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    Off Broadway

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    Il saggio fa parte di un volume a carattere interdisciplinare volto a indagare il panorama cinematografico veneto contemporaneo - a partire dagli anni Duemila - colto nelle sue tensioni tra dimensione locale e orizzonte globale. Il volume, sollecitato da una stagione particolarmente dinamica del contesto regionale, è composto di tre sezioni rispettivamente dedicate a rappresentazioni del territorio e del paesaggio anche in relazione ad altre forme espressive quali la letteratura; figure autoriali, sistema dei generi e modi di rappresentazione; realtà produttive e distributive. Il contributo in oggetto esplora nello specifico l'articolato e variegato panorama delle realtà produttive e distributive cosiddette "minori" in relazione alle configurazioni specifiche e alle contiguità con il contesto nazionale e i cambiamenti intervenuti nella filiera audiovisiva. L'analisi dialoga inoltre con altri contributi presenti nel volume, come quello della medesima autrice dal titolo "I nuovi veneti" o di i Barbara Corsi dedicato alle realtà maggiori e consolidate

    I nuovi veneti

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    Il saggio fa parte di un volume a carattere interdisciplinare volto a indagare il panorama cinematografico veneto contemporaneo - a partire dagli anni Duemila - colto nelle sue tensioni tra dimensione locale e orizzonte globale. Il volume, sollecitato da una stagione particolarmente dinamica del contesto regionale, è composto di tre sezioni rispettivamente dedicate a rappresentazioni del territorio e del paesaggio anche in relazione ad altre forme espressive quali la letteratura; figure autoriali, sistema dei generi e modi di rappresentazione; realtà produttive e distributive e loro articolazione a fronte di cambiamenti intervenuti, anche a livello nazionale, nella filiera audiovisiva. Il contributo in oggetto esplora in particolare narrazioni e forme di rappresentazione connesse a istanze identitarie e a figurazioni di cittadinanza in film girati o ambientati in Veneto in relazione all'intensificazione di flussi migratori internazionali degli ultimi decenni. Attraverso una selezione di esempi sintomatici, a essere interrogato è il riverbero di statuti giuridici - di immigrato, richiedente asilo, cittadino ..- in opere audiovisive realizzate sia da cineasti di origine italiana sia da cineasti di cittadinanza italiana o residenti di lungo corso. Tale analisi dialoga con il saggio dal titolo "Off Broadway", a firma della medesima autrice, riguardante le cosiddette realtà produttive minori

    Verso una via italiana agli studi postcoloniali di cinema e media. Rifrazioni

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    Introduzione di carattere metodologico al dossier Narrazioni Postcoloniali della contemporaneità, tra conflitto e convivenza/Postcolonial Narratives of the Present, between Conflict and Coexistence" ("Imago. Rivista di cinema e media", n. 19/2019), ospitante una raccolta, in italiano e inglese, di otto saggi inediti di autrici e autori italiane/i e internazionali e tre articoli, per la prima volta tradotti in italiano, rappresentativi di una scansione, anche diacronica, del dibattito internazionale. Concepita e rivista collegialmente, l’introduzione si compone di due sezioni: la prima, dal titolo “Rifrazioni”, è stata elaborata da Farah Polato, la seconda, dal titolo “Postcoloniale, postcinema, postmedia: mutuazioni e prospettive”, da Leonardo de Franceschi

    Rifondare il tempo: il cinema di Chiara Cremaschi tra memorie fluttuanti e instabili presenti

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    Contributo dedicato alla pratica filmica e alla produzione di Chiara Cremaschi nel volume "CINEma oltre. Donne e pratiche audiovisive" in Italia volto ad indagare il panorama, ancora poco esplorato, delle attività delle artiste italiane che "dagli anni Settanta a oggi hanno scelto l'immagine in movimento come medium di espressione e talvolta di lotta". Muovendo tra Film Studies e Women's Studies, in un approccio multidisciplinare, il volume propone una selezione di artiste – dalle più conosciute alle emergenti note, emergenti – in un dialogo che interseca le esperienze storiche del cinema di ricerca e degli albori della videoarte, fino all'attualità degli ultimi anni, tenendo insieme le pioniere delle origini e le audaci sperimentatrici d'oggi. Il volume rappresenta uno degli output delle linee di ricerca che fanno perno nell'attività del Forum delle studiose di cinema e audiovisivi. Con saggi di: Luisa Cutzu, Lucia Di Girolamo, Francesca Gallo, Sandra Lischi, Jennifer Malvezzi e Bianca Trevisan, Raffaella Perna, Simona Pezzano, Farah Polato, Maria Teresa Soldani, Deborah Toschi, Lucia Tralli

    Dell’interrogare il visibile e dell’aberrazione. Farah Polato in conversazione con Stefania Bona e Martina Melilli

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    Il contributo, frutto di un'interlocuzione con le artiste Martina Melilli e Stefania Bona, indaga le prassi operative e i risvolti etico-estetici della luce in relazione a questioni sensibili, come l'esposizione dei corpi subalterni e i posizionamenti dei parlanti, in contesti di forte asimmetria relazionale e di violenza sistemica quali caratterizzano i fenomeni migratori del present

    Casa-Palazzo: rimodulazione simbolica degli spazi tra persistenze e orizzonti metamorfici

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    Articolo relativo al volume monografico dal titolo «Ho ucciso l'angelo del focolare». Lo spazio domestico e la libertà ritrovata (a cura di Lucia Cardone, Anna Masecchia, Farah Polato, Beatrice Seligardi, Giulia Simi), riguardante il rapporto complesso nell'esperienza delle donne con lo spazio domestico. Posto nella sezione "Il cielo in una stanza: social e tv" , analizza la relazione tra spazio privato e spazio pubblico in due serie televisive imperniate su figure femminili in posizione di governo, in narrazioni ambientate nel presente: la serie danese Borgen e la spagnola Privacy (Intimidad), entrambe supportate in Italia su Netflix, che, nella loro dislocazione in un Nord e un Sud dell’Europa sono parse offrire una interessante prospettiva di osservazione. Tra casa e ‘palazzo’ del governo si dipana infatti una rete di relazioni che attinge al carattere polifunzionale degli edifici nelle loro pratiche d’uso, agli assetti socio-economici e ai regimi simbolici socio-culturali, nella loro mutua interazione. I due riferimenti architettonici configurano dunque campi dinamici di interazioni, più o meno polarizzate, di cui l’edificio costituisce solo una delle componenti; singolarmente e nella reciproca tensione, risultano particolarmente sensibili in un’ottica di genere, indagata del resto da una consolidata tradizione di studi

    Maps, mappings and cartographic imaginings

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    Special Issue 2021 on MAPS, MAPPINGS AND CARTOGRAPHIC IMAGININGS edited by Tania Rossetto and Farah Polato Special Issue of From the European South concerning maps, mappings and cartographic imaginings of colonial and postcolonial issues, with a peculiar focus on border crossings, migration crises, everyday multiculturalism and so-called ‘commonplace diversity’

    Vedere l'aperto. Il cinema di Andrea Segre

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    All’interno del capitolo dal titolo Vedere l’aperto: Il cinema di Andrea Segre, il testo affronta l’analisi dei film di finzione realizzati da Andrea Segre. Vengono ripercorsi temi cari al cinema di Segre, come il confronto con l’alterità e l’incontro dei personaggi provenienti da luoghi e culture differenti, l’attenzione per il paesaggio, l’osservazione di realtà circoscritte declinata attraverso uno sguardo più ampio, non localizzato ( si veda a tale proposito Io sono Li e La prima neve). Per l’ultimo lungometraggio L’ordine delle cose, la scrittura si concentra sullo studio del personaggio principale, Corrado, alto funzionario dello Stato, chiamato dal Ministero degli Interni ad arrestare il flusso migratorio dalla Libia all’Europa, al fine di mettere in luce le modalità narrative ed espressive adottate dal regista dirette a spostare il punto di vista su noi occidentali, rispetto alle opere precedenti
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