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Studio epidemiologico sulla prevalenza della patologia cariosa nella popolazione scolastica modenese
Nel 1979 il WHO e il FDI World Dental Federation annunciarono gli obiettivi per la salute orale: 6 goals entro l’anno 2000 tra cui si poneva particolare attenzione alla patologia cariosa nei pazienti in età pediatrica, all’età di 12 anni infatti è possibile effettuare uno studio a larga scala, in quanto si è ancora nelle scuole dell’obbligo e si è completata l’eruzione dei permanenti ad eccezione dei terzi molari.La prima mappa globale fu presentata nel 1969 mostrando la prevalenza di carie nei paesi industrializzati e nei paesi in via di sviluppo.Da allora ad oggi si sono susseguiti molteplici studi che permettono di avere un database a livello mondiale molto accurato.Il presente studio si inserisce in questa scia e vuole cercare di dare un quadro della situazione modenese riprendendo i parametri e le metodologie proposte dal WHO
Mini-implants in growing patients: a case report.
An immediate tooth replantation is the treatment of choice following avulsion, although it may not always be possible. The therapeutic approach is more complicated in patients that are still growing, as it must not interfere with normal cranial-facial growth processes. This case report evaluates the effectiveness of implant-prosthesis rehabilitation in a growing patient using mini-implants, following a failed post-avulsion tooth replantation. The accurate pre-surgical evaluation employed in this protocol, including the growth expectation assessment, made it possible to place the mini implants without interfering with subsequent sagittal and transversal growth of the maxillary bones. Two years of follow-up in the present case allowed us to confirm that this protocol resulted in a fast rehabilitation of the frontal section, with immediate aesthetic and functional success and patient's satisfaction
Tooth avulsion: mini-implant rehabilitation in growing patients.
PRESENTING PROBLEM: The incidence of dental avulsion varies from 0.5 to 16% for permanent teeth and from 7 to 13% in deciduous teeth.The most affected age bracket is between 9 and 10 years, the period in which greatest craniofacial growth and development takes place.This causes considerable complexity in trauma management, as the therapeutic choice must suit this process without hindering it.Literature puts forward a number of different therapeutic possibilities such as Maryland Bridge, Removable Partial Denture, Orthodontic Space Closure and Autogenous Tooth Transplantation, all of which are valid from a functional and aesthetic point of view but that have an adverse effect on quality of life. Osteoingetrated implantation is not considered as an option as although no minimum age limit is established in literature for this type of rehabilitation, it causes ankylosis of the implant with consequent infraocclusion and therefore aesthetic and functional deficit.CLINICAL MANAGEMENT:This study aims to evaluate the effectiveness of a therapeutic approach through the use of mini-implants and immediate load implants.It presents two clinical cases of growing patients:ML aged 10, with avulsed 11 and 21, and KJ aged 14, with avulsed 11 and 12.Follow-up was performed at 3-6-12 and 24 months.DISCUSSION:The proposed technique made it possible to obtain rehabilitation of the traumatised frontal section in a single session, with immediate high aesthetic and functional success, and high patient satisfaction.Careful pre-operative study made it possible to plan surgery so as to not hinder the cranial-facial growth in process.The results at 24 months seem to confirm the initial assumption although further studies and follow-up will be require
Dental avulsion: therapeutic protocols and oral health-related quality of life.
AIM: The aim of this study is to describe oral health-related quality of life (OHRQoL) among patients who have had a complete dislocation of the tooth out of its socket (tooth avulsion). The study also sought to identify clinical evidence, associated with OHRQoL, of the ideal therapeutic choice after tooth avulsion among these patients under 18 years old. STUDY DESIGN: 73 patients under 18 year old were selected between 101 studied; they received different treatments, after one year adverse impacts on OHRQoL were measured using the 14-item OHIP. RESULTS: Our findings show that if patients got into tooth avulsion their quality of life is adversely affected. In this study, 21.2\% of subjects reported 1 or more of the 14 OHIP items during the preceding 12 months, which is significantly high. In group A just 4\% of subjects reported 1 or more of the 14 OHIP items, while in the other groups the percentage rose, reaching 50\% in group F. Group C D G reported a value of 20\%, while in group E this is 12\%. CONCLUSION This study shows how different treatment options have different effects on quality of life; the ideal one is the immediate replantation, when this is not possible, RPD or functional appliance seem to be the best choice
Utilizzo di impianti nell’avulsione dentaria dei pazienti in crescita: revisione della letteratura e proposta di nuovo protocollo terapeutico
Scopo del LavoroLo scopo del presente lavoro è quello di analizzare la letteratura di settore in merito all’implantologia osteointegrata nel paziente in crescita e di proporre e valutare l’efficacia di una riabilitazione implanto-protesica tramite mini-impianti in seguito a fallimento di reimpianto dentale post avulsione.Materiali e MetodiViene proposto un caso clinico giunto all’osservazione del Servizio di Traumatologia Dento-Alveolare dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.Viene esposta l’accurata valutazione pre-operatoria necessaria all’identificazione dell’età scheletrica del soggetto.Viene quindi esposta la tecnica chirurgica e protesica.RisultatiA distanza di due anni non si osservano né clinicamente né radiograficamente segni di peri-implantite.Si riscontra un’ottima estetica e l’OHRQoL risulta fortemente positivo.ConclusioniIl presente studio amplia il panorama delle proposte terapeutiche in caso di fallimento di reimpianto dentale in soggetti in crescita evidenziando come la scelta dei mini-impianti permetta il raggiungimento del successo estetico e funzionale
Avulsione dentale e rivascolarizzazione pulpare in seguito a reimpianto: caso clinico.
Lo scopo di questo studio è quello di presentare un caso clinico di rivascolarizzazione pulpare in seguito a reimpianto dentale.Il paziente, di 9 anni, presenta entrambi gli incisivi centrali superiori avulsi in seguito ad un incidente sportivo.Giunge all’osservazione 30 minuti dopo il trauma, con gli elementi dentari conservati in soluzione fisiologica sin dai primi istanti. Entrambi gli elementi presentano apice beante e non completa formazione della radice.Seguendo le linee guida della IADT si decide di reimpiantare gli elementi e di eseguire uno splintaggio semi-flessibile.Si eseguono successivi controlli clinici e radiografici a 1-3-6-12 e 24 mesi.Nei denti con incompleta formazione radicolare è possibile andare incontro a rivascolarizzazione; tuttavia i test elettrici e termici non sono affidabili in seguito a traumi dentali, in quanto possono dare falsi negativi. La valutazione clinica di un dente traumatizzato però richiede uno studio sintomatico, visivo e radiografico. Se il dente diviene necrotico o infetto si può andare incontro ad un processo di riassorbimento radicolare che può condurre alla perdita del dente in breve tempo.Una diminuzione della dimensione della camera pulpare o del canale radicolare sull’immagine radiografica è un segno affidabile della vitalità pulpare.Il caso discusso rappresenta la possibilità di rivascolarizzazione in seguito a reimpianto a breve termine
Terzo molare incluso: preemptive analgesia?
Il presente studio si pone l’obiettivo di valutare clinicamente la risposta algica alla preemptive analgesia, tramite FANS, nell’estrazione del terzo molare incluso.La coorte di pazienti selezionati, 12 uomini e 12 donne, rientra tra i pazienti giunti all’osservazione presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università di Modena e Reggio Emilia nel biennio 2005-2007.Essi vengono suddivisi in tre gruppi da 8 pazienti ciascuno, A, B e C, in modo randomizzatoA tutti i pazienti viene somministrato naprossene sodico 220mg per os 1⁄2 ora prima dell’intervento.Nel gruppo A non si effettua una seconda somministrazione dopo l’intervento.Nel gruppo B si effettua una seconda somministrazione 3 ore dopo l’intervento.Nel gruppo C si effettua una seconda somministrazione 6 ore dopo l’interventoLa misura del dolore è stata eseguita mediante VAS a 3-6-9-12 ore.Le registrazioni VAS dimostrano un andamento similare in tutti i gruppi analizzati, nel gruppo B si osserva però maggiore omogeneità e linearità, mentre nel gruppo C si osserva un picco algico a 6 ore. Dall’analisi dei risultati si denota che il naprossene sodico è un ottimo presidio farmacologico, nell’ambito della chirurgia dei terzi molari inclusi, nella riduzione del dolore post-operatorio, se utilizzato sotto forma di preemptive analgesia.In particolar modo si evince che una seconda somministrazione a distanza di 3 ore dall’intervento permette di registrare valori algici progressivamente minori
Preemptive analgesia after impacted third molar extraction
OBJECTIVESThe aim of this study was to evaluate the effect of sodic naproxen as pre-emptive medication to decrease the post-operative pain after the surgical extraction of mandibular impacted third molars.METHODSThis randomized clinical trial comprised thirty (40) adult patients of both genders(20 male and 20 female) with no local or systemic problems, with bilateral impacted lower third molars in similar position (Pell and Gregory’s class IIB), where surgical extraction had been indicated. These patients were separated in two groups at random: the study group (naproxen 220 mg one hour before the extraction) and the control group (naproxen 220 mg at the end of the extraction). Both group received naproxen 220 mg 6 and 16 hours after the extraction.The pain was evaluated by VAS modified in GRS at 0, 6 and 16 h.Mean values were compared between the 2 groups with a 2-way analysis of variance and a Student’s t-test or the χ2 test for qualitative comparisons. The threshold of significance was set at 5%. RESULTSThe mean VAS values were 2.42±1.64, 3.17±1.75 e 2.52±1.51.Analysis of variance at 6 and 16 h after operation showed that there was less pain on the pre-emptive side (p< 0.001 and p< 0.023)while analysis of variance at 0 was not significant.CONCLUSIONSThe results confirm the efficacy of sodic naproxen in providing a more comfortable postoperative course after surgical extraction of impacted lower third molars.If used as pre-emptive medication sodic naproxen has an effective pain control
Sopravvivenza del dente deciduo traumatizzato trattato endodonticamente:studio retrospettivo.
INTRODUZIONE La gestione del dente deciduo traumatizzato è argomento fortemente discusso e controverso.Gli studi presenti in letteratura presentano campioni di popolazione insufficienti per poter ottenere risultati statisticamente significativi.SCOPO DEL LAVORO Scopo del presente lavoro è quello di verificare i fattori che interferiscono con il successo del trattamento endodontico di denti decidui traumatizzati al fine di determinare il livello di successo del trattamento proposto attraverso un’analisi di sopravvivenza.MATERIALI E METODI Sono stati selezionati 53 pazienti, afferenti al Servizio di Traumatologia Dento-Alveolare dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia nel periodo gennaio 2004 – giugno 2008 per un totale di 67 elementi dentari decidui traumatizzati.Tutti i pazienti sono stati trattati secondo le linee guida della IADT e sottoposti a follow-up per un periodo di 48 mesiAl fine di valutare i fattori determinanti il successo terapeutico sono stati analizzati i seguenti parametri:1.età del paziente all’inizio del trattamento endodontico2.tipo di trauma3.tipo di riassorbimento patologico radicolare4.localizzazione del riassorbimento radicolare5.riassorbimento osseo6.alterazione dei tessuti molli7.condizione del tessuto pulpare8.trauma ricorrenteI valori ottenuti sono stati analizzati statisticamente tramite il chi-squared test.RISULTATI 23% dei pazienti valutati all’inizio del trattamento è di età inferiore ai 36 mesi.47.9% è incorso in un trauma di grado medio75% presenta un riassorbimento infiammatorio51 presenta un riassorbimento a livello apical
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