1,721,078 research outputs found

    Targa d'Argento

    No full text
    Motivazione del premio: Per l’assidua attività di ricerca nell’Area del Disegno e, in particolare, nel difficile campo degli studi geometrici. L’amore per gli aspetti grafici della rappresentazione ed una educata sensibilità artistica, si coniugano, nella sua cultura di architetto, alle conoscenze dell’antica scienza, che egli interpreta con rispettosa attenzione alla storia. Il suo carattere riservato, ma generoso, gli ha guadagnato la fiducia e la profonda stima di quanti abbiano avuto l’occasione di collaborare con lui. Le medesime qualità umane lo hanno portato a dedicarsi all’insegnamento con autentica passione ed a riversare le sue giovani ma vive esperienze in contributi didattici che uniscono una pronta efficacia alla profondità di pensiero. La Targa vuole, infine, premiare l’impegno nella innovazione, che lo porta a confrontarsi con le più avanzate tecniche del rilievo della rappresentazione informatica, guardando fiducioso al futuro, senza tradire il passato

    Excursus storico sui Fondamenti Scientifici della Rappresentazione

    No full text
    Seminario dal titolo: Introduzione alla Geometria Descrittiva, organizzato dal Dottorato di Ricerca in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo. Marco Fasolo è intervenuto con una comunicazione sui seguenti temi: Illustrazione dello sviluppo storico dei fondamenti geometrici della rappresentazione: dalle regole geometriche della visione fondate sull’ottica di Euclide nel 300 a.C. nel suo Optikè e sulle opere di Tolomeo alle rappresentazioni prospettiche nelle pitture pompeiane. Il periodo fecondo del Rinascimento per la codifica della prospettiva con le figure e le relative opere di Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci, di Durer, di Palladio e del Serlio, prologo alla ormai prossima scientifizzazione della disciplina da parte di autori, protesi alla ricerca di sopportare questi studi con basi matematiche rigorose, ne sono fulgidi esempi le opere di Federico Commandino e del suo allievo Guidobaldo del Monte. Nel settecento si accentua la frattura tra gli studiosi "scientifici" e quelli "letterari" con il conseguente disinteresse verso i lavori reciproci. Gaspard Monge risolve questo dualismo, all'apparenza insanabile, fondando una nuova disciplina, la Geometria Descrittiva, definita da lui stesso come: "l'art de représenter sur une feuille de dessin qui n'a que deux dimensions, les corps de l'espace qui en ont trois qui son susceptibles d'une définition rigoreuse". Nell’ottocento viene codificato il metodo di rappresentazione assonometrico grazie agli studi di Tramontini, Fasish, Shlomilch. Giunti verso il termine di questo viaggio nella storia, è doveroso ricordare anche la fondamentale figura di Guglielmo Fiedler che con il suo Trattato di Geometria Descrittiva (1874) rende la prospettiva come metodo autonomo di rappresentazione. Questo è il cammino della Scienza della rappresentazione che approda fino ai giorni nostri con i maestri del nostro recente passato e con quelli di oggi. Pertanto la geometria si pone come strumento essenziale per il concepimento di forme e movimenti nello spazio tridimensionale ed accettato il passaggio obbligato della percezione, cadono le riserve sulla legittimità della rappresentazione, sulla sua insufficienza, sulla sua erroneità e su tutto il bagaglio di contestazioni approssimative del suo valore conoscitivo, documentativo e critico. Il primato del disegno ne esce rafforzato; così pure l'indispensabilità della geometria e l'utilità degli studi che su di essa e tramite essa possono condursi. Mi riferisco in particolare all’attuale nuovo metodo di rappresentazione, la modellazione informatica che deve, e spetta a noi studiosi di geometria descrittiva, trovare la continuità tra le nuove tecnologie e la storia, la tradizione della rappresentazione

    Esperienze di stereotomia virtuale: Amédée Francois Frézier

    No full text
    Giornata di studi sull’Architettura in pietra da taglio “Architettura e Stereotomia: Tradizione e Innovazione” organizzato dal Politecnico di Bari, Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura e dall’Università di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Rappresentazione e Rilievo. Bari, 3/4 giugno 2002. Marco Fasolo viene invitato a partecipare dal Comitato organizzatore con un intervento su “Esperienze di stereotomia virtuale: Amédée François Frézier”. L’intervento accolto nella sezione: Teorie, metodi e strumenti della Stereotomia tradizionale, è volto a porre a confronto la rappresentazione grafica tradizionale con quella contemporanea informatica. Allo scopo è stata presa in esame una volta tratta dall’opera di Frézier: l’arriere-voussure de Marseille ordinaire. Tale organismo voltato è stato presentato nella sua rappresentazione grafica in proiezioni ortogonali fornita dallo stesso Frézier e successivamente è stato illustrato il suo modello informatico realizzato dal sottoscritto mediante un programma di modellazione. Sono state pertanto messe in luce le peculiarità del modello informatico che forniscono, rispetto alle proiezioni associate, un immediata comprensione spaziale della sua forma

    La rappresentazione in doppia proiezione ortogonale. Sviluppo del metodo: forma di Monge - forma tecnica

    No full text
    Scuola nazionale di dottorato di ricerca in Scienze della rappresentazione e del rilievo. Seminario nazionale promosso dalla Scuola di Roma. Coordinato da Riccardo Migliari - anno accademico 2009/2010 Dicembre 2009 - Febbraio 2010 Titolo seminario: La Geometria Descrittiva e il suo rinnovamento. Marco Fasolo è intervenuto con una comunicazione dal titolo: La rappresentazione in doppia proiezione ortogonale. Sviluppo del metodo: forma di Monge - forma tecnica. Il contributo intende porre a confronto le due forme di rappresentazione in doppia proiezione ortogonale: la forma canonica eredità di Gaspard Monge e quella in forma tecnica di provenienza anglosassone. Per forma canonica intendiamo l’esposizione tradizionale del metodo secondo Monge, in uso nelle trattazioni teoriche della materia. In essa i due piani di proiezione sono anche piani di riferimento. Il metodo di Monge consiste nel riferire la posizione degli oggetti che si vogliono rappresentare a due piani tra loro perpendicolari e per rappresentare rette e piani si serve di punti e rette particolari, questi enti, detti tracce, sono rispettivamente i punti in cui una retta incontra i piani di riferimento e le rette intersezione di un piano con i piani di riferimento. Per forma tecnica intendiamo il modo in cui il metodo viene adoperato nel disegno d’architettura e tecnico in genere. Questo modello utilizza, per rappresentare rette e piani, dei punti qualsiasi; questa metodologia, di derivazione anglosassone, permette una maggiore libertà operativa, ma non solo, come nei disegni d’architettura, i due piani di proiezione possono essere disegnati separatamente o addirittura su fogli distinti, su uno è disegnata la prima proiezione, ossia la pianta, sull’altro la seconda proiezione, cioè il prospetto o l’alzato. In esso il piano di riferimento è unico ed è il 1° piano di proiezione (la pianta). Il 2° piano di proiezione (l’alzato, prospetto o elevato) viene disegnato separatamente e anche su fogli distinti. Tutte le operazioni grafiche per la rappresentazione e la risoluzione di problemi vengono eseguite sul 1° p.d.p. (la pianta), con l’ausilio di eventuali proiezioni (appunto, dette ausiliarie) su opportuni piani verticali di proiezione. Ne consegue che in forma tecnica non intervengono né le seconde tracce di rette, né le seconde tracce di piani e che anche i ribaltamenti di piani vengono effettuati esclusivamente sul 1° p.d.p. (la pianta). La 2° proiezione (l’alzato, prospetto o elevato) ha soltanto la funzione di fornirci le quote dei singoli punti

    La continuità virtuale nelle soluzioni della pittura quadraturista

    No full text
    Marco Fasolo ha partecipato in qualità di docente al Master universitario di II livello in “Progettazione di Spazi Interattivi per la Comunicazione”. Direttore Prof. Lucio Valerio Barbera. Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – Dipartimento di Progettazione Architettonica, Urbana, del Paesaggio e degli Interni. Nella sezione dedicata a “L’illusione prospettica nella progettazione degli spazi interattivi” interviene con una comunicazione su: “La continuità virtuale nelle soluzioni della pittura quadraturista” nella quale oltre ad illustrare la storia del Quadraturismo in epoca romana, rinascimentale e barocca, spiega come sia possibile oggi realizzare quadrature mediante l’ausilio dell’informatica

    La costruzione prospettica nelle Quadrature

    No full text
    Conferenza sul tema: “Tecniche di trasposizione del disegno nei dipinti murali”, organizzata dall’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dottorato di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente. Roma, 6 marzo 1999. L’intervento di Marco Fasolo ha come oggetto “La costruzione prospettica nelle Quadrature”. Nell’intervento vengono analizzati i problemi teorici che sottendono alla realizzazione degli affreschi prospettici, le ipotesi realizzative alla luce dello studio dei trattati di prospettiva per le quadrature

    La colonia marina Vittorio Emanuele III

    No full text
    The Colonia Marina Vittorio Emanuele III was born of the general urban development plan proposed by the Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura in Roma in 1916. This proposal followed a first one by the Comitato Pro Roma Marittima in 1911. The Associazione Artistica plan presented by the Cultori was conceived by the architects Giovannoni, Piacentini, Fasolo, Passarelli and Petrignani. It consisted of a plan to build a children’s colony for those in need of heliotherapeutic care. The design was entrusted to Piacentini and the construction was completed in 1920. An extension was later necessary for those struggling with tuberculosis. The project for this second colony was entrusted to Vincenzo Fasolo in 1926. At the time he was busy on another construction in Ostia: the Palace of the Municipal Delegation (between 1924 and 1928). Construction of the new colony began in 1927 and was completed in 1930. The new building had to respond to various needs that are perfectly respected in its design concept. In this project, as in that of the Delegation, we can read Vincenzo Fasolo thoughts on design. His architectural temperament can be seen in the various school buildings he designed and built in Rome in the years 1920–28, when he lent service at the Governorate Office. The style of Fasolo’s colony reflects the taste of its architect, characterised by a romantic vision based on traditional stylistic materials revisited and reinterpreted in an original fashion

    Il rilievo come modello conoscitivo

    Full text link
    Derivando la posizione operazionista, il rilievo va inteso come modello conoscitivo dell'oggetto da analizzare, nel quale, attraverso due azioni complementari: una, d'indagine scientifica volta a registrare informazioni con il fine di organizzare i dati in un linguaggio sintetico, una seconda, atta a valutare ed ordinare le informazioni ottenute secondo criteri logici in base a conoscenze acquisite, vengono elaborate una vasta quantità di dati storici, artistici, umanistici e tecnici. E' opportuno sgombrare il campo da una soffusa ambiguità secondo la quale il rilevatore è chiamato ad effettuare le sue operazioni in modo passivo, comandato di fornire esclusivamente misure oggettive, acquisite e restituite con la massima neutralità. Il rilevatore invece, progetta, programma il rilievo in funzione della sua cultura, è già in questa fase di acquisizione di dati che l'atto di rilevare assume la conformazione di una attività critica, conoscitiva

    Metodi di rappresentazione

    Full text link
    Generalmente, parlando di modelli nella rappresentazione architettonica si fa riferimento ai modelli geometrici: prospettici, assonometrici, in doppia proiezione ortogonale, in proiezione quotata. Questi modelli costituiscono i "metodi di rappresentazione", con i quali l'architetto trascrive sul foglio di carta bidimensionale il corpo a tre dimensioni. I risultati così ottenuti in base al codice adottato, testimoniano - con un grado di maggiore o minore aderenza alla percezione - sulla forma del corpo oggetto di studio, permettono di effettuare tutte le operazioni di misura, inoltre consentono, usando all'inverso lo stesso codice col quale è avvenuta la trascrizione, di ripassare dalla rappresentazione bidimensionale al corpo oggettivo tridimensionale nella sua forma, grandezza e posizione nello spazio. Accanto a queste trascrizioni bidimensionali di una realtà tridimensionale, trovano un loro ben definito ed autorevole spazio i modelli architettonici, rappresentazione tridimensionale di una realtà tridimensionale. Intendiamo quelle maquette o plastici, realizzati nei più svariati materiali, utilizzati dai progettisti per controllare, verificare, misurare le loro idee
    corecore