28 research outputs found

    Come si chiama la mia lingua: glottonimi, identità e sensibilità della diversità linguistica nella classe multiculturale

    No full text
    L'indagine qui presentata integra e approfondisce alcuni risultati del progetto di ricerca-azione "Lingue e culture in movimento" (Cognigni, Vitrone 2016; 2017). Prendendo in esame i diversi modi in cui bambini e ragazzi con background migratorio denominano le varietà linguistiche del proprio repertorio plurilingue, il contributo intende riflettere sul legame tra lingua, identità e senso di appartenenza al territorio, anche in un’ottica di educazione plurilingue in cui ciascuna varietà linguistica possa essere valorizzata, indipendentemente dal suo status sociale

    Introduzione

    No full text
    La pubblicazione nasce dall’interesse di promuovere presso le scuole il senso e l’opportunità della figura del facilitatore linguistico attraverso la presentazione del suo profilo formativo e dei percorsi didattici realizzati durante il 1°corso di qualifica presso il Centro Locale di Formazione di S.Elpidio a Mare (FM), che sono stati sperimentati in classe presso le istituzioni scolastiche sede dello stage formativo. L'opera si apre con tre saggi delle docenti del corso, cui seguono le descrizioni dei percorsi didattici realizzati dai facilitatori formati, monitorati dalle curatrici sia in fase di progettazione che di stesura

    Lingue, letterature, culture in movimento: esperienze migratorie e orientamenti critici

    No full text
    Il contributo mette in luce le principali problematiche connesse con i fenomeni migratori a livello nazionale e internazionale, esaminando le correlazioni tra lingua, cultura, scrittura, identità in chiave interdisciplinare e transculturale sulla base di riferimenti critici, letterari, testuali. Attraverso l'analisi dei percorsi migratori e dei molteplici contatti, anche di carattere letterario, sono individuati "spazi fluidi" per la definizione di nuove identità

    Facilitare la mediazione: spazi e figure della mediazione linguistico-culturale in contesto educativo

    No full text
    Lo studio approfondisce la formazione dei professionisti della mediazione, collocandosi all’interno del dibattito relativo agli agenti della mediazione nel mobile scenario dell’attuale realtà sociale ed educativa italiana. Le autrici fanno emergere aspetti fondamentali e necessariamente in divenire della formazione e del ruolo del cosiddetto ‘facilitatore’, come figura intrinsecamente legata al processo della mediazione linguistica e culturale in contesto scolastico. Attraverso la riflessione critica su un’esperienza condotta dalle studiose per un corso di formazione professionale a livello provinciale, sono problematizzate le modalità di gestione dello spazio della mediazione creato dal facilitatore per l’italiano come lingua seconda, così come gli obiettivi che tale figura dovrebbe e potrebbe porsi per svolgere un ruolo attivo, non assistenziale, nel settore in cui e per cui nasce. Ne vengono quindi evidenziati alcuni caratteri peculiari, anche in modo complementare rispetto al ‘mediatore culturale’, con il quale viene talvolta assimilato, nella definizione come nelle funzioni. In effetti, come segnalano le autrici e come mettono anche in evidenza altri contributi qui raccolti, le definizioni del mediatore sono molteplici e talvolta imprecise e questo fa sì che la figura professionale faccia fatica a definirsi. Il concetto di mediatore include gli operatori della mediazione culturale, i facilitatori linguistici e/o culturali, i mediatori interculturali e altre figure che in certi casi si sovrappongono, e che in altri si differenziano, senza che sia possibile individuare una norma apparente. In questo contesto, appare quindi necessario andare oltre e stabilire nella regolamentazione e nella pratica all’interno degli albi professionali creati a livello locale e nazionale, una definizione concreta della figura in modo anche da definire e rinforzare la relativa formazione professionale. Tramite gli esempi derivanti da esperienze concrete di formazione, le autrici mostrano come una preparazione ad hoc e un approccio (auto)riflessivo al contesto didattico possano efficacemente contribuire a rendere la figura del facilitatore un fondamentale supporto su due piani specifici: a) sul piano strettamente educativo; b) su un piano più ampio, per la creazione di quelli che vengono denominati “spazi del meticciato”, negoziabili sia a livello istituzionale sia a livello dei singoli soggetti in gioco. Le autrici accennano contestualmente agli aspetti critici di una simile declinazione della figura, per suggerire tuttavia la possibilità che il facilitatore possa davvero facilitare la mediazione, ponendosi tra diverse discipline oltre che tra diverse lingue-culture presenti in classe, e contribuendo in questo modo a creare nuove connessioni, contaminazioni e interferenze positive nella formazione nell’ambito della didattica in un contesto plurilingue

    Tra coding e codici: un'esperienza di éveil aux langues tra interdisciplinarità e sviluppo del pensiero computazionale

    No full text
    The paper reports an educational experimentation inspired by the pluralistic approach Awakening to languages, which has been carried out in an Italian primary school. The project’s main objective is to enhance linguistic diversity and, at the same time, to develop students’ computational thinking through a coding game created with Scratch 3.0 software. The activities presented intend to show the potential of an interdisciplinary and plurilingual perspective that intertwines three different educational axes, generally separated in the school curriculum: education to environmental sustainability, education to linguistic diversity and the cognitive value of languages, education for an active use of information technology

    Facilitas: facilitare l’apprendimento/insegnamento dell’italiano L2. Percorsi didattici interculturali di mediazione tra abilità di comunicazione e di studio

    No full text
    La pubblicazione nasce dall’interesse di promuovere presso le scuole il senso e l’opportunità della figura del facilitatore linguistico attraverso la presentazione del suo profilo formativo e dei percorsi didattici realizzati durante il 1°corso di qualifica presso il Centro Locale di Formazione di S.Elpidio a Mare (FM), che sono stati sperimentati in classe presso le istituzioni scolastiche sede dello stage formativo. L'opera si apre con tre saggi delle docenti del corso, cui seguono le descrizioni dei percorsi didattici realizzati dai facilitatori formati, monitorati dalle curatrici sia in fase di progettazione che di stesura

    'Mother', 'Second' and 'National' Languages: Shifting Concepts in Self-narration

    No full text
    Il contributo prende in esame i concetti di lingua materna, seconda e nazionale mettendo a partire dall'analisi delle autobiografie linguistiche di diverse tipologie di apprendenti plurilingui dell'italiano L2

    Rappresentazioni del plurilinguismo e formazione dei mediatori: un’indagine attraverso l’intercomprensione

    No full text
    Une enquête sur l'intercompréhension menée à Macerata auprès de différents publics, révèle la complexité des représentations sur le plurilinguisme. Etudiants italiens, internationaux, médiateurs culturels articulent différemment les rapports entre leurs langues, les langues affines, l'anglais; la pratique de la communication plurilingue et l'apprentissage des langues sont liés à leur expérience du multilinguisme. L'analyse fournit des indications quant à l’“educazione linguistica” des futurs médiateurs du pluriculturalisme constitutif du territoire, dans une perspective “glocale”. A partire da un'indagine sull'intercomprensione condotta a Macerata su un campione di differenti gruppi (studenti residenti italiani e stranieri, erasmus in mobilità, mediatori "culturali") la ricerca viene ampliata mostrando come vi sia un rapporto tra atteggiamenti verso l'intercomprensione, pratica della comunicazione plurilingue e gesti one del plurilinguismo in campo lavorativo. Emerge la necessità e l'utilità di riflettere sulla formazione e sul ruolo di figure professionali come i mediatori, ancora più urgente in questo contesto specifico, eppure con connotazioni che potrebbero essere estese per certi versi in prospettiva glocale

    ItaLavoro: un sillabo di italiano L2 per l’inserimento socioprofessionale dei migranti nei settori della ristorazione e della cura alla persona

    No full text
    Il contributo propone un resoconto delle scelte operate per la progettazione del Sillabo ItaLavoro, un sillabo di italiano L2 con livello di uscita A2 focalizzato sui settori della ristorazione e della cura alla persona che, come emerge dall’indagine, sono strategici per l’inserimento socioprofessionale dei migranti vulnerabili nel contesto marchigiano e oltre. Il Sillabo ItaLavoro si propone come una struttura di riferimento aperta e flessibile, in cui la necessità di sviluppare abilità e competenze linguistiche di base nella L2 si intrecciano ad obiettivi di tipo pragmatico, testuale e (inter)culturale utili a promuovere negli apprendenti migranti una competenza linguistico-comunicativa ampia nella lingua seconda e, allo stesso tempo, specifica ai settori professionali dati. Il contributo è corredato da un prezioso strumento operativo, il Sillabo ItaLavoro, esito del lavoro di progetto, arricchito sulla base delle indicazioni fornite a partire della sua sperimentazione nei corsi di italiano per il lavoro
    corecore