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    Cio’ che due immagini ci dicono di una terza. Coordinatore scientifico. Seminario/Workshop internazionale di fotomodellazione per l'architettura. Ascoli Piceno, Facolta' di Architettura, 19-21 novembre 2007, promosso dalla Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo e dall’Universita’ di Camerino, Dipartimento ProCam Sezione DAS/Laboratorio EIDOLAB.

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    Il Seminario/Workshop di fotomodellazione per l'architettura, "Cio’ che due immagini ci dicono di una terza" e’ un’iniziativa rivolta ai dottorandi della Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo che si colloca nella linea di ricerca di EIDOLAB mirata a diffondere e approfondire i presupposti teorici e le pratiche operative dei linguaggi digitali nel loro attivo interferire con le culture di progetto. Il Seminario si inserisce anche nella linea di ricerca, peculiare del nostro settore, finalizzata alla valorizzazione dei Beni Culturali, nella linea della definizione e sperimentazione di pratiche speditive, qualificate da particolare accuratezza metodologica e scientifica, per l’analisi e la caratterizzazione dei Beni Culturali, anche in relazione alle possibilita’ di condivisione scientifica e di divulgazione attraverso la rete. Oggetto specifico del Seminario e’ in particolare la tecnica di fotomodellazione digitale, tecnica che per la particolare efficacia e semplicita’ di impiego sta profondamente innovando la tradizionale disciplina analitica e conoscitiva del rilievo, e non solo

    Progetto per la riparazione e il risanamento delle mura storiche di Camerino danneggiate a seguito degli eventi sismici del settembre 1997, Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno dell’Universita’ degli Studi di Camerino su incarico del Comune di Camerino.

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    Il progetto per la riparazione e il risanamento delle mura storiche di Camerino, e’ stato concepito unitariamente mirando a far convergere verso le finalita’ del risanamento antisismico e della mitigazione della vulnerabilita’ e del rischio sismico sia gli interventi di risanamento e restauro diffuso delle strutture murarie, sia quelli localizzati di consolidamento strutturale, nonche’ quelli di adeguamento impiantistico. Molti di tali interventi sono concretamente concorrenti e difficilmente separabili, tuttavia, per una scelta metodologica accentuata sul piano analitico – che possa consentire il miglior controllo di attuazione degli interventi e di gestione dei finanziamenti da parte degli Enti preposti – il progetto e’ stato proposto all’esame secondo un’articolazione che distingue i vari aspetti e competenze delle previsioni progettuali. In questo senso si e’ ritenuto distinguere tra il progetto di risanamento diffuso e di restauro architettonico degli ammaloramenti dei muri di scarpa e dei paramenti (per la mitigazione della vulnerabilita’ sismica nella connessione tra il sostrato di appoggio e/o le murature di impianto e le cortine murarie di paramento), gli interventi di riparazione delle situazioni localizzate di dissesto e il progetto di adeguamento impiantistico delle apparecchiature di raccolta e smaltimento delle acque piovane. A tal riguardo e’ opportuno sottolineare un’assunzione metodologica cui si sono uniformate sia le operazioni analitiche, sia quelle progettuali. Inoltre, il particolare sviluppo, quantitativamente rilevante in rapporto all’abitato di Camerino, dei manufatti murari e l’eterogeneita’ degli stessi e delle aree ambientali ad essi relative, hanno suggerito l’opportunita’ di ricercare all’interno del sistema unitario “mura - versanti” dei sottoinsiemi maggiormente omogenei, per localizzazione, qualita’ ambientali, architettoniche e strutturali, nonche’ per condizioni proprietarie e d’uso, ovvero per peculiarita’ proprie in grado di caratterizzare specificamente le classificazioni parametriche di danno e vulnerabilita’. Ferma restando l’assunzione del valore unitario delle Mura, superiore alla somma delle singole parti, si e’ reputato cioe’ necessario individuare degli Ambiti omogenei, nei quali articolare analisi e progetto, anche al fine della definizione delle modalita’ e delle fasi di intervento eventualmente diversificate. Infine, un’ulteriore partizione dell’insieme delle mura e dei vari ambiti e’ stata poi effettuata si’ per finalita’ analitiche e di presentazione, ma soprattutto di controllo del progetto e della sua esecuzione: lo sviluppo dell’intera cinta e’, infatti, presentato distinto per “scarpe” numerate, ovvero per unita’ murarie morfologicamente omogenee. Esse costituiscono quindi le unita’ minime di analisi e progetto, non ulteriormente riducibili, e sempre ad esse, nella loro singolarita’ e associabilita’, dovrebbe risultare utile fare riferimento nelle articolazioni attuative del progetto. In questo senso, delle singole scarpe individuate (intese come unita’ murarie minime, non ulteriormente riducibili) sono raccolte le relative documentazioni, le analisi e le previsioni di progetto, anche di natura economica. I materiali prodotti per la redazione del progetto per la riparazione e il risanamento delle Mura Storiche di Camerino sono tutti riconducibili a due grandi gruppi: l’uno raccoglie le indagini analitiche ed espone i primi esiti di queste, l’altro ha carattere propositivo-problematico, relativamente alle strutture murarie e alle aree di pertinenza strettamente connesse, ma anche ai versanti fino al viale di circonvallazione

    Programma di Recupero Camerino in attuazione Legge 61/98. Zone VIII e IX, Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno dell’Universita’ degli Studi di Camerino su incarico del Comune di Camerino.

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    Il Programma di Recupero e’ stato introdotto dalla Legge 61/98 come strumento - finanziario, organizzativo e urbanistico per la ricostruzione post-sismica - finalizzato alla definizione della pluralita’ degli interventi necessari per la ricostruzione dei tessuti urbani maggiormente danneggiati dal sisma, al miglioramento sismico del patrimonio edilizio e alla loro riqualificazione urbanistica e socio-economica. Conseguentemente, l’impostazione e’ stata quella di non mirare alla previsione di una sommatoria di singole opere, ma piuttosto di perseguire, attraverso una pluralita’ organica di interventi, l’obiettivo qualificante di garantire nel tempo il consolidamento, la stabilita’, la sicurezza, l'abitabilita’ e la funzionalita’ complessiva del sistema urbano nella sua interezza, nel rispetto dei valori storico-ambientali esistenti. La metodologia puo’ essere sintetizzata nelle seguenti fasi ed operazioni: - suddivisione del centro storico in comparti, in isolati di rilevamento e prima ipotesi di individuazione-numerazione (a tavolino) degli edifici (ovvero, delle unita’ edilizie continue da terra a cielo, isolate o di riconoscibile individualita’ tipologica, pur se strutturalmente aggregate ad altre); - documentazione di tutto l’abitato, con la ricomposizione di una cartografia 1:500, attraverso il mosaico delle mappe catastali dei piani terra e di tutti i grafici di rilievo esistenti, (con una verifica campionaria approfondita della loro attendibilita’, e con il rilievo diretto dei prospetti esterni degli isolati); - sopralluoghi e schedatura di ogni unita’ immobiliare-funzionale del centro per l’accertamento del danno subito (da classificare secondo quattro livelli predeterminati in funzione dei fenomeni riscontrati) e la valutazione del suo grado di vulnerabilita’ (anch’esso distinto in tre valori di una scala predeterminata); - schedature-certificazioni su modelli preformati del tipo GNDT dei parametri suddetti, sintetizzate per unita’ di edificio. In tale fase operativa sono state anche attentamente vagliate le certificazioni di varia provenienza effettuate immediatamente dopo le scosse e sono stati raccolti dati aggiuntivi sulle effettive destinazioni d’uso degli immobili, con la formulazione di un giudizio sulla loro congruita’; - mappatura 1:2000 per l’intero centro storico dei valori accertati di danno e vulnerabilita’ per unita’ di edificio; - analisi tematiche del tessuto urbano ai fini della individuazione e determinazione del grado di vulnerabilita’ urbana dello stesso nel suo insieme - densita’ e omogeneita’ tipologica del tessuto, morfologia degli aggregati in rapporto alla rete viaria, analisi della stratificazione edilizia, in rapporto alla storia sismica del luogo e alle ricostruzioni, ecc. Tali operazioni hanno esaurito la fase conoscitiva, con la rapidita’ motivata dall’urgenza, ed hanno consentito l’elaborazione dei documenti propositivi del Programma costituiti in sintesi da: - valutazione parametrica (secondo la metodologia unificata e il preziario stabiliti dalla Legge) dei costi di riparazione e di miglioramento sismico per unita’ di edificio, e la redazione del Piano dei fabbisogni finanziari; - progetto di mitigazione del rischio sismico complessivo, con l’individuazione e l’attrezzatura della rete “sicura” delle vie di fuga e dei luoghi di raccolta, e la determinazione degli edifici e dei luoghi strategici da portare alle condizioni di massima sicurezza; - determinazione ai fini attuativi delle unita’ inderogabili di intervento (individuate in quei complessi edilizi omogenei e interagenti per caratteristiche strutturali, tipologiche, architettoniche e urbanistiche, valutando al contempo le condizioni di proprieta’ e di agevole cantierabilita’ degli stessi) per le quali sono stati prescritti, appunto Interventi Unitari, con le relative procedure attuative e priorita’; - normativa tecnica per l’esecuzione degli interventi

    Piano Particolareggiato di Recupero di Camerino in attuazione del Programma di Recupero del Centro Storico di Camerino. Zone VIII e IX, Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno dell’Universita’ degli Studi di Camerino su incarico del Comune di Camerino.

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    Il Piano Particolareggiato di Recupero, redatto su incarico dell'Amministrazione, ha per oggetto l'attuazione del Programma di Recupero del Centro Storico di Camerino. Obiettivo del PPdR e’ la riqualificazione e il recupero del centro storico attraverso interventi mirati alla salvaguardia e alla ristrutturazione sia degli edifici e pertinenze che degli spazi pubblici da destinare a servizi ed attrezzature, a vie di esodo, a verde, parcheggi e percorsi pedonali. Gli elaborati che compongono il PPdR sono: - Relazione illustrativa (con allegati ricerche storiche, elenco delle aree da acquisire per destinazione pubblica o d'uso pubblico, relazione finanziaria, tempi e priorita’, riepilogo informativo statistico), - Elaborati dello stato di fatto (Planimetria del PRG vigente e del PRG adottato, Destinazione d'uso dei piani terra 1:1000, Classificazione degli spazi aperti 1:1000, Classificazione delle pavimentazioni, Classificazione degli edifici 1:1000, Analisi tipologica degli edifici 1:1000), - Elaborati di Progetto (Quadro di insieme degli interventi e delle destinazioni d'uso di progetto 1:2000, Modalita’ e categorie di intervento sugli edifici 1:1000, Modalita’ di intervento sugli spazi aperti pubblici e privati 1:1000, Modalita’ d'uso dei piani terra 1:1000, Ambiti di rilevanza Urbana 1:200, Progetti di massima delle opere di urbanizzazione primaria e dei relativi allacci 1:1000, Mobilita’ urbana e parcheggi 1:2000, Album delle schede di isolato, Elenco catastale delle proprieta’). Il PPdR individua gli ambiti di rilevanza urbana, i complessi di edifici soggetti a progettazione unitaria, le unita’ edilizie soggette ad intervento unitario, aree aperte e singole unita’ edilizie. Le norme definiscono gli oggetti e la dimensione minima degli interventi sugli edifici e le aree aperte; le categorie degli interventi riferite alle definizioni dell'art.31 L.457/78; le opere ammesse per ogni categoria di intervento sulle diverse parti di un edificio o sull'intero edificio o su piu’ edifici e sulle aree e gli spazi aperti pubblici e privati. Inoltre delimitano e dettano i criteri per la progettazione preliminare di edifici e aree soggette a progetto unitario; ambiti di rilevanza urbana e le relative prescrizioni; comparti. Gli oggetti di intervento sugli edifici sono le aggregazioni di elementi costruttivi ed architettonici, diversamente composti ed assemblati che costituiscono gli edifici e i manufatti architettonici assoggettati ad intervento. In ordine crescente sono: elemento costruttivo, elemento architettonico, unita’ immobiliare, edificio, manufatto architettonico. Le varie categorie di intervento ammesse e necessarie alla conservazione e trasformazione degli edifici sono raccolte secondo le categorie di intervento desunte, con le opportune integrazioni, dall'art.31 della legge 457/78, e sono manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, demolizione senza ricostruzione, ricostruzione o nuova costruzione. Il PPdR individua gli Ambiti di rilevanza urbana dove si ritiene necessario un intervento omogeneo ed unitario per ragioni urbanistiche, architettoniche, paesaggistiche e socio-economiche, attraverso dei progetti unitari. Gli ambiti sono: Parco Urbano delle Mura (di prima attuazione e di seconda attuazione), Asse urbano da Porta Giulia a Porta Malatesta (suddiviso in Luogo della Rappresentativita’, Luogo del Commercio, Polo Direzionale e dell'Istruzione), Giardini pubblici e Rocca Borgesca, S. Venanzo, Cimitero. Il PPdR inoltre individua e definisce le categorie e le modalita’ di intervento per le aree aperte private e pubbliche, con particolare riguardo alla tutela e allo sviluppo del verde, nonche’ relativamente alle aree di pertinenza (corti di rilevanza architettonica, corti giardini e chiostrine interclusi tra gli edifici, aree di pertinenza degli edifici di recente costruzione)

    La dimora rurale nel territorio del comune di Ascoli Piceno, 2 fasi, 1997-1998 e 2000-2001. Incarico conferito dal Comune di Ascoli Piceno alla Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno, Universita’ di Camerino.

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    Punto di partenza della ricerca e’ stato quello di intendere il paesaggio rurale quale forma di estrinsecazione delle colture agricole sul territorio e la dimora rurale l'esplicitazione dell'organizzazione dell'ambiente, in quanto centro di riferimento e fulcro delle caratteristiche economiche dell'azienda, mentre obiettivo specifico della ricerca e’ stato quello di costruire un archivio catalografico dei fabbricati rurali, partendo dalle indicazioni dell'art. 15 della Legge Regionale 8 marzo 1990 n.13 e dell’art. 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del PTC della provincia di Ascoli Piceno. Preliminarmente all'avvio del censimento e della catalogazione si e’ ritenuto necessario definire compiutamente sia il punto di partenza per la selezione del bene-oggetto, sia i criteri, le procedure e la metodologia per l'acquisizione dei dati e la costruzione delle informazioni - schede. In primo luogo, d'intesa con l'amministrazione comunale, e’ stato definito l'oggetto del censimento, e cioe’ tutti i fabbricati rurali presenti al Catasto gregoriano. L'utilizzazione di questa base cartografica, in alternativa alle tavole di fine '800 dell'IGM (in scala 1:100.000) cosi’ come previsto dalla normativa regionale in materia, ha permesso una puntuale localizzazione del bene da censire. In secondo luogo, per una piu’ attenta e puntuale definizione delle caratteristiche dei beni da censire, si e’ determinato di integrare la scheda tipo predisposta dalla Regione Marche e quella suggerita dal PTC della Provincia di Ascoli Piceno con le indicazioni metodologiche dell’ICCD per la catalogazione territoriale dei beni architettonici e ambientali, tra i cui obiettivi vi e’ quello della messa in evidenza delle fondamentali relazioni tra bene e territorio, con la precisa collocazione nel contesto di appartenenza e di riferimento del bene oggetto della catalogazione stessa. Alla collocazione territoriale e’ infatti connessa la descrizione del bene, a cui, sono relazionate, a loro volta, sia le ulteriori fonti (documentarie, bibliografiche, archivistiche, cartografiche, iconografiche, fotografiche, ecc.), sia, eventualmente, altre banche dati di ulteriori enti o soggetti. Gli edifici rurali oggetto del censimento - e quindi mappati, numerati e classificati sulla base del sopralluogo effettuato - sono risultati nel totale piu’ di 800. Di questi, 130 sono risultati o inaccessibili, o non piu’ esistenti, o ridotti allo stato di rudere, o beni non ricadenti nella tipologia oggetto della ricerca (chiesa, monastero, annesso agricolo, ecc.). La catalogazione analitica ha pertanto riguardato i 670 beni individui gia’ presenti al Catasto gregoriano e ancora presenti nel territorio ascolano, in forma quanto piu’ esaustiva possibile, ma soprattutto implementabile e aggiornabile, proponendosi come tassello per la costruzione di un sistema informativo territoriale piu’ complesso. La struttura della scheda di catalogo approntata e’ articolata in sette ambiti tematici, costituiti da gruppi di dati omogenei che concorrono alla descrizione di particolari caratteristiche: i codici di catalogazione, la struttura del complesso o gerarchia, la localizzazione, il sistema urbanistico ambientale di riferimento, le notizie storiche, il bene catalogato, l'apparato documentario. Al fine di facilitare quanto piu’ possibile l'utenza nell'accesso e nell'uso delle informazioni, la banca dati e’ fornita di una interfaccia amichevole. Il passo successivo e’ stato quello di approntare un sistema informativo geografico, interfacciando il data-base che gestisce le schede di catalogo ad una cartografia informatizzata, attraverso la georeferenziazione dei singoli beni, da cui sono stati estratti una serie di tematismi organizzati in tavole alle scale 1:10.000

    Analisi tipologiche e classificazione stilistico–morfologica del costruito e degli elementi architettonici, Le regole del costruire della citta’ di Camerino. Incarico conferito dal Comune di Camerino alla Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno, Universita’ di Camerino.

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    Obiettivo della ricerca e’ stato quello di costruire una quadro all’interno del quale sistematizzare le conoscenze delle regole del costruire della citta’ di Camerino, attraverso uno studio specifico sui modi e sulle forme ricorrenti del patrimonio edilizio, condotta con l’ausilio dell’analisi morfologica e tipologica del tessuto edificato e delle sue relazioni con il contesto e con i principali elementi architettonici e di dettaglio. Tutto cio’ a partire dalla singolarita’ del paesaggio urbano della citta’ di Camerino, cioe’ dalla stretta interdipendenza tra conformazione geo-morfologica del sito e forma urbis, dove le forti connotazioni del luogo impongono il carattere dell’abitato, insediamento che nasce e si sviluppa conformandosi alle peculiarita’ del sito “acrocorico” arenaceo su cui insiste. La principale finalita’ dell'esperienza e’ stata quella di una lettura operativa dell'organismo urbano e del suo ambiente insediativo. Le principali operazioni di sviluppo conoscitivo di tale forma di lettura sono costituite dalla descrizione e classificazione dei fenomeni fisici e relazionali della citta’ e dall'analisi pertinente degli stessi, lettura poi esplicitata attraverso una continua e sistematica tematizzazione grafica dei vari oggetti e problemi di indagine. Gli strumenti metodologici prescelti sono stati essenzialmente i continui confronti relazionali - sincronici e diacronici - tra "intero" e "singole parti", ovvero gli esami comparativi dei "fenomeni-oggetti" alle loro diverse scale, territoriale-urbana, morfologica-tipologica e tecnologica di dettaglio. Il percorso conoscitivo che si e’ sperimentato, sul caso concreto di Camerino, procede cosi’ dal generale al particolare, affrontando iterativamente il fenomeno prima nella sua totalita’ e poi nei suoi elementi costitutivi. I principali momenti conoscitivi individuati, tra loro strettamente correlati, sono gli studi sul sito, sulla morfologia del centro e la tipologia dell'edificato e, infine, lo studio delle tecniche costruttive locali. Lo studio della morfologia urbana e della tipologia edilizia, e delle loro trasformazioni, hanno permesso di individuare le forme elementari tipizzate e la loro evoluzione, i loro aspetti geometrici, i materiali tipici, ovvero le risorse tecniche dell'edificare di un dato contesto in un determinato periodo storico. Tutto cio’ si e’ concretizzato attraverso la metodologia del rilievo (inteso sia come acquisizione dei dati sia come relativa comunicazione-rappresentazione degli stessi) che, a sua volta, e’ parte essenziale della costruzione del modello conoscitivo del reale al quale e’ applicata, in quanto tecnica disciplinare maggiormente in grado di fornire risultati rigorosi non solo in senso metrico-dimensionale, ma anche in quello logico-analitico. In sintesi, le rappresentazioni prodotte riguardano principalmente i seguenti temi. - Rapporto tra la morfologia del sito e la morfologia dell’insediamento. - Morfologia urbana: pieni e vuoti; il costruito entro le mura: attacco a terra, coperture, consistenza; il costruito fuori le mura: attacco a terra, coperture, consistenza; il rapporto tra il sito e il costruito. - Il limite del costruito: l’emergenza del sistema mura: conformazione - il rilievo geometrico; qualita’ e disqualita’ - il rilievo tematico; le emergenza del sistema delle mura: elementi singolari. - Il costruito entro le mura :i pieni: emergenze; tessuto e tipo; luoghi urbani: le strade; le piazze, spazi aperti - chiostri e cortili; carattere degli spazi aperti: pavimentazioni, specie arboree; il parco delle mura; i pieni: isolati. Analisi: la documentazione storica iconografica e cartografica, l’analisi tipologica. - Il costruito: l’edificio della canonica; le regole del costruire: particolari - cantonali, finestre, orizzontamenti, murature

    Rilievo integrato delle mura storiche della citta' di Camerino. Su incarico del Comune di Camerino alla Facolta’ di Architettura di Ascoli Piceno, Universita’ di Camerino.

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    Il rilievo delle mura e’ stato condotto attraverso una articolata programmazione che ha collocato al primo posto il progetto di rilevamento, con il quale si sono precisati i criteri e le tecniche da adottare in funzione delle richieste piu’ puntuali della committenza. La descrizione della configurazione si e’ costituita come prima forma di conoscenza attorno alla quale sono state raccolte ed organizzate le altre serie di informazioni. Obiettivo prefissato del rilievo geometrico e’ stato quello di pervenire all'acquisizione delle informazioni utili a definire la configurazione dell’intero edificato perimetrale (mura ed edilizia sovrapposta) alla scala di 1:500, del solo impianto murario difensivo sottostante, alla scala di 1:200, e di tratti particolarmente significativi a scala di maggior dettaglio. Per le aree di “pertinenza” inoltre l’obiettivo e’ consistito nella definizione della conformazione delle scarpate, della posizione planoaltimetrica delle singole alberature presenti, e delle dimensioni dei relativi tronchi e delle chiome. Si e’ cosi’ determinato di realizzare il rilievo utilizzando diversi metodi tra loro integrati, in funzione delle diverse caratteristiche delle varie porzioni di mura e delle aree di pertinenza da rilevare e delle differenti condizioni operative. Le fasi fondamentali del rilievo e della relativa restituzione grafica individuate possono essere sinteticamente suddivisi in: - rilievo topografico; - rilievo fotografico e fotogrammetrico; - rilievo diretto; - informatizzazione dei dati del rilievo. La fase dell’acquisizione dei dati e’ stata articolata essenzialmente nel modo seguente: a) rilievo topografico di inquadramento generale e di dettaglio a supporto delle operazioni di rilievo diretto, fotografico, fotogrammetrico; b) documentazione fotografica: acquisizione di fotogrammi non metrici per la documentazione delle caratteristiche formali dell'opera; c) rilievo fotogrammetrico: acquisizione di fotogrammi metrici e non relativi alle parti ritenute significative a supporto delle elaborazioni grafiche; d) rilievo diretto ad integrazione delle misurazioni strumentali e in tutte quelle zone non rilevabili fotogrammetricamente. Tutte le misurazioni effettuate sono state riferite a punti noti misurati topograficamente. A fianco e sulla base degli elaborati geometrici sono state acquisite altre serie di informazioni per la redazione degli elaborati tematici, finalizzati principalmente alla descrizione delle principali apparecchiature murarie e del sistema vegetazionale e delle principali arboree. Relativamente all’analisi tematica delle murature questa e’ stata condotta sistematicamente sul paramento visibile. Tale analisi ha proceduto per zone omogenee di muratura, selezionando delle aree campione e reperti di paramenti, fino a produrre una classificazione degli stessi sistematizzata in un abaco di riferimento costituito da tre classi principali e nove sottogruppi

    Camerino. Il centro storico

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    Il pannello illustra l’esperienza di rilevamento urbano e architettonico compiuta durante la campagna di accertamento delle condizioni di danno e vulnerabilità sismica dell’edilizia e della rete infrastrutturale del centro storico di Camerino, finalizzato alla conoscenza della situazione di ogni edificio per la redazione del Programma di Recupero, il nuovo strumento finanziario, organizzativo e con valenza urbanistica previsto per la ricostruzione nei centri umbro-marchigiani colpiti dal recente sisma. La parte analitica del Programma di Recupero di Camerino ha comportato le seguenti operazioni: - suddivisione del centro storico in isolati di rilevamento e prima ipotesi di individuazione e numerazione degli edifici (ovvero, delle unità edilizie continue da terra a cielo, isolate o di riconoscibile individualità tipologica, pur se strutturalmente aggregate ad altre); - rilevamento di tutto l’abitato, con la ricomposizione di una cartografia 1:500, attraverso il mosaico delle mappe catastali dei piani terra e di tutti i grafici di rilievo esistenti (con una verifica approfondita della loro attendibilità), e con il rilievo diretto dei prospetti esterni; - sopralluoghi e schedatura di ogni unità immobiliare-funzionale del centro per l’accertamento del danno subito e la valutazione del grado di vulnerabilità su modelli preformati del tipo GNDT; - mappatura 1:2000 per l’intero centro storico dei valori accertati di danno e vulnerabilità per unità di edificio; - analisi tematiche del tessuto urbano ai fini della determinazione del grado di vulnerabilità urbana dello stesso nel suo insieme - densità e omogeneità tipologica del tessuto, morfologia degli aggregati in rapporto alla rete viaria, analisi della stratificazione edilizia, in rapporto alla storia sismica del luogo, ecc

    Camerino. Le mura storiche

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    L’atlante dei beni architettonici e ambientali delle Marche costituisce l’obiettivo strategico di una pluriennale attività di ricerca, che andrà costruito “pezzo a pezzo” o per meglio dire “mappa a mappa” attraverso molteplici contributi specifici e pluridisciplinari. Un atlante siffatto può essere definito come una “struttura conoscitiva” del territorio marchigiano, degli insediamenti storici e dei manufatti architettonici, ovvero la formalizzazione logica visibile di sovrintendenza del patrimonio territoriale, strumento capace di ricondurre ad un’intelligenza e ad una operatività, il complesso di informazioni ad esso relative. In relazione a questo obiettivo generale sono state condotte alcune attività finalizzate di ricerca, supportate da specifici finanziamenti convenzionati con enti pubblici, tra cui la convenzione di ricerca con il comune di Camerino per “Il rilievo integrato delle mura storiche”. Questa ricerca è stata condotta mettendo in essere una articolata programmazione delle varie fasi di lavoro corrispondenti ad altrettanti prodotti da consegnare all’Ente convenzionato. In relazione al rilievo geometrico l’obiettivo è stato quello di pervenire all’acquisizione di tutte le conoscenze utili a definire la configurazione della cinta muraria edificata alla scala di 1:500, delle mura alla scala di 1:200, e di eventuali tratti particolarmente significativi ad una scala di maggior dettaglio. Si è così determinato di realizzare il rilievo utilizzando diversi metodi tra loro integrati, in funzione delle diverse caratteristiche dei vari tratti delle mura da rilevare e delle diverse condizioni operative. Le fasi fondamentali del rilievo e della relativa restituzione grafica individuate sono state: il rilievo topografico (di inquadramento e di dettaglio), il rilievo fotografico e fotogrammetrico (per la documentazione e per la restituzione); il rilievo diretto (ad integrazione delle misurazioni strumentali); l’informatizzazione dei dati del rilievo attraverso l’uso di specifici software grafici. Gli obiettivi prefissati del rilievo tematico sono stati due: quello relativo all’acquisizione delle conoscenze utili all’individuazione delle principali apparecchiature murarie e quindi alla definizione dei tipi, e quello relativo all’individuazione e definizione dei principali fenomeni di degrado presenti. Per una maggiore conoscenza dell’oggetto del rilievo, delle sue trasformazioni e del suo processo di accrescimento fino alla definizione del suo stato attuale si è infine determinato di dar luogo ad una circostanziata ricognizione dei principali materiali storici e iconografici. Infine, in relazione all’ultimo obiettivo della convenzione, tutte le conoscenze fin qui acquisite sono confluite nella definizione di alcune ipotesi preliminari per eventuali interventi di risanamento e di riqualificazione urbana e ambientale delle mura di Camerino

    Verso un atlante dei Beni Architettonici e Ambientali della Regione Marche. Ascoli Piceno

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    Il Corso di Rilievo Urbano e Ambientale si propone come introduzione alla lettura operativa di un organismo urbano e del suo ambiente insediativo. Il principale obiettivo consiste nel fornire agli studenti i metodi e gli strumenti per la costruzione di un quadro conoscitivo, analitico e sintetico, per la lettura dei fenomeni urbani sia in relazione alla struttura del contesto territoriale e del sito che in relazione ai singoli manufatti architettonici. Classificazione, descrizione dei fenomeni fisici e relazionali della città ed analisi pertinente degli stessi costituiscono le operazioni principali di sviluppo conoscitivo di tale forma di lettura. La esplicitazione della quale, con una continua e sistematica tematizzazione grafica dei vari oggetti e problemi di indagine, è resa possibile principalmente attraverso la metodologia del rilievo che, a sua volta, è parte essenziale della costruzione del modello conoscitivo del reale al quale è applicata, in quanto tecnica disciplinare maggiormente in grado di fornire risultati rigorosi non solo in senso metrico-dimensionale, ma anche in quello logico-analitico. Il lavoro svolto in questi anni nel corso si inserisce nell’obiettivo più generale della ricerca relativa alla costruzione di un “Atlante dei beni architettonici e ambientali della Regione Marche”. Tale Atlante è programmato come una struttura conoscitiva e documentaria organizzata per sezioni scalari: dalla grande scala degli elementi di definizione geografica e paesaggistica dei luoghi, alla scala media degli elementi di definizione morfologica e tipologica degli impianti urbani e dei loro componenti (manufatti e aree urbanizzate non edificate), fino alla piccola scala degli elementi della cultura tecnologica e figurativa locale. Nel triennio 1995-1998 è stato scelto come campo di applicazione l’insediamento storico di Ascoli Piceno producendo i seguenti risultati: - regesto analitico della mappatura storica della città di Ascoli Piceno; - carte tematiche dell’insediamento storico della città (carta delle coperture - volumetrie e materiali -, carta dell’uso attuale dei piani terra, carta dei materiali di facciata, carta delle pavimentazioni, carta dei caratteri tipologici dell’edificato - parziale - , carta e catalogo delle trasformazioni); - rilievo e restituzione di tutti i prospetti delle principali strade urbani; - rilievo e restituzione di circa 60 edifici e luoghi urbani di Ascoli di particolare interesse storico e architettonico; - rilievo, restituzione e classificazione stilistico-morfologica di circa 100 elementi architettonici peculiari dell’ornamento e delle regole del costruire della città di Ascoli
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