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L'archivio dello Studio De Pas - D'Urbino - Lomazzi presso il CASVA
Il saggio nasce dalla donazione dell'archivio dello studio De Pas - D'Urbino - Lomazzi al CASVA di Milano e sottolinea come i documenti raccontino un’interessante storia di relazioni, dalla quale emergono sia la costruzione ragionata del patrimonio documentale, i lavori realizzati dagli architetti e la formazione di un “coro a tre voci”: infatti, Jonhatan De Pas, Donato D'Urbino e Paolo Lomazzi mostrano, fin dall'organizzazione delle loro carte, una spiccata predisposizione al lavoro di gruppo, dove le loro singole personalità riescono felicemente ad amalgamarsi nella sperimentata pratica condotta insieme. Tale predisposizione è presente anche nelle tracce dei progetti antecedenti alla costituzione del celebre studio De Pas – D’Urbino – Lomazzi, nel 1966, quando i tre architetti conducevano esperienze ed attività parallele prima di incontrarsi e decidere di collaborare in un prolifiìco sodalizio. Il volume rimanda sia a progetti celebri (ad es. la poltrona gonfiabile Blow per Zanotta, 1967; la poltrona guantone Joe per Poltronova, 1970) , sia a numerose opere inedite
1945-1960. Obiettivo ricostruzione rurale: un intreccio di collaborazioni tra Milano e Cremona
Il saggio è la rielaborazione di una parte della tesi di dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica condotta presso il Politecnico di Torino, con tutor Fulvio Irace e coordinatore Carlo Olmo, intitolata "Edilizia rurale e cultura progettuale a Milano e in Lombardia, dagli anni Trenta al secondo dopoguerra". Il saggio si sofferma su un capitolo strategico dell’architettura italiana del secolo scorso, mettendo a fuoco i rapporti tra edilizia rurale e cultura progettuale nell’arco di circa mezzo secolo e analizza in particolare le relazioni e le ricadute dell'influenza reciproca tra Milano e Cremona soprattutto grazie alle figure di Gio Ponti e del suo allievo Amos Edallo. Il problema della casa rurale, già vivo negli anni Trenta, negli anni Cinquanta si salda al piano nazionale della politica delle abitazioni e dell’abolizione del latifondo: la casa rurale, da variazione tipologica della casa operaia, diventa campo di applicazione di studi e di realizzazioni aventi come ambizioso obiettivo la pianificazione razionale del paesaggio antropizzato e, in taluni casi, anche l’utopia di veri e propri insediamenti organicamente connessi alla dimensione regionale della realtà sociale e produttiva. Il pensiero di Edallo pubblicato da "Stile", le collaborazioni con Gaetano Ciocca, Luigi Mattioni, Augusto Magnaghi e Mario Terzaghi attestano una rete di collaborazioni che da Milano innerva e alimenta il territorio lombardo e in particolare cremonese
Cose d'archivio. I modelli di design e architettura presso il CASVA
Il volume analizza la collezione trasversale agli archivi di architettura e design che il CASVA del Comune di Milano ha costituito negli anni e che rappresenta una delle sue peculiarità: si tratta di oltre 220 modelli costruiti o commissionati dai progettisti di cui ha acquisito gli archivi. I modelli di Luciano Baldessari, dello Studio De Pas – D’Urbino – Lomazzi, della società di progettazione Gregotti Associati, ma anche di Francesco Gnecchi-Ruscone, Fiorenzo Ramponi e Mario Terzaghi sono l' espressione di una “intelligenza manuale” che oggi subisce la concorrenza degli esiti della rivoluzione informatica, ma la cui validità è tuttora indiscussa. Il volume si completa con una serie di interviste agli architetti e designer che hanno realizzato o commissionato i modelli
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