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    Un popolo di nani

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    L’autore analizza compiutamente per la prima volta il pregevole ciclo di Nani lapidei collocati sul muro di cinta della villa Valmarana di Vicenza, che, proprio dalla loro presenza qualificante, ha tratto il nome di villa Valmarana “ai Nani”. Sgombrando il campo da precedenti attribuzioni, viene proposta la paternità di Giacomo Cassetti, erede del più importante scultore vicentino tra Sei eSettecento, quell’Orazio Marinali cui si deve l’introduzione in Veneto di questo particolare genere di scultura da giardino, che gode di larghissima diffusione in epoca barocca. L’occasione offre il destro per allargare la riflessione ad alcune caratteristiche ricorrenti: la forma seriale, la disposizione dei Nani uno di fianco all’altro, la predilezione per i costumi contemporanei, o tutt’al più il ricorso a fogge seicentesche. Il legame con la contemporaneità da un lato, la connotazione comico-grottesca dall’altro aiutano a comprendere il ruolo di queste statue all’interno del giardino veneto, dove compaiono sempre accanto a statue di soggetto mitologico: il loro significato, forse, secondo il principio del “contrapposto” di matrice barocca, risiede proprio nella dialettica tra i due gruppi

    Cina perduta : nelle fotografie di Leone Nani

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    Un eccezionale reportage fotografico, realizzato da padre Leone Nani. E' quanto ci restituiscono queste immagini inedite, che riportano alla luce la memoria delle persone, dei luoghi, delle tradizioni e della cultura di un Impero scompars

    Effetto di sostanze in diluizioni omeopatiche e di campi elettromagnetici deboli in modelli vegetali

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    L’efficacia dell’omeopatia è tuttora oggetto di acceso dibattito (1-3) e, nonostante le numerose ipotesi formulate (4-9), il suo meccanismo d’azione non è ancora stato totalmente chiarito e non esiste una teoria comunemente accettata. Situazione analoga si riscontra per quanto riguarda gli effetti biologici dei campi elettromagnetici di bassa intensità e frequenza. Tali effetti, che dipendono in modo complesso dalla intensità e frequenza del campo magnetico e dalla durata del trattamento (10), sono stati ampiamente studiati sull’uomo e sugli animali e, negli ultimi anni e in misura sicuramente minore, sulle piante (11). Anche in questo caso sono state formulate numerose ipotesi per spiegare l’interazione di tali campi con il bio-oggetto (12-14), ma finora non si hanno risposte certe. Omeopatia ed elettromagnetismo potrebbero essere interpretate, alla luce del relativamente recente paradigma fisico quanto-elettrodinamico, come due facce della stessa moneta spendibile per soddisfare, in chiave sia teorica che sperimentale, le esigenze di complesse dinamiche biologiche in cerca di una propria riconoscibile e specifica identità. Una migliore comprensione del meccanismo d’azione sia dei medicinali omeopatici che dei campi elettromagnetici deboli potrebbe essere raggiunta grazie all’uso di modelli in vitro e in vivo nei quali la correlazione trattamento/effetto è più diretta e quindi più facilmente interpretabile (15). Tra questi, i modelli vegetali presentano numerosi vantaggi come l’assenza di effetto placebo e di problemi etici, l’impiego di materiale biologico economico e pressoché inesauribile, la possibilità di condurre un elevato numero di prove in tempi ragionevolmente brevi e di poter quindi disporre di un’ampia base di dati per un’approfondita analisi statistica (16). Scopo della nostra ricerca è: i) fornire un contributo sperimentale per la valutazione degli effetti biologici delle alte diluizioni omeopatiche e di trattamenti elettromagnetici, mediante esperimenti standardizzati basati su modelli vegetali; ii) identificare un’eventuale similarità tra gli effetti biologici della potentizzazione omeopatica e dell’esposizione elettromagnetica. Bibliografia 1. Shang A. et Al. Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy. The Lancet, 2005; 366(9487): 726-732 2. Bellavite P. et Al. Homeopathy and placebo. Homeopathy, 2006; 95(1): 51 3. Frass M. et Al. Asymmetry in The Lancet meta-analysis. Homeopathy, 2006; 95(1): 52-53 4. Zacharias CR. Physical research in dynamized systems. Medical Hypotheses, 2002; 58: 523-526. 5. Hyland M.E. et Al. Oscillatory effects in a homeopathic clinical trial: an explanation using complexity theory, and implications for clinical practice. British Homeopathic Journal, 2002; 9: 145-149 6. Bellavite P. Complexity science and homeopathy: a synthetic overview. Homeopathy, 2003; 92(4): 203-212 7. Roy R. et Al. The structure of liquid water; Novel insights from materials research; Potential relevance to homeopathy. Materials Research Innovations, 2005; 9(4): 98-103 8. Elia V. et Al. The “Memory of Water”: an almost deciphered enigma. Dissipative structures in extremely dilute aqueous solutions. Homeopathy, 2007; 96, 163-169 9. Nani D.et Al. Role of variability in evaluating ultra high dilution effects: considerations based on plant model experiments. Forschende Komplementarmedizin, 2007; 14: DOI: 10.1159/000108281 10. Ruzic R.et Al. Weak magnetic field decreases heat stress in cress seedlings. Electromagnetic Biology and Medicine, 2002; 21: 69-80 11. Galland P. et Al. Magnetoreception in plants. Journal of Plant Research, 2005; 118:371-389. 12. Goldworthy A. et Al. Biological effects of physically conditioned water. Water Research, 1999; 33: 1618-1626 13. Lobyshev V. I. Water is a sensor to weak forces including electromagnetic fields of low intensity. Electromagnetic Biology and Medicine, 2005; 24:..
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