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    Redesigning the Single-Family House: A Critical Look Back, and a Glance Forward

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    The chapter develops a twofold reflection. On the one side, it critically assesses some design approaches dedicated to single-family housing that influenced the academic and professional discourse in the last five decades such as sprawl containment, the replacement of low-density fabrics with more compact settlements and the densification paradigm. On the other side, it indicates an alternative projective perspective based on selective demolition, alteration and retrofitting of the existing housing stock, which places the potential of single-family housing centre stage into the wider transformation process of low-density settlements

    Tornare al lavoro sul campo/Back to Fieldwork

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    Il testo riflette sul possibile rapporto tra indagine fotografica e indagine territoriale, alla luce di alcune importanti esperienze svolte negli ultimi decenni ed entro la prospettiva delle più recenti trasformazioni del territori italiano (e dell'Emilia-Romagna in particolare

    Un cantiere per i territori dell’abusivismo

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    Il saggio definisce alcuni lineamenti di una possibile politica pubblica orientata alla riforma dei territori interessati da abusivismo edilizio nel Mezzogiorno

    Gestire il filtering delle seconde abitazioni entro una prospettiva di «uso sociale»

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    Il saggio propone alcuni orientamenti di policy per il riutilizzo del patrimonio meno qualificato di seconde case abusive entro una prospettiva di uso sociale

    Negli ambiti fluviali: limitazione del rischio idraulico e riequilibrio ambientale e insediativo

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    Il contributo affronta il tema della gestione integrata delle acque negli ambiti fluviali, proponendosi di superare da un lato il settorialismo di molti interventi recenti, e dall’altro i limiti di strumenti quali i Contratti di fiume, che pur abbracciando una scala intercomunale e promuovendo una visione intersettoriale, hanno inciso marginalmente sulle decisioni assunte. Si propone di formulare dieci progetti-pilota per altrettanti ambiti di bacino italiani, selezionati in base alle criticità ambientali e territoriali emergenti, e qui promuovere interventi idraulici-territoriali integrati entro due principali ambiti d’azione. “A monte”, manutenzione programmata dei versanti e opere di ingegneria verde a basso impatto ambientale, entro un più generale sostegno delle aree interne montane a partire da un ripensamento della politica forestale. “A valle” la massimizzazione degli ambiti di esondazione naturali, la riorganizzazione dell’edificato e del suolo urbanizzato vicino ai corsi d’acqua e un più equilibrato prelievo nei periodi di secca

    Tra eredità, riscoperte e un futuro diverso: ripensare le politiche urbanistiche e territoriali

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    Il saggio introduce i temi principali del volume Ricomporre i divari. Si riflette in particolare sul ruolo avuto dal trattamento delle disuguaglianze sociali nella storia della disciplina urbanistica, sul come la transizione ecologica deve costituire lo sfondo necessario di una nuova stagione di politiche urbane e territoriali, sul come queste politiche devono dimostrarsi sensibili ai contesti e ai patrimoni esistenti, sul ruolo dello stato e della ricerca universitaria in questo processo

    Strade, parcheggi e spazi di risulta: ridisegno del suolo e benessere ambientale nelle aree urbane fragili

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    La diffusa cattiva qualità dell’abitare che contraddistingue molti territori nel nostro paese è spesso strettamente legata a ciò che sta fuori dallo spazio domestico: spazi aperti di prossimità non di rado ridotti a stalli di sosta per le auto; servizi collettivi, quando presenti, con un carattere introverso rispetto l’intorno. Per perseguire gli obiettivi congiunti di una maggiore equità sociale e di riconversione ecologica, il contributo propone di attivare progetti di trasformazione dello spazio aperto di prossimità relativo a strade, parcheggi e servizi collettivi. È necessario operare una de-specializzazione delle strade locali, con la perimetrazione di ampie zone a 20-30 km/h e di zone a precedenza ciclabile e pedonale, progressivamente modificate attraverso una maggiore articolazione delle sezioni stradali. Vanno messe in campo azioni di rinverdimento di superfici asfaltate e a parcheggio al fine di migliorarne sia il comportamento idraulico e termico, sia l’utilizzazione – anche in forma temporanea. È importante potenziare e migliorare la connessione tra i luoghi dei servizi e i tessuti entro cui sono inseriti, nonché definire più ampi spazi esterni di pertinenza, ove è possibile svolgere funzioni scolastiche, culturali, ricreative e sportive all’esterno: un tema centrale anche in relazione ai temi della salute pubblica emersi con forza con l’emergenza sanitaria da Covid-19

    Nelle aree costiere: accessibilità, sicurezza e risposta al cambiamento climatico

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    Le coste italiane sono oggi interessate da diverse criticità, quali l’erosione del demanio marittimo, la condizione di rischio di molta edilizia esposta al cambiamento climatico, l’inquinamento di molte acque costiere. Il contributo formula una strategia per affrontare tali questioni in modo integrato, intervenendo su cinque linee prioritarie: 1) l’annessione di nuove aree al demanio marittimo, per garantirne l’esistenza nel futuro scenario di innalzamento dei mari e di erosione costiera; 2) la demolizione degli immobili abusivi non sanabili vicini al mare e l’arretramento degli immobili regolari più a rischio mediante programmi di trasferimento e indennizzi; 3) l’abolizione dei rinnovi automatici delle concessioni demaniali e la definizione di procedure per il rilascio di nuove concessioni che premino progettualità virtuose in chiave ecologica e ambientale; 4) la progettazione di un sistema nazionale di monitoraggio della qualità delle acque; 5) l’adeguamento dei sistemi di depurazione costieri e sub-costieri ai periodi estivi di massimo carico antropico

    Indirizzare l'investimento privato, sostenere la rigenerazione urbana, garantire vantaggi collettivi. Incentivi e trasformazioni edilizie nel Documento di Piano di Nova Milanese

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    Abstract Muovendo da un'esperienza di consulenza scientifica volta a supportare l'amministrazione e la struttura tecnica di una piccola città della regione urbana Milanese nella redazione del nuovo Piano di Governo del Territorio, il contributo riflette sul ruolo che un'opportuna regolazione degli interventi edilizi può assumere nell'indirizzare l'investimento privato in modo sostenibile e sensibile ai diversi tessuti edificati, sostenere prioritariamente la rigenerazione urbana di determinate parti di città e garantire vantaggi collettivi e più sistemici, oltre l'indotto del mero cantiere edilizio. Si descrivono in particolare cinque situazioni - i nuclei storici, i tessuti edilizi compatti ad essi adiacenti, i quartieri residenziali consolidati, l'asse dalla metrotramvia, le aree industriali - in cui a parti di città diverse per morfologia, valori immobiliari e attività insediate, il Piano urbanistico fa corrispondere dedicate forme di incentivo e di disciplina delle trasformazioni. Il complesso di misure è finalizzato a riequilibrare i carichi insediativi, a produrre una politica di acquisizioni di spazi pubblici e di riqualificazione ambientale e paesaggistica, a costruire urbanità nei contesti urbani più deboli, a consolidare il carico insediativo negli ambiti meglio serviti dal trasporto pubblico
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