1,721,089 research outputs found
Unè experience de vie en communautè pour des enfants retardés mentaux: aspects theoriqués et organisation d'un modeèle d'intervention
Cet article présente les premières données d’une expérience qui se déroule depuis 1984 dans une communede la province de Bologne. Il s’agit d’une expérience de vie en communauté destinée à des enfants presentant de graves retards dans leur développement, dus à des conditions de fortes carences familiales. Le schema théorique qui sous-tend cette experience est issu de l’integration de deux perspective : la perspective environnementale en psychologie du développement (Bronfenbrenner, 1979) et l’approche interaction-construction (Schaffer, 1985). Notre contribution vise à montrer que la reglementation de la vie quotidienne, sa stabilité et l’activité structurante des adultes ( « frame », Kaye, 1982), sont des elements essentiels d’une reorganisation des processus développementaux
Una normale solitudine
In questo libro viene descritto l'intervento sperimentale di comunità per minori destinato a bambini/e maltrattati/e e deprivati/e allontanati/e dalla loro famiglia d'origine, realizzato a metà degli anni ottanta dall'Università di Bologna in collaborazione con una realtà territoriale dell'hinterland bolognese, allo scopo di realizzare un modello di accoglienza alternativo alle esperienze di piccolo gruppo alternativo agli istituti che avevano già manifestato aspetti di criticità e di vulnerabilità. Un primo capitolo teorico introduce i costrutti principali impiegati per comprendere l'approccio teorico adottato nella costruzione e nella progettazione della comunità a partire dal concetto di "Ambiente Terapeutico Globale" di Bettelheim, di "altro significativo" di Sullivan, di "tutoring e scaffolding". Adottando un approccio ecologico dello sviluppo (Bronfenbrenner, 1995) nell'ambito della psicopatologia evolutiva vengono argomentati il valore terapeutico della vita quotidiana e la capacità di perturbazione di interazioni quotidiane caratterizzate da sintonizazzione affettiva, sincronia e responsività sensibile. Il volume documenta il percorso evolutivo dei 5 bambini che hanno partecipato alla sperimentazione negli anni di documentazione a cui il testo fa riferimento attraverso osservazioni di tipo etnografico condotte in comunità nell'arco degli anni di sperimentazione, interviste ad hoc realizzate agli educatori e agli stessi soggetti una volta diventati adolescenti
La normalizzazione della vita quotidiana: una prospettiva psicosociale sulla malattia cronica.
Il libro si interroga sulla malattie e sulla salute, sulla normalità e sui molti modi di essere normali lungo i percorsi di vita. Per la prima volta in chiave interdisciplinare una malattia cronica rara di notevole impatto sull'immaginario popolare, l'emofilia, viene studiata mettendo in discussione la medicalizzazione che riduce la soggettività del paziente a sofferena da eliminare e il corpo a puro oggetto di interesse medico
La communauté residentielle comme facteur de protection lorsq'un enfant est éloigné des siens.
Dans ce chapitre sont stipulé les caracteristiques essentielles du placement familial dans une communauté residentielle, consideré comme reponse aux besoins evolutifs des enfants qui doivent etre éloignes de leurs familles, dans le cadre législatif italien. En particulier il est fait référence aux resultants obtenus an cours de lìobservation d’une communaute pour mineurs ayant un caractere experimental, etudieé dans un precedent travail (Bastianoni, Emiliani, 1988). Ont été analysés les caractéristiques de cette communauté qui la definissent comme un « facteur de protection » dans l’historie personnelle des mineurs hébergés. Le concepte de « facteurs de protection » s’est largement affirmé dans ce sens comme un aspect spécifique d’une plus grande capacité individuelle à faire face au stress. Ce deplacement des variabiles aux process a comporté l’adoption d’une perspective theorique de type interactionnel qui explique la « resilience » non pass comme un facteur « individuel » lié à là constitution biologique ou au tempéramnt de l’individu, mais qui la considére dans le contexte des interactions de la personne avec son mileu. Le déplacement s’affectue donc, comme le soutient Rutter (1988) de l’etude del variabiles aux processus de negociation des condition de risque et ce concept de negation met en cause le role actif de la personne dans l’elaboration et la representation de ses propres condition de vie et de ses propres capacités. C’est dans cette optique que la communauté résidentielle peut constituer un système de support qui, permettant aux enfants de se reconstruire une identité positive à travers l’augmentation de l’estime de soi et la « self efficacy » peut favoriser le développement de capacités adéquates pour affronter des condition de vie familiale défavorables rendant possible de cette manière une insertion normale dans la vie sociale
Bambini senza famiglia: un quadro clinico, un problema sociale
In questo contributo, adottando un orientamento sociocostruzionista, è descritta la progettazione sperimentale di una comunità per minori che ha strutturato il proprio intervento secondo il modello clinico di "Ambiente Terapeutico Globale"; nello specifico vengono analizzate le caratteristiche strutturali e dinamiche realizzate nell'intervento sperimentale per organizzare le routine della vita quotidiana e le interazioni tra adulti e minori come specifici momenti perturbativi dei modelli relazionali di tipo disfunzionale interiorizzati dai minori, al fine di realizzare un ambiente quotidiano in grado di promuovere processi di riparazione dei danni relazionali subiti e processi di risignificazione di sé, dell'evento e degli eventi traumatici e delle proprie e delle altrui responsabilità
La vie quotidienne comme espace thérapeutique
In questo capitolo viene discusso il costrutto di “ambiente terapeutico globale” per presentare la specificità terapeutica di una sperimentazione educativa realizzata negli anni ottanta in una comunità educativa emiliana, al fine di contrastare gli effetti dell’istituzionalizzazione infantile e dimostrare la terapeuticità di interventi residenziali centrati su modelli d’intervento relazionali a matrice socio-costruzionista
Interazione sociale e sviluppo
In questo contributo viene affrontato il tema delo sviluppo umano adottando un orientamento psico-sociale che legge l'interazione e lo sviluppo secondo l'interpretazione del contestualismo evolutivo (Ford e Lerner 1992). In questa ottica lo sviluppo umano viene teorizzato come un processo in continua trasformazione che, attraverso il flusso delle interazioni fra gli aspetti attuali delle persone e i contesti nei quali agisce, produce una successione di cambiamenti, relativamente duraturi, e tali da incrementare o rendere più complessa l'articolazione dei tratti strutturali e funzionali della persona e i paradigmi delle sue interazioni con l'ambiente, mantenendo al tempo stesso una organizzazione coerente e una unità strutturale e funzionale dell'individuo
Sé e identità
In questo contributo viene descritta la genesi del sé e la costruzione dell'identità adottando un orientamento sociocostruzionista a partire dalla primissima teorizzazione di Mead per pervenire alla più recenti interpretazioni elaborate nell'ambito della psicopatologia evolutiva da Daniel Stern e collaboratori
Conflitti di autorità e processi protettivi nella relazione con i minori allontanati dalla famiglia
In questo contributo viene riportata una ricerca condotta allo scopo di analizzare le rappresentazioni dei conflitti di autorità in educatori che operano nelle comunità per minori. I dati rilevati attraverso un apposito questionario sono stati sottoposti ad analisi fattoriali delle corrispondenze tramite spad T ed interpretati in accordo con la teoria delle rappresentazioni sociali
- …
