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La montagna del Piemonte. Varietà e tipologie dei sistemi territoriali locali
- Indice #3- Introduzione #9- La montagna: una, nessuna, centomila? #13- La montagna in Italia e in Piemonte #23- Criteri di delimitazione e strumenti di piano per la montagna del Piemonte #31- La metodologia di analisi #53- L'analisi socio-economica, infrastrutturale e ambientale della montagna piemontese #71- La classificazione dei comuni montani del Piemonte #83- Il territorio delle nuove Comunità montane: un'analisi per zone omogenee #95- Conclusioni #13
Spigolature nella pittura romanica del Piemonte Orientale
L'articolo raccoglie una serie di testimonianze inedite di pittura di età romanica nell'areo orientale del Piemonte
Benchmarking dell'offerta di trasporto delle regioni del Mediterraneo Occidentale. Il ruolo della Regione Piemonte. Synthèse du rapport, Quaderni d'Europa
Quaderni d'Europa ; n.4- Indice #9- Premessa #13- Il Mediterraneo nelle rappresentazioni e nelle politiche #15- Il Mediterraneo occidentale #22- Il benchmarking dei trasporti #41- Il posizionamento e gli scenari del sistema dei trasporti e della logistica retroportuale del Piemonte #104- Riferimenti bibliografici #133- Les images de la Méditerranée #15- Le rôle des territoires portuaires et d'arrière-port #26- La méthodologie #40- L'offre de transport et de la logistique d'arrière-port #46- L'accessibilité #59- L'impact social et environnemental #61- L'activation économique #65- Le positionnement du Piémont #74- Offre de transport et logistique d'arrière-port #76- Accessibilité intra- et inter-régionale #79- Développement durable social et impact environnemental #81- Activation et caractérisation économique #83- Bibliographie #13
La memoria dei luoghi. Gli storici locali in Piemonte tra Ottocento e Novecento
Il libro «La memoria dei luoghi. Gli storici locali in Piemonte tra Ottocento e Novecento», esito di un’ampia ricerca sui territori di Piemonte e Valle d’Aosta, si sviluppa in quattro parti, ciascuna delle quali riflette uno specifico aspetto dello studio della storia locale. La prima sezione – Territori e storiografie locali: la molteplicità di una regione – comprende sei saggi che analizzano gli storici attivi in specifici territori piemontesi, prestando una particolare attenzione alla storiografia locale delle valli alpine. Nella seconda parte del libro – La storia locale: un genere per molti professionisti – sono stati raggruppati una serie di contributi che presentano la vita e l’opera di autori che si sono avvicinati alla storia locale provenendo da estrazioni sociali e da percorsi professionali molto differenti: medici, giuristi, tipografi, impiegati, amministratori pubblici, nobili, ecc. Una pluralità di esperienze che convergono tutte verso la storia locale: un impegno culturale che accomuna tra loro persone che nella vita operavano negli ambiti più disparati e per i quali lo scrivere di storia locale era originato soprattutto dall’amore per il proprio paese, oltre che da curiosità storica. La terza parte – Fra erudizione e azione pastorale: gli ecclesiastici e la storia locale – è dedicata agli ecclesiastici che nell’Ottocento e nel Novecento scrissero opere di storia locale, sovente ancora oggi fondamentali. Quello fra il clero e la storia locale è un binomio duraturo, radicato in tutta Europa e di cui in Piemonte abbiamo significative testimonianze, soprattutto fra i parroci e i vice-parroci, ma anche tra i professori di storia ecclesiastica nei seminari. La quarta parte – Dalla storia locale all’etnografia – include tre contributi in cui la storia locale si interseca con contenuti antropologici ed etnografici. Si tratta di uno snodo centrale, importante non solo per la storia della storiografia locale ma anche per lo studio delle origini delle discipline demo-etno-antropologiche nella nostra regione, nonché per comprendere la genesi di molte indagini sul mondo rurale.
Gli storici locali sono senz’altro figure paradigmatiche nella società italiana dell’Otto e del Novecento, una presenza capillare e diffusa, fra i due secoli, in tante comunità della Penisola. Dalle città ai più piccoli borghi sono infatti moltissimi i luoghi la cui storia è stata studiata, oggetto di saggi e monografie, ad opera di autori sovente non professionisti, mossi in questo impegno intellettuale da motivazioni molteplici. Si tratta di persone provenienti da differenti percorsi umani e culturali che ad un certo punto della propria vita hanno sentito il bisogno di scrivere, a beneficio soprattutto dei concittadini, la storia del proprio paese. Obiettivo di questo volume è quello di riflettere concretamente su queste figure, cercando cioè di comprendere come gli storici locali rappresentino un elemento significativo tanto della storia quanto della storiografia italiana. Attraverso numerosi approfondimenti bio-bibliografici, relativi in particolare a Piemonte e Valle d’Aosta, la “storia della storia locale” è analizzata sia muovendo da una serie di specifici territori, sia presentando singole figure di intellettuali che si sono dedicate allo studio della storia della propria piccola patria. Si tratta di una storia che non è solo storia civica e istituzionale, ma che si apre anche a significativi e originali contributi nel campo dell’etnografia e dello studio delle culture popolari.
Guardare oggi alla vita e all’opera di chi ha dedicato anni, talvolta decenni, a indagare la storia locale dei comuni piemontesi è anche un modo per rendere riconoscenza a questi studiosi, il cui lavoro è stato sovente interpretato negativamente e troppo frettolosamente tacciato di dilettantismo. Parafrasando quando Michel Foucault riferiva degli psichiatri dell’Ottocento, si potrebbe dire che è facile ridere degli storici locali del XIX secolo, mentre bisognerebbe piuttosto riconoscerne la serietà e il rigore del metodo, che va giudicato sempre in relazione agli strumenti e alle conoscenze dell’epoca. È del resto grazie anche al loro silenzioso e misconosciuto lavoro se in molte comunità oggi è possibile leggere e conoscere la storia dei luoghi, rivendicando e praticando fattualmente il «diritto a un po’ di storia locale», come ha con efficacia sottolineato Zadie Smith: un’eredità culturale ancora attuale, quella lasciataci degli storici locali con le loro opere, che tuttora ci parla e ci arricchisce
Economic Impact of Rural Development Plan 2007 2013 in Tuscany
In 2007 in every European Union region, involved in the planning of Rural Development Plan (RDP), an independent evaluator should asses the impact of the plan in term of value added and productivity. Each region has adopted different methodologies but few of them have followed the indications of Common and Monitoring Evaluation Framework (CMEF) to evaluate the net value deriving by direct and indirect effect. IRPET, the Independent evaluator of Tuscany, utilising REMI-IRPET model has assed the impact of RDP on the main economic variables until 2020. Among 30 different measures it has been chosen only 5 of them that cover more than 54% of total amount of public and private investments. The economic impacts are also evaluated at provincial level.evaluation, regional model, rural development, Community/Rural/Urban Development,
Bioglio, Valle Mosso, Valle San Nicolao, Pettinengo. Alta Valsessera e valle Dolca. Frequentazione preistorica di alta quota: risultati della campagna di ricognizione
Nel luglio 2013 è stata effettuata una campagna di ricognizione di cinque giorni nell’ambito del progetto “Survey Alta Valsessera”, volto a individuare eventuali occupazioni mesolitiche nel territorio alpino biellese, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie in collaborazione con l’Associazione culturale 3P-Progetto Preistoria Piemonte e il DocBi-Centro Studi Biellesi. Questa vallata è oggetto del pluridisciplinare “Progetto alta Valsessera”
promosso da alcuni decenni dal DocBi, al quale la Soprintendenza
per i Beni Archeologici del Piemonte ha in passato partecipato con le ricerche sulle fortificazioni di fra’ Dolcino di inizi XIV secolo, sugli impianti siderurgici di XVIII secolo e su una trappola per lupi
STRATEGIE DI VALORIZZAZIONE DEI SITI UNESCO: L’ESPERIENZA DEI SACRI MONTI DEL PIEMONTE
I Sacri Monti del Nord-Ovest italiano uniscono fede, arte, cultura e natura, offrendo esperienze spirituali e paesaggistiche. Riconosciuti Patrimonio UNESCO nel 2003, fanno parte delle aree protette di Piemonte e Lombardia. Il testo descrive le collaborazioni tra l’Ente di Gestione e soggetti locali per la valorizzazione di questi luoghi, evidenziando opportunità e criticità dei progetti realizzati
Migrazione e imprenditoria etnica. Gli effetti della crisi economica nel Piemonte orientale.
A causa della recessione globale, nel corso degli ultimi anni il quadro congiunturale economico italiano ed europeo ha subito un peggioramento; le attività hanno continuato a perdere vigore, il PIL ha registrato una marcata riduzione e l’occupazione è ulteriormente diminuita, con gravi ripercussioni sui livelli di reddito e sulle condizioni di vita dei ceti medio-bassi, ai quali appartiene la gran parte degli immigrati (Brusa, 2012).
Proprio per i migranti, il lavoro riveste un ruolo fondamentale come fattore di integrazione sociale e come afferma Azzari (2012) gli effetti della crisi si sono diffusi in tutti i settori dell’economia, con conseguenze rilevanti per le dinamiche di riorganizzazione del sistema imprenditoriale. Un ruolo importante è rivestito in particolare dal lavoro autonomo, che vede impegnati la maggior parte dei lavoratori immigrati (Samers, 2010) e che, in Italia, oltre a fornire reddito all’imprenditore e alla sua famiglia, consente anche di regolarizzare la propria posizione nei confronti delle norme sul soggiorno degli stranieri e di colmare i “vuoti” delle attività non più svolte dagli italiani (Afferni, Ferrario, 2012).
L’imprenditoria etnica è una realtà complessa e al tempo stesso molto interessante, che verrà studiata attraverso una ricostruzione, quanto più sistematica, della sua capacità di “reazione” agli shock derivanti dalla crisi economica in atto. Il contributo si prefigge di analizzare in specifico le dinamiche delle province del quadrante nord orientale del Piemonte (Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola) confrontandole con quelle del territorio metropolitano torinese
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