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Introduzione. Donatori, istituzioni e comunità
Il saggio esamina criticamente il tema oggetto del volume collettaneo: i benefattori, le motivazioni e le strategie del dare fra Medioevo e prima Età contemporanea. Sono discussi, sulla scorta di una ormai ampia storiografia, le ragioni, gli scopi e le forme assunte dalle donazioni, per meglio comprendere il cangiante intreccio di relazioni e di vincoli che univa coloro che donavano ai beneficiati e alla comunità di appartenenza. Si presentano infine i pregevoli contributi del volume, che illustrano in diversi contesti le pratiche e le intenzioni dei benefattori del passato sulla scorta di un'accurata analisi documentaria
Studying Corruption and Anticorruption in a Late Medieval Commune: The case of Thirteenth- and Fourteenth-century Bologna
This paper explores the historical meaning of corruption and its forms of contrast in late medieval Bologna. It focuses on understanding the different and changing notions this form of classifiable crime, performed by public officers, assumed in the three main statutes produced in the city between the late Thirteenth and early
Fourteenth century: the statutes of 1250-1267, of 1288 and of 1335. Apart from providing a detailed account of all the different actions considered as corruptio in these normative texts, the paper goes further, comparing these dispositions with documents that can offer insights into the practical aspects of the phenomenon,
such as chronicles and legal cases, pertaining to the ad maleficia courts
Officium Spiarum. Spionaggio e gestione delle informazioni a Bologna (secoli XIII e XIV)
Nell’Italia comunale, l’informazione – soprattutto se riservata e se capace di portare vantaggio politico e militare contro i nemici – occupava un ruolo centrale, e i governi cittadini dedicarono sostanziali energie e risorse per il suo ottenimento. A partire dagli ultimi anni del Duecento si assiste nei Comuni alla creazione e diffusione di istituzioni volte alla gestione di «spias vel exploratores», soggetti dedicati al reperimento di informazioni di varia natura sui nemici, e spinti, quando necessario, anche a compiere azioni varie, quale il sabotaggio.
Il presente volume si occupa di una di queste istituzioni originali, appartenente a uno dei pochi Comuni la cui abbondanza di fonti documentarie e archivistiche ne consente lo studio: l’Officium Spiarum di Bologna
Ambasciatori, nunzi, spie ed esploratori negli statuti bolognesi tardomedievali (1250-1267, 1288, 1335, 1352, 1357, 1376, 1389 e 1454)
Abstract. The article focuses on the ambassador and the normative efforts to construct and to define this charge in all the 8 late medieval statutes produced in Bologna that survived to this day. By analysing the statutes of 1250-1267, 1288, 1335, 1352, 1357, 1376, 1389 and 1454, one explores the attempts to differentiate the ambassador from other agents of the Bolognese diplomatic apparatus, such as the «nuncius», the «spia» and the «explorator» in these almost three centuries. Particular attention is given to the development – often far from linear – of the dispositions regarding all these four agents, and some of the reflections proposed in the article concern the jurisdiction on selecting ambassadors, the criteria used in choosing them, the nature of the charge, the representative capacity of these agents, their privileges, protections and insurances. More practical aspects, such as the fluctuation of the norms concerning their salaries and the number of horses
ambassadors could bring in their missions, also receive special attention in the article. The normative analysis is often complemented by the comparison with documents more connected to the practice, namely, council minutes – the «riformagioni» and «provvigioni» – and legal cases pertaining to the «ad maleficia» courts involving ambassadors and all the other figures of the late medieval Bolognese diplomacy
“ad explorandum nova utilia et necessaria”: la raccolta e il ruolo delle nova a Bologna (secoli XIII e XIV)
The paper focuses on the relationship of the Bolognese government with information in the late thirteenth and early fourteenth centuries. By analysing a series of unedited documents preserved in the State Archive of Bologna, the article highlights how searching and obtaining nova – information, news, especially those of strategic and tactic value – both from inside and outside the city boarders, occupied a prominent role for government institutions. The paper is divided in three
parts: the first describes the offices and strategies used in the period to gather useful information for authorities. The second lists some failed missions of information gathering, which provide us with interesting details due to their unsuccessful nature. The third focuses, instead, on the successful cases, trying to verify how the information obtained was incorporated to the decision-making process of city councils active in Bologna in the period
Nuntius, Legatus, Procurator et Ambaxiator: O vocabulário das Embaixadas na Cronica de Salimbene de Adam e nos estatutos comunais de Piacenza, Verona e Milão
Atribuições e restrições das embaixadas nos estatutos comunais de Verona, Milão e Bolonha dos séculos XIII e XIV: apontamentos
Tra violenza consentita e violenza vietata: processi contro donne violente nella Bologna del trecento
Il presente articolo si occupa di processi giudiziari che vedono le donne come protagoniste di reati di violenza nella Bologna tardomedievale. Attraverso un’analisi a tappeto delle buste della serie dei giudici ad maleficia – tribunale responsabile per i reati con-siderati più dannosi alla collettività – relative soprattutto alla prima metà del Trecento e custodite presso l’Archivio di Stato di Bologna, la trattazione cerca di ricostruire questi processi nel dettaglio, estraendone gli elementi impiegati nella qualificazione della violenza femminile attiva. Paragonando con altre fonti, quali gli statuti cittadini, le diverse sfumature di questi reati, così come i precisi spazi della loro attuazione, gli oggetti e soggetti in essi coinvolti, si tenta di capire qual era l’atteggiamento delle au-torità nei confronti di queste donne violente e i momenti in cui questi comportamenti diventavano un problema da affrontare in una sede così pubblica come il tribunale. Una delle ipotesi avanzate nell’articolo è l’esistenza di precisi parametri con cui veni-va valutata la violenza delle donne nel periodo, in base ai quali si configurava un campo di violenza consentita a questi soggetti
La Chiesa di Bologna alla conclusione del Grande Scisma d’Occidente. Convegno di Studi, Istituto per la Storia della Chiesa di Bologna, Bologna, 9-11 novembre 2017
Recensione dell'evento tenuto a Bologn
Reati denunciati: statuto e carte giudiziarie bolognesi della fine del Tredicesimo secolo a confronto
Il saggio si occupa della denuncia come strumento di governo e cerca di ricostruire le disposizioni statutarie in materia a partire dal caso bolognese, concentrandosi soprattutto sugli statuti del 1288. Finito il quadro normativo, la trattazione da spazio al confronto con la pratica, attraverso lo studio della materia processuale proveniente dai diversi dischi (tribunali) civili esistenti nella Bologna tardomedievale
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