26 research outputs found

    Qualità dell’inclusione e didattica cooperativa. Una R-A in una scuola secondaria di secondo grado pugliese.

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    The paper describes an action research carried out in an Apulian high school. The research aspires to promote a reflection about the quality of school inclusion aimed to make an improvement in teacher’s professionalism, educational and teaching activities. The study describes the planning, realization and evaluation of inclusive plans, from observation of the functioning of students with special educational need, according to the ICF model, to experimentation of cooperative methodologies in the classroom. The results explain the importance of a careful planning skills in the dimensions of relationships and learning, able to integrate in a systemic view the school’s quality. The research also confirms that the active participation of teachers and students, in the promotion of better coexistence in school, is a fundamental strategy to make the class (and the school) an open and welcoming context, within which inclusion is understood not only as the involvement of all, but also as the enhancement of each.Il presente contributo descrive un percorso di ricerca-azione realizzato in una scuola secondaria di secondo grado pugliese. La ricerca intende avviare una riflessione circa la qualità dell’inclusione scolastica, con il fine di apportare un miglioramento della professionalità docente e delle pratiche educative e didattiche. Lo studio descrive il processo di progettazione, realizzazione e valutazione di strategie inclusive, dall’osservazione del funzionamento degli studenti con bisogni educativi speciali secondo il modello ICF, alla sperimentazione di metodologie cooperative in classe. I risultati raggiunti mostrano l’importanza di una progettualità attenta sia al piano delle relazioni e sia a quello degli apprendimenti, in grado di integrarsi in una visione sistemica della qualità della scuola. La ricerca conferma inoltre come la partecipazione attiva di docenti e studenti nella promozione di una migliore convivenza scolastica risulti essere uno strumento fondamentale per rendere la classe (e la scuola) uno spazio aperto e accogliente, all’interno del quale l’inclusione sia intesa non solo come coinvolgimento di tutti, ma anche come valorizzazione di ciascuno

    L’orientamento come dispositivo di prevenzione del disagio e della dispersione scolastica. Sfide pedagogiche e linee guida a confronto

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    Ripensare l’orientamento come dispositivo di prevenzione del disagio e della dispersione scolastica vuol dire riconoscerne il valore educativo, formativo, pedagogico e creare le condizioni affinché sia possibile lavorare sul potenziale umano in rapporto al contesto di riferimento. Il presente contribuito descrive i risultati di uno studio esplorativo condotto per analizzare il fenomeno del disagio scolastico negli adolescenti del territorio barese. Alla luce delle nuove Linee guida per l’orientamento presentate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, il contributo tratteggia alcune piste di riflessione sull’orientamento scolastico come possibile strumento di conoscenza e rafforzamento dell’identità personale, attraverso l’insegnamento delle character skills a scuola.Rethinking guidance as a tool to prevent discomfort and early school leaving means recognizing its educational, formative and pedagogical value and creating the conditions for working on human potential in relation to the reference context. This paper describes the results of an exploratory study conducted to analyze the phenomenon of school discomfort in adolescents in the city of Bari. In the light of the new Guidelines for Guidance presented by the Ministry of Education and Merit, the contribution outlines some paths of reflection on school orientation as a possible tool for knowledge and strengthening personal identity, through teaching character skills at school

    Educare alla cittadinanza globale. La classe “bottega politica” tra presente e futuro.

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    Il processo di globalizzazione e la diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione hanno portato alla strutturazione di un modello di sviluppo nuovo, ma non del tutto sostenibile, in quanto scarsamente equo e non inclusivo. All’interno di questa società che si modifica costantemente, si moltiplicano atteggiamenti discriminatori, fenomeni di esclusione sociale e situazioni di povertà educativa che non possono essere considerati eventi circoscritti esclusivamente alle aree più povere del mondo. La destrutturazione delle barriere legate allo Stato-nazione, infatti, porta oggi alla ridefinizione del concetto di cittadinanza, da declinare secondo un profilo globale e planetario. L’«Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile» (ONU, 2015) rintraccia questo tema e individua nella scuola il contesto principale in grado di supportare l’acquisizione di conoscenze e competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, attraverso un’educazione orientata alla diffusione di una cultura di pace, equa e inclusiva, che punti alla convivenza democratica valorizzando le diversità. Al fine di raggiungere questi obiettivi, gli ambienti scolastici sono chiamati a una ridefinizione dei loro programmi e delle loro azioni educative in virtù di questa nuova concezione dello studente come cittadino del mondo. La presente riflessione cerca di rispondere alle sfide della cittadinanza globale, ponendo al centro il valore della convivenza scolastica e delle relazioni tra pari e con le figure educative, attraverso un percorso che parta dal locale e si serva di questo come ponte per il globale. Si esplorano le trasformazioni del costrutto di cittadinanza secondo la matrice politica planetaria; inoltre, con riferimento all’obiettivo 4 dell’Agenda 2030, si analizza il ruolo della scuola nel rispondere alle numerose sfide collegate alla formazione dei cittadini del presente, secondo una prospettiva educativa collaborativa, verticale, trasversale e transdisciplinare. Infine, si valutano gli elementi pedagogici e si analizzano le possibili strategie in grado di dare senso alle competenze di cittadinanza globale. Partendo dallo spazio della relazione quotidiana nel qui e ora si incoraggia la riflessione sulle sfide della Global Education considerando il presente come laboratorio per il futuro e la classe come “bottega politica” per sperimentare l’agire dell’individuo e il suo relazionarsi agli altri, nella prospettiva del bene comune e della democrazia (Dewey, 1915). L’analisi delle competenze per i cittadini del mondo non può non partire da una riflessione sulla realtà del presente e da qui cercare di ridefinire l’esperienza educativa quotidiana secondo un modello pedagogico che valorizzi la trama sociale e quella politica, così da rendere concreta la missione della scuola quale comunità educante che allena e forma ad una convivenza pacifica e democratica

    L’ambiente in ottica zerosei tra passato, presente e futuro: una ricerca-formazione per riflettere sull’organizzazione dello spazio e valorizzare il compito progettuale delle figure educative

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    L’attenzione alle esigenze di un ambiente accogliente e funzionale e la consapevolezza della sua importanza sono ormai universalmente riconosciuti come elementi di qualità e oggetto di esplicita progettazione. Numerosi riferimenti normativi (INDIRE, 2018; MIM, 2021), a vari livelli, approfondiscono le tematiche connesse all’organizzazione dello spazio, in modo particolare per la fascia zerosei, evidenziando la necessità di garantire uno “spazio-scuola” pensato come "terzo educatore" (Malaguzzi, 2010), protagonista attivo nel processo pedagogico e capace di dare corpo alla relazione tra pari e con gli adulti. In virtù di questa attenzione, l’intervento di potenziamento infrastrutturale, una delle misure centrali del PNRR, riguarderà proprio la realizzazione di nuovi edifici, in particolare poli per l’infanzia; in realtà, però, l’ossatura del servizio educativo zerosei resterà poggiato sugli edifici già presenti, strutturalmente lontani dalle recenti indicazioni pedagogiche: “scatole” distanti dai desideri che animano gli sguardi, le menti e i corpi di bambini e insegnanti (Guerra & Bartolino, 2020). Questo scenario chiede al sapere pedagogico uno sforzo in termini di formazione rivolta alle figure educative nel concretizzare lo spazio come “terzo educatore”, accompagnando le insegnanti nel pensare l’ambiente scuola come altro rispetto alla somma di corridoi e aule, e fornendo gli strumenti per realizzare spazi modulari, flessibili e aperti al territorio. Alla luce di questa sfida, il contributo descrive un percorso di ricerca-formazione sviluppato in collaborazione con educatrici e insegnanti di nido e scuola dell’infanzia del territorio barese. Il progetto, nato con l’obiettivo di fornire alle figure educative gli strumenti teorico-pratici necessari per progettare e ri-organizzare lo spazio, ha posto al centro le rappresentazioni personali delle partecipanti sull’idea di aula, grazie a un confronto tra passato e presente. Questo approccio diacronico ha permesso di legare le pratiche quotidiane con le sfide pedagogiche attuali, fornendo un contesto su cui basare la riflessione collegiale e la successiva rimodulazione degli ambienti. I risultati, alla luce anche dei limiti strutturali di alcuni edifici, hanno sottolineato la valenza del percorso formativo in termini di coinvolgimento (anche emotivo) delle insegnanti, lo sviluppo di una riflessione critica sulla gattopardesca situazione di alcune scuole che, alla luce delle nuove proposte, hanno lentamente cambiato tutto per non modificare nulla, ma soprattutto la valorizzazione del ruolo e delle competenze delle figure educative in relazione all’organizzazione del setting. Si evidenzia, quindi, la valenza pedagogica e culturale dello spazio come elemento chiave nelle dinamiche socio-relazionali e di insegnamento-apprendimento nella prima infanzia e il ruolo della formazione nel favorire il benessere e l’engagement civico dei bambini a partire dall’aula

    La povertà educativa in un mondo iperconnesso: affrontare la sfida della digital educational poverty

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    A seguito dell’emergenza pandemica e del ricorso massivo alle tecnologie in ambito educativo, si sono resi ancor più evidenti i ritardi nello sviluppo delle competenze digitali, segnalando la presenza di un’ulteriore declinazione del concetto di povertà educativa riferita agli ambienti onlife (Floridi, 2015), connessa con lo sviluppo fisico e il benessere psicosociale dei minori (Save the Children, 2021). I richiami ministeriali, volti a garantire l’accessibilità a tecnologie e infrastrutture digitali in ambiente scolastico, restano un elemento utile ma non sufficiente, se slegate dalla contestuale promozione di quelle abilità necessarie a vivere il mondo digitale, a cogliere tutte le opportunità della Rete e a proteggersi dai rischi. Come insegna l’approccio multidimensionale (Alkire e Foster, 2011), infatti, la dimensione materiale e economica da sola non basta a dare senso al fenomeno della povertà, soprattutto quando il discorso si sofferma sul tratto educativo, condizionando il presente e ipotecando il futuro dei minori. Di fronte a questo scenario, il contributo pone in luce la necessità di approfondire la sfida pedagogica della povertà educativa digitale: partendo dall'analisi della letteratura nazionale e internazionale sul tema (Smits et al., 2022; Marangi, Pasta & Rivoltella, 2022; Di Genova & Baroni, 2022), rileggendo il quadro di riferimento europeo per le competenze digitali (DigComp2.2, 2022) e integrando la strategia dell’Unione Europea sui Diritti dell’Infanzia (2021) ed il Commento Generale alla Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ONU legato ai diritti dei minori in ambiente digitale (2021), si sottolinea il bisogno di un definitivo quadro d’intenti comune tra scuola, famiglia e territorio, al fine di contrastare la digital educational poverty favorendo la partecipazione attiva alla vita analogica e digitale di tutti gli studenti sulla base di aspetti quali consapevolezza, spirito critico e responsabilità. L’intervento suggerisce le possibili posture pedagogiche utili a fronteggiare questa sfida, dando maggiore respiro agli aspetti socio-relazionali in real life, indispensabili per abitare un mondo sempre più interconnesso: in una società in cui il digitale è un elemento cardine delle quotidiane attività sociali, infatti, diventa indispensabile educare alle digital skills, intese però non soltanto come abilità di utilizzo dei device, ma come possibilità di interagire con le nuove tecnologie per rafforzare la relazione positiva con se stessi, con gli altri e con il mondo. Superando, quindi, una visione dettata dalla sola disponibilità di accesso o dalla presenza di singole competenze di media literacy, si delineano i punti cardine attorno ai quali organizzare percorsi di riflessione e precoce identificazione in contrasto alle forme di digital educational poverty, utili al fine di promuovere il benessere digitale e incidere concretamente sulle prassi legate all'educazione alla cittadinanza digitale

    Current status of targeted therapies in advanced gastric Cancer

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    Introduction: In metastatic gastric cancer, chemotherapy is the standard treatment because it prolongs survival when compared to best supportive care alone. However, even after the use of more effective regimens, the overall survival remains disappointing, justifying the need for new treatment options.Areas covered: Areas covered in this review include the most common molecular pathways, which have provided novel targets in gastric cancer therapy. These therapeutic strategies include EGFR inhibitors, anti-angiogenic agents, cell cycle inhibitors and apoptosis promoters.Expert opinion: Several mAbs and kinase inhibitors, especially those targeting EGFR and VEGF/VEGFR, have already demonstrated promising activity in gastric cancer. The Phase III ToGA trial reported an increase in overall survival for patients with human EGF receptor (HER)2-positive gastric cancer treated with chemotherapy and trastuzumab compared to chemotherapy alone. This means that accurate HER2 testing in gastric cancer is necessary. Final data of ongoing trials with novel agents will be critical to further progress with this cancer
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