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Complete subcutaneous rupture of the patellar tendon: Epidemiological and treatment problems in athletes
E. Verni, F. Catani, R. Beluzzi, G. Del Prete, L. Prosperi, and R. Buda: Complete subcutaneous rupture of the patellar tendon: epidemiological and treatment problems in athletes. J. Sports Traumatol. rel. res. 19: 38, 1997. An account is given of 14 cases of patellar tendon rupture observed in 10 years with a minimum follow-up of 18 months. All athletes were treated with the same surgical technique. In addition to providing temporary protection for the tendon suture, cerclage is a sound means of securing the correct position of the patella. The results show that resumption of sport is a more selective criterion than modem clinical and instrumental investigations. The common epidemiological denominator was eccentric pliometric power training. In the absence of controlled scientific data concerning this form of functional overuse, careful selection and periodic monitoring is required of athletes whose explosive force is to be increased through previous stretching of a muscle
S.I.Pa.C. Analisi delle figure professionali innovative nel settore integrato del patrimonio culturale.
Tra Innominato e Macbetto: Il cappello del prete di Emilio De Marchi.
INFLUENZA DELLE TEMATICHE DEL MACBETH SUL ROMANZO DI DE MARCHI Il cappello del prete E SULLA NARRATIVA DI FINE OTTOCENT
Vantaggi e limiti della sostituzione protesica del legamento crociato anteriore
Vantaggi e limiti della sostituzione protesica del legamento crociato anteriore
Collezionismo a Modena e Reggio tra Otto e Novecento
Il contributo, dedicato alle Mostre di Arte antica organizzare a Reggio Emilia nel 1876 e nel 1899 e a Modena nel 1906, offre una nuova testimonianza, oltre agli studi da tempo avviati sulle raccolte d'arte delle due città estensi, per approfondire la vivace realtà del collezionismo privato di questi luoghi, tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento
XV Esposizione de' Fiori (21 - 23 maggio 2004): Spazi aperti all'Orto Botanico
Le attuali "Esposizioni de' Fiori" sono manifestazioni pubbliche, promosse dall'Università di Modena e Reggio Emilia e dal Comune di Modena coinvolgendo attori pubblici e privati, che riprendono nello spirito e nei contenuti manifestazioni analoghe di epoca ducale (nel 1843 a Modena venne organizzata nell'Orto Botanico la I Esposizione de' Fiori, con primato in Italia). La XV Esposizione (coordinamento generale E. Antonini) si è svolta dal 21 al 23 maggio 2004, affiancando attività di diffusione della cultura scientifica (Spazi aperti all'Orto Botanico, organizzati dal Dipartimento) alla Mostra mercato "Garden Show" (presso il Giardino Pubblico comunale, organizzata da imprese private) L'inaugurazione ha avuto luogo venerdì 21 alle 15:30 presso il Giardino Ducale (area Garden Show). A seguire è stato presentato il Libro, prodotto dal Dipartimento, “Racolta di varj Secreti si per far colori da miniare..." a cura di P. Di Pietro Lombardi (Responsabile Settore Manoscritti Antichi della Biblioteca Estense di Modena) e M. Bandini Mazzanti (Docente dell’Orto Botanico), in presenza dei Curatori del Libro: P. Baraldi, R. Baroni Fornasiero, E. Sgarbi. Sabato 22 maggio sono stati presentati i risultati dell' iniziativa "La spilla aerobiologica: controlliamo i pollini in aria” - esperienza didattica tra il laboratorio di Palinologia e le classi III D e III F del Liceo Scientifico Statale A. Tassoni, organizzata in occasione della XIV Settimana della Cultura Scientifica (22/28 marzo 2004).Nella stessa giornata si è svolto l’itinerario “piante, ambiente e clima: lo spettacolo vivente delle forme e dei colori - percorso tra gli adattamenti delle piante esemplificati nell’Orto Botanico, attraverso proiezioni in Aula Storica e visite ai settori espositivi, e ha avuto luogo la proiezione “fiori, forme e colori nelle piante grasse” a cura di I. Ansaloni, Università di Modena e Reggio Emilia – Socio del Gruppo Modenese Succulente).Nella giornata di domenica (Aula storica), si è svolto l'incontro sul tema "Conservazione delle foreste tropicali e debito di CO2 dei paesi industrializzati”, con D. Sonetti (Docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia – G.E.V. della Provincia di Modena) .Negli spazi dell’Orto Botanico erano presenti le ESPOSIZIONI: L’Orto Botanico per il territorio. Mostra iconografica a cura di C. Del Prete - Sezione Botanica del Dipartimento. Un “Giardino” di Piante mai viste. Disegni di piante fossili di G. Leonardi, a cura della Sezione Paleontologica del Dipartimento. GEV: volontari per l'ambiente - "La salvaguardia della biodiversità" a cura del Corpo Guardie Giurate Ecologiche Volontarie (G.G.E.V) della Provincia di Modena. Canali, acqua e piante - a cura del Consorzio di Bonifica Burana, Leo, Scoltenna e Panaro, in collaborazione con l'Orto Botanico. Racconto. Mostra di pittura in due atti, ispirata a “Il racconto dell’Isola sconosciuta” di Josè Saramago. (Primo atto: Orto Botanico, 21-23 maggio ‘04; Secondo atto: Giardino di Villa Sorra, 14 luglio ’04). A cura dell’Associazione culturale SoloArte, Modena. “La Bancarella degli Ortaggi” a cura degli alunni Scuola Elementare Statale L. Palestrina di Modena - Presentazione dei risultati dell’iniziativa CHI SEMINA RACCOGLIE...NELL’ORTO DELLA SCUOLA (XIV Settimana della cultura scientifica). Ma lo sai che pianta bevi? Itinerario “alcolico” all’interno dell’Orto Botanico a cura di M. Monari e I. Cattaneo.Piante succulente. Mostra a cura del Gruppo Modenese Succulente (Polisportiva San Faustino - Modena).Nell’Orto Botanico, durante la Manifestazione è stata presentata la mostra di pittura “RACCONTO” (Evento in due atti – 21 maggio – 14 luglio 2004). Orto Botanico – Giardino di Villa Sorra. (Le opere, esposte nell’Orto, sono state poi trasferite nel Giardino Comunale di “Villa Sorra” - Castelfranco, MO- in occasione della giornata conclusiva della mostra, il 14 luglio 2004)Durante la manifestazione, a orari prestabiliti, si sono svolte visite guidate all’Orto Botanico
Explaining the use of performance information by public managers: Do task-related factors matter?
Organizational factors have frequently shown a significant influence on the use of performance information by public managers, but the study of task-related factors has been neglected. Combining insights from public administration, organizational studies, and a behavioural approach, this article investigates whether some task characteristics influence the use of performance information by public managers. Drawing on an e-mail survey on managers working in Italian medium-size municipalities, an empirical analysis was developed. Findings show that task analysability and task variability directly affect performance information use by public managers. Task interdependence shows an indirect effect on performance information use through its availability
Esperienze di Distretti in Puglia: diffondono veramente cultura di impresa e conoscenze tecniche?
Il posto del prete : sacerdoti, parrocchie e comunità locali nelle campagne milanesi del Quattrocento
Tratto comune a molte ricerche dedicate al rapporto tra sacerdoti e società locale in età tardo medievale è il rilievo posto sull’incertezze del confine che separa i parrocchiani dai loro curati. Rettori eletti dalla comunità, formati in maniera malcerta, spesso agenti “tamquam seculares”, appaiono volentieri descrivibili come “quasi laici”. E’ questa un’immagine per molti aspetti valida anche per il territorio milanese, e certamente utile per apprezzare la portata dell’azione borromaica, tanto concentrata proprio sulla definizione di un più netto confine tra mondo ecclesiastico e mondo secolare. Attraverso un’analisi puntuale della documentazione disponibile per le campagne milanesi del Quattrocento (atti privati, sindacati comunitari, elezioni parrocchiali, testamenti di laici ed ecclesiastici, visite pastorali...) è tuttavia forse possibile proporre un quadro un poco differente rispetto a quello più corrente, verificare una propensione a marcare la “separatezza” del sacerdote rispetto alla società locale –e della comunità laica rispetto alla parrocchia- più forte rispetto a quanto comunemente ritenuto.Many studies about the relationship between clergymen and local communities in late medieval period stress that the border separating the two spheres was unclear. Priests were chosen by the parishioners, had an approximate background and frequently acted tamquam seculares, as they were “almost lay people”. This image is also largely applicable to the Milanese territory, a region in which it is commonly assumed that a clearer separation between ecclesiastical and lay worlds was an achievement of Carlo Borromeo’s initiatives. However, the accurate analisys of the existing primary sources about the fifteenth-century Milanese countryside suggests a slightly different picture. Particularly, a stronger propensity to “mark the difference” between priests and local societies, such as between lay communities and parishes
On a necessary condition for B-spline Gabor frames
In a previous note K. Grochenig et al. prove that if g is a continuous function with compact support such that the translates of g form a partition of unity, then g cannot generate a Gabor frame for integer values of the frequency shift parameter b greater than 1. We give a simpler proof of this result which applies also to windows g which are neither continuous nor with compact support. Our proof is based on a necessary condition for Gabor frames due to C. E. Heil and D. F. Walnut
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