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Santuari mariani in Italia tra Otto e Novecento.
Da una contestualizzazione europea che vede una grande ripresa del culto mariano, dei pellegrinaggi e dei santuari ad esso legati, si approfondiscono alcuni casi esemplari nazionali come il santuario di Loreto, di Pompei, del Divino Amore di Roma e dei santuri del nord. Si coglie l’intreccio tra la storia di ogni santuario e la rete dell’associazionismo sociale, poltico ed anche economico così fortemente articolato e vitale durante il pontificato di Leone XIII, di cui i santuri, con fondamantali differenze tra quelli del nord e quelli del sud, fungono spesso da «luogo di riferimento spirituale collettivo » . Se ne colgono poi i rapporti con le vicende fondamentali della storia nazionale, la complementarietà e concorrenza con i miti dell’Italia nascente, la partecipazione ai grandi momenti nazionali collettevi come le guerre, fino al tentavo del fascismo di farne luoghi di aplificazione dei miti nazionalistici. Si vede poi cone il santuario, dopo il Concilio Vaticano II diventi sempre più luogo di aggregazione e promozione spirituale, cui fanno capo i nuovi movimenti ecclesiali, spesso in alternativa alla funzione un tempo svolta dalle parrocchie.Fattorini Emma. Santuari mariani in Italia tra Otto e Novecento. In: Mélanges de l'École française de Rome. Italie et Méditerranée, tome 117, n°2. 2005. Sanctuaires français et italiens dans le monde contemporain. pp. 457-486
“Le carte dello scrittoio sono anime”. Domenico Tardini e Achille Silvestrini. Documenti, diari, memorie
Attraverso le testimonianze che il cardinale Achille Silvestrini ha lasciato all’autrice di questo saggio, si ricostruiscono i tratti fondamentali della personalità e della vita del cardinale Domenico Tardini, di cui ricorre il sessantesimo anniversario della morte. Al fianco di Eugenio Pacelli quando questi era Segretario di Stato di Pio xi, divenne prosegretario di Stato di Pio xii, e, infine, Segretario di Stato di Giovanni xxiii. Il cardinale Silvestrini, chiamato da Tardini in Segreteria di Stato nel 1953, in questo racconto inedito commenta, attraverso la figura di quello che fu per lui un “maestro”, i passaggi più significativi della diplomazia vaticana del Novecento: dai totalitarismi alla Seconda guerra mondiale, dalla Guerra fredda alla distensione in uno scenario sempre più globale che vede i prodromi del ruolo che sarà svolto dall’Ostpolitik vaticana fino alla strategia della Santa Sede verso la Cina. Domenico Tardini rappresenta il passaggio da un modello che ancora vagheggia una Christianitas ad una visione aperta e dialogante della diplomazia vaticana.Through the testimonies left by the cardinal Achille Silvestrini to her, the Author of this essay reconstructs the main features of the life and personality of the cardinal Domenico Tardini, sixty years after his death. Tardini was side by side with Eugenio Pacelli, as the latter was Secretary of State of Pope Pio xi; then he became prosecretary of State of Pope Pio xii and finally Secretary of State of Pope John xxiii. The cardinal Silvestrini was called by Tardini to work at the Secretariat of State since 1953; and in this first-hand account he tells how his master, and he himself with him, faced the most important events and choices of the Holy See’s diplomacy: from the threat of the totalitarianisms to the World War ii, from the Cold War to the detente policy. The account leads to a more and more global scenario where we can see the warning signs of the Ostpolitik of the Holy See in Europe and then towards China. In the end, Domenico Tardini embodies the transition of the Holy See’s diplomacy from a model still longing for Christianitas to a new one, more dialoguing and open-minded
Pio XI, Hitler e Mussolini: la solitudine di un papa
Negli ultimi anni della sua vita, Pio XI manifesta un acuto e crescente rifiuto dei totalitarismi. Dalla fine del 1936 fino alla sua morte, avvenuta il 10 febbraio 1939, si radicalizza la sua condanna per gli aspetti "anticristiani" e "disumani" del nazismo e del fascismo: le discriminazioni su base razziale, l'esasperazione dei nazionalismi, la persecuzione degli ebrei, diventano per l'anziano e malato pontefice assolutamente inaccettabili. Un'intolleranza vissuta largamente in solitudine. Alla luce della nuova documentazione emersa dall'Archivio Segreto Vaticano, le voci su un Pio XI che negli ultimi anni della sua vita, quasi isolato nella curia, è sempre più solo nella sua intransigenza verso il nazismo, e sul senso di sollievo che si sarebbe respirato alla sua morte, perdono i contorni leggendari per diventare una nuova, solida, pagina della storia contemporanea e della storia della Chiesa
La nazionalizzazione delle masse femminili
Anche in formato elettronico:
http://74.86.27.188/dprs/articolohtml/index/145
Dimensioni e Problemi della Ricerca Storica nel panel Humanities in the European Research Area (HERA) nella categoria
Il concetto di volontà e di natura umana. Morale e ideologia religiosa nel giovane Gramsci
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