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    La città collaborativa e le sue implicazioni per la pianificazione urbanistica: due casi studio dalla Regione Emilia-Romagna Urban commoning and its implications for urban planning: two case studies from the Emilia-Romagna Region (Italy)

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    Negli ultimi anni l’urbanistica italiana è stata profondamente colpita da una serie di tagli e riforme che di fatto hanno dato la precedenza, all’interno della programmazione pubblica, a politiche incentrate sul rilancio della crescita economica rispetto alle agende urbane e alle altre politiche di sviluppo locale. Questa penalizzante circostanza ha, paradossalmente, lasciato più spazio all’iniziativa spontanea dei cittadini, i quali hanno in molti casi sostituito il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella cura e rigenerazione dello spazio urbano. A differenza delle pratiche urbanistiche più ‘tradizionali’, all’interno di queste iniziative è solitamente il bisogno di conferire a uno specifico spazio della città (pubblico o privato) una nuova forma urbana o un nuovo uso a fungere da attivatore del processo di trasformazione. Nel corso degli ultimi anni, alcune amministrazioni della Regione Emilia-Romagna hanno sperimentato nuove politiche in cui i temi legati all’urbanistica informale hanno trovato uno spazio rilevante all’interno del sistema normativo vigente. in questa prospettiva il contributo intende analizzare 2 casi di studio nel contesto della regione Emilia-Romagna per poi trarre alcune conclusioni circa gli effetti e il grado di integrazione di queste pratiche rispetto agli strumenti di pianificazione ordinari

    Aree ferroviarie in Emilia Romagna: un patrimonio da sfruttare

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    in Emilia-Romagna, urban planning is highly interested in abandoned rail yards due to their strategic role within the city. they are generally located in very central areas and are often easily accessible due to the presence of a railway station in the surroundings. as a result, they can heavily influence the regeneration of large blighted marginal urban sectors, while improving urban mobility by enhancing interchange and accessibility. this articles intends to outline the most significant transformations of railway areas located in the Emilia-Romagna region. despite a rather homogeneous framework of urban conditions, the result of the analysis highlights the very different outcomes in terms of the integration between transport and urbna functions and design strenght

    Analisi dei servizi ecosistemici culturali forniti dalle aree verdi: un metodo applicato al comune di Castelfranco Emilia (MO)

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    Nel percorso di transizione verso città resilienti e sostenibili, i benefici prodotti dalle infrastrutture verdi e blu stanno assumendo un ruolo di rilievo sempre maggiore. Questi benefici, definiti servizi ecosistemici, corrispondono ai beni generati dal funzionamento degli ecosistemi naturali che soddisfano, direttamente o indirettamente, le esigenze dell’uomo e che garantiscono la vita di tutte le specie. Tra questi beni ricadono anche i cosiddetti servizi ecosistemici culturali ovvero quei benefici immateriali legati ai valori simbolici, spirituali, paesaggistici e di conservazione della memoria storica e culturale elargiti dalle aree verdi, che offrono la possibilità di compiere attività ricreative, sportive ed educative nella natura. Il riconoscimento e la mappatura dei servizi di questo tipo consentono quindi di approfondire il valore ricreativo degli spazi verdi che caratterizzano un dato territorio, andando oltre il concetto quantitativo di standard urbanistico destinato alle aree verdi, verso una stima dei benefici erogati da questi spazi. Si propone pertanto una metodologia valutativa in grado di quantificare e analizzare questi benefici, evidenziandone le carenze in termini di servizi offerti e fornendo così un supporto per orientare scelte di pianificazione più attente. Lo strumento valutativo da un lato analizza le aree verdi dal punto di vista della loro accessibilità in una logica di prossimità, dall’altro ne esamina la fruibilità basandosi sulle reali possibilità ricreative offerte. La metodologia è stata applicata al territorio di Castelfranco Emilia (MO) in cui è in atto la redazione del nuovo piano urbanistico generale

    Trasformare il territorio: limite, dovere o opportunità?

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    La trasformazione del territorio risulta spesso una scelta necessaria per migliorare la vita della popolazione, soprattutto in una fase di decrescita e in un’ottica di sostenibilità ambientale e di lotta ai cambiamenti climatici. In attesa di un quadro normativo nazionale di riforma complessiva della disciplina, si propone un confronto tra i principi, i campi del sapere e le forme del piano introdotte in Lombardia ed in Emilia-Romagna, allo scopo di individuare alcuni elementi chiave che possano rispondere alle sfide contemporanee poste alla tecnica urbanistica. Il confronto tra le modalità con cui le due Regioni affrontano, dal punto di vista strategico e operativo, le sfide del contenimento del consumo di suolo, della rigenerazione urbana e territoriale, della resilienza ai cambiamenti climatici e più in generale della promozione di ambienti urbani di qualità, fornisce spunti interessanti di innovazione per la disciplina, anche nell’ottica di una possibile riforma urbanistica nazionale

    Patrimonio ambientale e transizione ecologica nei progetti di rigenerazione urbana e dei territori

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    Le sfide ambientali poste dal cambiamento climatico, dalla frammentazione degli ecosistemi, dalle diffuse condizioni di vulnerabilità territoriale e dai livelli insostenibili di distribuzione e consumo delle risorse rimandano ad un radicale cambiamento di prospettiva nei paradigmi cognitivi e negli approcci al progetto per la rigenerazione urbana e dei territori. In risposta ai dirompenti fenomeni in atto a scala globale, esito delle crescenti dinamiche di urbanizzazione e di degrado della biodiversità, sono diversi e consolidati gli accordi e le strategie europee e internazionali che promuovono la messa in atto di un processo di transizione ecologica, verso un nuovo modello di sviluppo e di organizzazione territoriale orientato alla neutralità climatica al 2050. Il patrimonio naturale diviene componente generativa dell’auspicato processo di transizione ecologica, con l’intento di comprendere e incorporare il recupero della biodiversità e la valorizzazione delle risorse ambientali nel progetto per la rigenerazione di città e territori

    Laboratorio - Alberi in città - infrastruttura verde e servizi ecosistemici in ambito urbano

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    Questa pubblicazione illustra i contenuti del percorso laboratoriale tenuto da Claudia De Luca, Elisa Conticelli, Benedetta Cavalieri e Stefano Fatone del Dipartimento di Architettura di UNIBO, nel periodo tra luglio e ottobre 2023 nell’ambito della collaborazione interistituzionale tra Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna “Alberi in città | Pianificare, progettare e gestire spazi verdi urbani, infrastrutture verdi e foreste urbane”

    Towards innovative urban lighting policies. The ENLIGHTENme project = Verso politiche innovative di illuminazione urbana. Il progetto ENLIGHTENme

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    The contribution is a general introduction of ENLIGHTENme project based on the state of art that pushed the consortium to decide to study the effects of artificial lighting on health and wellbeing, the project approach and methodology and the main outcomes that we aim to achieve

    Strategie di pedonalizzazione per aumentare l’accessibilità urbana

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    Le politiche urbane basate sulla promozione della mobilità pedonale sono in grado di innescare processi di rigenerazione urbana efficaci e duraturi, riducendo problematiche come l’inquinamento, la scarsa attrattività, la scarsa sicurezza. Garantire alle aree urbane una elevata accessibilità pedonale diventa pertanto un requisito fondamentale alla base delle strategie di rigenerazione, che, attivando processi di riappropriazione degli spazi pubblici da parte degli abitanti, sono in grado di incidere sul progressivo cambiamento dei modelli di trasporto. Il contributo intende proporre una riflessione sugli elementi più significativi legati all’accessibilità, basandosi sul confronto di casi europei virtuosi, in cui il tema della pedonalità è diventato centrale per far fronte alle principali criticità che affliggono ogni contesto urbanizzato: vivibilità, sicurezza, attrattività e accessibilità, ottenendo risultati significativi nella rigenerazione urbana di intere parti di città. Per ciascun caso si propone pertanto una analisi basata sulla scelta di una serie di parametri legati all’accessibilità, fornendo un quadro di confronto che può costituire un riferimento per attivare politiche simili in altri contest

    Is the compact city still sustainable after the COVID-19? Looking old research under new perspectives

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    The COVID-19 pandemic that has been spreading throughout the world has posed new challenges. This situation affects also urban planning: the pandemic seems to have undermined some pillars such as the validity of the high-density city, promoted for several decades as a more sustainable form of settlements. Density is now debated in relation with the recent COVID-19 pandemic, being questioned as the cause of contagion. The real problem is not much to turn towards disperse settlements but rather to start investigating how to achieve the balance between keep limiting land take and urban sprawl through densification and the availability of open and natural spaces, with a new focus on ensuring health conditions and the respect of social distancing. Urban planning should have an even greater attention to the exact identification of ecosystem services and related benefits on health, and to the impacts and effects on health and wellbeing of alternative planning decisions prior to their implementation

    Rigenerare dal basso la città: strategie, attori, strumenti, prospettive

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    La crisi economica del 2008 ha indotto un profondo mutamento sociale ed urbano in Italia così come in Europa e nel resto del mondo occidentale, favorendo la diffusione di una serie di iniziative dal basso che hanno messo in discussione il tradizionale processo urbanistico, spostandolo sempre più verso una collaborazione tra il soggetto pubblico e il soggetto privato. Il ruolo di quest’ultimo molto spesso si va a sostituire alla pubblica amministrazione, laddove essa è assente, o lo affianca in modo decisivo, diventando elemento sostanziale e non più trascurabile nelle prassi urbanistiche. In modo ancora più evidente, in una prospettiva di tipo rigenerativo i classici riferimenti dell’urbanistica tradizionale cambiano rispetto al passato, mettendo in campo nuove strategie che investono, oltre agli attori interessati e alle modalità del loro coinvolgimento, alcuni elementi-chiave del processo urbanistico come i luoghi della trasformazione, l’organizzazione dei tempi e degli usi, gli strumenti a supporto della trasformazione urbana. Attraverso la proposizione di esperienze di successo di rigenerazione urbana e seguendo una griglia di lettura organizzata in luoghi, attori, tempi ed usi e strumenti, il contributo esplora situazioni in cui il confronto e la collaborazione tra sfera pubblica e privata o la libera iniziativa di soggetti privati hanno permesso l’attivazione di processi e di interventi di rigenerazione con chiare finalità di pubblica utilità. L’obiettivo è l’identificazione delle condizioni che consentono di raggiungere, un equilibrio tra azione pubblica e iniziativa privata che sia garante di processi di rigenerazione urbana efficaci e sostenibili
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