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    Esposito, Ciro

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    Fetoendoscopy, The author replies

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    The precision lent by Akgu ̈ r and Olguner to our experimental model of gastroschisis using fetoendoscopy is altogether welcome. The distinctions they make are good ones semantically. They are correct when they say that amniotic fluid (AF)exchange is different from amnioinfusion. Both methods are used to lower the intraamniotic meconium concentration. AF exchange can be used in all cases (with or without oligohydramnios), and we think that it will probably prove to be superior to amnioinfusion alone, which is already used in clinical cases with severe oligohydramnios [1, 4, 5]. In our study, we implanted a subcutaneous port so as to minimize repetitive utero puncture and then be able to perform the AF exchange several times, far more often than actually acceptable in clinical practice. However, tolerance was not as good as we had hoped [2], even in ewes. The induction of fetal diuresis by furosemide as proposed by Hakgu ̈ der et al. seems to be a promising alternative therapy [3]

    Transumbilical open laparoscopy: a simple method of avoiding complications in pediatric surgery

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    The author reports his experience with a new procedure, transumbilical open laparoscopy (TUOL), to obtain the pneumoperitoneum in children operated upon laparoscopically. TUOL was designed to avoid complications related to closed introduction of the first trocar, and consists in the visually-guided introduction of the first trocar transumbilically without any need for a pursestring suture, with an operative time of about 1 min. The author recommends TUOL as it is easier, less expensive, and less time-consuming compared to other techniques

    One trocar appendectomy in pediatric surgery

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    Laparoscopic appendectomy is a safe alternative to open appendectomy to treat appendicitis. The author reports his experience in performing laparoscopic appendectomy with the use of only one trocar in pediatric patients. Between 1 January 1994 and 30 October 1995 at the Department of General and Pediatric Surgery, Division of Pediatric Surgery of the ‘‘Federico II’’ University of Naples, we performed 51 laparoscopic appendectomies. Patient age varied from 4 to 16 years with a mean age of 7 years. In the last 25 patients of our series we performed the one-trocar appendectomy, positioning only one trocar infraumbilically with the use of a 10-mm operative telescope. The appendix is identified, dissected when necessary, grasped laparoscopically with a 450-mm operative atraumatic instrument introduced through the operative channel of the laparoscope, and then exteriorized through the umbilical cannula. The appendectomy was performed using traditional method outside the abdominal cavity. We had no intra- or perioperative mortality or morbidity. The mean overall hospitalization time was 2 days (1–4 days). At a maximal follow-up of 20 months the children have no clinical problems nor any visible scar related to the laparoscopic appendectomy. In conclusion, the author considers the one-trocar appendectomy an appropriate alternative procedure to other techniques of laparoscopic appendectomy

    Urologia Pediatrica

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    L’urologia pediatrica, disciplina tra le più affascinanti in ambito chirurgico pediatrico, è senza dubbio una branca in rapida evoluzione grazie allo sviluppo tecnologico che si è affermato in questi ultimi anni. Essa s’interessa del trattamento chirurgico delle patologie del rene e delle vie urinarie inferiori e superiori e copre circa 1/3 delle patologie infantili di interesse chirurgico. In rapporto a questa frequenza la diagnostica in questo campo si è gradualmente sviluppata, tanto che oggi è possibile fare la diagnosi della maggior parte delle patologie urinarie già in epoca prenatale. Questo consente di verificarne alla nascita le caratteristiche anatomo-fisiologiche e ciò si traduce nella messa a punto di protocolli terapeutici che hanno notevolmente migliorato la prognosi e nella maggior parte delle patologie ha consentito la loro guarigione completa e definitiva. Altre malformazioni invece si presentano in modo evidente all’ispezione clinica subito dopo la nascita e queste riguardano soprattutto le malformazioni dell’asta e dei genitali esterni. Le malformazioni urinarie, come già detto, interessano il rene, le vie urinarie superiori e le vie urinarie inferiori. Le patologie più importanti, che in assenza di un precoce trattamento rischiano di compromettere la funzione renale con l’insorgere di un’insufficienza renale acuta o cronica, sono rappresentate dalla stenosi della giunzione pielo-ureterale o idronefrosi congenita, dal reflusso vescico- ureterale e dalle valvola dell’uretra posteriore. Per quanto concerne le malformazioni che si possono definire di immediato riscontro, esse sono rappresentate in ordine di gravità dalla estrofia vescicale, dalla epispadia e dalla ipospadia, che comportano tecniche ricostruttive di vario grado di difficoltà in rapporto alle varie forme anatomiche con cui esse si presentano. Per quanto concerne la terapia delle varie forme di patologia genitale, essa si è avvalsa negli ultimi anni di strumentario che ne consente con precisione il trattamento, come si verifica ad esempio con l’utilizzo del cistoscopio operativo, oppure di tecniche mininvasive quali la laparoscopia e la retroperitoneoscopia, che, come è noto, vengono effettuate con l’uso di piccole cannule chiamate trocars inserite in addome e nel retroperitoneo attraverso dei piccoli fori che consentono degli ottimi risultati estetici, soprattutto la riduzione dei dolori postoperatori e, nella maggior parte dei casi, una degenza molto ridotta rispetto a quella del trattamento tradizionale per via laparotomica. Dovendo scegliere alcune malformazioni urologiche di interesse pediatrico, in cui negli ultimi anni si sono avute maggiori novità sia nel campo della diagnostica che nella terapia, abbiamo scelto tre tra le affezioni più frequenti: l’ipospadia, la stenosi del giunto pielo-ureterale e il reflusso vescico-ureterale. In tutte e 3 le patologie negli ultimi anni si sono avute importanti novità diagnostiche, ma soprattutto terapeutiche, grazie allo sviluppo di trattamenti mini-invasivi
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