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Complicanze emergenti del diabete nel soggetto anziano
Il continuo incremento del numero di soggetti anziani affetti da diabete associato all’aumentata sopravvivenza dei pazienti diabetici sta espandendo lo spettro delle complicanze a lungo termine di questa malattia. In aggiunta alle classiche manifestazioni vascolari e neuropatiche sarà necessario quindi considerare anche il declino cognitivo, la demenza, la depressione, la disabilità e le cadute. Queste condizioni hanno un profondo impatto sulla qualità di vita del paziente e dei suoi famigliari e rappresenteranno un nuovo e ulteriore problema per il clinico e per il sistema sanitario. Appare quindi già da ora indispensabile la ricerca di nuove strategie per ridurre il rischio di queste nuove complicanze. In particolare è necessario che i grandi studi clinici randomizzati disegnati per stabilire l’efficacia dei diversi protocolli terapeutici nel paziente diabetico, includano un numero sostanziale di soggetti anziani ed esaminino l’effetto dei vari interventi sulla funzione cognitiva e sul declino funzionale oltre che sulle classiche complicanze micro- e macrovascolari
Lipoproteine e dislipoproteinemie.
Nell’ultimo decennio si è venuta rafforzando l’idea che i livelli delle lipoproteine veicolanti colesterolo (in particolare LDL, Low Density Lipoprotein) e trigliceridi nel plasma risultino eccessivamente elevati nella gran parte della popolazione dei Paesi occidentali. Pertanto i valori cosiddetti “normali” da un punto di vista statistico (e pertanto “più frequenti”) appaiono superiori ai livelli “consigliabili”, indicati dalla biologia.
Negli anni ’90 la prevenzione cardiovascolare ha ottenuto risultati particolarmente importanti con l’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti definiti statine (o più propriamente inibitori dell’enzima HMG CoA-reduttasi, regolatore della sintesi intracellulare di colesterolo), che hanno ridotto in maniera significativa la morbilità per infarto miocardico e ictus, ma anche, e soprattutto, la mortalità per queste stesse malattie e la mortalità totale
Iperchilomicronemia: Patologia negletta dagli internisti? [Hyperchylomicronemia: a neglected disease?]
Le iperchilomicronemie (cioe` le ipertrigliceridemie caratterizzate da un aumento dei chilomicroni, lipoproteine prodotte dall’intestino per veicolare i lipidi dietetici) rappresentano una causa non frequente di ipertrigliceridemia, ma sicuramente rilevante per i problemi clinici sottostanti
Dyslipidemia in peripheral vascular disease
Peripheral atherosclerosis (carotid and aorto-femoral vascular districts), shows some peculiar characteristics with respect to coronary atherosclerosis. In this paper we have reviewed the most recent studies on the relationships between atherosclerosis of the limbs and lipid metabolism.
Several authors have described increased plasma levels of lipoprotein remnants, lipoprotein (a) and some lipid peroxidation parameters in extracoronary atherosclerosis, while high density lipoprotein (and their subfractions) seem to be reduced. Some of these modifications may be related to the direct metabolic effects of smoking and diabetes, which frequently coexist. Recent intervention trials show a possible regression of established atherosclerotic plaques after hypolipidemic therapy. This further underscores the role of the plasma lipoprotein pattern in determining peripheral vascular lesions
Lipoproteine
Le lipoproteine plasmatiche sono composti macromolecolari costituiti da una parte lipidica (colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi e da una parte proteica (apolipoproteine). Nella voce enciclopedica vengono approfonditamente descritte le lipoproteine note, i loro costituenti e le loro funzioni
Acidi Grassi
Gli acidi grassi sono composti organici costituiti da una lunga catena idro-carboniosa con una estremità metilica ed una carbossilica: quest’ultimo gruppo funzionale è chimicamente attivo ed è per suo tramite che gli a.g. si legano ad altre molecole. Essi esistono pertanto sotto forma di esteri nei grassi o negli oli (triacilgliceroli, fosfolipidi, esteri di colesterolo, sfingolipidi...) ma anche in forma libera (a.g. liberi o FFA = free fatty acids); quelli presenti in natura sono per lo più costituiti da un numero pari di atomi di carbonio, in quanto sintetizzati a partire da unità dicarboniose. Nella voce enciclopedica vengono descritte le caratteristiche fisico-chimiche e il metabolismo degli A.G. e le malattie legate legate a difetti ereditaridi quest'ultimo
Iperlipoproteinemie e ipolipoproteinemie
Iperlipoproteinemie e ipolipoprtoeinemie sono un gruppo di alterazioni che interessano il metabolismo lipidico e che si manifestano con un aumento e, rispettivamente, una riduzione della concentrazione delle lipoproteine plasmatiche. Vengono nella voce enciclopedica descritte le forme principali, primitive e secondarie
The disease of Emmanuel Kant
Immanuel Kant's extraordinary creativity and originality indelibly influenced German and European culture of the 18th century; over the years, his great philosophical works have been the subject of minute examination and analysis. However, the illness that affected the last 8 years of his life and led to his death has never been carefully studied, nor identified. Our aim in this article is to clarify Kant's disease and cause of death
Oli di pesce
Con il termine ‘oli di pesce’ si definiscono composti raffinati di origine ittica (di salmone, di sgombro, di balena, di fegato di merluzzo) costituiti da trigliceridi con elevato contenuto di ac. grassi poliinsaturi della serie 3, e che rappresentano un importante elemento dell’alimentazione di alcune popolazioni. Attualmente sono disponibili in commercio vari concentrati di oli di pesce in capsule: i primi furono rilasciati dall’industria nei primi anni ’80, erano composti di olio estratto da pesci grassi e contenevano all’incirca 18% di ac. eicosapentaenoico e 12% ac. docosaesaenoico, divenendo con tale rapporto (3:2) uno standard anche per i prodotti successivi. L’industria farmaceutica ha quindi consentito la loro formulazione sotto forma di etil-esteri degli ac. grassi 3 o di triacilgliceroli riesterificati, a maggior concentrazione del principio attivo (85-90%). QQuesti composti vengono descritti, illustrandone proprietà e presupposti fisiopatogenetici per il loro utilizzo in terapia
The benefit and risk of testosterone replacement therapy in older men: effects on lipid metabolism
Over the last decades, testosterone replacement therapy for middle-aged and older men has been gaining increasing and widespread attention and popularity. Although several benefits of testosterone replacement therapy are well established, including but not limited to improvement in libido, body composition, and bone density, concerns for multiple potential adverse effects remain. In particular, concerns are frequently raised regarding the possibility that testosterone replacement therapy may increase the risks of prostate cancer and cardiovascular disease as consequence of a potential detrimental effect of testosterone on cardiovascular risk factors. This mini-review will present and discuss the current knowledge on the relationship between testosterone replacement therapy and change in lipid fractions in older men.Over the last decades, testosterone replacement therapy for middle-aged and older men has been gaining increasing and widespread attention and popularity. Although several benefits of testosterone replacement therapy are well established, including but not limited to improvement in libido, body composition, and bone density, concerns for multiple potential adverse effects remain. In particular, concerns are frequently raised regarding the possibility that testosterone replacement therapy may increase the risks of prostate cancer and cardiovascular disease as consequence of a potential detrimental effect of testosterone on cardiovascular risk factors. This mini-review will present and discuss the current knowledge on the relationship between testosterone replacement therapy and change in lipid fractions in older men. (www.actabiomedica.it). © Mattioli 1885
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