1,049 research outputs found

    Angelus de Grassis, «Oratio panigerica dicta domino Alfonso» (1443). Edizione digitale

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    ed. imitativa a cura di E. FERRARINI, ed. critica a cura di F. DELLE DONN

    Nationally Fragmented Supervision Over Multinational Banks as a Source of Global Systemic Risk: A Critical Analysis of Recent EU Reforms

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    The European single market supported the creation of multinational banking groups. However, the European banking directives and the single license system were built along the model of the stand-alone bank and cannot keep pace with recent market developments. The national character of prudential supervision determines at least three sets of negative consequences for cross-border banking groups: higher compliance and enforcement costs; national solutions rather than cross-border cooperation between supervisors; greater systemic risks as a consequence of coordination failures. In this paper we argue that there is a strong case for further centralization of supervision and crisis management. Recent reforms in Europe, including the creation of a European Banking Authority, move in the right direction, but they still rely too heavily on cooperation between national authorities. While (enhanced) coordination may be effective in normal times, in emergency situations national authorities tend to behave strategically and exploit information asymmetries. As shown by the recent crisis, misalignment of incentives can lead them to national bias and non-cooperative dominant strategies. We argue that early intervention measures and crisis resolution tools should be reserved to a pan-European authority. Also ongoing supervision should be centralized, so as to avoid an inefficient transfer of powers to a single resolution authority at the outset of a crisis

    Il «peccato originale» della diplomazia culturale italiana (1889-1943)

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    This article focuses on Italian cultural diplomacy and fascist cultural propaganda abroad. The experience of three Italian cultural managers (Camillo Pellizzi, Giovanni Quarantotti and Attilio Tamaro) is useful to the analysis of Mussolini’s twin struggle against Soviet communism and the increasing Nazi threat in Europe between the 1920’s and 1930’s. This work will determine «how» Italian fascism tried to put roots in the UK, Germany and Finland through different cultural organisations such as the Società Dante Alighieri, the Istituti di Cultura Italiana, the Istituto Nazionale di Cultura Fascista. There is, however, no political influence without cultural propaganda and this means that universities, associations and institutions became potential weapons alongside diplomacy, education and information

    Italiani e tedeschi alla conquista culturale del Grande Nord (1922-1945)

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    Alcuni anni fa, un noto storico norvegese, Stein Ugelvik Larsen, scrisse che lo studio del fascismo nei paesi nordici offrisse un unico interesse relativo all’importanza data dal nazionalsocialismo alla razza nordica, alla sua mitologia e alla sua cultura medievale. Tuttavia, pur considerando che il fascismo nei paesi nordici fu sostanzialmente un fallimento politico, è altresì vero che non esiste ancora un dibattito abbastanza ampio su come il tema della razza nordica abbia influenzato (e talora condizionato) la diplomazia culturale italiana. In rapporto all’alleato tedesco, infatti, l’Italia si ritrovò dapprima a rinviare con imbarazzo e poi a risolvere con ansia il dilemma culturale e biologico della razza. Ma prima che tutto ciò accadesse, molti intellettuali italiani avevano descritto le terre nordiche come un luogo affascinante e ricco di culturaFinora gli studi sulla diplomazia culturale italiana si sono concentrati solo su alcune aree geografiche. Inoltre, il rapporto tra la diplomazia culturale italiana e quella tedesca, è stato analizzato quasi solamente nell’area danubiano-balcanica. Sono stati trascurati, quindi, proprio quei paesi nordici ai quali Hitler attribuì un’innata supremazia culturale e biologica. Questo studio, pertanto, non intende svolgere un’analisi speculare tra la diplomazia culturale italiana e quella tedesca nei paesi nordici. Anzi, proprio partendo dalla vasta storiografia presente sui rapporti tra Germania e paesi nordici, l’indagine vorrebbe colmare il vuoto presente nella storia della diplomazia culturale italiana in Europa settentrionale. La controparte tedesca, quindi, risulta funzionale per tre ragioni. Innanzitutto per capire “se e come” la Germania avesse reagito ai tentativi di infiltrazione culturale italiana prima ma anche dopo l’ascesa di Hitler. In secondo luogo quale fu la risposta del pubblico nordico ai metodi di promozione della cultura italiana rispetto a quella germanica. Infine, chiarire come l’onnicomprensivo tema della razza di matrice nazionalsocialista avesse eventualmente condizionato la politica culturale ed educativa italiana
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