214 research outputs found

    ESPOSIZIONE Nell'Europa delle Colonie di Vacanza. Italia, Belgio, Francia, Romania

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    Cura scientifica e adattamento dell'esposizione "Nell'Europa delle Colonie di Vacanza. Italia, Belgio, Francia e Romania" in occasione della "Notte dei Ricercatori e della Cultura" promossa dall'Alma Mater Studiorum Università di Bologna con il Comune di Cesena. Cesena, Chiesa dello Spirito Santo, 22 settembre - 4 ottobre 2009. L’Esposizione, a cura di Valter Balducci e Valentina Orioli con Elena Mucelli, Federica Dalmonte e Mattia Bindi, ha costituito uno degli eventi previsti dal progetto "Architecture and Society of the Holiday Camps. History and Perspectives", ammesso a beneficiare del sostegno del programma europeo "Cultura 2000" per l’anno 2006. Condotto dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell’Università di Bologna, il progetto europeo ha visto la partecipazione di co-organizzatori e partners in quattro paesi (oltre all’Italia, anche Belgio, Francia e Romania). Questa edizione dell'Esposizione, adattata e ridotta in occasione della "Notte dei Ricercatori e della Cultura", presenta analiticamente il fenomeno delle Colonie di Vacanza nei quattro paesi partecipanti al progetto europeo, attraverso pannelli illustrativi e documenti audiovisivi d’epoca (Istituto Luce, Roma, e AMSAB – Institute of Social History, Anversa). La sezione italiana dell’esposizione si compone di due parti. La prima, “Colonie di vacanza in Italia”, dedicata ai temi generali del “tempo lungo” di diffusione delle colonie, da metà Ottocento agli anni Settanta del XX secolo, attraverso il riferimento puntuale all’esperienza della costa della Romagna, con particolare riguardo alla diffusione di questi edifici nel territorio, al rapporto fra architetture e programmi, ai tipi architettonici, alla relazione con le città. La seconda parte, “Colonie Anni Trenta, architetture per i figli del popolo”, ripercorre il periodo di maggiore interesse della diffusione delle colonie nel nostro paese, documentando alcune architetture esemplari e, a cura di Elena Mucelli, la grande Mostra Nazionale delle Colonie Estive e dell'Assistenza all'Infanzia dedicata nel 1937 dal regime fascista a questo programma sanitario e pedagogico di centrale importanza

    Agenda urbana europeo-italiana: un ruolo rinnovato delle città?

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    All’avvio della nuova programmazione europea 2014-2020, nel nostro Paese ci troviamo nuovamente a discutere di politiche per le città e di una possibile Agenda urbana, con argomenti che per certi versi appaiono inediti, per altri propongono tratti noti e problematici. Il dibattito critico sulle politiche urbane di fine secolo ha già evidenziato sia aspetti di innovazione, sia persistenti fragilità e contraddizioni. Tale riflessione ha tuttavia faticato a trovare lo spazio e il tempo necessari per l’apprendimento da pratiche ed esperienze, trovandosi bloccata dalla soluzione di continuità intervenuta nell’ultimo decennio. Un periodo segnato dalla mancanza di un nuovo ciclo di politiche urbane, ma anche di occasioni di verifica offerte da osservatori e programmi di ricerca nazionali. È proprio l’urgenza di un pensiero critico, orientato all’agire, ad avere indirizzato i lavori dell’Atelier. I partecipanti sono stati invitati a riflettere su come le aspettative per un'Agenda urbana, prospettate dal nuovo ciclo di programmazione, si stiano traducendo in orientamenti e strumenti capaci di incidere significativamente sull’operato delle Amministrazioni locali italiane

    Convegno: Architetture per le colonie di vacanza. Esperienze europee

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    L'obiettivo del convegno era l'analisi di un aspetto del fenomeno architettonico e sociale delle colonie di vacanza, costituito dalla sua diffusione in altri paesi europei. Gli interventi hanno mostrato la ricchezza del tema delle colonie, e si sono soffermati sui suoi aspetti urbani, sociali e politici, ed anche su quelli tipologici, costruttivi e linguistici. CONVEGNO INTERNAZIONALE: ARCHITETTURE PER LE COLONIE DI VACANZA ESPERIENZE EUROPEE Cervia, Teatro Comunale, 24-26 febbraio 2005 GIOVEDÌ 24 FEBBRAIO 2004 14.30-14.45 - Saluti delle autorità - Roberto Zoffoli, Sindaco di Cervia - Piero Secondini, Direttore del Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale, Alma Mater Studiorum - Università degli Studi di Bologna 14.45-15.30 - Introduzione del colloquio - Valter Balducci (Facoltà di Architettura, Cesena), curatore, L'identità molteplice delle colonie di vacanza - Werner Szambien (CNRS, Parigi), Colonie di vacanza: definizioni e prospettive 15.30-17.30 - Panorami: il turismo, il litorale, gli insediamenti moderatore: Valter Balducci - Valentina Orioli (DAPT, Bologna), Le "città delle colonie" in Emilia-Romagna - Allan Brodie (English Heritage, Londra), Dal Sea Bathing Infirmary agli Holiday Camps - David Peleman (Università di Gand), Ospizi e colonie della costa del Belgio - Darja Radovic Mahečić, (Istituto di Storia dell'Arte, Zagabria), L’altro Adriatico: colonie di vacanza in Croazia VENERDÌ 25 FEBBRAIO 2004 9.30-12.30 - Aspetti sociali e politici nelle colonie di vacanza - Pier Giorgio Massaretti (Facoltà di Architettura, Cesena), Le colonie di vacanza infantile: dispositivi egemonici e modelli pedagogici. Il caso esemplare di Cervia - Claire Eggs Debidour (Storico dell'architettura), La nascita delle colonie di vacanza in Svizzera - Elena Mucelli (Facoltà di Architettura, Cesena), Educazione e propaganda nelle colonie marine: lo spazio, le regole, i messaggi - Antonio Pizza (Escuela Tecnica de Arquitectura, Barcellona), Il Dispensario Antitubercolare di Barcellona (1933-1937) e La Ciutat de Repós i de Vacances (1932-1937): architettura e città terapeutiche nei progetti del GATCPAC - Simona Talenti (Ecole d'Architecture, Rennes), Le colonie delle municipalità comuniste in Francia - Francesco Saverio Fera (Facoltà di Architettura, Cesena), Un nuovo programma organizzativo: la colonie marina un simbolo della formazione giovanile del regime fascista? - Stefania Rössl (Facoltà di Architettura, Cesena), L'uso dell'immagine come icona della modernità 13.00 - Pranzo 15.00-18.30– Costruzione, tipo e linguaggio nelle colonie di vacanza - Pierre-Louis Laget (Direction Régional des Affaires Culturelles Nord - Pas-de-Calais, Lille), Genesi degli ospedali marittimi in Francia - Annalisa Trentin (Facoltà di Architettura, Cesena), Mario Loreti: i luoghi della cura tra il mare e le Alpi - Carmen Popescu (Membre correspondante du Laboratoire de Recherche "André Chastel"-Université Paris IV-Sorbonne, Parigi), Una colonia infantile nella Romania socialista - Silvia Barisione (The Mitchell Wolfson Jr. Collection-Fondazione Regionale C. Colombo, Genova), Questioni di linguaggio nelle colonie del regime In forma di conclusione: le colonie di vacanza tra conservazione e progetto - Ferruccio Canali (Facoltà di Architettura, Cesena), Il "sistema" delle colonie a mare della riviera romagnola tra restauro territoriale, tutela paesaggistica e restauro del moderno - Maura Savini (Facoltà di Architettura, Cesena), Progetto urbano e ricostruzione dei luoghi: le "città delle colonie" SABATO 26 FEBBRAIO 2004 9.30-16.30 - Visite guidate alle colonie Montecatini e Varese a Cervia-Milano Marittima, Agip a Cesenatico e "Le Navi" a Cattolica

    Nell'Europa delle Colonie di Vacanza. Italia, Belgio, Francia, Romania

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    L’Esposizione è stata promossa dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale (DAPT) dell'Università di Bologna, con il Comune di Cesenatico e la Provincia di Rimini, Assessorato alla Cultura e al Turismo, e si è svolta alla Colonia AGIP di Cesenatico dal 22 ottobre al 4 novembre 2007. L’Esposizione, a cura di Valter Balducci e Valentina Orioli con Elena Mucelli, Federica Dalmonte e Mattia Bindi, ha costituito uno degli eventi previsti dal progetto "Architecture and Society of the Holiday Camps. History and Perspectives", ammesso a beneficiare del sostegno del programma europeo "Cultura 2000" per l’anno 2006. Condotto dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale dell’Università di Bologna, il progetto europeo ha visto la partecipazione di co-organizzatori e partners in quattro paesi (oltre all’Italia, anche Belgio, Francia e Romania). Articolata in due sale rispettivamente dedicate all’esperienza italiana e a quelle degli altri paesi partner del progetto europeo, l’Esposizione ha presentato analiticamente il fenomeno delle Colonie di Vacanza nei quattro paesi partecipanti, attraverso pannelli illustrativi, materiali originali e documenti audiovisivi d’epoca (Istituto Luce, Roma, e AMSAB – Institute of Social History, Anversa) e contemporanei (questi ultimi prodotti da Federica Dalmonte, Federica Giorgetti e dal gruppo teatrale Motus). La sezione italiana dell’esposizione si compone di tre parti. La prima, “Colonie di vacanza in Italia”, dedicata ai temi generali del “tempo lungo” di diffusione delle colonie, da metà Ottocento agli anni Settanta del XX secolo, attraverso il riferimento puntuale all’esperienza della costa della Romagna, con particolare riguardo alla diffusione di questi edifici nel territorio, al rapporto fra architetture e programmi, ai tipi architettonici, alla relazione con le città. La seconda parte, “Colonie Anni Trenta, architetture per i figli del popolo”, ripercorre il periodo di maggiore interesse della diffusione delle colonie nel nostro paese, documentando alcune architetture esemplari e, a cura di Elena Mucelli, la grande Mostra Nazionale delle Colonie Estive e dell'Assistenza all'Infanzia dedicata nel 1937 dal regime fascista a questo programma sanitario e pedagogico di centrale importanza. La terza parte, “Progetti di Laurea”, mostra, attraverso una selezione di elaborati di tesi di laurea discusse negli ultimi anni presso la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”, le attuali potenzialità, i temi ed i programmi di progetti urbani centrati sulla trasformazione delle colonie di vacanza

    A Spectroscopic Study of the Aggregation State of the Human Antimicrobial Peptide LL-37 in Bacterial versus Host Cell Model Membranes

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    The LL-37 antimicrobial peptide is the only cathelicidin peptide found in humans that has antimicrobial and immunomodulatory properties. Because it exerts also chemotactic and angiogenetic activity, LL-37 is involved in promoting wound healing, reducing inflammation, and strengthening the host immune response. The key to the effectiveness of antimicrobial peptides (AMPs) lies in the different compositions of bacterial versus host cell membranes. In this context, antimicrobial peptide LL-37 and two variants were studied in the presence of model membranes with different lipid compositions and charges. The investigation was performed using an experimental strategy that combines the site-directed spin labeling−electron paramagnetic resonance technique with circular dichroism and fluorescence emission spectroscopies. LL-37 interacts with negatively charged membranes forming a stable aggregate, which can likely produce toroidal pores until the amount of bound peptide exceeds a critical concentration. At the same time, we have clearly detected an aggregate with a higher oligomeric degree for interaction of LL-37 with neutral membranes. These data confirm the absence of cell selectivity of the peptide and a more complex role in stimulating host cells

    Urbanistica di governo

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    I quattro articoli che seguono restituiscono, con le parole degli stessi protagonisti, i caratteri peculiari dell’esperienza amministrativa svolta, in qualità di assessori all’urbanistica, in quattro importanti città del nostro Paese: Trieste, Milano, Bologna e Roma. Quattro docenti universitari coinvolti in prima persona nel governo dell’urbanistica. I testi restituiscono al lettore il profilo particolare di ogni singola esperienza ma sviluppano anche una trama di temi e questioni in comune emersa anche come esito di un dialogo tra gli stessi autori. Il lettore avrà la possibilità di conoscere la singola esperienza, attraverso il testo principale e le schede di dettaglio che approfondiscono questioni, progetti e azioni. Una lettura trasversale è proposta nel testo conclusivo di Cristina Bianchetti che ha voluto focalizzare i possibili o impossibili legami con la ricerca urbanistica

    Valutazione di tecniche di produzione florovivaistica per il verde ornamentale urbano

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    Obiettivo delle attività era, in diverse aree geografiche e per tipologie di prodotto modello, mettere a punto protocolli di coltivazione ecosostenibili e a basso impatto ambientale. In particolare, per specie da fiore reciso (Lombardia) ed erbacee fiorite (Campania), la ricerca ha previsto: - individuazione di aziende produttrici e selezione di campioni rappresentativi delle realtà produttive; - indagine su tecniche colturali adottate e caratteristiche della produzione, attraverso questionario; - in aziende opportunamente selezionate, approfondimento di specifici aspetti della produzione (i.e. riscaldamento in serra nelle specie da fiore reciso e in vaso, nutrizione idrica e minerale nelle piante erbacee fiorite), attraverso questionari sui “dati primari” relativi ai singoli input (energia, acqua, fertilizzanti); - elaborazione dei dati acquisiti e individuazione dei punti critici del processo produttivo in termini di efficienza d’uso delle risorse ed impatto ambientale, con la metodologia del Life Cycle Assessment (LCA), e messa a punto di soluzioni correttive. Per le piante erbacee fiorite, i risultati hanno evidenziato differenze anche marcate tra le aziende nelle emissioni generate, espresse in termini di contributo al riscaldamento globale (kg di CO2 equivalenti prodotti dai processi indagati). I valori di impatto più elevati sono riconducibili a produzione e consumo di carburante per il trasporto dei materiali utilizzati, sintesi industriale di fertilizzanti azotati ed emissioni di protossido di azoto (N2O) causate dall’applicazione degli stessi. L’analisi della produzione delle piante in vaso ha evidenziato un uso eccessivo di fertilizzanti, con una forte variabilità tra le aziende. I substrati sono a base di torba e circa il 60% delle aziende utilizza la torba come unico substrato. Il riscaldamento delle serre è effettuato con caldaie a metano e GPL (65%), e a gasolio 25%; la restante percentuale delle aziende ha avviato l’uso di biomassa
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