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Un tempo da lupi: analisi paleogenetica della popolazione italiana di lupo durante l’ultima glaciazione
Il lupo ha da sempre rappresentato una specie fiera, misteriosa ed elusiva, capace di colpire l’immaginazione dell’uomo fin dall’epoca più remota. Nelle
varie culture del mondo ha trovato posto come protagonista importante di fiabe, leggende e miti, suscitando visioni completamente opposte a seconda
del contesto, le quali spaziano dalla mistica venerazione fino all’atavica paura, ma sempre caratterizzate da un’interazione complessa con l’uomo. Pochi animali infatti esemplificano il rapporto contrastato tra la società e la natura come il lupo.
Dal punto di vista ecologico invece, questa specie riveste un importante ruolo come predatore all’apice della catena alimentare con effetto top-down sull’equilibrio degli ecosistemi. Nonostante questo ruolo fondamentale, in molte realtà sta ancora scontando i retaggi di antichi pregiudizi culturali, che lo figurano come una minaccia per l’uomo ed il resto della fauna, specialmente domestica
Le Mummie di Roccapelago. Un progetto pilota di ricerca interdisciplinare tra archeologia, antropologia, storia e scienze applicate
Un piccolo borgomontano arroccato su uno sperone di roccia nell’Alto Appenninomodenese e la scoperta, tanto fortuita quanto eccezionale, nella chiesa parrocchiale, di una cripta sepolcrale contenente i corpi, in partemummificati, degli antichi abitanti della località. Questo lo scenario entro il quale si è sviluppato il
progetto: Storia e vita di una piccola comunità dell’Alto Appennino modenese tra il XVI e il XVIII secolo. Archeologia e antropologia: una ricerca interdisciplinare, promosso dall’allora Soprintendenza peri i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (Campus di Ravenna), con la collaborazione di numerose altre istituzioni scientifiche italiane e straniere. L’eccezionale ritrovamento ha rappresentato un’occasione unica per
la realizzazione di un progetto che, per l’approcciomultidisciplinare adottato, i protocolli d’intervento elaborati e l’integrazione dei risultati perseguita, può costituire un vero e proprio progetto pilota, unmodello di riferimento da applicare nel caso di ritrovamenti archeologici simili a quello di Roccapelago. Nel presente volume vengono pubblicate le relazioni scientifiche degli ultimi due convegni sulle “Mummie di Roccapelago”: il primo, LeMummie di Roccapelago: archeologia, antropologia e scienze applicate a confronto (Modena, 15 febbraio 2014) e il secondo, LeMummie di Roccapelago 3.0: la rinascita degli antichi abitanti
attraverso cinque anni di studi (Ravenna, 24marzo 2017). I contributi scientifici che esso raccoglie spaziano dall’approfondimento degli aspetti storici della comunità di Roccapelago al vasto campo delle ricerche archeo-antropologiche, archeo-genetiche, paleopatologiche, paleonutrizionali e biodemografiche, dallo studio e ricostruzione dell’abbigliamento, agli aspetti conservativi e alla valorizzazione del sito. Questamolteplicità e varietà delle ricerche condotte dimostrano
l’enorme potenzialità scientificamulti e interdisciplinare che questo sito ha offerto e continua ad offrire insieme all’eccezionale interesse divulgativo che esso è stato in grado di suscitare nel pubblico
A paleogenetic study from Erimi-Laonin tou Porakou: preliminary results and future perspectives.
The biological history of protohistoric Cypriots was shaped by the early colonization of the island during the Neolithic and the following dynamics of isolation and migration during the Bronze Age. This results in a continuous gene flow that introduced new genetic components to the island communities. However, genetic patterns in ancient Cypriot population are still unknown, due to the difficult preservation of molecules in warm climates. This paper presents a preliminary paleogenetic study from three individuals from Middle Bronze Age Erimi-Laonin tou Porakou (Limassol). Target-enrichment method allowed to retrieve original ancient molecules, but the poor state of the remains highlights the necessity of apply improved methods for molecular analysis of samples in warm areas, such as those from Eastern Mediterranean
Uomini e lupi. Genetica, antropologia e storia
Il lupo e l’uomo hanno condiviso una lunga storia che ha segnato, da un lato, l’evoluzione biologica delle due specie, dall’altro ha ispirato leggende, fiabe, paure e miti nelle diverse culture del mondo. Questo volume raccoglie gli atti del convegno Uomini e lupi. Genetica, antropologia e storia tenutosi a Ravenna presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna il 25 e 26 ottobre 2018. I contributi qui raccolti restituiscono una visione meta-disciplinare della tematica unendo le conoscenze scientifiche con quelle umanistiche e antropologico-culturali.
Wolves and humans have shared a long common history that marked, on the one hand, the biological evolution of the two species, and on the other, it inspired legends, fairy tales, fears and myths in the different cultures of the world. This volume reports the proceedings of the conference Men and Wolves. Genetics, Anthropology and History that was held in Ravenna at the Department of Cultural Heritage of the University of Bologna on the 25th and 26th of October 2018. The contributions herein highlight a meta-disciplinary vision of themes combining scientific, humanistic and anthropological-cultural knowledge
Nozze a Roccapelago, tra endogamia, esogamia ed isonimia
Già dalle prime fasi dell’indagine archeologica a Roccapelago, ci si è resi conto della preziosa opportunità data dallo studio comparato dei resti antropologici che stavano lentamente riemergendo, con i dati che si potevano desumere dai registri parrocchiali di riferimento, ancora presenti nell’archivio della parrocchia di Roccapelago. La possibilità di sovrapporre l’analisi documentaria allo studio antropologico di un’intera collettività è una opportunità relativamente rara, con un potenziale informativo straordinario. Questa possibilità sul caso in esame, si è concretizzata durante il 2012, quando è stato possibile visionare i registri conservati
presso l’Archivio Parrocchiale di Roccapelago. A questa prima valutazione, è seguito il processo di digitalizzazione, necessario per limitare al massimo i possibili danni dovuti a prolungate e pericolose manipolazioni degli antichi registri. Sono stati così acquisiti due Libri dei Morti, tre Libri dei Nati e due Libri dei Matrimoni per un totale di 2.590 pagine e oltre settemila registrazioni, redatte da almeno trenta mani che si differenziano per stile utilizzato, capacità analitica e ricchezza di dettagli forniti. L’arco cronologico coperto dalle registrazioni, con alcune differenze tra le varie categorie di registri, va dalla fine del XVI agli albori del XX secolo
Nomi totemici del lupo in area indoeuropea e uralica
A partire dalle attestazioni etnolinguistiche lessicali di area indoeuropea e uralica, si ricostruisce un sistema di credenze totemiche relative al lupo, che proietta nella preistoria l'origine di alcune parole e denominazioni dialettal
Il DNA delle mummie di Roccapelago: risultati preliminari
Il ritrovamento, nella cripta della chiesa della Conversione di San Paolo di Roccapelago (MO), di resti umani attribuibili a un elevato numero di individui, cronologicamente collocabili fra il XVI e il XVIII sec., ha dato la possibilità di sviluppare un ampio progetto multidisciplinare, che ha coinvolto diversi ambiti di ricerca: dall’archeologia all’antropologia, dalla paleopatologia all’entomologia, dall’archivistica allo studio dell’abbigliamento, ecc. Ciò anche grazie alle straordinarie condizioni di conservazione
dei resti, in parte mummificati, e alla numerosità degli inumati, i quali rappresentano plausibilmente l’intera comunità montana di Roccapelago che si è susseguita nell’arco di circa duecento anni. Nel contesto di simili ricerche, oggi un contributo significativo può derivare dall’analisi genetica dei reperti biologici attraverso l’esame del DNA che in essi si conserva, il cosiddetto DNA antico (aDNA). Ciò apre nuovi affascinanti orizzonti di ricerca rendendo possibile ricostruire la storia degli organismi che hanno lasciato qualche traccia del loro passato. La ricerca ha previsto l’applicazione delle più recenti ed innovative tecniche nel campo del DNA antico, comprese le tecnologie di sequenziamento di nuova generazione (Next Generation Sequencing). Le analisi sono state svolte tenendo sempre conto delle principali linee guida previste nel settore di ricerca del DNA antico. In particolare, queste rigorose procedure (Golden criteria) prevedono l’obbligo di utilizzare un laboratorio esclusivamente dedicato all’estrazione del DNA antico (clean lab) ed un accurato monitoraggio delle possibili contaminazioni dei campioni, in tutte le fasi della ricerca, dal campionamento alle analisi in laboratorio. E’ stato infatti chiaramente dimostrato come la possibilità di contaminazione da DNA esogeno moderno sia molto elevata qualora non siano state prese le adeguate precauzioni. In aggiunta a tutte le rigorose procedure volte a limitare le contaminazioni, sono stati genotipizzati tutti i ricercatori venuti in contatto con i reperti analizzati
Il contributo delle indagini biologiche e chimico-fisiche alla ricerca storico-archeologica. Alcuni casi di studio dal territorio modenese
In recent decades, scientific methodologies have revolutionized the approach
to the study of archaeological evidence, helping to extract additional and sometimes
unique information from them, for the purpose of reconstructing the past. An
important impulse to these investigations was given by the application of the most
advanced biological, bio-molecular and chemical-physical techniques to bioarchaeological
finds and, in particular to human remains. After a brief review of the
scientific methodologies widely used in this field, three case studies from the Modena
area are presented: the study about the remains of Pico della Mirandola, the project
about the Roccapelago mummies and the case of violent deaths of the necropolis of via
Ciro Menotti (Modena)
Human Genomics and the Biocultural Origin of Music
Music is an exclusive feature of humankind. It can be considered as a form of universal communication, only partly comparable to the vocalizations of songbirds. Many trends of research in this field try to address music origins, as well as the genetic bases of musicality. On one hand, several hypotheses have been made on the evolution of music and its role, but there is still debate, and comparative studies suggest a gradual evolution of some abilities underlying musicality in primates. On the other hand, genome-wide studies highlight several genes associated with musical aptitude, confirming a genetic basis for different musical skills which humans show. Moreover, some genes associated with musicality are involved also in singing and song learning in songbirds, suggesting a likely evolutionary convergence between humans and songbirds. This comprehensive review aims at presenting the concept of music as a sociocultural manifestation within the current debate about its biocultural origin and evolutionary function, in the context of the most recent discoveries related to the cross-species genetics of musical production and perception
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