974 research outputs found

    Incontro con un traduttore: Mario Picchi

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    Indagine sulle modalità traduttive caratteristiche di Mario Picchi, traduttore di Hugo, Maupassant, Malraux, etc

    Metodo e sistema per rilevare picchi peptidici in segnali HPLC-MS

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    Mediante opportuni algoritmi di elaborazione del dato dallo spettrometro di massa, è stato sviluppato un sistema che indidivua picchi peptidici snche in presenza di rumore sperimentale di divera origine

    Waterborne Acrylic Resin Containing Luminescent Eu3+ Pigments for Luminescent Solar Concentrators

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    This study reports the use of waterborne acrylic resin as a polymer matrix for thin-film luminescent solar concentrators (LSC). A water dispersable lanthanide complex based on commercially available Eu3+ chelate (Lumilux SDP Red, Lu Red) is utilized as the red-emitting pigment. The derived thin polymer films of about 100 mu m show absorptions of the organic ligand comprised between 300 and 400 nm, flanked by scattering phenomena caused by the presence of the micro-sized pigment particles, whose dispersion is not adversely affected by concentration. The film's emission displays the typical fluorescence of Eu3+ chelates around 600 nm with quantum yields between 20 and 36%. External quantum efficiencies (eta(ext)) are found to increase up to 4-4.5% with Lu Red content less than 10-15%, while dropping to about 3% at the highest content, possibly due to the adverse influence of the scattering phenomena within the waveguide. Maximum device efficiencies (eta(dev)) of 0.70% confirm the potentiality offered by the new LSC systems, thus definitely supporting the waterborne polymer matrices for the development of high-performance and water-based solar collectors

    Futuro anteriore.- Casva cabinet of design thinking. Affioramenti dagli archivi del progetto di Milano/Finds from the Milan Project Archives

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    Il CASVA, archivio di design e architettura del ‘900, è luogo di intrigante materialità. I suoi patrimoni documentali sono disegni, oggetti, modelli, prototipi conservati in carpette, faldoni, tubi, scatole, scaffali e cassettiere ricolmi di idee, progetti, realizzazioni o sogni, provocazioni o utopia, indicizzati e organizzati affinché il loro sapere sia sempre a disposizione di tutti. Un archivio pronto a uscire dalle segrete del Castello Sforzesco per prendere presto posto nella nuova sede dell’Istituto, l’ex mercato comunale nel cuore del QT8, quartiere sperimentale della città moderna, progettato da Piero Bottoni in occasione dell’VIII Triennale di Milano del 1947, oggi modello di riferimento per la cultura urbanistica e architettonica europea del dopoguerra. Il mercato, disegnato dall’Ufficio tecnico comunale (Ing. Carlo Aitelli), su un progetto originario di Bottoni, insieme alla chiesa di Vico Magistretti con Mario Tedeschi e alla scuola elementare di Arrigo Arrighetti sono gli unici progetti compiuti di un Centro Civico del QT8 mai realizzato. In questo luogo simbolo della Milano novecentesca contesto, contenitore e contenuto dei fondi che l’archivio conserva trovano qui perfetta sinergia. In questo contesto il CASVA si propone come nuovo polo culturale che custodisce, rendendoli accessibili e consultabili, gli archivi professionali di architetti e designer in continuo divenire. Il tempo degli archivi ha una principale coniugazione: il futuro anteriore. Così si declina il tempo dell'archivio perché il suo esistere e la sua operatività fissano l'anteriorità temporale di un evento rispetto al futuro. Sono molte le esperienze messe in atto fino ad ora per superare la seduzione dell’apparenza e portarci ad imparare dalle cose. Con questi propositi la mostra del CASVA alla Fabbrica del Vapore trasmette il fascino dei suoi protagonisti proponendo materiali evocativi dei loro mondi. L’archivio CASVA in occasione della settimana del design vuole presentare al pubblico milanese, nazionale e internazionale che partecipa alla settimana dedicata al design contemporaneo una selezione di oggetti che rappresentino la varietà e la pluralità dei suoi patrimoni. Cabinet of design thinking. L'archivio è luogo circoscritto e organizzato che accoglie studiosi e ricercatori ma che sa anche aprirsi ai cittadini, adattando il suo atteggiamento conservatore alle domande di un pubblico che è cambiato: non solo storici, ma curatori, ricercatori, appassionati, curiosi che a vario titolo interrogano i documenti. Riflettere sulle collezioni del CASVA in una mostra significa riflettere sul ruolo dell’archivio come istituzione culturale, un ruolo che cambia come cambia la società a cui si rivolge, e soprattutto sul ruolo che le esposizioni possono avere all’interno dell’attività di promozione e ricerca di un istituto nato in origine esclusivamente per conservare, che oggi è pronto a svolgere il suo ruolo civile quale luogo di sperimentazione, laboratorio di idee e di valorizzazione, ricerca, formazione. Il CASVA è un istituto culturale del Comune di Milano che il prossimo anno aprirà la sua nuova sede all’interno dell’ex mercato al QT8. Un nuovo centro di studi inerenti all’architettura, al design, alla grafica e alle arti visive, che mette in valore e promuove il suo patrimonio attraverso mostre, pubblicazioni e eventi culturali.CASVA, the archive of 20th-century design and architecture, is a place of fascinating materiality. Its documentary heritages include: drawings, objects, models and prototypes. Those materials are stored in folders, binders, cardboard tubes, boxes, shelves and drawers. Ideas, projects, achievements, dreams, challenges and utopias are indexed and organized in order to be available to everyone. The archive is ready to come out of Castello Sforzesco’s dungeons. It will soon get a new place in the former municipal market in the heart of QT8, an experimental district of the modern city designed by Piero Bottoni for the 8th Milan Triennale in 1947. Nowadays this district is a reference model for postwar European urban and architectural culture. The market, designed by the municipal engineering office (Eng. Carlo Aitelli) is based on an original project by Bottoni. It is, along with Vico Magistretti’s church and Mario Tedeschi and Arrigo Arrighetti’s elementary school, the only completed plan for the QT8’s Civic Center ever realized. In this place context, container and content of the archives find perfect synergy. In QT8, CASVA is meant to be a new cultural hub that keeps and makes accessible the constantly evolving archives of architects and designers. FUTURO ANTERIORE. The main conjugation of archives is the future perfect: they witness the past to model the future. The CASVA exhibition at Fabrica del Vapore conveys the fascination of its main characters by offering evocative materials of their worlds. The archive of CASVA wants to promote the variety of its heritages through a selection of pieces on display for the national and international public during design week. Cabinet of design thinking. The archive meets the needs of a diverse audience: not only historians, but also curators, researchers, enthusiasts and curious people. Thanks to this exhibition we are led to rethink about the role of the archive that evolves with and opens to our society via publications and cultural events

    Perineural Involvement and Lung Metastasis From Hormone-Sensitive Prostate Cancer: Multimodal Imaging With MRI and Dual-tracer PSMA/[18F]FDG PET/CT

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    A 66-year-old man with a history of high-grade prostate cancer (PCa), treated with prostatectomy and radiotherapy, experienced rising prostate-specific antigen (PSA) levels and lumbar pain that was unresponsive to analgesics. Magnetic Resonance Imaging (MRI) showed pathological thickening and enhancement of the left S1-S3 nerve roots, as well as an intradural nodule. PET/CT with [18F]F-PSMA-1007 revealed increased uptake in the sacral nerves and a PSMA-negative lung nodule. A subsequent [18F]FDG PET/CT showed FDG uptake in both the sacral plexus and the lung nodule, suggesting diffusely metastatic PCa. In the case we describe, multimodal imaging with MRI and dual-tracer PET/CT was essential to obtain a comprehensive view of tumor extension and biology

    Frumento duro e ozono: caratteristiche biochimiche e ultrastrutturali di due cultivar sensibili ma con diversa risposta sintomatologica

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    Colombo e Sculptur sono due cultivar moderne di grano duro molto sensibili all’ozono in termini di parametri eco-fisiologici, con inevitabili effetti negativi sulla produttività. Tuttavia, la loro risposta sintomatologica è molto diversa: Colombo, dopo alcune settimane di esposizione all’inquinante, mostra danni fogliari macroscopici, consistenti in spot clorotici spesso degeneranti in estese lesioni necrotiche, mentre Sculptur rimane quasi asintomatica per molte settimane. Nel presente lavoro si è cercato di chiarire, attraverso analisi biochimiche e microscopiche, i meccanismi alla base di questa differente risposta sintomatologica. Allo scopo, piante delle due cultivar sono state cresciute in Open Top Chambers (OTCs) ed esposte ad aria filtrata o arricchita di ozono. Le analisi sono state effettuate su foglie a bandiera campionate in corrispondenza di due diversi stadi fenologici (pre- e post-antesi). I risultati hanno evidenziato che in Colombo il contenuto di acido ascorbico era significativamente più basso rispetto a Sculptur, in entrambi gli stadi analizzati, e che non variava con l’esposizione all’ozono. Il livello di glutatione ossidato, invece, aumentava nelle foglie di Colombo esposte all’inquinante, e le cellule attorno alla cavità sottostomatica presentavano abbondanti depositi di H2O2. Al contrario, le foglie della cultivar Sculptur esposte ad ozono non mostravano aumenti di H2O2, ma i loro stomi apparivano spesso chiusi. In Sculptur, le cellule del mesofillo apparentemente non danneggiate presentavano cloroplasti leggermente rigonfi e caratterizzati da numerosi plastoglobuli, probabilmente come conseguenza di un leggero stress ossidativo generalizzato. Questi risultati suggeriscono che l’assenza di una sintomatologia visibile in Sculptur sia determinata da un suo maggiore contenuto di acido ascorbico nonché da un più efficiente meccanismo di chiusura stomatica. Al contrario, le lesioni clorotiche/necrotiche mostrate dalle foglie di Colombo potrebbero essere causate sia da una minore capacità di detossificazione che da una ridotta capacità di chiusura stomatica. Ciò si tradurrebbe in un severo danno localizzato a gruppi di cellule del mesofillo adiacenti alla camera sottostomatica, lasciando tuttavia una parte del tessuto fotosintetico ancora funzionale. La perdita di produzione, molto simile nelle due cultivar, sarebbe quindi dovuta in entrambi i casi a ridotta attività fotosintetica, tuttavia con meccanismi diversi: nel caso di Sculptur per chiusura degli stomi e lieve danno ai cloroplasti mentre nel caso di Colombo per riduzione della quantità di tessuto fotosinteticamente attivo

    Le varietà moderne di grano duro e l’inquinamento da ozono: un problema di trade-off tra efficienza fotosintetica e difesa antiossidante

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    Da decenni l’ozono troposferico (O3) è l’inquinante dell’aria a più alto impatto su tutti gli ecosistemi, in particolare quello agricolo. Una volta penetrato nelle foglie attraverso le aperture stomatiche, l’O3 dà origine a numerose specie reattive dell’ossigeno (ROS) che alterano il metabolismo e la funzionalità cellulare e determinano, in ultima analisi, la comparsa di lesioni macroscopiche e/o riduzioni della crescita. Il frumento duro appare una coltura particolarmente sensibile all’O3, con perdite di produttività pari al 10-15% (Monga et al. 2015), e le varietà moderne più produttive appaiono quelle più danneggiate. La perdita di produzione può essere dovuta ad una forte chiusura stomatica o alla riduzione/danneggiamento della quantità di tessuto fotosinteticamente attivo. L’alta sensibilità del frumento duro all’inquinante non è necessariamente legata alla presenza di sintomi fogliari visibili anche se sono poche le varietà che non li mostrano. Malauguratamente, questi sintomi sono spesso confusi con attacchi di patogeni, e trattati inutilmente con agrofarmaci. Un ruolo fondamentale nella difesa dal danno da O3 è svolto dal pool di antiossidanti fogliari, per cui le varietà che sono in grado di rimuovere più efficacemente le ROS riescono a limitare il danno alle cellule del mesofillo (Picchi et al., 2017). Purtroppo, il breeding condotto negli ultimi anni per aumentare la produttività si è focalizzato principalmente sull’aumento dell’attività fotosintetica, e quindi anche della conduttanza stomatica, selezionando inevitabilmente piante più suscettibili al danno da O3. Appare quindi sempre più urgente la necessità di considerare anche il livello del pool di antiossidanti nei futuri programmi di selezione varietale, allo scopo di rendere le piante più tolleranti allo stress ossidativo. In attesa di queste nuove varietà è in corso una sperimentazione con nanoparticelle di chitosano caricate di un antiossidante (N-acetil cisteina), per verificare la fattibilità di una loro applicazione in pieno campo mirata al contenimento delle ROS e ai danni da esse prodotte

    Acute exposure of the aquatic macrophyte Callitriche obtusangula to the herbicide oxadiazon: The protective role of N-acetylcysteine

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    In this study we investigated the acute exposure of the aquatic macrophyte Callitriche obtusangula to the herbicide oxadiazon (Ronstar®). The toxic effects on C. obtusangula were evaluated, 24 h after exposure, by assessing visible necrotic leaf lesions and, 12 h after exposure, via analyses of dead cells and hydrogen peroxide (H2O2) deposits localized by histocytochemical analysis with Trypan blue and 3,3′-diaminobenzidine (DAB), respectively. As a result, we found that 0.1275 μg L-1 a.i. (active ingredient) oxadiazon was the maximum concentration that produced no observable adverse effects (NOAEC) both at leaf and tissue levels, at any considered exposure time. Additionally, we assayed the protective effect of pre-treatment with 0.25 mM N-acetylcysteine (NAC), a cysteine donor, on the damage caused by the toxic herbicidal dose of 6.37 μg L-1 a.i to C. obtusangula, correlating the NAC observed protection to the direct H2O2-scavenging and to the enhancement of glutathione parameters. NAC-treated plants showed a fourfold increase in the GSH (reduced glutathione) + GSSG (oxidised glutathione) content (149.2 nmol g-1 FW) compared to controls (36.1 nmol g-1 FW); in the NAC + oxadiazon treatments, the GSH + GSSG content was more than fivefold higher (202.1 nmol g-1 FW). GSH showed a similar trend in NAC and NAC + oxadiazon treatments, being six- (130.0 nmol g-1 FW) and eightfold (185.0 nmol g-1 FW) higher, respectively, compared to controls (20.7 nmol g-1 FW). Accordingly, the GSH/GSSG ratio in NAC- and NAC + oxadiazon-treated plants was significantly increased compared to controls, indicating alleviation of oxidative stress. © 2008 Elsevier Ltd. All rights reserved
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