434 research outputs found
Le saint musulman en père de famille in Nelly Amri et Denis Gril (a cura di), Saint et sainteté. Le regard des sciences de l’homme
L'articolo è incentrato sulla figura di Sha'rani e sulla questione dei rapporti familiari nel contesto mistico islamico: tratta il tema della figura del santo musulmano padre di famiglia e dei casi di eredità di padre in figlio della santità. In una sorta di rovesciamento della prospettiva che caratterizza il volume, in questo caso il santo è il padre reale di una famiglia e il rapporto padre-figlio nelle dinamiche di trasmissione della santità è un rapporto biologico
Mains savantes: les paroles hagiographiques dans le geste des carmélites en France et en Italie
Francesca Sbardella a effectué une recherche de terrain dans des couvents carmélites en Bretagne et en Italie. Elle s’est particulièrement intéressée à la fabrication des reliques de la duchesse Françoise d’Amboise, béatifiée en 1863 et considérée comme la fondatrice des carmélites en France. Ce qui est très intéressant, note Francesca Sbardella, c’est que les religieuses françaises et italiennes spécialisées dans la fabrication de ces objets auxquels est reconnue une valeur extrahumaine présentent leur pratique comme érudite. L’auteur interroge donc cette pratique élitaire, secrète, transmise par voie initiatique et à la fois sous-tendue et conditionnée par la représentation même de la bienheureuse Françoise d’Amboise, construite au travers de la lecture et de la connaissance parfaite des textes hagiographiques la concernant.
Numéro thématique A. Herrou et A. Poujeau (dir.), Savoirs monastiques. Érudition et ascès
Famiglia monastica. Prassi aggregative di isolamento
Oggetto di questo volume è un’indagine sul nucleo sociale della comunità monastica, da intendersi come forma aggregativa di soggetti (monaci/monache) legati insieme da una comune finalità ascetico-devozionale. Sulla base di alcuni casi concreti, si è scelto di rileggere il gruppo monastico alla luce della categoria interpretativa di “famiglia”, modello storico-antropologico indicante la cellula base della società e, al tempo stesso, espressione utilizzata dagli attori sociali stessi per definire la loro scelta di vita religiosa
Il silenzio dell’antropologo e l’altro degli altri. Fare etnografia in clausura
Il silenzio dell’antropologo e l’altro degli altri. Fare etnografia in clausura
Sulla base di una etnografia partecipata all’interno di due monasteri carmelitani francesi, si intende delineare e documentare più da vicino, senza alcuna pretesa di esaustività, il nodo problematico del fare etnografia all’interno di gruppi religiosi introversi, chiusi e silenziosi. In relazione a ciò, il campo della clausura rappresenta una situazione limite sul piano operativo e metodologico: permette di interrogarsi su cosa significhi effettivamente, una volta che si è entrati, vivere dal di dentro – sia a livello spaziale che percettivo e cognitivo – e sulle implicazioni metodologiche che si producono in relazione al vedere, all’ascoltare e al tacere. Se questi livelli sensoriali sono presenti in qualsiasi situazione di campo e delineano articolazioni e confini dello stesso, essi giocano un ruolo centrale all’interno della clausura. La costruzione della donna-religiosa avviene attraverso la sua riduzione all’essenziale, attraverso l’eliminazione di tutto il superfluo, sia sul piano materiale che emotivo e linguistico. Questa costruzione modifica specularmene anche la figura del ricercatore e il suo fare campo. Voler conoscere, infatti, la vita di questi gruppi impone non solo di condividere le loro giornata ma anche, più in generale, di rispondere alla domanda storico-antropologica sul come affrontare lo studio dell’istituzione totale di natura religiosa
Famiglia monastica. Costruzione di corpi e campi sonori
Oggetto di questo saggio è un’indagine sul nucleo sociale della comunità monastica, da intendersi come forma aggregativa di soggetti (monaci/monache) legati insieme da una comune finalità ascetico-devozionale. Sulla base di alcuni casi concreti, si è scelto di rileggere il gruppo monastico alla luce della categoria interpretativa di “famiglia”, modello storico-antropologico indicante la cellula base della società e, al tempo stesso, espressione utilizzata dagli attori sociali stessi per definire la loro scelta di vita religiosa
Prefazione
Il contributo ripercorre il percorso teorico della produzione di Adrana Destro, individuando tematiche e problematiche rilevanti, quali la pratica rituale e il fenomeno religioso. La prospettiva di analisi è antropologica e storica
Il tesoro di Tutankhamon. Oggetti, guide e visitatori al museo del Cairo
L'articolo propone un'analisi strutturai-analitica delle diverse visite guidate che si effettuano preso la tomba di Tutankhamon al Museo del Cairo. Un percorso attraverso gli oggetti della Tomba, le rappresentazioni degli oggetti stessi, le prospettive delle guide e la rifunzionalizzazione degli spazi
Alta intensità collettiva. Percorsi di studio e di partecipazione
Il rapporto lontano-vicino diviene estremamente complesso quando ci si imbatte nello studio del fenomeno magico-religioso, fenomeno già di per sé difficilmente definibile in termini concettuali : se nel campo vicino lo studioso ritrova la sua stessa credenza o negazione di credenza, declinate con le medesime categorie concettuali che egli ha ricevuto nel suo percorso di vita, nel campo lontano finisce per trovare abitudini magico-religiose talmente lontane dalle sue da esserne turbato, per poi accorgersi però con sgomento che quelle abitudini rispondono agli stessi bisogni delle proprie e sono più simili di quanto pensasse. L’ambito magico-religioso ha il pregio di rendere comparabile l’incomparabile, che da troppo lontano finisce per essere molto vicino e pericolos
Objects tell another story. Gift given to the monastery in Fara in Sabina by Cardinal Barberini
Objects tell another story. Gifts given to the monastery in Fara in Sabina by Cardinal Barberini
Francesca Sbardella
Objects are a precious source to trace other stories, finding out events, situations and persons from an inner and community perspective. Usually, the same situations remain unknown in the official historiographic literature. The aim of the present paper is to reconsider some moments in the history of the Fara monastery in Sabina (Rieti, central Italy) beginning with some objects that are housed in the abbey itself (e.g. paintings, statues, furnishings, remains, and relics), part of which were donated by Cardinal Barberini. By analyzing individual items, it has been possible to start putting together unknown fragments of history, and to advance hypotheses on religious policies and practices. The official sources found in archives are thus combined with new, private, informal sources preserved within cloistered life. Such sources include the objects themselves, but also the words, the narratives, the memories, and all the writings produced by the nuns on a daily basis with reference to those objects (loose notes, records, community chronicles and diaries, letters). In particular, they cast light on the relationship between Cardinal Barberini and Francesca Farnese (1597-1651), who had built that monastery, and also on Barberini’s strategic plans. Cardinal Barberini, through the objects, remains and words sent to the abbey, imposed a sort of direction to the nuns of that monastery, leading them towards a specific religious identity of a Franciscan-Clarist nature.
The paper is complemented by a short photographic report (of F. Sbardella), illustrating the different types of objects: a piece of white cloth and veil attributed to Francesca Farnese; a ceramic cup; cushions decorated with the image of St. Hyacintha Mariscotti (in Italian Giacinta Marescotti); fabric remains and hair strands attributed to St. Francis of Assisi and hair strands attributed to St. Clare; a painting representing the Friars Minor’s family tree (on which some patches were glued to make modifications); a coloured wooden statue (h 29 cm) representing Our Lady of Providence
Donner voix à la parole. Soeur Armelle: un parcours de vie au Carmel
Des ethnologues nous emmènent à la rencontre de moines et ascètes rattachés à différentes traditions religieuses et culturelles : des chrétiens, des bouddhistes, un lama tibétain, un yogi hindou, un jain, un fakir, un taoïste. À travers la description de leurs pratiques et de leurs préoccupations, ils explorent la condition de ces hommes et ces femmes qui ont en commun de mener des expériences extrêmes, en vue d’atteindre les sphères les plus élevées de la connaissance et du sacré.Marcher dans les pas de ces ascètes habituellement peu accessibles, voire secrets, nous permet d'accéder à une part de leur intimité et de leur histoire personnelle. En les suivant dans leurs activités journalières, cet ouvrage donne à comprendre les efforts faits pour percer les mystères de l'existence et devenir des êtres bons, tout en composant avec la trivialité du quotidien. Par là même, il nous interroge sur ce qu'est une journée dans nos existences : une juxtaposition de situations qui s'enchaînent souvent sans transition et qui procurent parfois ce sentiment d'avoir plusieurs vies, tout en restant une même personne. De fait, le tableau d'une journée dans une vie est aussi celui d'une vie dans une journée. Francesca Sbardella parle du Carmel dans la tradition catholique
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