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    Educazione tecnologica e psicologia : Come cambiano e si sviluppano i nostri comportamenti

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    A quale età smartphone e social media potrebbero entrare a far parte della vita di bambine, bambini e adolescenti? Gli adulti sono un buon modello di riferimento in relazione all’utilizzo delle tecnologie digitali? Perché ci piace così tanto il “mi piace”? I robot sono partner sociali affascinanti o inquietanti? Quanto e come l’intelligenza artificiale modificherà il nostro modo di pensare e di agire in futuro? Questi sono alcuni degli interrogativi ai quali questo volume intende dare una risposta, utilizzando il background teorico della psicologia dello sviluppo e dell’educazione, e considerando l’utilizzo delle tecnologie digitali ed emergenti nei vari periodo dello sviluppo: dall’infanzia, all’adolescenza, sino alle altre fasi dell’età adulta. Il testo descrive le dinamiche e i processi psicologici che rendono tecnologie digitali, realtà virtuale, robotica e intelligenza artificiale funzionali o disfunzionali per lo sviluppo e l’educazione di bambini, preadolescenti e adolescenti e, più in generale, per l’evoluzione della società umana. Oltre a presentare le principali teorie di riferimento nell’ambito dei fenomeni analizzati, sono proposte le ricerche condotte direttamente dagli autori riguardanti effetti e potenzialità delle tecnologie digitali ed emergenti nei vari contesti della vita quotidiana: in famiglia, a scuola, nel lavoro e nel tempo libero

    Comparing the use of SNSs among Adults and Emerging Adults

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    Social Networks Sites (SNSs) are becoming more and more prominent in everyday life. Their portability and ease of use grant them a wide diffusion, both vertically (among all social classes) and horizontally (in number), throughout the population, especially in western countries. This is not just a trend; the way in which SNSs are being used can be considered part of a pervasive attitude in our daily lives where everything is becoming more social. With a specific focus on emerging adults, in this paper we will argue and demonstrate how they use SNSs in their transitions between activity systems, by comparing them with the use of SNSs in adults. There are age-based differences in the use of SNSs, and in the way in which subjects maintain and expand their social capital through the use of these sites

    Differences Between Emerging Adults’ and Adults’ Internet Use Before and During the COVID-19 Emergency: The Role of Well-Being and Mood Regulation

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    The COVID-19 pandemic highlighted the significance of Internet use in many contexts of human life (e.g., work/study, family, and leisure), daily activities, and developmental tasks (e.g., transition to university/work) associated with specific life stages (e.g., emerging adults, 18-29 years, and adults, over 30 years old). Based on the lifespan model of developmental challenges and focusing on emerging adulthood and adulthood, the current study analyzed functional and dysfunctional Internet use in two different Italian populations: before and during the COVID-19 emergency. The sample consisted of 375 individuals who completed an online survey before COVID-19 and 286 who completed same survey during the COVID-19 emergency. All questionnaires were related to well-being, life/work satisfaction, problematic Internet use, cyberloafing, and interaction overload. Both samples were further differentiated into three life stages, associated with specific transitions and developmental tasks: early emerging adults (18-24), older emerging adults (25-29), and adults (over 30). Results show how the transitions (and related developmental tasks) of each life stage affect, in relevant ways, the functional or dysfunctional Internet use as well as well-being and life satisfaction related to Internet use

    Il ruolo delle tecnologie: una ricerca/intervento di psicologia scolastica in una scuola secondaria di secondo grado

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    Obiettivo principale di questo studio esplorativo è analizzare il rapporto esistente fra, da un lato, alcune caratteristiche individuali di studentesse e studenti della scuola secondaria di secondo grado, come autostima, benessere generale e scolastico, competenze, qualità personali percepite, supporto sociale offline e online, e, dall’altro, i risultati extra-scolastici e scolastici e l’utilizzo problematico di Internet. Sono stati utilizzati questionari, focus group e due webinar su Digital Reputation e Digital Work-Life Balance. I risultati mostrano lo stretto rapporto esistente fra alcune caratteristiche individuali, l’utilizzo di Internet e i risultati scolastici ed extra-scolastici conseguiti

    Journal of Media Psychology: Theories, Methods, and Applications

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    Journal of Media Psychology (JMP) is committed to publishing original, high-quality papers which cover the broad range of media psychological research. This peer-reviewed journal focuses on how human beings select, use, and experience various media as well as how media (use) can affect their cognitions, emotions, and behaviors. Submissions must substantially advance the current state-of the art on a theoretical and/or an empirical level. To name just a few typical fields and domains of inquiry, the Journal of Media Psychology considers manuscripts dealing with research on entertainment, computer-mediated communication (including social media), human-computer interaction, e-learning, computer and video games, virtual environments, or advertising. The journal is also open to research from neighboring disciplines as far as this work ties in with psychological concepts of the uses and effects of the media. Submissions of comparative work, e.g., crossmedia, cross-gender, or cross-cultural, are encouraged. Moreover, submissions including alternative analysis procedures such as the Bayesian approach are welcome. Starting in 2015, the pre-registration of research plans will also be possible. To ensure short turn-around cycles for manuscript review and fast publication, the Journal of Media Psychology relies heavily upon electronic communication and information exchange, starting from electronic submission and continuing throughout the entire review and production process. The Journal of Media Psychology builds up on almost 20 years of tradition and experience in publishing high-quality research in the Zeitschrift für Medienpsychologie (ZMP). While ZMP focused on German and European media research,JMP takes up the challenges of the more globalized and globalizing media world by offering an international publication platform. JMP has an internationally renowned team of editors and reviewers from all the relevant areas of media psychology, to cover a broad spectrum of research and to ensure the highest scientific standards

    Sviluppare funzioni esecutive e life skills in contesti educativi

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    L’attuale panorama educativo e formativo è caratterizzato da un’importante riflessione sulle competenze del futuro che la scuola, in modo particolare, do¬vrebbe costruire e sviluppare. Tale riflessione parte già dal lontano 1993, allorché l’oms (who, 1994) propose l’educazione alle life skills (competenze emotive, relazionali e cognitive) di bambini e adolescenti in ambito scolastico. Vent’anni più tardi, il World Economic Forum (2016) propone le 21st century skills, carat¬terizzate da abilità fondamentali (come l’alfabetizzazione, anche matematica, tecnologica e finanziaria, la cultura scientifica nonché quella sociale e civica), competenze trasversali (pensiero critico, creatività, comunicazione e collabo¬razione) e qualità caratteriali (curiosità, iniziativa, determinazione, adattabili¬tà, leadership e consapevolezza sociale e culturale), mentre l’Unione Europea, qualche anno dopo (European Commission, 2019), redige un documento per la costruzione e lo sviluppo di specifiche conoscenze e competenze, che non siano semplicemente quelle tecniche necessariamente legate allo svolgimento di determinate mansioni lavorative (hard skills, fra le quali rientrano le abilità fondamentali definite dal World Economic Forum). Partendo da uno studio sulle soft skills necessarie nel mondo del lavoro, la Commissione Europea ha così proposto agli Stati membri, nell’ambito dei contesti scolastici, di porre parti¬colarmente attenzione allo sviluppo di abilità che possono essere suddivise in cinque categorie: efficacia personale (fra cui self-control, flessibilità, creatività), relazionali (fra cui comprensione dei rapporti interpersonali, cooperazione con gli altri, comunicazione), di impatto e influenza (fra cui capacità persuasive, leadership), orientate alla realizzazione (fra cui spirito d’iniziativa, approccio proattivo, problem solving) e cognitive (fra cui capacità di analisi e capacità di pensiero astratto). A queste sollecitazioni, l’Italia ha risposto approvando il D.D.L. n. 2493 ri¬guardante la sperimentazione per lo sviluppo di competenze non cognitive nei percorsi scolastici, senza però definire a quali competenze specifiche fare riferi¬mento. Ciononostante, e sulla base della riflessione partita già dal 1993, è chiaro che si tratta di quelle competenze ritenute strategiche, sia in ambito scolastico sia in altri contesti presenti e futuri, per preparare i giovani del domani a essere cittadini attivi, liberi e consapevoli (nonché digitali) e a un ingresso nel mondo del lavoro adeguato alle richieste attuali e future. È dunque indispensabile che il mondo scuola provveda al miglioramento dell’educazione scolastica tramite la modernizzazione della didattica e degli strumenti educativi (Kirchhoff, Keller, 2021). Fra i principali aspetti che caratterizzano queste abilità non cognitive, due skills che rientrano in tutte le classificazioni precedentemente presentate sono le competenze sociali e il problem solving. Considerando bambini e adolescenti, tali competenze sono fortemente implicate nel contesto scolastico quotidiano ma anche in altri contesti e necessitano di essere monitorate costantemente e implementate tramite specifiche attività, pianificando ad esempio esercizi spe¬cifici per sviluppare e migliorare competenze cognitive che gli studenti usano quotidianamente e implementare durante l’orario scolastico programmi volti ad affinare le dinamiche relazionali. A queste si aggiunge un’ulteriore compe¬tenza che, soprattutto durante il periodo pandemico, ha assunto rilevanza in ogni contesto e particolarmente in quello scolastico: la competenza digitale, la quale può essere sfruttata soprattutto per sviluppare le competenze trasversali precedentemente menzionate. A tale riguardo, l’Unione Europea ha adottato una politica (Digital Education Action Plan) all’interno della quale propone agli Stati membri di attuare nelle scuole una didattica digitale di alta qualità, inclusiva e accessibile a tutti, con l’obiettivo di adattare le istituzioni scolastiche all’era digitale (European Commission, 2021). Competenza sociale e abilità di problem solving, oltre a essere strettamente legate al contesto scolastico, sono anche legate tra di loro e all’apprendimento, poiché l’ambiente scolastico non trasmette semplicemente contenuti agli stu¬denti, ma si occupa della costruzione di competenze e abilità, soprattutto sociali e cognitive. A scuola, gli studenti imparano anche a relazionarsi con gli altri, sviluppando competenze di natura sociale nonché quelle legate al concetto di sé, che includono aspetti cognitivi, affettivi e motivazionali. Di conseguenza, il ruolo della scuola e dello psicologo scolastico risulta cruciale per il benessere di bambini e adolescenti, con ricadute anche sull’apprendimento, vista la stretta relazione tra ciò che si apprende e il modo in cui lo si apprende (Molinari, Cor¬sano, Cigala, 2018). L’apprendimento avviene quando c’è una certa serenità, per cui l’individuo è più predisposto, e si costruisce anche attraverso una buona relazione; quindi, sarà migliore se le relazioni dentro quel contesto sono positive (Sette, Gasser, Grüt¬ter, 2020). L’apprendimento è migliore se gli studenti collaborano tra loro e con l’insegnante e se stanno bene con i compagni. Si può quindi affermare che tale apprendimento è mediato dalla socialità: lo studente è un attivo costruttore della propria conoscenza, posto all’interno di un contesto ricco di relazioni, per cui il rendimento scolastico potrebbe diminuire nel momento in cui bambini e ragazzi vengono isolati o esclusi (Killen et al., 2017). Considerando i precedenti aspetti, è possibile affermare che le relazioni positive in classe sono un fattore predittivo fondamentale per lo sviluppo di migliori competenze sociali che potranno essere usate nella vita futura degli studenti (European Commission, 2019). Al contrario, invece, relazioni negati¬ve in classe possono causare l’insorgere di comportamenti e condotte negative, quindi anche comportamenti aggressivi e antisociali, i quali sottendono una minore competenza sociale e quindi la mancanza di sviluppo di questa specifica life skill. L’ambiente relazionale nel contesto scolastico ha un impatto fondamentale anche sullo sviluppo delle funzioni esecutive degli studenti e, dunque, indiret¬tamente sullo sviluppo di problem solving e pensiero critico. Migliorare il clima scolastico puntando sulla qualità delle relazioni al suo interno, dunque, ha un doppio impatto nello sviluppo delle life skills: da un lato, la qualità positiva delle relazioni tra pari nel contesto scolastico porta a una maggiore competenza socia¬le e inclusività e, dall’altro, migliorare le relazioni tra pari, con un impatto sulle funzioni esecutive1, avrà un impatto anche sulla capacità del problem solving. Ne consegue che un buon clima relazionale e affettivo favorisce l’apprendimento generale e di specifiche competenze utili per la vita futura (Rubin, Bukowski, Bowker, 2015). Partendo da questa premessa, all’interno di questo capitolo andremo ad ana¬lizzare cosa sono i contesti di sviluppo, focalizzando poi l’attenzione sulle rela¬zioni tra pari appunto come contesto di sviluppo e sugli effetti sullo sviluppo cognitivo degli studenti, con particolare riguardo alle tecniche e agli strumenti utili in ambito scolastico. In seguito, particolare attenzione verrà data alle funzio¬ni esecutive, in quanto precursori delle abilità di problem solving, e al modo in cui possono essere modificate e migliorate nel contesto scolastico. All’interno delle relative parti dedicate alle proposte di intervento, apposito spazio verrà dedica¬to all’importanza delle competenze digitali. L’utilizzo delle competenze digitali all’interno del contesto scolastico permette infatti di progettare nuove attività e pratiche di intervento che ambiscono a sviluppare e migliorare le competenze trasversali di interesse del lavoro dello psicologo scolastico

    Robotica e tecnologie per lo sviluppo: come costruire le competenze del futuro

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    A seguito della Raccomandazione Europea del 2006 (GAZZETTA UFFICIALE DELL'UNIONE EUROPEA) sono state delineate le competenze chiave per l’apprendimento permanente, ovvero quelle di cui tutti i cittadini hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione. Alla base c’è l’idea che ciascun cittadino, per adattarsi in modo flessibile a un mondo in rapido mutamento e caratterizzato da forte interconnessione, abbia a disposizione un'ampia gamma di competenze chiave (GAZZETTA UFFICIALE DELL'UNIONE EUROPEA, 2006): 1) comunicazione nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5) imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale. In tale prospettiva, l’istruzione gioca un ruolo fondamentale per assicurare che i cittadini acquisiscano le competenze richieste. L’obiettivo nel quadro comune Europeo è chiaro: avviare una transizione dalla cultura del sapere alla cultura della competenza. Competenza che racchiude al suo interno il sapere (conoscenze), il saper fare (abilità) e il saper essere (atteggiamenti). All’interno delle otto competenze chiave, giocano un ruolo di primo piano alcune delle competenze del XXI secolo individuate nell’ambito del World Economic Forum. Tali competenze sono suddivise in 3 categorie: le abilità fondamentali (foundational literacies), le competenze trasversali (competencies), ovvero gli strumenti con cui gli studenti affrontano problemi complessi), e le qualità caratteriali (character qualities), ovvero le modalità con cui gli studenti si relazionano al contesto in cambiamento. In questo capitolo, l’attenzione sarà focalizzata in particolare su due delle competenze trasversali: 1) pensiero critico/problem solving, ovvero il saper analizzare e valutare situazioni in modo da impiegare informazioni e idee per formulare risposte e soluzioni; 2) creatività, intesa come il saper impiegare modalità innovative per rispondere a domande, riformulare problemi ed esprimere significati. Sulla base degli assunti sinora descritti, l’obiettivo di questo capitolo è quindi quello di proporre alcune linee di ricerca (e attività) volte a sviluppare competenze di problem solving e di creatività in bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, attraverso un contesto educativo di apprendimento in cui un ruolo centrale è giocato dall’’interazione con robot educativi
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