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THE ZOOARCHAEOLOGICAL EVIDENCE
The zooarchaeological sample from the 2012-2014 excavation in Area G at Karkemish includes almost 1100 remains, collected from the Bronze Age, Iron Age and Islamic phases. The present study focuses on the faunal remains from the IA I-III building phase, which account for more than 96% of the total assemblage. Zooarchaeological analysis were conducted on a sample of about a thousand osteological remains (1030) from the Iron Age phases of Area G
Tana della Mussina. I resti animali
In questo contributo sono presentati i dati faunistici emersi da una recente revisione dei resti ossei animali che, recuperati durante gli scavi effettuati da Gaetano Chierici nel 1871-72 presso la Tana della Mussina, sono stati poi conservati nelle teche del Museo Civico di Reggio Emilia. La compresenza di resti umani e animali, spesso recanti tracce di combustione, identifica chiaramente la Tana della Mussina, come luogo cerimoniale che ha visto svolgersi, durante l’età del Rame, rituali connessi alla sfera funeraria. I 49 frammenti osteologici sono stati analizzati, schedati e, dove possibile, ricomposte le fratture; si sono, inoltre, cercate eventuali corrispondenze fra i resti e le descrizioni ottocentesche dei loro recuperi. L’analisi archeozoologica ha permesso il riconoscimento anatomico e di specie per 37 porzioni scheletriche corrispondenti a otto differenti specie. Si tratta, soprattutto, di animali domestici quali capre, pecore, maiali e buoi, mentre più rare sono le specie selvatiche rappresentate da ossa di cinghiale, cervo e tasso. Si segnala infine la presenza di un resto, sicuramente intrusivo, di gallo domestico (Gallus sp.).This paper presents the faunal data emerged from a recent reassessing of the animal bone remains recovered during the excavations carried out by Gaetano Chierici at Tana della Mussina, in 1871-72 which were then displayed in showcases at the Museo Civico di Reggio Emilia. The concomitant presence of human and animal remains, often bearing combustion traces, clearly identifies Tana della Mussina as a ceremonial site where rituals connected to the funerary sphere took place during the Chalcolithic. The 49 osteological fragments have been analysed, recorded and, where possible, the fractures reconstructed. Possible correspondences between the studied remains and those described in the nineteenth-century reports have also been explored. The archaeozoological analysis allowed anatomical identification for 37 skeletal portions, representing eight different species. Domestic animals, including goats, sheep, pigs and bovids, were the majority. Despite wild animals were rarer, remains of wild boar, deer and a badger are nevertheless present. The presence of one remain of domestic rooster (Gallus sp.), certainly intrusive, has also to be reported
Le indagini archeozoologiche
Dai riempimenti delle nicchie 15, 16 e 18 del vano c della Casa IIIM del Saggio IA del Quartiere ellenistico-romano di Agrigento, sono stati recuperati svariati resti animali la cui analisi ha permesso di ipotizzare l’evidenza di pratiche cultuali legate all’utilizzo e alla successiva tombatura di questi anfratti in un momento di cambio di destinazione d’uso degli spazi abitativi, a cavallo fra secondo e primo secolo a.C
Indagini archeozoologiche
Le indagini archeozoologiche mirano a far luce su alcuni aspetti proprio del rapporto uomo-animale nel corso del tempo e per tale ragione il complesso archeologico dell’insula IX 8, non si presenta un contesto di facile indagine. I numerosi rimaneggiamenti subiti nei secoli scorsi non consentono, infatti, analisi faunistiche dettagliate, a causa dei probabili rimescolamenti degli strati di terreno, che non permettono una attribuzione cronologica sicura ai reperti faunistici in essi contenuti. Si è dunque preferito in questa sede privilegiare alcune situazioni chiave, particolarmente importanti per una nuova lettura diacronica dell’insula
Analisi archeozoologica e tafonomica preliminare di un campione faunistico dal sito di Ponticelli di Malalbergo
I livelli relativi alle prime fasi di vita dell’abitato portato in luce in via Ca’ Bianca, datati al passaggio fra il Bronzo medio 3 e il Bronzo recente 1 (1450-1225 a.C.), hanno restituito un consistente numero di reperti faunistici, a testimonianza di un’intensa frequentazione dell’area destinata, in queste fasi, a scopi abitativi. Al momento sono stati analizzati in dettaglio circa 150 frammenti ossei selezionati in maniera mirata, ed in accordo con le indagini condotte sugli altri reperti archeologici, da tutti i contesti indagati (sito 5A, 5B e 5C) durante le operazioni di scavo. Questa analisi di dettaglio, seppur condotta su di un ristretto ma significativo campione faunistico, ha permesso però precise valutazioni tafonomiche che hanno contribuito alla ricostruzione di un piccolo tassello dell’economia del sito che si mostra, già da queste prime informazioni raccolte, spiccatamente legato alla cultura terramaricola, tipica di tutta la Pianura Padana
Neolithic and Early Bronze Age Occupations at Ras Al-Hadd HD-5, Sultanate of Oman
The archaeological site of HD-5 is located at Ras Al-Hadd (Ash-Sharqiyah Governorate, Sultanate of Oman), on a rocky hill facing the sea, 1.6 kilometer north of the large Hafit site of HD-6. In four campaigns, from 2010 to 2015, an 11 x 10 m area was explored using a micro-stratigraphic approach for the excavation of the loose sandy layers that formed the deposit. The excavation revealed two main occupation phases divided by a frequentation gap, a late Neolithic one in the 4th millennium BC and the other at the end of the 3rd millennium BC. The Neolithic occupation included a series of human depositions along the northern side of the explored area
Le indagini archeozoologiche
Lo studio archeozoologico condotto sulle faune del sito Ex - L. B. Alberti in via Cattaneo a Rimini, ha previsto l’analisi di un campione selezionato di 1357 resti faunistici provenienti da sei distinti contesti appositamente selezionati. L’indagine si è concentrata su due pozzetti, (pozzetto US 946 e pozzetto US 948), due cantine interrate (Struttura 6 e Struttura 22) una struttura con evidenza di spogliazione (Struttura 16) e la sepoltura di bovino (US 223). Le caratteristiche del sito e la sua lunga cronologia hanno necessariamente indirizzato lo studio archeozoologico verso la scelta di contesti sigillati, per superare alcune problematiche metodologiche legate alla sovrapposizione di più fasi di vita di alcune strutture.
Dall’intero complesso faunistico sottoposto ad analisi sono stati riconosciuti a livello specifico 903 resti (66,5% sul totale di 1357 frammenti) mentre risultano non determinabili a livello di specie circa il 33,5% dei frammenti. Per quanto concerne questi ultimi, si tratta prevalentemente di vertebre, coste e porzioni diafisiarie che sono state solamente suddivise e registrate sulla base della taglia dell’animale di provenienza.
Tutti i resti osteologici analizzati presentano un buono stato di conservazione delle superfici, con spesso visibili segni di macellazione come tagli e troncature, ma anche segni di rosicchiature da carnivori probabilmente attribuibili a cani. Risultano invece rari i resti con tracce di combustione e calcinazione.
All’interno del lotto faunistico indagato, sono stati infine recuperati 68 resti appartenenti a malacofauna comprendente sia bivalvi marini sia gasteropodi terrestri
L’economia animale del sito di Case Missiroli (Cesena)
L’economia animale del sito di Case Missiroli (Cesena) – La composizione faunistica
riscontrata nel sito del Bronzo recente di Case Missiroli evidenzia la netta prevalenza delle specie domestiche
su quelle selvatiche, rappresentate solo da rari resti di cervo, ad indicare come la caccia rivestisse un ruolo marginale
nell’organizzazione economica dell’insediamento. Le specie domestiche maggiormente rappresentate
risultano essere gli ovicaprini anche se con una percentuale di poco superiore a quella dei maiali e dei buoi,
evidenza di un uso equilibrato delle tre principali risorse domestiche. Le greggi costituite soprattutto da pecore
evidenziano uno sfruttamento rivolto all’ottenimento di carne e lana a scapito, probabilmente, della risorsa
casearia. La risorsa carnea doveva, comunque, essere garantita per la maggior parte da buoi e maiali, i primi
macellati prevalentemente in età adulta al fine di essere sfruttati anche come forza lavoro e per la produzione di
latte. Interessante è poi la presenza di un numero piuttosto alto, rispetto ad altre realtà coeve, di resti di cavallo,
probabilmente impiegato per scopi utilitaristici, mentre risultano piuttosto rari i cani
Shell fish-hook production at Ras al-Hadd HD-5, Sultanate of Oman (fourth millennium BC): preliminary archaeological and experimental studies
The paper presents the preliminary archaeological study of around 200 artefacts related to the production of shell fish-hooks made from Pinctada sp. discovered at the Neolithic coastal site of Ras al-Hadd HD-5 in 2014. The site occupation dates to the fourth millennium BC and finished shell hooks and manufacturing debris were recovered from stratigraphic contexts that included primary floors and workshop dumps. The artefacts include complete shells that were probably collected from the nearby lagoon, hammer stones and rasps made of sandstone, and all stages of the shell-hook manufacturing processes. After comprehensive documentation and study of the artefacts, experimental replications were carried out to gain a better understanding of the stages of production and factors that contributed to breakage and discard. Future studies will include the use of experimental hooks to determine their strength and durability. Excavations were conducted by a team from the University of Bologna under the auspices of the Department of Excavations and Archaeological Studies, Ministry of Heritage and Culture, Sultanate of Oman
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