1,885 research outputs found
La polvere della Francigena. Quando la storia diventa un brand
This work explores the intersection of history and branding through the lens of the Via Francigena, a historic pilgrimage route. The author discusses how historical inaccuracies and anachronisms in films and media often distort the perception of history, using examples like the misplaced airplane in "Troy" and the gas cylinder in "Gladiator." These errors, while sometimes amusing, underscore a broader trend where historical narratives are reshaped to serve modern branding and commercial interests. Sabbatini delves into how the Via Francigena, once a path for medieval pilgrims, is being rebranded and commodified in contemporary times, transforming from a historical route into a commercial brand. This shift reflects a larger phenomenon where historical authenticity is often sacrificed for market appeal, raising questions about the representation and preservation of cultural heritage in the modern era. The study highlights the implications of this trend for historical scholarship and public memory, urging a critical examination of how history is marketed and consumed today.
Le aree di strada della lucchesia tra via Cassiola e via Bibulca. Un approccio storico
The essay explores the historical development of communication routes in the Lucchesia region, focusing particularly on Via Cassiola and Via Bibulca. Through a detailed analysis of historical sources and archival documents, the author reconstructs the region's road network, highlighting the importance of these routes not only as transportation arteries but also as fundamental elements for the economic and social growth of Lucchesia. The essay also examines the transformations of road infrastructures over time and their impact on the landscape and local communities
Liberare la società dagli uomini malvagi
Nel 1954 l'arresto e la condanna per sodomia di Lord Montagu (politico conservatore e pari della Camera dei Lord) inasprisce la polemica che divide la società inglese sulla persecuzione legale dell'omosessualità. A seguito di tali eventi, il Parlamento inglese insedia nello stesso anno la Commissione Wolfenden, incaricata di valutare il problema con un approccio multidisciplinare e con particolare riguardo alle questioni di ordine pubblico. Nel 1957 la Commissione chiude i lavori e pubblica un rapporto, che sul piano culturale contribuisce in maniera decisiva ad incrinare il muro di pregiudizio opposto all'omosessualità e sul versante più strettamente giuridico avanza equilibrate proposte, richiamandosi ai tre principi guida di consenso, età adulta e privatezza dei comportamenti individuali. Le ripercussioni non tardano ad arrivare. Nel 1959 il giudice Patrick Devlin apre con una Maccabean Lecture una serie si contributi, che nel 1965 confluiscono nel volume The Enforcement of Morals; egli sostiene la necessità di perseguire le pratiche omosessuali in quanto contrarie al comune senso del pudore e, più in generale, alla morale condivisa della società, che trova espressione e tutela nell'ordinamento giuridico. Nel 1963 il filosofo del diritto Hart risponde a Devlin con il testo Law, Liberty and Morality; rivendica la distinzione tra diritto e morale, contestando a Devlin che le pratiche omosessuali non minacciano la disgregazione della società, e che questa non va identificata con una pretesa morale positiva, che ne costituirebbe l'asse portante
Innocenzo Sabbatini, «innamoratissimo dell’architettura classica»
Lungamente al servizio dell'Istituto per le Case Popolari di Roma, Innocenzo Sabbatini è stato fra gli architetti più prolifici del periodo compreso fra le due guerre mondiali del primo Novecento: un progettista che, conosciuto più per la sua estrosa produzione che per il suo pensiero, ha tuttavia contribuito significativamente al dibattito culturale di quegli anni. Infatti, le sue sperimentazioni delineano un approccio preciso: partendo dal programma funzionale, Sabbatini cerca sempre di individuare la soluzione tipologica più idonea, tenendo presente il rapporto costi/benefici connesso e perorato presso l'ufficio tecnico dell'ente dal cugino e direttore generale Innocenzo Costantini. In tal senso, la decorazione diviene quindi parte integrante dell'elaborazione, partecipando delle intenzioni generali della costruzione: un modus operandi adeguato alle istanze pauperistico-regionalistiche dell'edilizia popolare romana degli anni Venti, suffragata dalle riflessioni di Gustavo Giovannoni. Eppure, l'architetto osimano riesce talvolta a imprimere un carattere più monumentalistico per tramite di un archeologismo dichiarato. Del resto, le indagini allora in corso e - in particolare - gli scavi condotti ad Ostia antica non potevano lasciare indifferenti, soprattutto allorché intellettuali come Guido Calza avevano suggerito con insistenza l'immagine delle insulae imperiali quale precedente diretto dell'abitare moderno. Gli episodi alla Garbatella dell'edificio Bagni e Teatro affacciati su piazza Bartolomeo Romano, il complesso Testaccio IV di via Marmorata e l'edificio ICP Sant'Ippolito a via della Lega Lombarda circoscrivono distintamente quest'attenzione per l'antico coltivata da Sabbatini che, consapevolmente interiorizzata e formalmente rielaborata, sviluppa materialmente nell'arco di un triennio (1926-1929) le suggestioni in circolazione in architetture di qualità tutt'oggi apprezzate.Innocenzo Sabbatini was one of the most prolific architects serving between the two world wars under the Social Housing Institute of Rome. As a designer he was especially known for his eclectic approach, but he also significantly participated in the cultural debate. Effectively, his projects outline a precise intention: keeping in mind the function, Sabbatini identifies the most suitable typological solution, considering the cost-benefit ratio prompted by the general manager of his technical office Innocenzo Costantini (his cousin). Indeed, the decoration became part of the inspiration and his ‘modus operandi’ seemed adequate to satisfy the pauperistic-regionalistic housing demand, promoted in Rome during the 1920s by Gustavo Giovannoni.
Nevertheless, sometimes Sabbatini looked for a more monumental characteristic using archaeological references. The ongoing excavations of the archeological park of Ostia at the beginning of the 20th-century could not leave architects indifferent. Morevoer, intellectuals such as Guido Calza insistently proposed the image of the Roman insulae as a direct reference for modern living. The Garbatella “Bagni” and “Theater”, as well as the Testaccio IV complex in via Marmorata and the building “ICP Sant’Ippolito” in via della Lega Lombarda express this interest, that developed in no more than three years (1926-1929) the on-time suggestions in a high-quality design, today still appreciated
Come incontrai Čechov di Ivan Šmelëv. Una memoria tra allusione e metatesto
How I met Chekhov by Ivan Shmelyov. A memoir between allusion and metatext
Marco Sabbatini
For several reasons, Ivan Shmelyov’s writing is strongly linked to the prose of Anton Chekhov. During the exile in Paris, Shmelyov focuses his reflections on Chekhov, offering a peculiar portrait of the writer in the trilogy How I Met Chekhov (Kak ja vstrechalsya s Chekhovym, 1934). The author uses a hybrid narrative form, oscillating between memoir and short narrative essay. The autofiction interferes here with Chekhov’s short stories. In this way, Shmelyov deliberately reproduces Chekhov’s style, he intends to pay homage to his prose master and affirm his own writing in the sign of the realist tradition, in which emerges an inclination towards irony. This article will highlight Shmelyov’s narrative strategies through these autobiographical memoirs, above all through The Merry Marriage, the last story in the trilogy, which stands out for its metatextual implications and allusions to marriage as a recurring motif in Chekhov’s repertoire.
Keywords: Chekhov, Shmelyov, non fiction prose, emigratio
Leopardi. Dychanie vecnosti
Traduzione in lingua russa del saggio critico cura di F. Cacciapuoti, e di brani scelti dell'opera di Giacomo Leopardi. Catalogo mostra Tolstoj Leopardi. Il respiro dell'anima (Recanati / Jasnaja Poljana-Tula, 2011
L’evoluzione strutturale delle aziende agricole negli anni ’90: un’analisi alla luce dei dati censuari.
Il panorama dell’agricoltura nazionale si è radicalmente trasformato nell’ultimo decennio: il percorso di riforma della Politica Agricola Comunitaria e le pressioni competitive che caratterizzano un mercato sempre più aperto e globalizzato hanno inciso fortemente sugli assetti strutturali del settore primario. Questo contributo intende descrivere, attraverso l’analisi delle variazioni intervenute nella realtà diretto coltivatrice, i mutamenti strutturali che, nell’ultimo intervello censuario, hanno interessato il panorama agricolo nazionale. La ricerca vuole in tal senso offrire un supporto interpretativo alla comprensione delle trasformazioni che hanno caratterizzato lo “spazio” agricolo nazionale negli anni ’90, anche allo scopo di proporre spunti di riflessione per il dibattito attuale sui nuovi orientamenti delle Politiche. La programmazione dei nuovi interventi, infatti, non può prescindere dall’analisi della realtà settoriale e da una valutazione delle trasformazioni indotte dalle misure adottate in precedenza. La riflessione critica, basata su analisi empiriche, si rende particolarmente necessaria anche in considerazione del fatto che l’arco temporale compreso fra i due censimenti, oggetto dell’analisi, è stato caratterizzato da una autentica “rivoluzione” negli orientamenti della PAC, culminata in momenti topici quali la riforma Mac Sharry (1992) e Agenda 2000. Sebbene un’analisi esaustiva dell’evoluzione della PAC negli anni ’90 trascenda lo scopo di questo contributo, si vuole ricordare come questo periodo segni l’introduzione, nella politica agricola europea, di concetti chiave quali il disaccoppiamento dell’aiuto, l’eco-condizionalità, lo sviluppo rurale (inteso come secondo pilastro di intervento), la tutela della qualità e della salubrità degli alimenti, la liberalizzazione degli scambi internazionali e, in generale, il riconoscimento del ruolo multifunzionale dell’agricoltura. Gli indirizzi emersi dalle riforme degli anni ’90, recentemente raff orzati dalla Riforma Fischler (2003) che sancisce definitivamente la prospettiva di una politica agricola orientata al cittadino-consumatore e sganciata dai sostegni distorsivi, propongono il perseguimento del duplice obiettivo dell’ammodernamento delle strutture aziendali maggiormente professionali e della creazione di opportunità di accesso al mercato per quelle maggiormente residuali, come mezzo per la valorizzazione demografi ca e territoriale degli ambiti rurali (Perraud, Bonnet 1994). Una tale trasformazione dello scenario politico, unitamente ai mutamenti intervenuti nelle dinamiche sociali, mercantili e tecnologiche, ha contribuito a plasmare un nuovo ambiente economico di riferimento, inducendo profondi cambiamenti nel tessuto produttivo primario. In questo contributo si vogliono proprio cogliere le principali trasformazioni intervenute nella articolazione strutturale dell’agricoltura italiana avvalendosi del patrimonio informativo rappresentato dai dati censuari. I censimenti, e più in generale le indagini sulla struttura aziendale, costituiscono un tassello indispensabile per l’analisi della realtà agricola; inoltre, la disponibilità del micro-dato aziendale off re l’opportunità di utilizzare metodologie di analisi avanzate, in grado di studiare le relazioni profonde fra le variabili, che sfuggono alle analisi aggregate (Coppola 1994, Adelman e Taylor 1991). In particolare, questo studio – come verrà illustrato dettagliatamente nella sezione metodologica – utilizza lo strumento della tipologia aziendale per descrivere i mutamenti intercorsi fra le due rilevazioni censuarie, seguendo un consolidato filone della letteratura economico-agraria che vede in questo approccio un metodo in grado di cogliere in maniera sintetica la grande diversità del settore primario nazionale (Eboli 1990, Sabbatini, Turri 1992; Marinelli, Sabbatini, Turri 1998). La scelta del metodo riflette la necessità di non trascurare l’ampliamento, avvenuto nel periodo di riferimento, delle fu..
Opere . Poesia e prosa
Traduzione in lingua russa del saggio critico cura di F. Cacciapuoti, e di brani scelti dell'opera di Giacomo Leopardi. Catalogo mostra Tolstoj Leopardi. Il respiro dell'anima (Recanati / Jasnaja Poljana-Tula, 2011
ExACT Explainable Clustering: Unravelling the Intricacies of Cluster Formation
Cluster assignments, in particular the deep clustering ones, are often hard to explain, partially because they depend on all the features of the data in a complicated way, so it is difficult to determine why a particular row of data is classified in a particular bucket. This opaqueness makes their predictions not trustable, as for many predictors based on black boxes. This paper aims to tackle the aforementioned issues by introducing the design and implementation of ExACT, a new explainable clustering algorithm based on the induction of decision trees and performing hypercubic approximations of the input feature space in order to provide output human-interpretable clusters. Furthermore, ExACT is versatile enough to perform explainable classification and regression as well, as demonstrated in this work, proving to be a competitive alternative to existing analogous algorithms
Untying black boxes with clustering-based symbolic knowledge extraction
Machine learning black boxes, exemplified by deep neural networks, often exhibit challenges in interpretability due to their reliance on complicated relationships involving numerous internal parameters and input features. This lack of transparency from a human perspective renders their predictions untrustworthy, particularly in critical applications. In this paper, we address this issue by introducing the design and implementation of CReEPy, an algorithm for symbolic knowledge extraction based on explainable clustering. Specifically, CReEPy leverages the underlying clustering performed by the ExACT or CREAM algorithms to generate human-interpretable Prolog rules that mimic the behaviour of opaque models. Additionally, we introduce CRASH, an algorithm for the automated tuning of hyper-parameters required by CReEPy. We present experiments evaluating both the human readability and predictive performance of the proposed knowledge-extraction algorithm, employing existing state-of-the-art techniques as benchmarks for comparison in real-world applications
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