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La valutazione del brand
La valutazione economica del brand ha riscosso una crescente attenzione negli ultimi anni da parte sia dell’ambiente della ricerca economico-aziendale, sia di quello professionale. Lo testimoniano il proliferare di pubblicazioni sul tema che si distinguono per il contributo che offrono sul piano metodologico, volto al consolidamento di impostazioni già affermate e alla ricerca di elementi di innovazione stimolati anche dall'ibridazione di differenti ambiti disciplinari (finanziario, contabile, fiscale, legale e strategico). Un ulteriore effetto propulsivo è riconducibile alla numerosità delle situazioni operative che richiedono esplicitamente di giungere alla determinazione di un valore del brand. Si pensi, a questo proposito, all'impatto delle novità inerenti l’impianto normativo e paranormativo che disciplina la formazione del bilancio pubblico, ovvero alla rilevanza strategica assunta dagli elementi intangibili nell'economia della conoscenza che invita le imprese a comunicare in forma volontaria il valore di tali asset, ovvero ancora alla numerosità e frequenza delle negoziazioni di mercato che hanno per oggetto la cessione, la concessione in licenza e il merchandising dei brand, in particolare nel segmento del
lusso. In generale, quindi, la valutazione del brand tende a soddisfare un ampio spettro di esigenze collegate prevalentemente alla riuscita di operazioni straordinarie a carattere di negoziazione e alla disclosure di asset intangibili rilevanti per l’azione competitiva dell’impresa, il cui peso nella creazione di valore economico rimarrebbe nascosto al mercato se non fosse descritto e valorizzato attraverso gli strumenti e le forme della comunicazione finanziaria.Tali situazioni tendono a manifestarsi con sempre maggiore frequenza.
Si pensi, a solo titolo esemplificativo, che negli ultimi 8 anni oltre 50 importanti brand italiani in diversi settori sono stati oggetto di cessioni illustri a holding straniere, in prevalenza francesi quali Lactalis e LVMH. Di fronte ad un contesto particolarmente effervescente, la dottrina e la prassi economico-aziendale hanno dato vita ad un interessante
dibattito sul tema della valutazione economica del brand, arrivando a definire astrattamente tre principali metodi di valutazione (Zanda, Lacchini, Onesti, 2013): determinazione del costo di riproduzione/rimpiazzo corretto per considerare la vita utile residua (ammortamento e obsolescenza); stima dei flussi economici e finanziari di risultato prospettici; multipli o prezzi derivati da transazioni di vendita di attività comparabili sul mercato. Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo specifico del capitolo è di:
• fornire un inquadramento dottrinale generale sul tema della valutazione economica del brand e dei modelli interpretativi e valutativi (dottrina e prassi sul tema della valutazione del brand);
• proporre un inquadramento concettuale di fondo indirizzato a chiarire l’identificazione dei confini e dei tratti costitutivi dell’asset (inquadramento concettuale, profilo giuridico e economico-aziendale del brand);
• illustrare uno schema di base utile per la determinazione del valore e la scelta delle metodologie valutative, con esplicitazione delle variabili critiche e la loro declinazione per la valutazione economica del brand (variabili critiche e loro declinazione);
• approfondire il tema degli strumenti e delle tecniche per la valutazione del brand (technicalities per la valutazione del brand);
• fornire una sintesi del capitolo (riepilogo
Misurazione e controllo del valore in contesti complessi. Modello e dimensioni di sintesi del valore
Misurazione e controllo del valore in contesti complessi. Modello e dimensioni di profondità del valore
Misurazione e controllo del valore in contesti. Modello per il controllo. Prospettiva multidimensionale. Integrazione di prospettive diverse
Modelli e schemi sul valore aziendale. Proposte per la misurazione e il governo del valore. Modelli unidimensionali
Presentazione del testo "La valutazione delle aziende, dei gruppi e delle parti aziendali"
La valutazione delle reti aziendali
La necessità di fronteggiare un contesto competitivo che evolve secondo schemi non lineari, contraddittori e di alternanza tra momenti di stabilità e di instabilità sta sollecitando l’assunzione di nuovi comportamenti aziendali, centrati sul potenziale della cooperazione interorganizzativa. La considerazione di fondo è che la cooperazione consente
l’integrazione in forma collaborativa delle risorse utili ai fini della sostenibilità della posizione competitiva, che, altrimenti, le singole imprese dovrebbero produrre internamente o acquisire dal mercato (Das e Teng, 2000). Tale considerazione si innesta all'interno di un ampio dibattito scientifico che a partire da metà anni Ottanta ha visto un’intensa proliferazione di contributi che approcciano il fenomeno inter-cooperativo evidenziando la necessità di approfondire alcune tematiche, in particolare la misurazione e il controllo delle performance (Comuzzi, 1996, Mancini, 2010).
La misurazione e il controllo delle performance nelle aggregazioni aziendali si pone come passaggio fondamentale per approcciare il più ampio problema della valutazione economica delle aggregazioni. Problema che, a nostro avviso, presenta molteplici profili di interesse sia per l’ambito accademico sia per quello professionale, che meritano
un’attenzione particolare soprattutto con riferimento all'impostazione metodologica di fondo. Si pensi, ad esempio, alle ripercussioni in chiave valutativa determinate dal carattere ambiguo che qualifica il riconoscimento dei confini dell’aggregazione, ovvero alle interdipendenze che si instaurano tra i processi e le attività svolte in comune e che
contribuiscono in misura rilevante alla determinazione di valori economici sfocati, ovvero ancora alla imprecisione dei processi di ripartizione del valore creato tra le aziende che compongono l’aggregazione. A queste sollecitazioni è sottoposta la valutazione economica delle reti aziendali che, nonostante l’indubbia rilevanza che il fenomeno
aggregativo riveste per il potenziale competitivo, la crescita dimensionale e l’innovazione di tutte le tipologie di aziende ed in particolare di quelle di piccola e media dimensione, non è stata oggetto di attenzioni specifiche da parte della ricerca economico-aziendale. Il presente lavoro offre il proprio contributo in ambito scientifico e operativo
attraverso la proposta di un approccio metodologico alla valutazione economica delle reti aziendali identificando i passaggi critici, le variabili rilevanti e gli strumenti e le tecniche per la valutazione.Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo specifico del capitolo è di:
• fornire un inquadramento dottrinale generale sul tema della valutazione economica delle reti aziendali e dei modelli interpretativi e valutativi (dottrina e prassi sul tema della valutazione delle reti aziendali);
• proporre un inquadramento concettuale di fondo indirizzato a chiarire l’identificazione dei confini e dei tratti costitutivi delle reti aziendali (inquadramento concettuale, profilo giuridico e economico-aziendale delle reti aziendali);
• presentare un quadro di riferimento per guidare la determinazione del valore economico delle reti aziendali (quadro metodologico per la determinazione del valore delle reti aziendali); - • illustrare uno schema di base utile per la determinazione del valore e la scelta delle metodologie valutative, con esplicitazione delle variabili critiche e la loro declinazione per la valutazione economica delle reti aziendali (variabili critiche e loro declinazione);
• approfondire il tema degli strumenti e delle tecniche per la valutazione economica delle reti aziendali (technicalities per la valutazione delle reti aziendali);
• fornire una sintesi del capitolo (riepilogo
La valutazione delle concessioni pubbliche
La valutazione economica di specifici asset aziendali costituisce un tema di interesse sia nella prospettiva scientifica che in quella orientata alla pratica professionale. A nostro avviso l’interesse sul tema nasce dal riconoscimento dell’esistenza di molteplici prospettive di osservazione che si possono assumere di volta in volta in relazione alle finalità
specifiche della valutazione. Allo stesso modo, un forte impatto sull'esigenza di addivenire ad una rappresentazione sintetica delle metodologie e degli strumenti della valutazione è determinato anche dall'evoluzione normativa e paranormativa in ambito nazionale e internazionale, che, soprattutto in questi ultimi anni, sta stimolando un ripensamento dell’impostazione economico-aziendale sull'argomento. A queste sollecitazioni è sottoposta la valutazione economica di uno specifico asset immateriale — le concessioni pubbliche — che solo raramente ha colto l’interesse della ricerca economico-aziendale, nonostante l’indubbia rilevanza economica che riveste per la produzione di
beni e servizi pubblici, quali, ad esempio, le aree demaniali marittime, i siti estrattivi, le utilities, le telecomunicazioni, i trasporti pubblici, la conduzione del gioco lecito. Il nuovo orientamento della dottrina giuridica, scandito dall'abbandono della posizione che concepiva le concessioni come provvedimenti amministrativi unilaterali in favore
della recente enfatizzazione della natura contrattuale delle stesse, sta riportando in primo piano il tema della valutazione economica dell'asset immateriale e degli investimenti sostenuti per il suo sfruttamento in chiave economica.
Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo specifico del capitolo è di:
• fornire un inquadramento dottrinale generale sul tema della valutazione economica delle concessioni pubbliche e dei modelli interpretativi e valutativi (dottrina e prassi sul tema della valutazione delle concessioni pubbliche);
• proporre un inquadramento concettuale di fondo indirizzato a chiarire l’identificazione dei confini e dei tratti costitutivi dell’asset (inquadramento concettuale, profilo giuridico e economico-aziendale delle concessioni pubbliche);
• presentare un quadro di riferimento per guidare la determinazione del valore economico delle concessioni pubbliche (quadro metodologico per la determinazione del valore delle concessioni);
• illustrare uno schema di base utile per la determinazione del valore e la scelta delle metodologie valutative, con esplicitazione delle variabili critiche e la loro declinazione per la valutazione economica delle concessioni (variabili critiche e loro declinazione);
• approfondire il tema degli strumenti e delle tecniche per la valutazione delle concessioni (technicalities per la valutazione delle concessioni);
• fornire una sintesi del capitolo (riepilogo
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