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Rinnovare il welfare locale tra secondo welfare e service management
Attualmente gli enti locali si trovano, infatti, in una posizione ideale per assumere un ruolo centrale nella promozione di un nuovo welfare, raccogliendo una triplice sfida: quella di ricoprire il ruolo di facilitatori dell’innovazione, di diventare i promotori di un cambiamento profondo e di lungo periodo del welfare, di farsi garanti dei diritti sociali, esistenti ed emergenti. Il presente capitolo racconta come il welfare locale si stia riformando innanzitutto adottando processi e strumenti di innovazione sociale e nuovi modelli di governance riconducibili al secondo welfare; in seguito, si sofferma sulle nuove forme di protagonismo di cittadini e comunità locali; infine, descrive i cambiamenti in corso sul fronte dell’offerta e della gestione dei servizi alla persona
Il mercato del welfare aziendale : provider e piattaforme di fronte al tema della qualità dei servizi
Gli anziani fragili
L’invecchiamento della popolazione e il calo demografico pongono importanti sfide ai sistemi di welfare locali, regionali e nazionali. Il sostegno all’inabilità da invecchiamento è un problema di pari merito rispetto a quello della denatalità e per esso va realizzato un poderoso sforzo di iniziative e politiche innovative. La popolazione anziana è però diversificata al suo interno: le necessità variano al crescere dell’età e al verificarsi di complicanze fisiche, cognitive e psichiche. Non tutti gli anziani si trovano infatti in condizioni di non autosufficienza e sono destinatari passivi dei servizi: alcuni di essi partecipano attivamente alla vita sociale e rappresentano una risorsa per l’intera comunità. Il passaggio dalla vita attiva alla non autosufficienza attraversa fasi diverse caratterizzate da una crescente fragilità, in larga parte connessa anche alla condizione di solitudine a cui sono sempre pi esposti gli anziani. Il ruolo del welfare locale è oggi sempre più quello di accompagnare gli anziani dalla vita attiva alla condizione di non autosufficienza, ritardando il più possibile la perdita dell’autonomia, grazie anche ad un serie di interventi e servizi destinati proprio agli anziani fragili. Il presente capitolo prende in esame l’ambito di innovazione rivolto proprio agli anziani fragili, coloro che hanno di norma un’età compresa tra i 75 e gli 85 anni. Nella prima sezione si propone una ricostruzione del fenomeno e lo si contestualizza nel sistema di welfare nazionale e locale. Nella sezione successiva si discute del perché scegliere gli anziani fragili quale target di intervento di un welfare locale che prova a rinnovarsi. La terza sezione è dedicata al cosiddetto welfare di iniziativa e a come intercettare gli anziani fragili. Il tentativo, nella quarta sezione, è quello di fornire ai Comuni e alle istituzioni del welfare locale una visione innovativa per la realizzazione degli interventi rivolti proprio agli anziani fragili. Nella sezione cinque vengono presentati alcuni progetti - sotto molti punti di vista innovativi - che hanno come target gli anziani fragili e nella sei indicazioni sulla gestione dei servizi e le logiche di change management
Progettare il welfare locale: il ruolo della governance
Le criticità che oggi in Italia affliggono il welfare locale mettono in luce come, molto spesso, sia stata prestata poca o insufficiente attenzione al tema della governance. Definire degli assetti di governance funzionali, efficaci e adatti ai vari contesti è invece essenziale per garantire la formulazione e la realizzazione di interventi che diano risposte concrete ai bisogni della collettività. E questo è particolarmente vero nel caso si vogliano mettere in campo soluzioni ambiziose, trasversali e inter-settoriali come vengono proposte in questo volume. Il presente capitolo affronta la sfida della governance locale, illustrando innanzitutto la stretta relazione tra welfare proattivo e assetti di governance (parag. 9.1), per poi spiegare i principi fondanti e identificativi alla base di un modello di governance partecipato, multilivello e funzionale (parag 9.2). I paragrafi successivi sono invece dedicati alla definizione di alcune linee guida generali in merito alla costruzione di un impianto di governance a livello locale (9.3) e alla raffigurazione dell’iter progettuale e delle sue fasi operative (9.4). Il capitolo si conclude con una breve presentazione del progetto WILL che vede coinvolte una decina di amministrazioni locali in alcuni contesti territoriali del Paese (9.5)
Il secondo welfare: segnali di radicamento e di cambiamento sistemico
Difficilmente le risposte ai bisogni di welfare ancora insoddisfatti potranno venire da incrementi della spesa pubblica; d’altra parte, in questi ultimi anni si è invece assistito allo sviluppo di iniziative di secondo welfare, in particolare nell’ambito del welfare aziendale e delle fondazioni. Il secondo welfare, sostenuto sia dalle istituzioni che da iniziative delle
società civile, presenta oggi grandi opportunità, ma deve al tempo stesso fare i conti con potenziali criticità, soprattutto rispetto all’integrazione con il primo welfare
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