278 research outputs found

    Credere per provare. Appunti sullo statuto epistemologico della prova penale

    No full text
    Scopo del saggio è di esplorare lo statuto epistemologico della prova penale alla luce delle innovazioni introdotte dal Legislatore (con la nozione di ragionevole dubbio) e dalla giurisprudenza (con la nozione di credibilità razionale). L’inestricabile intreccio di un lato soggettivo e di uno oggettivo che caratterizza la prova penale viene indagato tanto sotto un profilo storico-concettuale – mediante il ricorso a categorie della tradizione greco-classica – sia sotto un profilo più strettamente teoretico – mediante l’esplicitazione delle condizioni di possibilità dell’accertare

    Hegel come critico della retribuzione

    No full text
    Si esamina la concezione della pena in Hegel , dimostrando come, contrariamente alla visione consolidata, non sia ascrivibile al modello retributivo, di cui fornisce piuttosto una articolata critica

    Sulle radici antropologiche della giustizia. Spunti per un dialogo fra neuroscienze e filosofia del diritto.

    No full text
    Il saggio muove da un rapido confronto con quelle posizioni teoriche contemporanee che, sulla base dei risultati delle neuroscienze, ripropongono la questione del radicamento antropologico del diritto e della giustizia. Constatati i limiti di un approccio riduzionistico, il tema è affrontato da una diversa angolazione. Viene proposta una rilettura della trattazione del problema della giustizia nella Repubblica e viene tracciato un parallelismo con la dialettica della soggettività sviluppata nella Fenomenologia. Ciò consente di evidenziare, in sede conclusiva, una base di dialogo con alcune prospettive teoriche aperte dalla ricerca neuroscientifica

    Di bene in meglio? Riflessioni sul potenziamento biotecnologico dell'uomo

    No full text
    Il dibattito sul potenziamento umano è pluridecennale e coinvolge una molteplicità di ambiti e livelli. La possibilità di servirsi delle conoscenze tecnico-scientifiche per finalità che vanno oltre la terapia, sempre più ampia e differenziata, è in costante evoluzione. Accanto all'urgenza pratica di individuare modalità concrete e condivise per governare questi fenomeni, si profila anche un'urgenza di carattere teoretico. Essa consiste nel rendere espliciti i presupposti teorico-concettuali che rendono possibile il prendere forma dell'idea stessa del potenziamento umano così come essa si configura nel dibattito contemporaneo. Scopo del saggio è quello di contribuire a tale esplicitazione, utilizzando, come filo conduttore, le domande in cui Kant vedeva riassunta l'intera impresa filosofica

    Neurocorrezioni. L’impiego di neurodispositivi tra pena e trattamento

    No full text
    The possibility of using neurodevices to treat criminal offenders, as a means of voluntary diversion to avoid incarceration, has became a widely discussed topic in the last decade. A widely debated issue concerns the right to control or alter the neurological patterns of criminal offenders, provided that punishing implies limiting one’s freedom also without their consent. On the one hand, mandatory neurointervention is not only meant to be a lesser evil than incarceration, but it is even supposed to be advantageous for criminals because it can allow to restore their decisional autonomy by inhibiting their criminal impulses. On the other hand, mandatory neurointevention is rejected because it is considered to inflict a significant harm on an offender, which goes far beyond the limits of criminal punishment. The aim of my paper is to analyse and to discuss the assumptions that underpin the two theoretical approaches outlined above. In particular, the first goal is to show that the possibility of such a use of neurodevices relies on a two-pronged theoretical background. On the one hand, it embraces a special prevention theory of punishment, according to which a criminal has to be treated in order to be rehabilitated or to be neutralized. On the other hand, it is connected with the idea of cognitive liberty, that is the updated version of freedom of thought in the neuro-era, according to which one’s states of mind are unalterable and inviolable without their consent. The second goal is to outline the way in which the possible use of neurodevices for criminal offenders may affect the legal categories at stake, as f. i. the distinction between treatment and punishment
    corecore