1,721,063 research outputs found
Le biblioteche, dalle tavolette di argilla ai supporti multimediali
Questo lavoro “Le Biblioteche - dalle tavolette di argilla ai supporti multimediali” si articola in quattro capitoli: il primo, esamina l’evoluzione storica sia dell’organizzazione del servizio bibliotecario che dello spazio architettonico chiamato ad ospitarlo; il secondo, le caratteristiche funzionali e formali delle biblioteche realizzate dalla seconda metà del XX secolo ai giorni nostri; il terzo, le caratteristiche funzionali e dimensionali di una biblioteca informatizzata; il quarto, il riuso di un edificio di antico impianto per biblioteca informatizzata.Nel primo capitolo, in particolare, la lettura dell’evoluzione dello spazio architettonico per biblioteca, è stato condotto con l’obiettivo di individuare, per ciascuna epoca storica, l’idea funzionale di questo servizio culturale ed i caratteri distributivi dello spazio destinato ad ospitarlo. Nel secondo capitolo la lettura delle biblioteche della seconda metà del Novecento è finalizzata alla individuazione delle caratteristiche funzionali e costruttive delle moderne biblioteche, elaborando, tra l’altro, un repertorio di significative realizzazioni di questi ultimi decenni. Dopo una breve presentazione di alcune significati architetture quali il Centro Pompidur di Parigi, la Biblioteca di Exeter, la Biblioteca dei Padri Cappuccini a Lugano, la Biblioteca Ignazio Silone ad Avezzano, la Biblioteca Statale di Berlino e la Casa del libro di Villurbanne, Flavia Fascia presenta, con ricchezza di fotografie e di tavole progettuali, la Biblioteca di Kuhmo (Finlandia) del gruppo di architetti Numela, Raimorante, Tasa; la Biblioteca Nazionale di Francia, opera di Dominique Perrault; la Biblioteca di Codroipo di Leonardo Miani; la Nuova Alessandrina, progettata da Snǿhetta (Dykers, Kapeller, Thorsen); la Biblioteca Nazionale Lussemburgo, progettata da Bolles – Wilson; la BEIC di Milano, opera di Bolles – Wilson e Alterstudio partners. Nel terzo capitolo, definito un modello di servizio bibliotecario, articolato in biblioteca nazionale, biblioteche centrali e biblioteche satelliti, viene studiata nel dettaglio la biblioteca-satellite, la più piccola struttura della rete. Lo studio è finalizzato alla individuazione delle funzioni e degli standard dimensionali per la progettazione di una moderna biblioteca-satellite, di tipo informatizzata. Nel quarto capitolo, infine, vengono applicati i principi e gli standard degli spazi d’uso definiti nel terzo capitolo per allestire una biblioteca informatizzata in un edificio di antico impianto: la Villa Vesuviana Pignatelli di Montecalvo di S. Giorgio a Cremano
Portici. The town and its architectures
On the south-east side of the coast of the Gulf of Naples lies Portici, a city of medieval origins. In the 13th century, under the Swabian rule, the presence of control towers on the coast and a long period of inactivity of the Vesuvius, encouraged the development of new settlements in the Vesuvian area. In the 13th century, Torre Octava (today, Torre del Greco) grew around the 8th tower and welcomed the rural population that has abandoned the area of the Vesuvius after its eruption in 1306. Torre del Greco had a great territorial expansion: it reached Somma, Ottaviano, Scafati and included small rural areas like Resina, Portici and Cremano. The history of the Vesuvian area has always been influenced by the dark shadow of the Vesuvius, which has always determined either the development or the crisis of its settlements; the fortune of one and the decline of the other. Although the Vesuvius has often brought destruction and death, its slopes have been periodically repopulated and the new cultivations that kept flourishing on the deserts of lava, have always outlined very fascinating views: green and coloured fields beam on the greyness of the lava and the emerald green sea, that laps against the Vesuvius, dazzles the dark shades of its mountains. In the second half of the 18th century, the archaeological interests of Queen Mary Amelia of Saxony, wife of Charles of Bourbon, encouraged the resumption of archaeological excavations in the Greek-roman towns of Ercolano and Pompei, destroyed by the eruption of the Vesuvius in 79 A.D
Le Ville Vesuviane di Portici - Lettura architettonica e tecnologica
Nel Settecento ben pochi erano i luoghi che potevano vantare tanta bellezza naturale e tanta ricchezza archeologica quale il territorio ad oriente di Napoli, compreso tra le pendici del Vesuvio ed il mare. In questo magnifico scenario si sviluppò quel complesso di ville caratterizzato dal tardo barocco napoletano e ricordato come le Ville Vesuviane del Settecento. Il Vesuvio, a settentrione, e Capri, a mezzogiorno, costituiscono il magnifico scenario naturale a cui queste ville tendono e, come dei girasoli pietrificati, si orientano. Le ville vesuviane diventano così i nuovi testimoni della struggente passione del nobile signore Vesuvio, divenuto un monte nelle cui viscere arde un fuoco eterno d’amore per la dolce fanciulla Capri, che costretta ad allontanarsi dal suo amato cavaliere si slanciò nelle onde, donde uscì isola azzurra e verdeggiante.
Nella sola città di Portici la Fondazione Ente Ville Vesuviane registra ben 31 Ville Vesuviane, delle quali 19 localizzate in prossimità della fascia costiera lungo l’antica Strada Regia per le Calabrie che dal confine con S. Giovanni a Teduccio porta fino alla reggia borbonica ed al confine con la città di Ercolano.
In questo lavoro si è ritenuto opportuno condurre una lettura, soltanto architettonica e tecnologica, della Reggia e delle principali Ville Vesuviane di Portici, considerato che tanti valenti ricercatori e studiosi hanno già esaminato, e consegnato a noi in splendide pubblicazioni, le Ville Vesuviane del Miglio d’Oro dal punto di vista storico, architettonico e formale.
Per ciascuna delle residenze nobiliari esaminate in questo lavoro, però, non è stato possibile non richiamare, anche se in maniera sintetica, i principali aspetti storici e formali che li hanno caratterizzati in quanto le tecniche ed i materiali utilizzati per le costruzioni sono strettamente legati agli eventi storici ed al contesto sociale nel quale si sono sviluppati e affermati. Per motivi editoriali e per snellezza di lettura del testo, inoltre, è stata condotto un esame esaustivo soltanto per alcune Ville Vesuviane porticesi riportando per tutte le altre, nel capitolo 5, una scheda di sintesi delle caratteristiche architettoniche e tecnologiche
Partage des responsabilités professionnelles et familiales pour les femmes et les hommes - Acquis européen et défis dans le contexte de la crise économique mondiale.
Il Centro servizi dell'Interporto di Nola. Il vulcano buono di Renzo Piano ai piedi del Vesuvio
Museums. Merely buildings for culture?
Il Dipartimento di Ingegneria Edile dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha organizzato, nel segno di una tradizione consolidata, questo convegno dal titolo "Museums. Merely buildings for culture?, con l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica. La partecipazione ai convegni organizzati dal Dipartimento di Ingegneria Edile, con cadenza biennale dal 1987 ad oggi, di numerosi studiosi provenienti da sedi universitarie italiane e straniere, e di un folto pubblico di ingegneri, architetti e studenti, tutti interessati agli argomenti del dibattito, ha sancito il successo degli incontri napoletani, tanto che queste riunioni sono diventate un riferimento ed un appuntamento importante per gli studiosi dei fatti architettonici, in generale, e per i ricercatori di Architettura Tecnica, in particolare. Anche il X International Symposium, organizzato quest’anno, vuole essere l’occasione per continuare a indagare, attraverso una discussione comune, sul significato e sul valore della qualità in architettura. Il tema di questo convegno "Museums. Merely building for the culture?" vuole indagare, in particolare, sui messaggi culturali, storici, materici e tecnologici che l’edificio-museo esprime e vuole capire se questo spazio architettonico "Museo" deve essere solo un contenitore di cultura oppure esso stesso espressione culturale e testimonianza della civiltà che lo ha prodotto
Gli stilemi architettonici di un maestro del Novecento: Alvar Aalto
In questo Fascicolo di Architettura Tecnica vengono esaminati gli stilemi architettonici di Alvar Aalto, un maestro dell’architettura contemporanea, cioè di quell’architettura che il genio umano ha prodotto nell’intervallo temporale che va dalla Rivoluzione industriale alla Seconda guerra mondiale. In questo contesto Alvar Aalto s’inserisce tra i maggiori protagonisti del Movimento Moderno, il codice stile che si sviluppa tra la prima e la seconda guerra mondiale. Nella sua produzione architettonica Alvar Aalto cerca sempre di trovare il giusto equilibrio tra elementi opposti: tra lo spazio naturale e lo spazio artificiale, tra l’insegnamento della storia e le istanze della modernità, tra l’industrializzazione edilizia e l’originalità formale, tra le esigenze sociali ed i bisogni individuali, tra i caratteri internazionali dell’architettura e le specificità regionali, tra la forza della ragione ed il fascino delle emozioni, tra il rigore razionale e la libertà stereometrica, tra la tradizione costruttiva e l’innovazione tecnologica. A Goran Schild che gli chiedeva (Conversazione. Introduzione al catalogo: Alvar Aalto, Teokset 1918-1967. Citato in Idee di Architettura. Scritti scelti 1921-1968, Zanichelli Editore, Bologna 1987): Nel mondo sei conosciuto come architetto finlandese, eppure in Finlandia sei stato il più internazionale tra gli architetti, per orientamento tanto ideologico quanto progettuale. Credi di poter esprimere una specifica tradizione finnica e di rappresentare una concezione architettonica specifica di questo paese? Alvar Aalto rispondeva: Non credo di avere particolari legami col folklore locale; il senso della tradizione che mi permea si riferisce più che altro al clima, alle condizioni pratiche, alla natura delle tragedie e delle commedie che ci hanno toccato. Non credo di fare esplicitamente architettura finlandese, e non vedo contrasti di sorta tra l’elemento finlandese e quello internazionale. La mia terra appartiene all’Europa
- …
