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Squamous carcinoma arising in a parotid Warthin's tumour
Warthin's tumour is the second most common benign neoplasm to affect the salivary glands. It virtually affects the sole parotid gland. A sudden increase in a tumour's size is usually due to a malignant transformation of the tumour. The transformation of the lymphoid stroma into malignant lymphoma is relatively common, while an epithelial malignancy is extremely rare. In this paper, the authors present a case of squamous cell carcinoma arising in Warthin's tumour. The patient underwent enucleoresection of the tumour. Intraoperative frozen section revealed the presence of a cystic component associated with the squamous cell carcinoma areas. In consideration of the result of the intraoperative consultation, the surgeons decided to enlarge the previous resection by removal of a 30×25 mm cuff from the surrounding parotid tissue. Close follow-up was carried out and 12 months after surgery there was no evidence of recurrence or metastatic neoplasm
The use of double-innervation gracilis free flap to reanimate the middle third of the face in chronic facial palsy patients
Introduzione:
La paralisi facciale rappresenta una condizione estremamente frequente determinante un quadro
estremamente disabilitante, con ripercussioni non so lo morfologiche, ma anche funzionali e
psicologiche. Il gold standard nel trattamento delle forme inveterate è rappresentato dall’utilizzo di
lembi microvascolari reinnervati.
Materiali e Metodi:
45 pazienti affetti da paralisi facciale unilaterale inveterata sono stati trattati presso l’U.O. di
Chirurgia Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano tra il 2009 e il 2016 ,
mediante trasposizione di lembo microvascolare di muscolo gracile con doppia innervazione
derivante dal nervo masseterin o omolaterale e dal nervo facciale controlaterale.
Risultati:
L’intervento chirurgico è stato privo di complicanze in tutti i pazienti . 37 pazienti hanno ad oggi un
follow up minimo di 12 mesi. Nei 37 pazienti con follow up adeguato è stato possibile apprezzare
un recupero del sorriso volontario e del sorriso spontaneo.
Discussione:
L’utilizzo del lembo di muscolo gracile con doppia innervazione ottenuta dal nervo masseterino
omolaterale e dal nervo facciale controlaterale garantisce la combinazione di due elementi
fondamentali nella rianimazione del terzo medio: la forza contrattile data dall’impulso del nervo
masseterino e la naturale e spontanea dinamicità del volto garantita dal facciale controlaterale.
Conclusioni:
L’utilizzo di questa tecnica sembra garantire, in accordo con i risultati riportati da questa case series,
degli eccellenti risultati in termini di contrazione volontaria e di spontaneità del sorriso nella
riabilitazione di pazienti affetti da paralisi facciale cronica
Surgical treatment of painful lesions of the inferior alveolar nerve
Nerve-related complications are being reported with increasing frequency following oral and dental surgery, and typically involve the inferior alveolar nerve (IAN). We assess herein the etiology of neuropathic pain related to IAN injuries, and describe the various surgical treatment techniques available. Between 2007 and 2013, 19 patients were referred to the Maxillofacial Surgery Department of San Paolo Hospital (Milan, Italy) with pain in the area supplied by the IAN, which developed following endodontic treatment, oral surgery and maxillofacial surgery. All patients underwent IAN surgery by several different microsurgical procedures. Most of the patients affected by pain before surgery experienced complete or partial amelioration of symptoms. All patients receiving sural nerve grafts were pain-free 12 months after surgery. In five patients the operation was unsuccessful. In 78.94% of cases, a significant increase in nerve function was observed. Pain following IAN surgical damage may be addressed by microsurgery; nerve substitution with a sural nerve interpositional graft appears to represent the most efficacious procedure. Scar releasing, nerve decompression and nerve substitution using vein grafts are less effective. Removal of endodontic material extravasated into the mandibular canal is mandatory and effective in patients experiencing severe pain. Surgery should be performed within 12 months postoperatively, ideally during the first few weeks after symptoms onset
Diagnosi, trattamento e follow up delle lesioni trigeminali del cavo orale = Diagnosis, treatment and follow-up of trigeminal lesions resulting from oral surgery
Obiettivi
La crescente diffusione della chirurgia orale ha comportato l’aumento delle complicanze associate; scopo del lavoro è esaminare le lesioni nervose, che sono tra le più temute.
Materiali e metodi
In caso di lesione certa o in presenza di dolore il trattamento chirurgico deve essere immediato. Gli autori presentano il proprio protocollo di intervento in caso di lesioni dei nervi linguale e alveolare.
Risultati
I risultati ottenuti con il protocollo descritto hanno permesso di recuperare circa l’80% della funzione.
Conclusioni
I meccanismi riparativi, la prognosi e il trattamento di questi tipi di lesione sono poco conosciuti dalla maggior parte dei professionisti. Un approccio sistematico consente a pazienti e medici di distanziarsi da pareri poco professionali, molto lontani dall’evidenza scientifica.Objectives
Oral surgery complications, specifically nerve lesions, are more and more frequent due to the wide spread of implantology.
Materials and methods
Surgical timing is pivotal. Surgical treatment should be promptly performed in case of either ascertained lesion or pain. The authors present their procedural protocol for lingual nerve and inferior alveolar nerve lesions.
Results
Results of the presented protocol are satisfactory with a functional recovery of approximately 80%.
Conclusions
Regeneration process, prognosis and treatment of nerve lesions are still hardly known by specialists. A systematic approach allows both patients and physicians to keep unconcerned by unprofessional opinions that are unsupported by actual scientific evidence
Complicanze nel trattamento scleroterapico delle malformazioni venose
Introduzione e obiettivi:
Le malformazioni venose (MV) rappresentano la più comune forma di malformazione vascolare che interessa il distretto cervico-facciale. La scleroterapia, in particolare con l’utilizzo di sostanze sclerosanti come etanolo e sodio tetradecilsolfato (STS), rappresenta una metodica di scelta nel trattamento delle MV per efficacia e sicurezza. Le caratteristiche ottimali di questa metodica portano spesso a sottostimare i potenziali – seppur rari – effetti avversi legati al trattamento. L’obiettivo di questo studio è di valutare retrospettivamente i rischi legati alla scleroterapia con STS su un’ampia casistica di pazienti.
Materiale e metodi:
Sono stati inclusi nello studio 21 pazienti consecutivi con MV localizzate nel distretto cervico-facciale, trattati con STS-scleroterapia presso il reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale San Paolo di Milano nel periodo compreso tra Settembre 2013 e Giugno 2014. 11 pazienti sono stati sottoposti a una singola seduta di scleroterapia; 10 a due sedute. 7 pazienti considerate le piccole dimensioni della MV sono stati trattati in anestesia locale senza guida fluoroscopia; 14 sono invece stati sottoposti a sclerotizzazione in anestesia generale sotto guida fluoroscopica. Per ogni paziente si sono valutati la comparsa di complicanze minori e maggiori e di algie, con follow-up medio di sei mesi.
Risultati:
Complicanze minori con regressione completa entro 3 settimane dalla procedura si sono evidenziate in una percentuale significativa di pazienti. Nello specifico il 38% dei pazienti ha riportato la formazione di ulcere cutanee, il 24% l’insorgenza di lesioni vescicolo-bollose, il 14% di emorragie, il 48% di deficit motori, il 38% di deficit sensitivi e il 48% di algie. In una paziente è stato riscontrata immediatamente dopo la procedura la paralisi di un ramo centrofaciale del VII nervo cranico, con risoluzione solo parziale nel follow up. In una paziente la presenza misconosciuta di un forame ovale pervio ha causato un deficit ischemico neurologico reversibile con disartria e dismetria temporanee su base embolica paradossa.
Conclusioni:
Il trattamento delle MV con il STS ha mostrato buona efficacia, elevata tollerabilità da parte dei pazienti e scarsa tossicità. Ciononostante i possibili effetti avversi della terapia devono essere ben noti al clinico, che deve garantire una pianificazione e gestione ottimale del paziente. In quest’ottica anche la somministrazione di un adeguato consenso informato al paziente è fondamentale, sia dal punto di vista etico che medico-legale
Gestione del nervo facciale nel trattamento delle anomalie vascolari
Scopo dello studio
Gli autori presentano la propria esperienza nella gestione del nervo facciale nel trattamento delle anomalie vascolari facciali discutendo le principali problematiche nella salvaguardia della motilità del volto.
Metodi
Sono stati inclusi nel lavoro i pazienti trattati presso l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Ospedale San Paolo – Università degli Studi di Milano affetti da anomalie vascolari di qualunque natura interessanti il distretto cervico-cefalico, che presentavano un coinvolgimento diretto o per contiguità del nervo facciale in qualsiasi tratto del suo decorso dall’uscita dal forame stilomastoideo.
Risultati
Nel trattamento delle malformazioni venose e linfatiche il nostro protocollo prevede generalmente lo sparing del nervo facciale anche a discapito della radicalità chirurgica; i pazienti affetti da questo tipo di MV mantengono così una motilità dell’emivolto da buona a ottima senza mostrare recidive della alformazione, che mostra solitamente un decorso benigno. In questo tipo di anomalie infatti un trattamento aggressivo è riservato a casi particolarmente estesi che comportano gravi problematiche estetiche e funzionali. La terapia chirurgica delle malformazioni arterovenose richiede generalmente una approccio più aggressivo, comprendente a volte il sacrificio del nervo facciale, dato che la radicalità di trattamento rappresenta l’obbiettivo terapeutico principale. L’utilizzo di sofisticate tecniche ricostruttive del nervo facciale ha tuttavia permesso di raggiungere dei risultati funzionali a lungo termine più che soddisfacenti.
Discussione
Le malformazioni vascolari sono lesioni non neoplastiche appartenenti al gruppo delle anomalie vascolari. A dispetto della loro natura non neoplastica richiedono tuttavia un approccio chirurgico attento a causa della tendenza alla recidiva e all’invasività locale. Le caratteristiche di invasività e tendenza alla recidiva sono proprie del tipo di MV: le malformazioni a basso flusso (capillari, venose e linfatiche) mostrano solitamente un accrescimento più lento, meno aggressivo verso le strutture circostanti. Ciò è però meno vero relativamente alle lesioni particolarmente estese. Di contro le MV ad alto flusso (arterovenose) hanno maggiore invasività e recidivano con maggiore facilità. Il trattamento di queste lesioni e dell’eventuale coinvolgimento del nervo facciale in caso di localizzazione al distretto cervico-cefalico deve essere pertanto diversificato in funzione della tipologia e dell’estensione della MV.
Conclusioni
Un attento studio del tipo di MV da trattare, unito a un attento planning preoperatorio, permette anche in caso di localizzazione al distretto cervico-cefalico e in stretta contiguità con il nervo facciale, di garantire una funzionalità mimica residua dell’emivolto soddisfacente, adattando l’approccio chirurgico al singolo caso trattato, modulando la radicalità chirurgica e utilizzando laddove necessario adeguate e moderne tecniche di ricostruzione nervosa e rianimazione faciale
Comprehensive reconstruction of the external nose
Nasal defects can take place most often after oncological procedures or traumatic avulsions. Substance abuse is a more and more frequent cause of severe nasal deformities. Rarely even congenital diseases such as arhinia can lead to the need of complex nasal reconstructions. Whereas small defects of the skin are easily repaired with local flaps, more complex reconstructions must address the inner lining, the outer lining and the skeletal framework to obtain ideal results. The inner lining can be successfully reconstructed with mucosal flaps from the septum or the turbinate. Alternatively a previously skin-grafted forehead flap is usually sufficient. Major defects of the inner lining on the other hand require microvascular flaps. The workhorse of major reconstructions of the nasal skin is the forehead flap. It is ideal in terms of color and texture match, it is extremely reliable and if some technical aspects are respected, the results that are obtained are predictable. The reconstruction of the skeletal and cartilaginous framework is of the uttermost importance. Minor defects are easily reconstructed with small cartilaginous grafts harvested from the septum or the ear. On the other hand, the workhorse for major nasal reconstructions is the rib graft. This allows performing composite bony and cartilaginous reconstructions with enough tissue to rebuild the dorsum and the alae. Here the Authors present their experience with nasal reconstructions in nasal defects resulting from oncological procedures, from substance abuse and in arhinia
Gestione del nervo facciale nel trattamento del carcinoma adenoidocistico della parotide
durante la chirurgia demolitiva parotidea è possibile dover procede alla resezione del nervo facciale o di uno dei suoi rami. La ricostruzione immediata con graft nervoso, se realizzabile, risulta la miglior scelta terapeutica. Se il moncone prossimale del nervo facciale non risultasse utilizzabile per l’innesto è possibile scegliere una fonte motoria alternativa come i nervi ipoglosso o masseterino il cui impulso determinerà la forza contrattile della muscolatura. Un cross face con il nervo facciale controlaterale conferirà invece lo stimolo motorio spontaneo (emozionale). Qualora la ricostruzione immediata non fosse possibile e la muscolatura mimica avesse perso la potenzialità contrattile sarà necessario procedere alla ricostruzione differita trasponendo un lembo muscolare locale o un lembo libero microvascolare
Two typical cases of pseudoankylosis of the jaw : same treatment, different outcome
Pseudoankylosis of the temporomandibular joint is a rare, extra-articular form of ankylosis of the jaw. It is characterised by limited mandibular movement caused by an extrinsic condition of the joint leading to fusion between the coronoid process and temporal, zygomatic or maxillary bone. Pseudoankylosis is less frequent than the intracapsular form. Extracapsular ankylosis can be congenital or acquired; approximately 70% of cases are associated with trauma. A CT scan is usually requested to achieve a diagnosis. CT can detect bony fusion, thus differentiating pseudoankylosis from true ankylosis. Once symptomatic bone ankylosis is diagnosed, surgery with postoperative physiotherapy is the recommended treatment. The ankylotic bone is removed together with the coronoid process and the mouth is forced open under general anaesthesia. Two cases of post-traumatic pseudoankylosis of the jaw treated with bilateral coronoidectomy and postoperative physiotherapy are described
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