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    L'oroscopo di Cristo di Girolamo Cardano

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    In un volume collettivo dedicato alle declinazioni e idee del futuro proposte, nella storia e nella contemporaneità, in ambiti disciplinari diversi, il contributo si concentra sullo statuto del sapere astrologico in Girolamo Cardano, illustrando sia la sua riflessione sui principi teorici di questa arte, sia uno dei suoi esiti più noti e discussi: l'oroscopo di Cristo, inserito nel commento cardaniano all'Opus quadripartitum di Tolomeo pubblicato nel 1554 con il titolo di De astrorum iudiciis

    Tra antropologia e Scrittura. Giordano Bruno, Francesco Pucci e l'utopia dell'innocenza

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    Il profilo intellettuale e il percorso spirituale di Francesco Pucci nell’Europa della Riforma sono stati ridisegnati efficacemente dalle ricerche degli ultimi anni, che hanno mostrato l’ampiezza delle sue relazioni e la sua capacità di inserirsi nel dibattito teologico contemporaneo, facendosi portavoce di dottrine fra le più estreme dello stesso radicalismo religioso cinquecentesco. Meno indagato, finora, il suo rapporto con la tradizione filosofica. Eppure la filosofia appare, fino dagli anni della formazione fiorentina di Pucci, come elemento non marginale nella genesi della sua complessa teologia e del suo audace disegno di rinnovamento spirituale. A partire da queste premesse, il saggio suggerisce la possibilità di un confronto fra la figura di Pucci e quella di Giordano Bruno, privilegiando un orizzonte di carattere antropologico, posto non a caso al confine tra filosofia e teologia. La prima parte del saggio ricorda gli incontri comuni e le vistose affinità della 'peregrinatio' europea dei due esuli, fino alla tragica illusione che li porterà entrambi verso Roma e l’Inquisizione. Mentre la seconda parte si concentra sulla tesi fondamentale della riflessione religiosa di Pucci: la fiducia nell’innocenza naturale e nella destinazione alla salvezza dell’intero genere umano. Sia Bruno che Pucci sono fortemente influenzati dal tema erasmiano dell’infinita ampiezza della misericordia di Dio. Ma in Bruno l’eredità di Erasmo, lungi dal fondare l’adesione a forme condivise di eterodossia, viene costantemente riletta e trasfigurata in base ai princìpi e alle strutture centrali della sua filosofia. Così, il fondamento ontologico della materia infinita, con la sua riconfigurazione dei concetti di ‘vita’, ‘morte’, ‘metamorfosi’, consente di recuperare il motivo della misericordia in forme funzionali a una riflessione che si riconduce costantemente al rapporto tra ciclo del tempo e responsabilità dell’individuo; e intrecciandosi con la concezione dei ‘progenitori’ e con il motivo della generazione spontanea, secolarizza il precetto evangelico della fratellanza. Al sarcasmo del filosofo nei confronti del racconto biblico e della stessa figura di Adamo si contrappone l’antropologia assai più ottimista di Pucci, che di Erasmo eredita non solo il concetto dell’immensa bontà di Dio, ma anche la visione umanistica e antropocentrica. Per Pucci l’immortalità originaria di Adamo (ossia della natura dell’uomo) è il segno e la cifra della sua analogia con Dio, creatore e padre infinitamente benevolo; della sua bontà innata, nella quale si coniugano luce della ragione ed esercizio di libertà; e infine del suo destino di redenzione, fondato nella «fede naturale» in Dio donata a ciascun uomo fino dal concepimento, indipendentemente da ogni coordinata storico-geografica, dall’adesione alle diverse Chiese costituite, dal ruolo dei sacramenti

    Melancolia

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    Il saggio ripercorre il lessico, le figure e le diverse declinazioni, in alcuni autori-chiave fra Rinascimento e modernità, della melancolia – nozione di assoluta rilevanza, fra metamorfosi e risemantizzazioni, per la cultura occidentale, nei suoi registri molteplici e nella tensione perenne fra i poli opposti di un’astenia alienata e di un’inquietudine carica di energia e dagli esiti potentemente creativi

    Profezia

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    Il saggio prende in esame le modalità in cui la teoria e la pratica della profezia si sono intrecciate nei secoli compresi fra Quattrocento e Settecento, ricostruendo i principali elementi della riflessione filosofica intorno a questo tema, all'incrocio fra teoria della conoscenza, prassi politica e attese utopico-escatologiche

    Cristo

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    Il saggio ripercorre, attraverso l'analisi di alcuni esempi-chiave, la molteplicità di prospettive attraverso le quali la figura di Cristo è stata ripensata nella riflessione filosofica della prima età moderna, da Niccolò Cusano a Voltaire, secondo quella varietà di approcci – a volte inediti, a volte perfino contraddittori – che costituisce una delle peculiarità dell’età compresa fra Quattrocento e Settecento

    Cesare Vasoli e i "mondi di Leonardo"

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    Il saggio analizza il contributo specifico che Cesare Vasoli ha dato allo studio della figura e del ruolo di Leonardo da Vinci nella cultura filosofica del Rinascimento, in una serie di contributi pubblicati fra il 1973 e il 2005. Nel caso di Leonardo Vasoli ha privilegiato ancora una volta un criterio di interpretazione volto a spostare l’attenzione dal concetto di 'originalità' a quello di 'tradizione': uno spostamento che si concretizza nel lavoro fatto per riconnettere Leonardo, anche attraverso una lettura accorta e sottile dei suoi elenchi di libri, alle diverse declinazioni della complessa cultura del suo tempo, cercando di determinare con maggiore esattezza il suo itinerario intellettuale e le sue fonti - queste ultime discusse, ricombinate e rinnovate «con l’eccezionale potere della sua “visione” di artista capace di comprendere e rappresentare [...] lo sviluppo e l’andamento dei fenomeni e delle forze intrinseche della natura»

    Cesare Vasoli interprete di Leonardo

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    Il saggio analizza il contributo specifico che Cesare Vasoli ha dato allo studio della figura e del ruolo di Leonardo da Vinci nella cultura filosofica del Rinascimento, in una serie di contributi pubblicati fra il 1973 e il 2005. Nel caso di Leonardo Vasoli ha privilegiato ancora una volta un criterio di interpretazione volto a spostare l’attenzione dal concetto di 'originalità' a quello di 'tradizione': uno spostamento che si concretizza nel lavoro fatto per riconnettere Leonardo, anche attraverso una lettura accorta e sottile dei suoi elenchi di libri, alle diverse declinazioni della complessa cultura del suo tempo, cercando di determinare con maggiore esattezza il suo itinerario intellettuale e le sue fonti - queste ultime discusse, ricombinate e rinnovate «con l’eccezionale potere della sua “visione” di artista capace di comprendere e rappresentare [...] lo sviluppo e l’andamento dei fenomeni e delle forze intrinseche della natura»

    Cristo

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    La voce prende in esame momenti e aspetti della critica cui Giordano Bruno sottopone la figura di Cristo sotto il profilo metafisico, teologico, storico. Il confronto con Cristo costituisce un nodo ineludibile della sua filosofia, la testimonianza di un atteggiamento assai complesso e tormentato - fin dagli anni della formazione a San Domenico maggiore - nei confronti della figura del Figlio, nel quale si saldano motivi di ordine personale, civile, religioso

    Morte

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    La voce mostra la profonda riconfigurazione che il concetto di 'morte' subisce nella filosofia di Giordano Bruno, sullo sfondo di una nuova concezione della sostanza e dell'idea di un'incessante trasformazione vicissitudinale della realtà e degli enti che la popolano

    Religione

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    Critico implacabile della tradizione ebraico-cristiana, in tema di religione Giordano Bruno ha una posizione articolata e complessa, e per certi versino perfino inaspettata. La voce cerca di ripercorrere tale posizione, nella varietà degli accenti con cui, volta per volta, essa viene modulata nelle sue opere, insistendo in modo particolare su due punti teorici cruciali: la centralità che, in Bruno, la religione assume dal punto di vista della costituzione, dello sviluppo e della tenuta sociale del consorzio umano; la prospettiva - coltivata soprattutto nell'ultima fase della sua riflessione - di una religione pacifica, filantropica, fortemente radicata nella dottrina della sostanza universale e nello stesso tempo capace di appropriarsi in forme innovative di motivi propri della tradizione cristiana
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