelle attività di orientamento, sullo sviluppo professionale degli adolescenti
Il ruolo della famiglia
L’importanza dei genitori nel facilitare la maturazione cognitiva e sociale dei
figli è fuori discussione tanto che a essi viene oramai riconosciuto un ruolo importante
a proposito anche della prevenzione di eventuali problemi di adattamento
personale e sociale dei figli. Per far sì che i genitori affrontino efficacemente questi
compiti sono necessarie competenze e abilità, a volte particolarmente complesse
e sofisticate, che non sempre risultano facilmente presenti e disponibili. La presenza
di situazioni difficili come quelle associate alla disabilità, oltre a mettere
duramente alla prova le abilità «gestionali» di qualsiasi genitore, fanno aumentare
la probabilità di incappare involontariamente in errori educativi che potrebbero
addirittura rinforzare i comportamenti-problema dei figli e minare la qualità della
collaborazione con gli stessi specialisti sociosanitari.
A tutto ciò si aggiunge il fatto che i genitori hanno un ruolo essenziale nel favorire
l’inclusione. Ai genitori tutti, indipendentemente dalla presenza di disabilità
nei figli e delle loro età, infatti, viene sempre più riconosciuta la capacità di agire
sul proprio contesto di riferimento a vantaggio dell’inclusione.
In quest’ottica dopo aver passato in rassegna le sfide che i genitori si trovano
ad affrontare nei diversi momenti di vita dei figli verrà data enfasi alle loro risorse.
Ottimismo, speranza e resilienza rappresentano tre costrutti sui quali la letteratura
sta investendo che possono contribuire a spostare l’attenzione dei professionisti e
dei genitori stessi da visioni centrate sui deficit a visioni più vantaggiose per sé e
per gli altri, propositive e orientate all’azione.
Accanto ai genitori un ruolo sempre più significativo viene riconosciuto anche
ai fratelli e alle sorelle. Questa relazione unica si intreccia in modo indissolubile
con la vita del fratello o della sorella con menomazione e può prolungare la cultura
familiare oltre la presenza genitoriale. Abbiamo infine scelto di dedicare l’ultima
parte del capitolo a due modalità di intervento, una più tradizionale, il parent
training, e una più innovativa, il parent coaching
Gli atteggiamenti verso l’inclusione scolastica e formativa
Uno dei temi cari alla letteratura in quanto la loro presenza incide in modo
significativo sui processi di inclusione è quello degli atteggiamenti che alunni,
insegnanti e genitori nutrono nei confronti della partecipazione in classe di alunni
con disabilità. L’analisi della letteratura proposta porrà particolare attenzione a
mettere in luce quegli elementi e fattori che le ricerche hanno confermato essere
determinanti nel caratterizzare l’evoluzione degli atteggiamenti e che pertanto
dovrebbero essere considerati dai professionisti interessati a favorire processi di
inclusione nei contesti in cui operano.
Ma, innanzitutto, a cosa pensiamo quando utilizziamo la parola atteggiamenti?
Nel dibattere le definizioni del termine viene attribuito a Eagly e Chaiken [1993]
il merito di aver stilato quella più contemporanea e convenzionalmente condivisa:
gli atteggiamenti possono essere definiti come la tendenza psicologica a valutare
una specifica entità (per esempio una persona, una cosa, un’idea, un argomento
ecc.) in termini positivi o negativi che si traducono in cognizioni, motivazioni e
azioni. Sono considerati relativamente stabili e frutto di processi a lungo termine
come la socializzazione ma anche dell’esposizione online a informazioni contestuali
tanto che comprendono sia una valutazione che riguarda una rappresentazione
conservata nella memoria sia il giudizio che viene espresso in un preciso momento
o entrambi. Gli atteggiamenti vengono influenzati dalle informazioni ricavate dalle
attuali esperienze di vita, dal ricordo di giudizi passati, dalle conoscenze precedenti
e dai giudizi appena formulati, e interagiscono continuamente con le cognizioni, le
motivazioni e i comportamenti [Albarracín et al. 2005]
SLOGANS, MOTTOS, AND PROVERBS ABOUT INCLUSION...
In the process of writing, scholars often stop and search for a phrase or saying that
cogently and concisely expresses the work done; the take-home message they want
readers easily to remember. Proverbs, sayings, slogans, and citations support a point of
view and increase the persuasiveness of what is being said. They reinforce the speaker’s
argument by leveraging both the wisdom they feed in and the effect they produce in
the flow of speech from which they emerge in meaning, rhythm, and tone (Gandara,
2004). Advertisers, for example, know that to launch a product it is crucial to have a
powerful and memorable slogan that connects and represents a product or brand. Otherwise
counselors and psychotherapists know that clients have built their lives around
themes that can be synthesized in proverbs, sayings and slogans. Like headlamps,
such words project life motives that allow for re-meaning the past and the present,
and that can guide future choices and decisions. Career counsellors who know career
construction theory (Savickas, 2013), view a motto or proverb as advice that one gives
to oneself. A proverb or motto will usually succinctly state a person’s intuitive strategy
toward something important, in this instance toward inclusion. In line with the
aim of this volume, here we tried to comprehend the best advice about inclusion that
scholars, professionals, students, parents and the many who accepted the challenge of
this Manifesto have to advance professions of those, like us, are interested in others.
Listening to the advice of the respondents to this survey reveals ways forward for us
all. The results represent a self-organizing wisdom for our life and professions. They
provide new ways of thinking, feeling, and understanding inclusion from multiple
perspectives, and it is multiple perspectives that provide depth of meaning. Making
the analogy that a client’s motto is advice to self, means that the mottos of these key
actors about inclusion represent their best advice to our life and professions. Wishing
to contribute to all of this, results of our analyses are reported below, after a brief
presentation of the motto, proverb and slogan definitions
Crisi economica e orientamento: Il punto di vista degli operatori
Rapid changes and severe uncertainties that characterize economically, productively, politically and culturally postmodern societies also impact career counselors and researchers. In occasion of the international conference "Vocational Designing and Career Counseling. Challenges and New Horizons " that was held in Padova in 2011, the organizers launched a project to give voice to career and life designing professionals and researchers from all over the word. The answers to ten questions on the future of vocational designing and career counseling were collected in a book and were here analyzed. The emerged strengths, weakness, opportunities, threats represent the challenge and worries that vocational and career counselors are now facing. The life design approach and the emphasis on narrative approaches seem represent new point of reference, as well as the necessity to go over the one-to-one relation toward small and big group that envisage the involvement of the context, the use of new technology and adopting a preventive role of the vocational designing and career counseling
Il costrutto dell'adattabilità professionale
Nel presente lavoro verrà data enfasi al costrutto dell’adattabilità professionale come elemento centrale dello sviluppo professionale, che permette di costruire in maniera attiva la propria carriera. Sempre più spesso infatti i cambiamenti del mondo del lavoro chiedono alle persone di adattarsi a nuove realtà e di gestire più efficacemente il proprio sviluppo professionale. Saper anticipare le evoluzioni future, fronteggiare le richieste in maniera vantaggiosa, realizzare il proprio sé in una realtà in costante cambiamento sono fattori essenziali. In questo capitolo verrà preso in esame il costrutto dell’adattabilità professionale partendo dalle prime formulazioni di Super per arrivare all’idea che attualmente ne fornisce Savickas. Di seguito verranno discussi i contributi di ricerca più recenti che riguardano sia l’ambito evolutivo che quello lavorativo. Questi studi sembrano confermare quanto teorizzato da Savickas, l’adattabilità professionale si configura come un insieme complesso di molteplici atteggiamenti ed abilità, che vanno dalle credenze di efficacia all’ottimismo, dal decision-making al problem solving, dalla prospettiva temporale alla capacità di programmazione, che sono in grado di influenzare la capacità con cui un individuo si adatta all’ambiente e risponde agli event
Children's Literature, Ecocritical Dialogues and Social-Emotional Learning: Developing Integrated Teaching Practices
An innovative primary teacher education course at the University of Padova combines children’s literature, ecocritical dialogues, and social-emotional learning (SEL). It aims to enhance educational quality and prepare teachers for global environmental and social challenges. Developed through the Green Dialogues project, it fosters internationalization and interdisciplinarity. This article examines the course’s interdisciplinary teamwork, focusing on its design and teaching methods. A case study highlights the benefits of incorporating ecocritical and SEL approaches in climate action teacher education. The course illustrates how children’s stories can foster environmental and social consciousness and empathy among students. This approach not only enhances pedagogical practices but also prepares teachers to contribute meaningfully to climate literacy and social equity in European higher education
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