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Archeologia per il colpo d’occhio. Allestire per la percezione in velocità
L’occasione concreta di realizzazione dell’allestimento archeologico della stazione San Giovanni della linea C di Roma (2015-2017) - a cui l’autore ha partecipato in qualità di co-progettista - ha richiesto il prendere coscienza della singolarità del tema: mentre in un museo la mise en scène preparata dai progettisti può infatti contare su un atto volontario di predisposizione da parte di chi osserva, al contrario in una metropolitana lo stato dinamico e psicologico di chi ne attraversa gli ambienti è marcato dal preciso obiettivo di raggiungere la quota dei binari nel modo più rapido e diretto possibile.
In che modo conciliare condizioni così lontane, ovvero il ritmo convulso del funzionamento di un nodo infrastrutturale con il ritmo più pacato che attiene alla scoperta e all’osservazione di un reperto archeologico?
Il tema della percezione distratta ed in movimento è stata dunque eletta a principale preoccupazione progettuale, comportando l’adozione di una strumentazione teorica attagliata al compito, e sviluppando un sistema di controllo continuamente oscillante tra lo sguardo d’insieme e lo sguardo ravvicinato, verificando la pertinenza e la capacità di tenuta di ciascun ambito espositivo in ogni condizione percettiva.
Al riguardo, lo scritto analizza i nessi che si sono stabiliti tra i problemi esistenti e alcune delle azioni progettuali intraprese, proponendone una restituzione per temi e per strategie
Situazioni volute. Scenari progettuali nell’architettura animata dalle persone
Indagando nel campo ancora poco esplorato del rapporto tra i progettisti e l’impiego della fotografia in forma dimostrativa, il corpus dei materiali oggetto di studio è costituito da una selezione di immagini fotografiche in cui le opere architettoniche sono raffigurate - intenzionalmente - insieme all’uomo che ne occupa lo spazio, agisce al suo interno, lascia tracce significative della sua presenza.
Riferendosi esplicitamente al momento dell’incontro attivo tra l’uomo e lo spazio costruito - l’esperienza dell’architettura -, le immagini descrivono non tanto la forma, quanto le relazioni tra luoghi ed atti: delle situazioni, appunto.
Preliminarmente posta la condizione per cui l’architetto dell’opera abbia in ogni caso proiettato la sua intenzionalità nelle immagini - avendole realizzate, o fatte realizzare, o consapevolmente scelte -, l’assunto è che queste fotografie di architettura animata possano considerarsi come testi progettuali, dotati di uno spessore teorico significativo ed interpretabile.
Si sostiene, dunque, che avendo impiegato queste immagini di situazioni nell’illustrare il proprio operato, gli architetti presi in esame - L. Cosenza, B. Rudofsky, L. Figini, G. Minoletti, Le Corbusier, A. Van Eyck, Flores & Prats Arquitectos, A.&P. Smithson, H. Hertzberger, A. Rossi - abbiano espresso con queste un auspicio progettuale al riguardo delle relazioni tra la forma costruita e la presenza dell’agire umano.
La ricerca analizza dunque il carattere di questo auspicio fissato nelle fotografie, incrociando, in forma di riscontro, testimonianze dirette e archivistiche, ed i contributi sul merito scritti o disegnati dagli stessi architetti.
Intendendo sfruttare il potenziale strumentale, di ausilio, dei materiali indagati, dalle fotografie si è tentato di estrarre elementi concettuali che parlassero di architettura e di progetto.
Elementi concettuali utili per una riflessione teorica che consideri la presenza dell’uomo come un termine rispetto al quale si è necessariamente chiamati ad esprimere una chiara posizione progettuale
Un padiglione per la scultura a Villa Adriana
Il progetto elabora l'ipotesi di in un padiglione espositivo temporaneo all’interno dell’area archeologica di Villa Adriana.
Viene prevista - attraverso l’accostamento di piattaforme calpestabili coperte, che toccano il suolo archeologico puntualmente - la formazione di un luogo idoneo all’esposizione di sculture e di frammenti architettonici, in prossimità delle sostruzioni che determinano il livello orizzontale del Pecile.
Il padiglione intende essere una rovina nuova: nuova per il profilo nitido dei soffitti che galleggiano nella luce, rovina perché si lascia attaccare e attraversare dall’aria e dalla luce
Edificio universitario a Pietralata
Il progetto per la nuova sede dell’Università Sapienza nell’area di Pietralata esplora la possibilità di risolvere
architettonicamente il programma previsto, all’interno delle prescrizioni e del planivolumetrico fissato dal Piano d’insieme dell’area.
L’organizzazione dell’edificio si compone tra i termini della compattezza dell’edificio individuata da sagome predefinite, e l’articolazione dello spazio interno capace di rispondere ai comportamenti possibili: studio, lavoro, ricerca, insegnamento, ma pure tempo perso, sosta, incontro
Viaggiare nella storia. Archeo-stazione San Giovanni sulla linea Metro C a Roma
La nuova Linea C della metropolitana di Roma ha finalmente raggiunto i margini del centro storico e la stazione San Giovanni è la prima ad adottare dei criteri di allestimento museografico e archeologico.
Gli scavi hanno portato alla luce un'eccezionale stratificazione archeologica che raggiunge i 27 metri di profondità, attraversando tutte le epoche storiche di Roma e prima di Roma.
Il progetto degli interni interviene su un assetto già definito e su una struttura che ha comportato la rimozione di tutti i rinvenimenti: per questa ragione l'allestimento vuole realizzare un'esperienza immersiva nella storia del luogo mediante un criterio di narrazione che faccia percepire l'attraversamento degli strati della storia.
Soffitti e pavimenti assumono quindi un carattere neutro per dare rilievo alle pareti bianche, che diventano un foglio su cui scrivere il racconto della Storia e delle tante storie emerse grazie a più di 40.000 reperti che hanno restituito uno spaccato entusiasmante della vita quotidiana attraverso più di 25 secoli.
La discesa nella storia è materialmente visibile grazie ad uno stratimetro che registra graficamente sia la profondità fisica che quella temporale, insieme ad un codice colore che identifica ciascuno dei numerosi strati; le immagini ingrandite dei reperti e la misurazione crono-spaziale avvolgono il passeggero nella Storia, mentre una serie di allestimenti speciali mette in mostra i reperti più significativi al livello in cui sono stati ritrovati, mettendo in luce singole storie segnalate ancora da grandi scritte che identificano specifici ambiti.
La sfida è stata quella di elaborare un concetto museografico che invece di misurarsi con le condizioni proprie di una normale esposizione museale deve piuttosto confrontarsi con l'impatto fisico di una massa di passeggeri che ha per prima preoccupazione quella di prendere un treno, assecondando specifici livelli di sicurezza e un livello di attenzione legato alla velocità
Intorno all’acropoli. Proposta di recupero dell’area Faul a Viterbo
Il progetto riguarda una parte della città di Viterbo, in cui ciò che è rimasto immutato per secoli si confronta direttamente con le trasformazioni più recenti: da una parte l’acropoli del colle del Duomo - immagine primigenia dell’incontro tra opera umana e geografia - e dall’altra la valle Faul, caratterizzata dal transito veicolare e dalle nuove forme di accessibilità.
Il progetto ipotizza il rafforzamento delle relazioni fisiche e visive tra parti ed elementi, attualmente incapaci di trarre reciproco vantaggio dalla loro prossimità. Una rete di percorsi fatti riaffiorare dalle tracce di usi recenti e dalle memorie di usi remoti connette una serie di nuovi interventi localizzati e puntuali che riguardano il recupero di edifici esistenti e il disegno degli spazi aperti: una strategia tesa a perseguire il massimo del risultato progettuale ed espressivo riducendo al minimo la portata degli interventi
Concorso internazionale per la riqualificazione di otto borgate marine , “Costeras” area: Marceddi (Oristano)
Menzione speciale per un Intervento di nuova costruzione > 5 mln di euro, Premio IN/ARCH - ANCE Abruzzo - Lazio - Molise, 2020
La nuova Linea C della metropolitana di Roma ha finalmente raggiunto i margini del centro storico e la stazione San Giovanni è la prima ad adottare dei criteri di allestimento museografico e archeologico. Gli scavi hanno portato alla luce un'eccezionale stratificazione archeologica che raggiunge i 27 metri di profondità, attraversando tutte le epoche storiche di Roma e prima di Roma.
Il progetto degli interni interviene su un assetto già definito e su una struttura che ha comportato la rimozione di tutti i rinvenimenti: per questa ragione l'allestimento vuole realizzare un'esperienza immersiva che faccia percepire l'attraversamento degli strati della storia. Soffitti e pavimenti assumono quindi un carattere neutro per dare rilievo alle pareti bianche, che diventano un foglio su cui scrivere il racconto della Storia e delle tante storie emerse grazie a più di 40.000 reperti che hanno restituito uno spaccato entusiasmante della vita quotidiana attraverso più di 25 secoli. La discesa nella storia è materialmente visibile grazie ad uno stratimetro che registra graficamente sia la profondità fisica che quella temporale, insieme ad un codice colore che identifica ciascuno dei numerosi strati; le immagini ingrandite dei reperti e la misurazione crono-spaziale avvolgono il passeggero, mentre una serie di allestimenti speciali mette in mostra i reperti più significativi al livello in cui sono stati ritrovati, mettendo in luce singole storie segnalate ancora da grandi scritte che identificano specifici ambiti. La sfida è stata quella di elaborare un concetto museografico che invece di misurarsi con le condizioni proprie di una normale esposizione museale deve piuttosto confrontarsi con l'impatto fisico di una massa di passeggeri che ha per prima preoccupazione quella di prendere un treno, assecondando specifici livelli di sicurezza e un livello di attenzione legato alla velocità
L'archeo-stazione o del passato a reazione poetica
Il saggio inquadra all'interno del complesso rapporto tra archeologia e reti di trasporto ipogeo l'esperienza condotta dal gruppo di progettazione del Dipartimento di Architettura e Progetto di cui l'autore è stato uno dei due responsabili. Dalla prima fase d'indagine scientifica sino alle ultime operazioni di allestimento, il testo ripercorre tutti i passaggi, teorici e concettuali prima che pragmatici e operativi che hanno caratterizzato l'esperienza progettuale.The essay frames within the complex relationship between archaeology and underground transport networks the experience conducted by the design team of the Department of Architecture and Project of which the author was one of the two responsible. From the first phase of scientific investigation to the last operations of preparation, the text retraces all the steps, theoretical and conceptual before pragmatic and operational that have characterized the design experience
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