153 research outputs found

    Eva era nera. La scoperta di ‘Eva mitocondriale’ nelle pratiche visuali dei rotocalchi italiani

    No full text
    This article examines the iconographies that shaped Italian public debate following the introduction, in 1987 at the University of California, Berkeley (by Rebecca Cann, Mark Stoneking, and Allan C.Wilson), of a new female figure in studies on human origins and population diversity – later known as ‘Mitochondrial Eve’ (also referred to as ‘African Eve’ and ‘Black Eve’). Through an analysis of the major illustrated magazines then in circulation, the study explores both the national and international trajectories and the visual reception of this ‘scientific earthquake’, which contributed to challenging the multiregional model of human origins. On the one hand, it was portrayed as a profound upheaval of the evolutionary order; on the other, as the notion of a common ancestor (a lucky mother) of all contemporary human populations. In particular, the article investigates the most widespread visual practices – devoting special attention to the presence or absence of photographic representations, which had long served as a key tool in depicting diverse human groups over the course of racist thinking – to discern whether and how, by the late 1980s, the iconographies of progress and human difference underwent significant changes in light of the interplay between science, racial discourse, and public debate. Ultimately, the goal is to contribute to the historicization of antiracist sensibilities in Italy, marked by a persistent appeal to scientific authority as a source of legitimacy at a pivotal moment characterized by the coexistence of Afrophobia and Afromania. Key words: Mitochondrial Eve; visual culture; illustrated press; antiracism; Genetic

    Visualizzazioni. ‘Immaginare’ il mondo preistorico nella ricerca e nella comunicazione

    No full text
    Le forme e le funzioni dei linguaggi visivi in archeologia preistorica secondo la storiografia più aggiornat

    La peer observation nei corsi di studi internazionali

    No full text
    A partire dalla metà degli anni ’90, si è registrato un progressivo aumento dei corsi di laurea e degli insegnamenti internazionali all’interno di università di vari paesi in tutto il mondo. Questi corsi sono per la quasi totalità caratte-rizzati dall’utilizzo della lingua inglese come lingua veicolare dei contenuti educativi anche nelle realtà inserite in contesti nei quali la madrelingua è dif-ferente, le cosiddette non-English-Speaking-countries. Per quel che riguarda i paesi dell’Unione Europea, questa tendenza si è enormemente accentuata a partire dal Bologna Process (1999), che ha impresso una forte accelerazione nella diffusione degli English-taught Programmes (ETPs), i corsi di studi in-segnati nella sola lingua inglese, che, in soli 15 anni dall’avvio del Processo, sono arrivati a superare le 8000 offerte tra tutti gli stati dell’Unione (Costa & Coleman 2012; Dearden 2015; Dafouz & Smit 2020)

    Lo sviluppo di uno strumento di peer observation

    No full text
    La peer observation è una strategia di valutazione molto diffusa nei contesti professionali che enfatizza il ruolo della dimensione sociale come elemento atto a promuovere una revi-sione critica delle pratiche in atto. Queste caratteristiche l’hanno resa una risorsa molto uti-lizzata nella Higher Education, in particolare all’interno dei processi di assicurazione della qualità. Alcuni critici hanno tuttavia osservato la necessità, al fine di garantire la sistemati-cità del processo, di porre una particolare attenzione ai criteri osservativi utilizzati, che si traducono nella scelta di uno specifico modello di riferimento (Bornmann 2008, Ware 2011)

    Come nasce un Teaching and Learning Center: un narrative case

    No full text
    Tra i compiti prioritari del Faculty Development vi è la creazione di un Teaching and Lear-ning Center come strumento per promuovere al contempo le competenze didattiche dei docenti e, di conseguenza, la capacità dell’istituzione accademica di incidere positivamen-te sul territorio, grazie a una preparazione più adeguata dei futuri professionisti che ad esso afferiscono (Sorcinelli et al., 2006). Per quanto riguarda la loro struttura organizzativa, spesso tali Centri nascono come strutture centralizzate, che fanno direttamente capo all’Ateneo ma possono assumere forme variegate. Nella loro “strutturazione” più classica, essi comprendono un Direttore e un vice-direttore, alcuni collaboratori (a cui vengono affi-dati specifici progetti), degli organi che assicurano il dialogo con le diverse arre disciplinari e personale di supporto sia a carattere amministrativo, sia tecnico. In alcuni casi possono intervenire anche collaboratori esterni arruolati per specifici progetti con funzione di tuto-raggio o supporto (spesso di tratta di graduated student). I direttori di tali centri solitamente rispondono direttamente al Rettore e gestiscono budget autonomi che consentono lo svi-luppo di linee d’azione diversificate, dirette a intervenire rispetto a specifiche problemati-che o aree di intervento. In alcuni casi possono gestire anche budget esterni provenienti da donazioni o da bandi competitivi (Gillespie et al, 2010)

    Exploring the link between diabetes and pancreatic cancer

    No full text
    Introduction: Epidemiological studies indicate an association between type 2 diabetes and pancreatic cancer but the complex and multidirectional relationship between them remains unclear. Areas covered: We summarized epidemiological evidence on diabetes and pancreatic cancer exploring the time-risk relationship. We described mechanisms linking long-standing diabetes to pancreatic cancer. We discussed pancreatic cancer-associated diabetes and its implication in the early detection of pancreatic cancer. Expert opinion: The markedly increased risk of pancreatic cancer in patients with new-onset diabetes compared with long-standing diabetes indicates a complex and bidirectional connection, with long-standing diabetes being a predisposing factor for pancreatic cancer (increasing the risk of the malignancy 1.5- to 2-fold) and new-onset diabetes an early manifestation of the tumour. Identifying clinical features and biomarkers to distinguish pancreatic cancer-associated diabetes from type 2 diabetes is an important goal to improve management and survival of this cancer. Imaging (MRI) for middle age patients with new-onset diabetes may be considered

    Portare alla luce l’innovazione didattica tacita. Una peer observation nelle clniche legali

    No full text
    Quale ruolo può avere un Teaching and Learning Center quando l’innovazione didattica è già stata progettata e attuata? Quali strategie valutative possono essere attuate per valorizzare quanto realizzato a livello pedagogico-didattico? Questi interrogativi hanno orientato le azioni di Faculty Development (FD), nell’ambito di “IDEA IN ACTION” – progettazione condivisa fra il Dipartimento di Scienze Giuridiche e il Teaching and Learning Center (TaLC) dell’Università di Verona – rivolte ai progetti di innovazione didattica già in att
    corecore