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An Interview with Prof. Emanuele Conte
Intervista al prof. Emanuele Conte, titolare dell'insegnamento di "Law and the Humanities" presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Roma Tre dal 2008. L'intervista mira a comprendere l'importanza del rapporto tra diritto e scienze umane (storia, letteratura, arti figurative, cinema, ecc.) nella formazione del giurista, con particolare riguardo ai metodi didattici utilizzati nel corso degli anni e alla dimensione internazionale della materia.Interview with prof. Emanuele Conte, the Chiar of Medieval and modern legal history at the Roma Tre Law Department, on Law and the Humanities. Prof. Conte has been director of the "Law and the Humanities" course at Roma Tre since 2008
La bolla Unam sanctam e i fondamenti del potere papale fra diritto e teologia
Conte Emanuele. La bolla Unam sanctam e i fondamenti del potere papale fra diritto e teologia. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. pp. 663-684
Les textes, la littérature, les abstractions juridiques. Le Moyen Âge et lidentité statifiée du droit romain
L’articolo di Emanuele Conte analizza la riscoperta e la ricostruzione del Corpus iuris civilis nel Medioevo, un evento storico che ha segnato una svolta fondamentale nella formazione della cultura giuridica europea. A partire dall’XI secolo, in un contesto di profondo cambiamento politico e culturale, la rinnovata attenzione per i testi giustinianei ha portato alla creazione di un sistema giuridico fondato su concetti astratti e regole elaborate secondo la logica della dialettica scolastica. La letteratura giuridica medievale, sviluppatasi tra XII e XIII secolo, ha costituito una base comune per i giuristi europei, contribuendo alla costruzione di una “comunità testuale” professionale. Questa eredità ha influito profondamente sulla configurazione moderna del diritto in Europa, consolidando il ruolo del diritto romano non solo come insieme di norme, ma come sistema concettuale fondato sull’attività interpretativa dei giuristi
« Redéfinir la littérature juridique ». De l’avenir de l’histoire du droit médiéval et des outils numériques
Comment former les futurs historiens et historiens du droit à l’utilisation et l’analyse
des sources juridiques médiévales, à l’heure des nouvelles technologies et des
approches interdisciplinaires ? Si la numérisation a rendu des milliers de manuscrits
facilement accessibles, les compétences pour les exploiter font parfois défaut aux
chercheurs en devenir. C’est l’objectif du programme « Erasmus + » Fontes (Fostering
innovative training in the use of European legal sources), mis en place depuis 2022 par
quatre institutions européennes (université de Palerme, EHESS, université Jagellon,
université de Genève). Emanuele Conte, l’un des principaux porteurs du projet, est
spécialiste de la littérature juridique médiévale ; ses travaux portent sur l’histoire des
sources au Moyen Âge, l’histoire de l’enseignement juridique, l’historiographie du
droit. Promouvant une conception historicisée du ius commune invitant à rapprocher les
productions de la science juridique de leurs racines historiques, il retrace ici les
objectifs et ambitions du programme Fontes et dessine les contours de ce que les
nouveaux outils pourraient apporter à l’historien du droit
Lire le droit au Moyan Âge. Comprendre et utiliser les sources juridiques (XIIe-XVe siècles)
La storia del diritto ci presenta la sfida intellettuale di non considerare le attuali norme giuridiche come le sole regole possibili per organizzare una società. Altri sistemi giuridici sono esistiti e altri nasceranno in futuro. Per comprendere appieno le teorie e le pratiche giuridiche della contemporaneità, è fondamentale considerare non solo ciò che esiste, ma anche ciò che che è scomparso. La dimensione storica conferisce dunque al diritto un nuovo significato: non si tratta solo di tracciare l'evoluzione delle idee giuridiche, ma anche di riscoprire ciò che non si vede più, ma in molti casi continua ad esercitare un ruolo nel nostro pensiero attuale.
Per questo è fondamentale risalire alle fonti.
Curata da Emanuele Conte, storico del diritto medievale, e Louis Genton, storico del Medioevo, quest’opera propone un’esplorazione delle fonti medievali, proponendo un vademecum per la lettura dei testi che fanno luce su teorie e pratiche del diritto medievale.
Articolato in quattro parti, si presenta come un manuale che unisce una prospettiva di storia del diritto attenta alla materialità delle fonti e delle pratiche sociali, e il campo delle pratiche di scrittura che considera le fonti giuridiche come un elemento chiave della governamentalità medievale.
Guida metodologica e allo stesso tempo anche strumento di riflessione, quest’opera offre agli studenti, ai ricercatori e agli appassionati di storia e di diritto, chiavi di analisi e interpretazione degli archivi giuridici medievali. Si presenta in formato cartaceo, e in versione digitale offerta in accesso libero. Consente di approfondire lo studio dei testi e di scoprire risorse documentarie interattive, offrendo così nuove prospettive sull'influenza duratura del diritto medievale
Laudatio Emanuele Conte
Laudatio on life and work of prof. dr. Emanuele Conte, professor of legal history at Roma Tre University, on the occasion of the handing over of the George Sarton Medal (Ghent University 2010
“De iure fisci”. L’État de Justinien comme modèle de l’Empire souabe dans l’oeuvre de Roland de Lucques (1191-1217)
La Summa trium librorum de Roland, juge et praticien de Lucques, fut composée du vivant de l’empereur Henri VI. C’est le seul ouvrage juridique de son temps qui applique les principes du droit de Justinien aux développements de l’Empire souabe. La Summa, ouvertement gibeline, fait écho à la propagande souabe ; elle précise néanmoins les limites des prérogatives et du dominium mundi de l’empereur, affirmant aussi le droit, pour le sujet, de résister à l’injustice. Relayée par un Tractatus de imperatore (c. 1194), la Summa se caractérise par un souci proprement humaniste d’archéologie juridique : les fragments du corpus ne sont pas seulement des principes de droit qu’il faut articuler et agencer, comme le faisait l’École de Bologne. Roland veut rendre vie à la construction institutionnelle de Justinien – ou plutôt : il assigne cette mission à l’empereur souabe, mettant à son service sa propre science juridique et philologique.Conte Emanuele. De iure fisci. L’état de Justinien comme modèle de l’Empire souabe dans l’oeuvre de Roland de Lucques (1191- 1217). In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°2. 2001. pp. 913-943
Declino e rilancio della servitù. Tra teoria e pratica giuridica
L’idea che le dottrine giuridiche dei giuristi medievali non abbiano avuto alcuna rilevanza nella determinazione delle condizioni personali dei dipendenti rurali è relativamente recente. Ancora nel XVIII secolo Christian Thomasius riconosceva ai iuris professores di aver svolto un ruolo nell’affrancazione dei servi della gleba tedeschi. L’astrazione giuridica aveva in effetti elaborato strumenti argomentativi efficaci sia per affermare la libertà dei rustici dipendenti sia per tutelare i diritti dei signori a riceverne le prestazioni. La lettura parallela di un consilium di Iacopo Balduini e di una Summula di Azzone consente di rilevare che la legislazione giustinianea sul colonato è utilizzata dai glossatori per escludere che i rustici medievali possano esser considerati veri e propri coloni. Più complessa la dialettica fra gli argomenti contrapposti quando è in discussione l’obbligazione a prestare i servizi servili e il corrispettivo diritto del signore a riceverli. La dottrina e la pratica finiranno per assimilare questi obblighi ai diritti reali.Conte Emanuele. Declino e rilancio della servitù : tra teoria e pratica giuridica. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 112, n°2. 2000. pp. 663-685
Cose, persone, obbligazioni, consuetudini. Piccole osservazioni su grandi temi
La separazione netta tra diritti reali e obbligazioni è di origine relativamente moderna. Un brano di Baldo, che sembra rappresenti il più antico tentativo di elencare i diritti reali contrapponendoli a quelli «personali», lascia aperti molti interrogativi, perché include tra i diritti reali rapporti puramente personali caratterizzati da soggezione vassalhtica ο semi-servile : essi rientrano nella categoria assai sfumata delle «servitù personali» e sono perciò dotati di realitas. Baldo interpretava le incertezze della scienza giurìdica, divisa sul punto fin dal ΧΠ secolo tra le opposte posizioni di civilisti e canonisti. In base alla decr. Querelam del 1205 Antonio da Butrio arrivò a descrivere il rapporto obbligatorio come la contrapposizione di due status del debitore e del creditore. Questa situazione soggettiva poteva scaturire, secondo taluni canonisti, da una consuetudo : una norma disposta dalla forza del tempo che coinvolgeva però soltanto il rapporto tra debitore e creditore.Conte Emanuele. Cose, persone, obbligazioni, consuetudini. Piccole osservazioni su grandi terni. In: Le sol et l’immeuble. Les formes dissociées de propriété immobilière dans les villes de France et d’Italie (XIIe-XIXe siècle) Rome : École Française de Rome, 1995. pp. 27-39. (Publications de l'École française de Rome, 206
Res Publica. Il modello antico, la politica e il diritto nel XII secolo
L'articolo vuole mostrare come il diritto pubblico giustinianeo abbia costituito un modello e uno strumento politico per i Comuni italiani del XII secolo
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