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Fisionomia e ruolo dell'agente-modello ai fini dell'accertamento processuale della colpa generica
SOMMARIO: 1. Premessa: la necessità dell’accertamento processuale della colpa. - 2. L’‘essenza’ della colpa: la violazione di una regola cautelare. - 3. Regola cautelare (non scritta) vs. prevedibilità ed evitabilità dell’evento. - 4. I ‘nodi’ da sciogliere per accertare la colpa generica in sede processuale. - 5. Questione di ‘punti di vista’. - 5.1. Alla ricerca del punto di vista dal quale valutare la prevedibilità e l’evitabilità dell’evento. - 5.2. Il procedimento di costruzione dell’agente-modello a partire da talune note distintive desunte dalla persona dell’agente concreto. - 5.2.1. In particolare: la controversa rilevanza dei deficit intellettuali, culturali e di esperienza dell’agente concreto. - 5.2.2. In particolare: le superiori conoscenze ed abilità dell’agente concreto. - 5.2.3. Un’ultima precisazione in merito al procedimento di costruzione dell’agente-modello. - 6. Conclusione
Le principali categorie di reati culturalmente motivati : profili criminologici e normativi
L’Autore, partendo dal presupposto che l’Italia si caratterizza, sempre di più, per essere una società multiculturale, si occupa dei reati culturalmente motivati, che rappresentano una particolare manifestazione di criminalità degli immigrati. Precisata la nozione di “cultura”, da intendersi secondo la definizione fornita dalle scienze antropologiche, l’Autore svolge un’ulteriore premessa concernente il diritto penale il quale, più di altri settori dell’ordinamento giuridico, si caratterizza per la sua “località” e “provincialità”. Esaminata, poi, la definizione di reato culturalmente motivato, l’Autore si interroga su come debba reagire il diritto penale a fronte di tali situazioni. Dopo una panoramica delle principali fattispecie l’Autore riflette infine sul possibile ruolo della c.d. cultural defense.The Author, starting from the assumption that Italy is characterized, more and more, to be a multicultural society, deals with culturally motivated crimes, which represent a particular manifestation of crime of immigrants. Specified the notion of “culture”, to be understood according to the definition provided by the anthropological sciences, the Author developed another premise concerning the criminal law which, more than other sectors of the legal system, is characterized by its “locality” and “provinciality”. After examining the definition of a culturally motivated crime, the Author questions how criminal law should react to such situations. After an overview of the main cases the Author finally reflects on the possible role of the cultural defense
Sentimento religioso e libertà di satira : riflessioni a partire da Charlie Hebdo. La pubblicazione delle dodici vignette satiriche sull’Islam costituisce reato (in Italia)?
The publication on Jyllands-Posten and Charlie Hebdo of the satiric Muhammad cartoons has led to criminal procedures against the editors in chief of the two periodicals, respectively, in Denmark and in France. The Danish action has never reached the trial, instead in France the editor of Charlie Hebdo was absolved of all charges. In Italy, instead, a criminal procedure was never started. The author of the present paper analyses and explains the reasons why the publication of the cartoons is not relevant for the Italian criminal law
Numerical modeling of current-voltage characteristics to extract transport properties of organic semiconductors
The current vs. voltage (I-V) characteristics of single crystal rubrene Organic Field-Effect Transistors (OFETs) and polycrystalline poly(p-phenylenevinylene) (PPV) films are modeled using the polaron transport theory presented in a previous work [A. F. Basile et al., J. Appl. Phys. 115, 244505 (2014)]. The model is first applied to rubrene OFETs, where transport is two-dimensional
and is confined near the interface between the insulator and the organic semiconductor. By considering the effect of image charges in the insulator and by assuming a constant intrinsic mobility, we reproduce both the positive and the negative temperature dependences of the channel mobilities
measured on OFETs having a gate dielectric and an air-gap insulator, respectively. In addition, we adapt this model to the three-dimensional transport in PPV films, characterized by effective mobilities which depend on temperature, charge density, and electric field. We show that the I-V
characteristics of these materials can be matched by the numerical solution of the Poisson and drift-diffusion equations assuming a constant intrinsic mobility. The polaron binding energy can account for the thermally activated behavior of the I-V characteristics and for the increase of the effective mobility at high applied voltages. Therefore, this model enables to extract the intrinsic transport parameters of organic semiconductors, independent of the device structure, and of the measurement conditions. VC 2014 AIP Publishing LLC
Esiste una nozione ontologicamente unitaria di pericolosità sociale? : spunti di riflessione, con particolare riguardo alle misure di sicurezza e alle misure di prevenzione
La categoria concettuale della “pericolosità sociale” compare in plurime sedi all’interno del nostro ordinamento, talora in modo manifesto, altre volte in termini dissimulati. Conviene, quindi, domandarsi se tale categoria concettuale esprima sempre la stessa cosa, costituisca, quindi, una nozione ontologicamente unitaria, o se, per contro, essa, spostandosi da una sede all’altra, assuma anche significati qualitativamente differenti. Dalla risposta a tale quesito discendono varie conseguenze pratiche, tra cui la eventuale possibilità di “travasare” l’accertamento della pericolosità sociale effettuato in una sede (ad esempio, ai fini dell’applicazione di una misura di sicurezza) anche in altra sede (ad esempio, ai fini dell’applicazione di una misura di prevenzione)
Intelligenza artificiale e diritto penale: quattro possibili percorsi di indagine
Gli ambiti all’interno dei quali la rivoluzione tecnologica messa in moto dall’IA potrebbe più significativamente impattare con le pretese di tutela dei beni giuridici, affidate al diritto penale, sono fondamentalmente quattro: le attività di law enforcement e, in particolare, di polizia predittiva, dove i sistemi di IA possono fornire un importante contributo per contrastare, o meglio ancora prevenire, la commissione di reati; il possibile impiego di algoritmi decisionali per risolvere vertenze penali, così da operare una sorta di sostituzione, o per lo meno di affiancamento, del giudice-uomo col giudice-macchina; la valutazione della pericolosità criminale affidata ad algoritmi predittivi, capaci di attingere e rielaborare quantità enormi di dati al fine di far emergere relazioni, coincidenze, correlazioni, che consentano di profilare una persona e prevederne i successivi comportamenti, anche di rilevanza penale; infine, le possibili ipotesi di coinvolgimento – come strumento, come autore, o come vittima – di un sistema di IA nella commissione di un reato. Il presente contributo si propone di illustrare tali ambiti, indicando problemi e prospettive connessi all’impiego dei sistemi di IA.The areas within which the technological revolution set in motion by the AI could more significantly impact with the claims of protection of legal assets, entrusted to criminal law, are basically four: law enforcement and, in particular, predictive policing, where AI systems can make an important contribution to combating, or better yet preventing, the commission of crimes; the possible use of decision-making algorithms to resolve criminal disputes, in order to operate a sort of replacement, or at least of juxtaposition, of the judge-man with the judge-machine; the crime risk assessment entrusted to predictive algorithms, able to draw and re-elaborate enormous quantities of data in order to bring out relationships, coincidences, correlations, that make it possible to profile a person and predict his or her subsequent behavior, even criminal; finally, the possible hypotheses of involvement -as a tool, as an author, or as a victim -of an AI system in the commission of a crime. This work aims to illustrate these areas, indicating problems and prospects connected to the use of AI systems
Le linee guida “ufficiali” e la responsabilità penale per colpa del sanitario nella legge Gelli-Bianco
La creazione di un catalogo di linee guida “ufficiali” - Alcune perplessità e incognite.
L’art. 590-sexies c.p., introdotto dall’art. 6 della legge n. 24 del 2017 (c.d. legge Gelli-Bianco) dispone, in termini univoci, che l’esonero da responsabilità dallo stesso prevista potrà essere concesso, in presenza di ulteriori condizioni, solo in caso di rispetto delle raccomandazioni previste dalle “linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge”
Il diritto penale nelle società multiculturali: i reati culturalmente motivati
I massicci flussi immigratori degli ultimi decenni hanno portato in Italia ed in altri Stati europei individui e famiglie provenienti da luoghi e culture diverse. L’immigrato, nel Paese d’arrivo, trova regole di condotta e, in particolare, norme penali, diverse da quelle presenti nel suo Paese d’origine, e tale diversità è dovuta, almeno in alcuni casi, alla diversità di cultura. Ciò potrebbe, quindi, indurre l’immigrato a commettere un fatto previsto come reato nel Paese d’arrivo, ma che risulta, invece, conforme, o per lo meno tollerato, nella sua cultura d’origine.
Come deve reagire il diritto penale a siffatti reati culturalmente motivati? Deve conferire un qualche rilievo alla ‘motivazione culturale’ che ha spinto l’autore alla loro commissione, ad esempio attraverso le c.d. cultural defenses di cui parla la dottrina statunitense? E tale riconoscimento necessita di una previsione legislativa speciale, o a tal fine sono sufficienti gli strumenti normativi ordinari?
Si tratta di interrogativi centrali per il diritto penale delle società multiculturali occidentali, ai quali il presente articolo tenta - anche sulla scorta di un’ampia casistica giurisprudenziale - di fornire una risposta, capace di conciliare il rispetto della diversità culturale con il rispetto della uniformità e della credibilità del sistema penale
Mantovani M., L’esercizio di un’attività non autorizzata : profili penali : Giappichelli, Torino, 2003, pp. 277
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