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    Funzione sociale delle imprese o imprese socialmente responsabili? Profili etici ed economico-aziendali

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    Il costante richiamo all’etica in ambito economico, sollecitato anche dalle profonde crisi che hanno riguardato i mercati finanziari e che hanno determinato il fallimento di molte società, impone una riflessione sul ruolo da attribuire all’attività di impresa nella società. A tal fine, appare necessario evidenziare il rapporto esistente, in primo luogo, tra etica e diritto e, in secondo luogo, tra etica e impresa. Solitamente, per connotare la rilevanza dei profili etico-sociali in ambito economico si tende a ricondurre all’esercizio dell’attività di impresa l’assolvimento di una funzione sociale ovvero l’assunzione di una responsabilità sociale. Il riferimento alla funzione sociale o alla responsabilità sociale connessa all’esercizio dell’attività imprenditoriale non si ritiene possa essere effettuato senza chiarirne la valenza concettuale e, soprattutto, le implicazioni in termini di finalità aziendali. In relazione a ciò, dopo aver accennato agli sviluppi teorici nella letteratura internazionale, con particolare riferimento ad alcuni approcci alla responsabilità sociale, si sofferma l’attenzione sul contributo della dottrina economico-aziendale italiana che qualifica l’impresa come soggetto socialmente responsabile in considerazione delle finalità e delle condizioni di funzionamento aziendali

    Riserve di bilancio e fair value

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    Il volume affronta il tema delle riserve di bilancio operando un raffronto tra modello di bilancio civilistico-comunitario e modello di bilancio IAS/IFRS, ciò al fine di evidenziarne le differenti impostazioni sul piano valutativo e dei principi di redazione che determinano la costituzione, la movimentazione e l’utilizzazione delle riserve da valutazione per le società italiane IAS adopter. In relazione a ciò, il presente lavoro è articolato come segue: - nel primo capitolo si rappresenta il concetto di riserva negli studi aziendali, soffermandosi sulle funzioni tipicamente attribuite alle differenti tipologie di riserve di bilancio; - nel secondo capitolo si presenta il modello di bilancio di funzionamento analizzando gli elementi costitutivi dello stesso ed evidenziando le relazioni esistenti tra fini conoscitivi e differenti basi valutative; - nel terzo capitolo si sofferma l’attenzione sul sistema valutativo del modello civilistico-comunitario e sulla rappresentazione delle diverse tipologie di riserve di bilancio e della relativa disciplina di utilizzazione delle stesse; - nel quarto capitolo si procede a una comparazione tra il modello di bilancio civilistico e il modello di bilancio IAS/IFRS e in tale ottica si evidenzia la diversa valenza del principio di realizzazione nei due modelli. In particolare, si approfondisce il concetto di fair value nella sua evoluzione per giungere all'attuale configurazione come current selling price, alle problematiche connesse alla sua misurazione e alla modalità di adozione dello stesso nei principi contabili internazionali, in differenti momenti del processo valutativo e ricorrendo a tecniche valutative e a misurazioni di secondo e di terzo livello quali approssimazioni del fair value; - nel quinto e ultimo capitolo, con riferimento alle imprese italiane IAS adopter, si passano in rassegna le plusvalenze non realizzate per evidenziare il relativo trattamento contabile e l’impatto reddituale e patrimoniale, in termini di creazione di riserve, dalle stesse prodotto in considerazione dell’introduzione del total comprehensive income. Sulla base di ciò si procede a inquadrare il trattamento delle riserve di valutazione previsto dal legislatore italiano con il decreto IAS (38/2005) al fine di evidenziare, sotto il profilo economico-aziendale, nonché sul piano giuridico, il ruolo svolto dalle stesse e la connessa gestione e movimentazione/utilizzazione

    L'informazione contabile nelle liquidazioni delle società di persone

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    Il presente lavoro tratta gli aspetti inerenti l'informazione contabile delle società di persone nella fase della liquidazione aziendale. Nello specifico, lo scritto analizza i comportamenti contabili che, in considerazione della normativa vigente , della dottrina aziendale e della prassi contabile, le società di persone devono adottare nella fase della pre-liquidazione, all'apertura della liquidazione, durante la gestione liquidatoria e in ultimo alla chiusura della liquidazione. Particolare attenzione è rivolta agli inventari e ai bilanci di liquidazione annuale e final

    Le riserve da fair value: origine e trattamento contabile

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    Il presente studio si propone di chiarire l’origine e le funzioni delle riserve da fair value sotto il profilo economico-aziendale, considerando altresì gli aspetti giuridici connessi. Nella prima parte del lavoro si inquadra il concetto di riserva in un’ottica prevalentemente economico-aziendale, al fine di evidenziare il ruolo svolto dalle riserve nell’economia dell’impresa, individuando la natura e le funzioni delle diverse tipologie di riserve e in particolare, tra queste, delle riserve di rivalutazione a cui le riserve da fair value possono generalmente ricondursi. Nella seconda parte dello studio si presentano in sintesi le peculiarità del modello di bilancio internazionale soffermandosi sulle finalità informative dell’impostazione IAS/IFRS e sulla connessa configurazione di reddito che accoglie componenti realizzate e non realizzate. A tal riguardo, l’attenzione è rivolta al tema delle plusvalenze da fair value, in connessione soprattutto alla tipologia di attività aziendale dalla cui valutazione discendono ed alla loro partecipazione o meno alla formazione del risultato economico di periodo. Nell’ultima parte, il lavoro si sofferma sulle differenti tipologie di riserve da fair value, siano esse già previste dai principi IAS/IFRS o costituite ai sensi della normativa di diritto nazionale, al fine di evidenziare il ruolo dalle stesse esplicato sotto il profilo economico-aziendale ed anche in considerazione del relativo regime di distribuibilità previsto dal legislatore italiano

    La Nota Integrativa

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    DESCRIZIONE Sommario: Parte I. L’informazione contabile. Comunicazione aziendale e informazione contabile (di Stefano Adamo). Modelli di governo aziendale e informazione contabile (di Stefano Adamo). Parte II. La disciplina del bilancio d’esercizio secondo il codice civile e i principi contabili nazionali. La clausola generale (di Nicola Di Cagno). I principi di redazione del bilancio (di Nicola Di Cagno). Lineamenti generali delle valutazioni di bilancio (di Nicola Di Cagno). La struttura dello stato patri moniale e del conto economico (di Nicola Di Cagno). Il contenuto dello stato patri moniale: definizione, classificazione e va luta zione degli elementi ostitutivi (di Bianca D’Agostinis). Il contenuto del conto economico (aggiornato a cura di Alberto Dell’Atti). La nota integrativa (di Rossella Leopizzi*, Roberta Fasiello**). Il rendiconto finanziario (di Bianca D’Agostinis). La relazione sulla gestione ed il bilancio in forma abbreviata (di Marina Dell’Atti). Pubblicità e controllo dell’informazione contabile (aggiornato a cura di Pierluca Di Cagno)

    Il capitale e la conservazione della sua integrità

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    Il presente lavoro intende approfondire il tema dell’integrità del capitale partendo dall’identificazione del concetto di capitale nell’ambito della teoria economica e della dottrina aziendale italiana. Sulla base di tale approfondimento, nel secondo capitolo si sofferma l’attenzione sul significato e sulle diverse interpretazioni riconducibili al concetto di integrità del capitale. In tal senso, nel presente contributo sono stati illustrati e definiti i possibili modi di preservare l’integrità del capitale fisico e monetario sulla base dei contributi offerti dalla dottrina economico-aziendale sia italiana, sia internazionale. Si è proceduto, inoltre, ad analizzare i modelli contabili a valori correnti evidenziando come nell’ambito degli stessi sia possibile pervenire alla tutela di un differente concetto di integrità del capitale. A tal proposito, si è inteso evidenziare come nei differenti modelli valutativi possa perseguirsi l’integrità di un definito concetto di capitale solo laddove si adotti una logica unitaria e sistematica nella determinazione del risultato di periodo. Sotto tale profilo, nel terzo capitolo sono stati richiamati gli aspetti principali del modello di bilancio IAS/IFRS evidenziando le problematiche insite nell’impostazione internazionale e variamente riconducibili alla possibilità di ricorrere a differenti basi valutative ed all’assenza di una identificazione del concetto di capitale accolto (fisico o monetario), demandando, in teoria, tale scelta ai redattori di bilancio ed, in pratica, impedendone l’attuazione a motivo delle soluzioni contabili previste dai vari principi contabili che non rispondono ad una logica teorica unitaria (si consideri ad esempio il trattamento contabile non omogeneo riservato agli holding gains). A conclusione dell’analisi si dedica spazio al tema della conservazione del capitale sociale che risulta attualmente al centro del dibattito in ambito soprattutto europeo. Ciò con l’obiettivo di identificare come la conservazione del sistema del legal capital si collochi su un piano completamente diverso rispetto all’integrità del capitale in senso economico-aziendale anche, e soprattutto, in considerazione dei diversi obiettivi preposti nell’ottica della perdurabilità dell’impresa

    Le imprese di comunità (c.d. community-based enterprise) quale strumento di sviluppo economico-territoriale

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    L'impresa di comunità (c.d. community-based enterprise) è una particolare tipologia di azienda in cui i soggetti facenti parte di una determinata comunità possiedono la proprietà ed esercitano il governo dell’impresa costituita al fine di favorire lo sviluppo economico mediante la produzione di beni e servizi a beneficio del territorio locale e dei relativi residenti. Quindi, la partecipazione della comunità alla gestione aziendale è uno dei principali elementi distintivi di tale modello di impresa. Nell'articolo si prende in considerazione la letteratura, anche internazionale, in tema di impresa di comunità (c.d. community-based enterprise) al fine di individuare gli elementi caratterizzanti tale nuova forma di organizzazione, quale evoluzione di altri modelli di impresa. In relazione a ciò, si pongono in evidenza le differenze e le similarità esistenti tra l'impresa di comunità e altri modelli qualificabili come possibili basi di riferimento in Italia (si pensi all’impresa e alla cooperativa sociale) e nel Regno Unito (si consideri la community interest company)

    Funzione sociale o responsabilità sociale? Riflessioni sulle finalità e sulle condizioni di funzionamento delle imprese

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    L’attività di impresa produce inevitabili riflessi sulle condizioni economiche e sociali della collettività nell’ambito della quale è esercitata. Ciò spiega la costante presenza di dibattiti che trattano il problema dell’attività economica in rapporto a valutazioni di ordine etico e sociale. In relazione a ciò, nel presente lavoro ci si propone di richiamare i diversi orientamenti presenti in letteratura al fine di evidenziare l’evoluzione del rapporto tra etica ed impresa in campo economico-aziendale. Tale percorso si ritiene utile per interpretare ed inquadrare gli aspetti sociali ed etici dell’attività di impresa, nella consapevolezza che si tratta di un tema interdisciplinare ed in quanto tale suscettibile, da un lato, di continui approfondimenti e sviluppi; ma, da altro lato, anche soggetto al rischio di usi impropri di concetti mutuati da diversi ambiti di indagine (economia, diritto, filosofia, ecc.), suscettibili per questo di differenti interpretazioni. Il costante richiamo all’etica in ambito economico, sollecitato anche dalle profonde crisi che hanno riguardato i mercati finanziari e che hanno determinato il fallimento di molte società, impone una riflessione sul ruolo da attribuire all’attività di impresa in considerazione delle finalità e delle condizioni di funzionamento assegnate a tale istituto dalla dottrina aziendale italiana. Si ritiene, infatti, che il punto di partenza per chiarire la funzione da ascrivere all’impresa non possa prescindere dalla considerazione dei fini dell’impresa e delle condizioni che ne determinano l’esistenza e la sopravvivenza. Solitamente, per connotare la rilevanza dei profili etico-sociali in ambito economico si tende a ricondurre all’esercizio dell’attività di impresa l’assolvimento di una funzione sociale ovvero l’assunzione di una responsabilità sociale. Il riferimento alla funzione sociale o alla responsabilità sociale connessa all’esercizio dell’attività imprenditoriale non si ritiene possa essere effettuato senza chiarirne la valenza concettuale e, soprattutto, le implicazioni in termini di finalità aziendali. Assegnare una funzione sociale all’istituto azienda può avere una portata molto più ampia del riferimento ad una responsabilità sociale, tanto da implicare, persino, un condizionamento delle stesse finalità aziendali. Tuttavia, l’attribuzione di un ruolo sociale all’impresa non necessariamente si presenta in antitesi con le finalità e le condizioni di funzionamento di tale istituto, ma affinché ciò avvenga occorre una delucidazione del significato e, soprattutto, dei confini e degli ordini di priorità da attribuire al termine ruolo/funzione sociale
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