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    Partecipazione e didattiche per l’apprendimento nella scuola aperta

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    Aldo Visalberghi ci ha offerto un’interessante interpretazione di una “scuola aperta” (1960), che delinea un’architettura, pedagogica, e ne traccia un preliminare manifesto, di una certa attualità. Un’idea di “scuola aperta”, innanzitutto, ad accogliere una vitale molteplicità di posizioni e di apporti diversi, disegno di quanto possiamo attribuire a una composizione plurale, multiculturale, che sa farsi sguardo interculturale, poiché «volta a promuovere la discussione impegnativa e pur mai definitiva, a suscitare il dialogo genuino, a realizzarsi insomma come ricerca in comune, ricerca sempre aperta, alla critica e alla rettifica e all’ulteriore sviluppo» (Visalberghi, 1960, p. IX). Differenti culture in relazione, approcci, traiettorie, metodologie, innervate nella storicità degli eventi che sono in grado di trovare sintesi nella ricerca “in” comune, attraversata da una tensione di cultura del miglioramento, che opera continuamente (on-going) in “rettifica” e “ulteriore sviluppo

    Introduzione

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    La ricerca partecipativa e la formazione sistemica si collocano nell’epoca delle transizioni come dispositivi per la restituzione di valore all’esosistema come ambiente – esterno ma correlato al microsistema umano – amplificando il pensiero di rete di relazioni, ri-portando la questione sull’ecosistema delle relazioni. Di fatto la ricerca partecipativa e la formazione sistemica si collocano come liberazioni dalle subalternità – e quella di formazione de pensiero e di cultura è la più evidente – che impediscono l’immaginazione di innovazioni sociali ed economiche

    PAULO FREIRE PEDAGOGISTA DI COMUNITÀ: LIBERTÀ E DEMOCRAZIA IN DIVENIRE

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    e altrui sviluppo. Le condizioni nelle quali adulti e giovani non sono in grado di apprendere e di comprendere, pongono in seria discussione l’opzione democratica: facendo emergere nuove oppressioni, che oramai stanno dilatando le categorie dell’accessibilità, e che interrogano all’unisono sia i sistemi dell’istruzione e della formazione sia quelli sociali e culturali, nonché produttivi. Come dire che innanzi alla prospettiva di lifelong learning e apprendimento continuo – proiezione di tutti i programmi dell’Europa di questi ultimi anni e delle policy – la realtà è di implosione dell’apprendere piuttosto che di espansione delle opportunità e delle libertà a partire dall’apprendere. Si potrebbe azzardare il pensiero - come scrive Ellerani - che l’educazione, da una parte, come pratica della libertà sia stata svuotata di sostanza e di significato, a partire dalle prassi; dall’altra che l’emergente “inhuman development” ripropone il tema dei fini e degli scopi dell’educazione, già affrontata da Dewey, in “Democrazia ed Educazione”. Riconnettere l’educazione dunque, come tentativo di costante cambiamento e trasformazione degli atteggiamenti, in una continua creazione di disposizioni – e dispostivi – democratiche in grado di sostituire le passività e le consuetudini in metodi partecipativi e di innovazione sociale, di consapevolezza e di empowerment, di apprendimento

    Intercultura e cittadinanza. la pedagogia capacitante per un'Europa dei popoli?

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    L’intercultura è perciò una key access per il futuro. Una tra le poche chiavi in grado di aprire le porte al senso della post-modernità e di direzionare prospetticamente quella “gigantesca crisi planetaria: la crisi dell’umanità che non giunge ad accedere all’umanità” (Morin, 2012, p. 15). Crisi di “senso” dell’umano, nella quale si sono smarriti significato e direzione, sacrificando lo stesso “umano” sotto l’abbagliante luccichio dei risultati globali, e sopraffatti dalle nuove chimere della finanza. Crisi che primo fra tutti è stata rinuncia nel nominare esperienze ed esigenze, azioni e relazioni entro un ordine più vasto che orienta il progetto di vivere di ognuno. La perdita del “senso” ha esposto inoltre le persone ad un confronto senza mediazione con una inedita cultura tecnologica (Cpc, 2009, p. 6) che diviene – nella sua continua produzione di mezzi – essa stessa senso apparente e surrogato del senso dell’esistere

    Come le mangrovie

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    DADE più che DAD. Va detto chiaramente. Meritevole, coraggiosa, impegnata, ma non è insegnamento/apprendimento elettronico (e-learning) nella sua coerenza e specificità. La DADE (didattica a distanza in emergenza) ha usato internet (la strada) e le piattaforme (il mezzo) per tradurre l’esperienza dell’insegnamento/apprendimento usuale che è coerente con altre strade (la voce, la dinamica di classe, ecc.) e con altri mezzi (lezione, interrogazione, verifica, lavori di gruppo, ecc.)

    Interpretare la LIM

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    Il capitolo presenta le forme di utilizzo della LIM secondo la prospettiva delle competenze digitali

    Valutazione narrativa e trasformativa: co-costruzione di comunità di apprendimento. Un caso di studio esplorativo

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    Negli ultimi anni, la ricerca sugli esiti della valutazione ha mostrato evidenze che dimostrerebbero alcune relazioni tra i risultati di apprendimento degli studenti e gli strumenti di valutazione utilizzati nelle scuole. Il paper presenta un insieme di ricerche sulla valutazione formativa, focalizzandosi sulla prospettiva del feedback. A partire da questa prima analisi, vengono spiegati ulteriori aspetti di sviluppo che portano a considerare i significati della valutazione narrativa e trasformativa. Questo particolare processo di valutazione mostra una maggiore equità nei risultati dell’apprendimento e una prospettiva più esplicita sulla prassi democratica nelle scuole. Il caso di studio esplorativo presentato ha utilizzato il costrutto teorico iniziale di questo articolo. Attraverso un modello di ricercaformazione- intervento, il caso studio mostra possibili e interessanti sviluppi della collegialità. Il percorso, iniziato nel 2018 e tuttora in corso, ha attraversato la pandemia, e permesso di affrontare l’emergenza educativa partendo dalla valutazione. L’attenzione è rivolta alla supervisione accademica come un modo per sostenere l’innovazione e il cambiamento organizzativo

    Educazione tra pari e cooperative learning

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    The chapter assumes the peer education as a specific pedagogical context. This pedagogical context is connected whit characteristics of cooperative learning method. As consequence the contribution of product to pedagogical discipline is to argue the power of group for peers and using of empowerment concept – individual and social – for lifelong, lifewide and lifedeep learning. A first element is the empowerment, defined as a "transfer of power", "increased capacity", "development of capabilities" that - through the actions of peer education - are acquired by participants in non-formal contexts. Groups of peers are an opportunity to build social competencies. Building resilience is a relevant consequence of group of peers. Research show that cooperative groups are context in which resilience is learnt. A second element of contribution is the intention of education included into model of peer education. In this vision peers may also refer to adults in non-formal or formal contexts. Peer colleagues are experts of education and training. This aspect evolves the normal view of peer education as a model for young people only. Intentionality of peers is the key element to create a dynamic project, in which peers are recognized as active designers and architects of their own development. A third element is the development and the support of peer education to the Integrated Education System (in formal, non-formal, informal context) for development of capabilities and social capital, relational capital and cultural capital. In this way cities becomes an inclusive educational environment. This context offers multiple opportunity to enhance and develop participation and growth of citizenship and humanity. A fourth element is the education of responsible adults of non-formal contexts. Adults – as peers in different roles - can become people able to adapt the information to the specificities and needs of different groups. Peer-adults could be co-organizers of social networks to develop an integrated training system and able to support and encourage social context. In this way context will be an educational context.The social integrated network with features of participation, democracy, active citizenship, requires active and equal adults (teachers, coaches, players, facilitators, leaders, social figures) too. From this perspective - with the expansion of age, active life and availability of time - we can assume that the field of peer education can become an interesting renewed extended learning environment. In this view peer education exceeds the boundaries of adolescence age as a time for peer education
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