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Valutazione dell'influenza della sfogliatura e dell'ombreggiamento sulla qualità dei mosti e vini prodotti da uve Chardonnay e Pinot Nero coltivati in Franciacorta
L’influenza dell’attuale cambiamento climatico sull’anticipo delle fasi fenologiche delle colture e della data di vendemmia per la vite è stata ad oggi ampiamente osservata e documentata. Questo aspetto risulta di grande rilievo nella produzione di uve atte a divenire base spumante; in questa tipologia di vino, infatti, la necessità di conservare un buon contenuto acidico totale e in acido malico e le basse gradazioni minime richieste dai disciplinari, hanno determinato una netta riduzione del periodo tra invaiatura e vendemmia che, in determinate situazioni, ha portato, in alcune annate, ad anticipare la raccolta anche ai primi giorni di agosto. Tra le pratiche oggetto di indagine, di particolare interesse risultano quelle che consentono di regolare il livello di ombreggiamento dei grappoli tramite l’utilizzo congiunto di sfogliature e ombreggiamento. L’obiettivo finale è quello di consentire la massima flessibilità di scelta del livello di copertura, in modo tale da poter decidere, in base al particolare andamento meteorologico di ogni singola annata, l’ottimale strategia di gestione. Il vigneto dove è stata condotta la prova (anno d’impianto 2004), appartenente alla Società agricola “Castello Bonomi” (Coccaglio-BS), è collocato in posizione pianeggiante, con orientamento nord-sud e allevato a cordone speronato con una fittezza di 5000 piante per ettaro. La prova è stata condotta in tre annate, 2009-2011, e ha previsto la iniziale predisposizione di 9 tesi realizzate sia su Chardonnay che su Pinot nero suddivise nelle seguenti tipologie: un testimone non defogliato e non ombreggiato; tesi defogliate senza copertura (def tot, def est, def ovest); tesi defogliate da entrambe i lati e coperte con rete ombreggiante (copertura con un singolo strato di rete da entrambe i lati, copertura con uno strato di rete solo a ovest, copertura su entrambe i lati con doppio strato di rete); tesi non defogliate e coperte con rete (copertura con un singolo strato di rete su entrambe i lati e solo ad ovest). A partire dal 2010 è stata introdotta un’ulteriore tesi non defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete. Per indurre l’ombreggiamento è stata utilizzata una rete ombreggiante al 50% di colore nero. Per tutti i trattamenti la defogliazione e l’applicazione della rete ombreggiante sono state effettuate all’inizio dell’invaiatura (circa 10% di acini invaiati) e solo a livello della fascia grappolo. In queste tre prime annate di sperimentazione si è preferito indirizzare le risorse disponibili al fine di indagare a fondo sulle ripercussioni qualitative sulle uve, sui mosti e sui vini dei diversi trattamenti, anche al fine di poter selezionare tra di essi quelli che inducono nell’uva variazioni qualitative maggiormente ricercate per la tipologia di prodotto indagata. Per l’analisi dei dati metereologici di ciascuna annata si è fatto riferimento alla stazione di Chiari, che risulta quella più vicina al sito preso in esame e dispone di dati completi per le annate in studio. Per ciascun trattamento sono state realizzate le curve di maturazione tecnologica e, alla vendemmia (stabilita al raggiungimento di una grado alcolico potenziale standard di circa 11%vol per tutte le tesi), sono stati raccolti i dati vegeto-produttivi, i parametri analitici sui mosti (°Brix, acidità titolabile e contenuto in acido malico, pH) e sulle uve quali i polifenoli e antociani estraibili (metodo Mattivi et al., 2002b), il contenuto in glutatione per LC-MS e il profilo antocianico e flavonolico delle diverse tesi. Sono state inoltre realizzate micro vinificazioni per ciascuna tesi; esse sono state successivamente degustate come basi spumanti e, in parte, sono state sottoposte a rifermentazione con degustazione prevista dopo affinamento di 24 mesi sui lieviti. Ad oggi si dispongono dei dati relativi alle degustazioni di tutte e tre le annate per le basi e della sola annata 2009 per il vino rifermentato (analisi del profilo sensoriale e test di preferenza).
In tutte e tre le annate di studio è stato possibile osservare come in generale l’ombreggiamento porti, rispetto al testimone e in particolare rispetto alle tesi defogliate, ad un effettivo ritardo della data di vendemmia, con un posticipo che in alcuni casi ha raggiunto anche una settimana. Anche il livello acidico e il contenuto in glutatione sono risultati in generale superiori nelle tesi ombreggiate, con comportamento variabile tra i diversi trattamenti in funzione dell’annata considerata. I profili sensoriali e i test di preferenza, effettuati sulle basi spumante prodotte da uve Chardonnay, hanno evidenziato, nelle prime due annate di realizzazione, una preferenza per la tesi defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete e per quella non defogliata e ombreggiata da entrambe i lati in particolare rispetto alla tesi defogliata ad ovest. Per la varietà Pinot nero si è potuta osservare in degustazione una tendenza simile ma meno evidente rispetto a quella descritta per lo Chardonnay
TEN YEARS COMPARISONS (1999-2009) OF SEVEN TRAINING SYSTEMS AT HIGH LIGHT INTERCEPTION AND PLANTING DENSITY FOR THE SAGRANTINO MONTEFALCO CULTIVAR
EVALUATION DES POLYPHENOLS ET CARACTERISATION SENSORIELLE DES VINS PRODUITS A PARTIR DE RAISINS AVEC DE L’ALCOOL POTENTIEL DIFFERENT
Dans la mesure où une augmentation générale des températures moyennes entraîne une production de vins de plus en plus alcoolisés, il est difficile d’obtenir une maturation phénolique correcte sans atteindre, dans le même temps, une concentration élevée en sucre dans le raisin. De plus, le consommateur, sensible aux problèmes sanitaires et au faible taux d’alcoolémie requis pour la conduite, semble privilégier des vins moins forts en alcool. Un essai a été effectué au cours des trois années 2009-2011 dans la zone de Montefalco DOC (Ombrie), dans le but d’évaluer l’interaction entre l’augmentation du degré alcoolique potentiel et la teneur en polyphénols des vins et des moûts. L’essai a porté sur les cépages Sangiovese et Sagrantino, cultivés dans deux différentes vignes appartenant à l’ « Azienda Agricola Arnaldo Caprai ». Au fur et à mesure de la maturation, on a déterminé la maturation technologique (sucres, pH, acidité titrable) et polyphénolique (teneur en polyphénols et en anthocyanes extractibles). Des raisins ont été vinifiés à différentes phases de maturation pour obtenir vins possédant différents degrés alcoolique potentiels, de 12° à 17° ; ces vins ont ensuite été soumis à une analyse sensorielle. Au fur et à mesure de la maturation, les anthocyanes extractibles augmentent jusqu’à une valeur maximum et tendent ensuite à diminuer. Le Sangiovese a obtenu la valeur la plus haute pour ce paramètre à 14°, alors que pour le Sagrantino cette teneur maximale en anthocyanes a été obtenue à 15°. Au cours des années pluvieuses (2009), l’accumulation se poursuit jusqu’à la fin pour le Sagrantino, alors qu’elle reste stable pour le Sangiovese. Les polyphénols extractibles diminuent et puis augmentent de nouveau, probablement parce que l’extractibilité de ces molécules tend à augmenter dans les tissus à pleine maturité, même si leur quantité diminue. Les dégustations montrent que les vins préférés sont à 14° pour la variété précoce (Sangiovese), alors que ceux possédant un degré alcoolique supérieur à 15° semblent plus appréciés pour le Sagrantino. Les vins produits à partir de ce cépage à faible degré alcoolique sont en effet moins colorés, ils manquent de corps et contiennent des tanins astringents : ils sont donc peu agréables
I vini meno alcolici sono sempre preferiti?
Le preferenze di degustazione indicano come vini di Sangiovese con un grado alcolico intorno al 14% vol risultino più graditi, mentre per il Sagrantino si arriva al 15% vo
CARACTERISATION DE QUELQUES MILIEUX VITICOLES DU TERRITOIRE D.O.C.G. DU SAGRANTINO DE MONTEFALCO GRACE AUX COMPOSANTES POLYPHENOLIQUES
Potatura e ombreggiamento controllano il grado zuccherino
Per ottenere un ritardo di maturazione e preservare l'acidità dei vini si può agire potando in ritardo (anche ad Aprile) e ombreggiando la fascia è produttiva con reti di copertur
Modulazione delle variabili atmosferiche tramite schermi in tessuto non tessuto : effetti sulle caratteristiche della produzione
Valutazione dell'influenza della sfogliatura e dell'ombreggiamento sulla qualità dei mosti e vini prodotti da uve Chardonnay e Pinot Nero coltivati in Franciacorta
L’influenza dell’attuale cambiamento climatico sull’anticipo delle fasi fenologiche delle colture e della data di vendemmia per la vite è stata ad oggi ampiamente osservata e documentata. Questo aspetto risulta di grande rilievo nella produzione di uve atte a divenire base spumante; in questa tipologia di vino, infatti, la necessità di conservare un buon contenuto acidico totale e in acido malico e le basse gradazioni minime richieste dai disciplinari, hanno determinato una netta riduzione del periodo tra invaiatura e vendemmia che, in determinate situazioni, ha portato, in alcune annate, ad anticipare la raccolta anche ai primi giorni di agosto. Tra le pratiche oggetto di indagine, di particolare interesse risultano quelle che consentono di regolare il livello di ombreggiamento dei grappoli tramite l’utilizzo congiunto di sfogliature e ombreggiamento. L’obiettivo finale è quello di consentire la massima flessibilità di scelta del livello di copertura, in modo tale da poter decidere, in base al particolare andamento meteorologico di ogni singola annata, l’ottimale strategia di gestione. Il vigneto dove è stata condotta la prova (anno d’impianto 2004), appartenente alla Società agricola “Castello Bonomi” (Coccaglio-BS), è collocato in posizione pianeggiante, con orientamento nord-sud e allevato a cordone speronato con una fittezza di 5000 piante per ettaro. La prova è stata condotta in tre annate, 2009-2011, e ha previsto la iniziale predisposizione di 9 tesi realizzate sia su Chardonnay che su Pinot nero suddivise nelle seguenti tipologie: un testimone non defogliato e non ombreggiato; tesi defogliate senza copertura (def tot, def est, def ovest); tesi defogliate da entrambe i lati e coperte con rete ombreggiante (copertura con un singolo strato di rete da entrambe i lati, copertura con uno strato di rete solo a ovest, copertura su entrambe i lati con doppio strato di rete); tesi non defogliate e coperte con rete (copertura con un singolo strato di rete su entrambe i lati e solo ad ovest). A partire dal 2010 è stata introdotta un’ulteriore tesi non defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete. Per indurre l’ombreggiamento è stata utilizzata una rete ombreggiante al 50% di colore nero. Per tutti i trattamenti la defogliazione e l’applicazione della rete ombreggiante sono state effettuate all’inizio dell’invaiatura (circa 10% di acini invaiati) e solo a livello della fascia grappolo. In queste tre prime annate di sperimentazione si è preferito indirizzare le risorse disponibili al fine di indagare a fondo sulle ripercussioni qualitative sulle uve, sui mosti e sui vini dei diversi trattamenti, anche al fine di poter selezionare tra di essi quelli che inducono nell’uva variazioni qualitative maggiormente ricercate per la tipologia di prodotto indagata. Per l’analisi dei dati metereologici di ciascuna annata si è fatto riferimento alla stazione di Chiari, che risulta quella più vicina al sito preso in esame e dispone di dati completi per le annate in studio. Per ciascun trattamento sono state realizzate le curve di maturazione tecnologica e, alla vendemmia (stabilita al raggiungimento di una grado alcolico potenziale standard di circa 11%vol per tutte le tesi), sono stati raccolti i dati vegeto-produttivi, i parametri analitici sui mosti (°Brix, acidità titolabile e contenuto in acido malico, pH) e sulle uve quali i polifenoli e antociani estraibili (metodo Mattivi et al., 2002b), il contenuto in glutatione per LC-MS e il profilo antocianico e flavonolico delle diverse tesi. Sono state inoltre realizzate micro vinificazioni per ciascuna tesi; esse sono state successivamente degustate come basi spumanti e, in parte, sono state sottoposte a rifermentazione con degustazione prevista dopo affinamento di 24 mesi sui lieviti. Ad oggi si dispongono dei dati relativi alle degustazioni di tutte e tre le annate per le basi e della sola annata 2009 per il vino rifermentato (analisi del profilo sensoriale e test di preferenza). In tutte e tre le annate di studio è stato possibile osservare come in generale l’ombreggiamento porti, rispetto al testimone e in particolare rispetto alle tesi defogliate, ad un effettivo ritardo della data di vendemmia, con un posticipo che in alcuni casi ha raggiunto anche una settimana. Anche il livello acidico e il contenuto in glutatione sono risultati in generale superiori nelle tesi ombreggiate, con comportamento variabile tra i diversi trattamenti in funzione dell’annata considerata. I profili sensoriali e i test di preferenza, effettuati sulle basi spumante prodotte da uve Chardonnay, hanno evidenziato, nelle prime due annate di realizzazione, una preferenza per la tesi defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete e per quella non defogliata e ombreggiata da entrambe i lati in particolare rispetto alla tesi defogliata ad ovest. Per la varietà Pinot nero si è potuta osservare in degustazione una tendenza simile ma meno evidente rispetto a quella descritta per lo Chardonnay
In vitro inhibition of human cGMP-specific phosphodiesterase-5 by phenols from red grapes
Epidemiological studies have shown a putative correlation between moderate consumption of red wine and lowered risk of coronary heart disease. Red wine represents a rich source of phenolics such as anthocyanins (ACs), catechins, proanthocyanidins (PAs), stilbenes (trans-resveratrol, and the corresponding 3-O-β-glucoside, trans-piceid), hydroxycinnamates (HCs) and other phenolics. Biological mechanisms proposed for red wine-derived phenolic compounds include estrogenic activity, antioxidant/antiradical activity, inhibition of platelet aggregation, modulation of lipid metabolism, inhibition of low density lipoprotein oxidation and proliferation of smooth muscle cells (SMC) (Dell’Agli, 2004). Last, but not least, wine polyphenols exhibit vasorelaxing effects, mainly through NO-dependent mechanisms. The studies concerning the relaxing effects of wine polyphenols on the arterial wall focused on mechanisms mediated by NO release (Dell’Agli, 2004), while other possible mechanisms such as the inhibition of phosphodiesterases (PDEs) in the SMC were never considered. Indeed, rat thoracic aortic rings could be relaxed by red wine-derived phenolic compounds also when functional endothelium was removed, and the anthocyanin-enriched fractions were the most active at this regard (Andriambeloson, 1998). cGMP-specific PDE5 in vascular SMC regulates cGMP levels and consequently the duration and extent of vasorelaxation (Beavo, 1995). Thus, the present work investigated whether vasorelaxation by red wine-derived phenolic compounds could also be related to the PDE inhibition; for this purpose, wine and grape polyphenols were tested on cGMP dependent PDE5, using a recombinant form of human PDE5A1 isoenzyme
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