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Politiche pubbliche di sviluppo delle aree montane interne: la strategia dell’Alta Valtellina
Secondo quanto indicato nell’Accordo di Partenariato 2014-2020 elaborato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, il territorio nazionale è caratterizzato da centri urbani di primo livello – che erogano servizi di istruzione, salute e mobilità – e da una rete di comuni con diversi livelli di perifericità spaziale in base a 4 fasce: aree di cintura, intermedie, periferiche e ultra periferiche. Questo livello di perifericità,
definito in funzione della “distanza“ rispetto ai servizi essenziali, influenza in qualche modo la qualità della vita dei cittadini e il loro livello di inclusione sociale. Le aree interne, intese come sommatoria delle aree intermedie, periferiche e ultra-periferiche, rappresentano il 53% circa dei comuni italiani (4.261) cui fa capo il 23% della popolazione italiana, pari a oltre 13 milioni di abitanti residenti in una porzione di territorio che supera il 60% di quello totale nazionale (Elaborazione UVAL-UVER su dati Istat – Censimento della popolazione, 2011). La ricerca che qui viene presentata ha come obiettivo l’identificazione di quegli elementi che accomunano le aree alpine interne (unitamente a una mappatura dei comuni che costituiscono le stesse), aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali, ma ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate a seguito di secolari processi di antropizzazione. Più in dettaglio, il focus sull’Alta Valtellina (area-progetto selezionata per gli interventi di sviluppo locale finanziati dai fondi comunitari FESR, FSE, FEASR, FEAMP) avrà come obiettivo di evidenziare le condizioni iniziali e potenziali di sviluppo, gli scenari di governance attuati e la strategia di sviluppo locale in atto. In particolare, si cercherà di valutare se l’Alta Valtellina è stata oggetto di buone politiche e buone pratiche in termini di crescita o diminuzione della popolazione, cooperazione per la produzione di servizi essenziali, tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.
Pur tenendo conto del processo generale di marginalizzazione che ha investito molti comuni montani alpini, si pone oggi il problema di verificare la capacità, o meno, di queste aree di concorrere a processi di crescita e coesione.
Riferimenti bibliografici
Agenzia per la Coesione Territoriale, Accordo di Partenariato 2014-2020.
Carbone, L., Ciaschi, A. (2014). Le aree interne: dalla resilienza alla rinascita. In C. Capineri, F. Celata, D. de Vincenzo, F. Dini, F. Randelli, P. Romei (a cura di), Memorie geografiche. Oltre la globalizzazione. Resilienza/Resilience. Firenze, Società di Studi Geografici, pp. 267-270.
Ciaschi, A., De Iulio, R. (a cura di) (2014). Aree Marginali, modelli geografici di sviluppo. Teorie ed esperienze a confronto. Viterbo, Sette Città.
Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (DPS) (2015). Le aree interne: di quale territori parliamo? Nota esplicativa sul metodo di classificazione delle aree.
Morazzoni, M. (2010). Montagna e Turismo. Le Alpi italiane tra geografia, società e cultura. Bologna, Archetipolibri
Instagram e Visual Tourism: la rappresentazione delle destinazioni turistiche in Oman
This research focuses on the “public” image of sites with tourist value in Oman studied through the analysis of stories, comments, pictures posted on Instagram. Thanks to the variety of the Omani landscape, it was possible to analyze the multiplicity and diversity of forms of narration and storytelling of tourist areas in order to obtain useful elements to define the degree of popularity of tourist resources, the landscape, environmental, and cultural contexts while investigating the narratives published by users, presumed to be tourists. For current tourist destinations, it is vital to be popular on social networks, as, through information and the sharing of content and pictures, modes of interaction are activated in which destinations dialogue “as equals” with tourists and the local community. In addition, the support of social networks to the tourism system can promote the integration and extension of the local territorial offer towards citizens
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