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L'apprendimento Organizzativo - teoria e progettazione
Le organizzazioni economiche competono in misura crescente attraverso la conoscenza, e l’organizzazione della conoscenza come fattore produttivo e competitivo è attualmente un campo privilegiato di riflessione e di sperimentazione pratica. In questo sforzo, la nozione di apprendimento organizzativo è centrale poiché riguarda la trasformazione della conoscenza organizzativa e cioè i processi di generazione di novità. La natura dell’apprendimento organizzativo (che cosa è) e le sue condizioni di possibilità (quando si realizza) sono i problemi di conoscenza a cui il lavoro intende fornire risposta. Attraverso un’analisi puntuale della letteratura si evidenzia l’esistenza di una concezione prevalente di apprendimento organizzativo, radicata nella psicologia cognitiva e fatta propria dai consulenti di knowledge management e di learning organization, e di una concezione emergente di apprendimento organizzativo, radicata nella riflessione sociale di matrice costruttivista, e che incorpora differenti definizioni di conoscenza, di apprendimento e di organizzazione. Dopo aver messo in luce i limiti teorici di queste concezioni e argomentato la precarietà delle implicazioni progettuali che ne derivano, l’autore propone una concezione alternativa di apprendimento organizzativo e ne ricava coerenti indicazioni di progettazione organizzativa
La valutazione della prestazione – limiti cognitivi e giochi di potere nel processo di valutazione della prestazione
La valutazione della prestazione è un’attività consolidata da tempo che utilizza metodi e strumenti sperimentati e “automatici” e che, nelle organizzazioni strutturate in maniera tradizionale, ha riguardato principalmente gli attori organizzativi considerati individualmente sotto il profilo delle conoscenze tecniche dispiegate. Il rilievo crescente, per efficacia e per numero, di forme organizzative nuove ed innovative, ha tuttavia messo in discussione la prestazione individuale come espressione del contributo di lavoro ed ha promosso la ricerca di nuove modalità con cui definire e valorizzare l’apporto dell’attore all’azienda. In numerosi contesti organizzativi infatti è il gruppo, e non più l’individuo, il soggetto della responsabilità. In altri, si pensi alle attività di servizio, la dimensione intangibile della prestazione è preponderante sulla dimensione quantitativamente definibile. In altri ancora, si pensi alle attività cosiddette knowledge-intensive, le possibilità di circoscrivere i termini della relazione di lavoro sono temporalmente molto limitate. Questo quadro non deve però indurre a pensare che i meccanismi operativi formalizzati, o più genericamente gli “investimenti in forma”, vadano sistematicamente espunti dalle nuove modalità di organizzazione delle attività economiche. Anzi, la realtà mostra come le istanze di valutazione e di incentivo siano stabilmente presenti -- si pensi alle stock options nelle aziende della new economy o al nuovo CCNL per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni – e che per soddisfarle è necessario distinguere fra possibilità teorica di valutare e possibilità pratica di farlo rispetto ad un sistema d’azione concreto, cioè ad un’organizzazione specifica e ai molteplici interessi degli attori che la animano. Nell’articolo si affronta la valutazione della prestazione sia sul piano puramente teorico, come attività decisoria, sia sul piano pratico, come tecnologia organizzativa situata. Ne risultano alcune indicazioni su come migliorare il processo di valutazione e su come presidiare efficacemente l’introduzione di un sistema di valutazione delle prestazioni in un’organizzazion
Qualità e customer satisfaction nei servizi bancari - modelli e metodologie di misurazione
L'articolo introduce la nozione di Qualità, ne specifica il significato in relazione ai concetti di Customer Satisfaction e di Valore e la declina nello specifico dei servizi, e dei servizi bancari in particolare: la qualita’ di un servizio (bancario) e’ costituita prevalentemente di percezioni positive del cliente. Quindi introduce i principali modelli di Service Quality elaborati nella recente letteratura manageriale e illustra gli strumenti attualmente in uso per la misurazione della qualità dei servizi. Seguono due proposte metodologiche. La prima, la triangolazione, consiste nell’utilizzazione congiunta di tecniche di indagine quantitative e qualitative, così da superare le limitazione dei modelli di misurazione della Qualità esistenti e generare contemporaneamente una quantita’ di informazioni aggiuntive fondamentali in termini di accuratezza dei risultati e di potenziale diagnostico dell’analisi/intervento.La seconda, derivata da una più attenta riflessione sul processo produttivo-distributivo delle banche, consiste nell'incorporazione nel modello di valutazione del cliente interno, delle sue percezioni di qualità, in quanto determinanti per la qualità all’atto dell’erogazione e quindi per le percezioni di qualità del cliente esterno. L’assenza di strumenti con queste caratteristiche apre una direzione di ricerca promettente
Action Research for Organizational Learning
This position paper deals with a case of action research concerning the organization of administrative work processes in an Italian medium sized athenaeum. First, we briefly outline how action research is actually conducted in the case in question. Then, we discuss the particular approach to action research, by highlighting the underlying idea of personnel’s participation, organizational choices and rationality. On this basis, we suggest that the idea of organizational learning developed by Fabbri (2003, 2004) underlies the action research under discussion. We conclude by highlighting the main concepts of this theoretical framework and the hypothesis it suggests in respect to the effectiveness of the action research taken into consideration here
Cultura e clima nei ser4vizi di qualità
L'articolo introduce alle nozioni di cultura e clima organizzativo e ne declina le peculiarità nei contesti di servizi
Se Donnarumma tornasse all’assalto – riflessioni sulla gestione delle risorse umane
L'articolo evidenzia cosa è cambiato nel dibattito accademico e nelle prassi manageriali in tema di gestione delle risorse umane nel corso degli ultimi anni cercando di capire se e in che misura si sia modificato il tradizionale approccio che, pur promettendo la "valorizzazione" delle persone, intende la GRU come un insieme di tecniche e strumenti finalizzato ad ottenere l'adattamento delle persone alle esigenze del sistema organizzativ
Le relazioni di lavoro come questione interdisciplinare: implicazioni per la ricerca e la didattica
Il saggio argomenta la natiura interdisicplinare dei rapporti di lavoro e discute il rapporto tra cambiamento organizzativo e evoluzione della normativa lavoristica. Il saggio si conclude con le implicazioni di un approccio interdisiciplinare nella didattica e nella ricerca i n tema di relazioni di lavoro
Autopiesi e azione manageriale
L'articolo discute della conciliabilità, problematica, tra la più recente teoria sociosistemica di marca luhmaniana ed il management inteso come azione di governo di sistemi sociali
Flexicurity : possibilità di attuazione di un rinnovato schema di scambio tra economia e società
Il paper inquadra il valore-obiettivo della salute e sicurezza sul lavoro negli orientamenti assiologici delle norme hard e soft italiane ed europee e mostra, utilizzando le sbobinature delle audizioni condotte dalla Commissione del Senato a seguito della tragedia ThyssenKrupp di Torino, come le procedure consolidate di valutazione dei rischi siano inadeguate a realizzare la prevenzione primaria
Local Development Through Culture: An Organizational Perspective
The theory and the practice of local development, at least in Italy, are still dominated by the opposition between top-down and bottom-up approaches. Besides its interpretative sterility, this opposition is only apparent when it comes to policy making since, by definition, no true bottom-up policy ever could be “designed” ex ante. Here we take seriously Tendler’s (1982) suggestion to tackle development issue from an organizational standpoint and, consistently, we consider local development as a heuristic, boundly rational (Simon, 1947), collective process of actions and decisions. In particular, we equate local development to organizational change, i.e. a change in the common end, in the knowledge and competencies, in the rules of coordination and control (Thompson, 1967) that occurs in a geographical area or in one of its portions or layers.
This theoretical framework informed a two-year action-research conducted in a southern Italian region in which the authors - as a team of the Italian Ministry of Economic Development - Department for development policies - gave methodological support to the design and implementation of 5Meuro investment on the regional artistic and creative scene. The paper gives a synthetic narrative account of the process, and draws some methodological propositions on how to connect culture and cultural policies to local development
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