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Sopravvivenza e fattori prognostici di impianti conici a doppia filettatura
493 – AR 24
Sopravvivenza e fattori prognostici di impianti conici a doppia filettatura
Ettore Epifania1, Maria Pietrantonio1
1Dipartimento di neuroscienze e scienze riproduttive ed odontostomatologiche, Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II.
Introduzione ed obiettivi: In questi anni sono stati svolti innumerevoli studi per ottenere un impianto
che fosse il più performante possibile e che permettesse un ancoraggio osseo ottimale; per questo sono state introdotte differenti superfici, connessioni e forme implantari, sono variati i tempi di carico protesico e le tecniche chirurgiche utilizzate. A tal proposito in commercio vi sono ormai numerosi
impianti, che differiscono per superficie, connessione e forma. L’obiettivo di tale studio è stato quello di andare a valutare il tasso di sopravvivenza ed eventuali fattori prognostici di una tipologia implantare che presenta una doppia filettatura, una connessione di tipo platform switching e una morfologia conica.
Risultati: Il campione oggetto di studio era costituito da 50 impianti, di cui 2 a 24 mesi sono falliti. In un caso il processo di osteointegrazione non si è verificato, nell’altro la causa del fallimento era conseguente ad un eccessivo carico, dunque di tipo biomeccanico. Inoltre, è stato valutato che i fattori
quali: età, sesso, igiene e tipologia di protesi; non presentavano alcuna correlazione con la
sopravvivenza implantare.
Conclusione: Gli impianti a doppia filettatura, con connessione tipo platform switching e morfologia
conica a 24 mesi avevano un tasso di sopravvivenza pari al 97%. Per la tipologia implantare oggetto
di studio non era possibile individuare dei fattori predittivi per l’esito della terapia implantare
«Nuove sfide per l’analisi territoriale e il mapping» Giornate della Geografia 2019 (Bergamo, 19-21 settembre 2019)
L’Università di Bergamo ha ospitato quest’anno, dal 19 al 21 settembre, le Giornate della Geografia, importante appuntamento per la comunità dei geografi proposta annualmente dall’AGeI (Associazione dei Geografi Italiani) con l’obiettivo di favorire confronto, riflessione e condivisione sui temi attuali di interesse geografico nel dibattito scientifico nazionale e internazionale. Il Centro di Ateneo CST-Centro Studi sul Territorio dell’Università degli Studi di Bergamo, diretto da Emanuela Casti che ha curato l’organizzazione della manifestazione, ha scelto di declinare nelle diverse sessioni il tema delle Nuove sfide per l’analisi territoriale e il mapping, presentando gli studi e le sperimentazioni condotti sull’interpretazione dei processi territoriali e dei fenomeni urbani e sulla cartografia quale operatore di una geografia pubblica, ponendosi così in continuità con l’edizione del 2018, svoltasi a Padova, nel cui ambito è stato presentato il Manifesto della Public Geography. La ex chiesa de
Lettere per geografia: spazi, cultura e trasmissione (Roma, 25 gennaio, 2020)
Il dialogo tra letteratura e geografia è praticato da diversi anni con esiti fruttuosi che hanno dato luce a un campo di studi originale, coltivato tanto dai geografi quanto dagli esperti di letteratura, riguardante proprio le intersezioni tra le due discipline. Se l’ambientazione di un testo letterario costituisce il livello più intuitivo e basilare di questa intersezione, il ruolo che viene attribuito allo spazio, il rapporto tra lo spazio e i personaggi, la mediazione percettiva e narrativa tra chi scrive e chi legge, dimostrano quanto lo spazio, in un testo letterario così come in una carta geografica, non sia mai neutro. La declinazione di questo affascinante ambito di studi in senso didattico, cioè la sua traduzione in pratiche e contenuti destinati a un pubblico scola-stico, di certo non ne facilita l’approccio, anzi richiede uno sforzo teorico e metodologico da parte degli insegnanti rilevante e non scontato
innovazione e semplificazione nella riabilitazione protesica ed implantare
dopo una breve analisi dei principali fattori di predicibilità nei trattamenti riabilitativi protesici rimovibili ed implantari,anche attaverso analisi comparata delle diverse soluzioni, e alla luce delle più recenti tecnologie digitali e tradizionali proposte (Ovd, toronto ecc), propongono la semplificazione del trattamento finalizzata alla riduzione dei tempi e dei costi biologici ed economic
Presentazione del volume Osservatorio romano sulle migrazioni
Il primo ottobre 2018, nell’aula di Geografia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Sapienza di Roma, ha avuto luogo la presentazione
del volume Osservatorio Romano sulle Migrazioni. Tredicesimo Rapporto edito
da IDOS, in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici San Pio V. Hanno
partecipato all’incontro, introdotto da Riccardo Morri, Presidente del Corso
di laurea Magistrale in Gestione e Valorizzazione del Territorio, Maria Prezioso, ordinaria dell’Università Tor Vergata in qualità di moderatrice, la curatrice
del volume Ginevra Demaio e il coordinatore dell’Area sociale, umanistica e
linguistica dell’Istituto di Studi Politici San Pio V, Benedetto Coccia
Cervical Lordosis Angle Measured on Lateral Cephalograms ; Findings in Skeletal Class II Female Subjects With and Without TMD : A Cross Sectional Study
Cranio. 2004 Jan;22(1):27-44.
Cervical lordosis angle measured on lateral cephalograms; findings in skeletal class II female subjects with and without TMD: a cross sectional study.
D'Attilio M, Epifania E, Ciuffolo F, Salini V, Filippi MR, Dolci M, Festa F, Tecco S.
SourceDepartment of Orthodontics, University of Chieti, Italy.
Abstract
The literature reports evidence of various types of correlations between cervical alterations and cervical pain, and the existence of cervical pain in subjects with temporomandibular joint internal derangement (TMD). The hypothesis of this study is that cervical lordosis angle (CVT/EVT angle) alteration on cephalometrics could be correlated to the presence of TMD. The cephalometric records of 50 females with documented TMD were compared with those of a control group of 50 females. The subjects in the sample were 25-35 years of age, average 28.9 years (SD, 3.2). Radiographs were taken in mirror position, and seventeen variables, including the CVT/EVT angle, were traced. Double measurements were made to evaluate method error using Dahlberg's formula. Pearson's correlation coefficient and Mann-Whitney's t-test were used to evaluate the data. Intra-group analysis showed significant correlations between the CVT/EVT angle and mandibular length (p<0.01), mandibular position (p<0.05), mandibular divergence (p<0.01), and overjet (p<0.01) in both groups. Between groups, the analysis showed significant differences in CVT/EVT angle (p<0.05), maxillary protrusion (p<0.01), mandibular protrusion (p<0.01), mandibular length (p<0.01), mandibular divergence (p<0.05), and overbite (p<0.05)
XII Giornate scientifiche interpolo - Polo delle scienze e delle tecnologie per la vita Università Federico II,- La funzione di replicazione in tecnologia protesica
La combinazione tra configurazione guidata al computer ed esecuzione compute¬rizzata di manufatti protesici permette già oggi di automatizzare alcuni processi di lavoro fino ad oggi condotto esclusiva¬mente in modo artigianale dall'odonto¬tecnico . Tradizionalmente, l'esecu¬zione del modello master avviene dopo la pre¬parazione clinica e la presa dell'impron¬ta, cui seguono poi la configurazione dell’armatura, la fusione ed infine la ceramizzazione. Per quanto riguarda la convenienza di produrre protesi fisse con un sistema CAD/CAM, e la loro qualità, occorre confrontarne gli esiti con la più tradizio¬nale tecnica della metallo ceramica: la netta vicinanza dei risultati tra le due procedure non lascia dubbi e i diversi studi clinici ,anche a lungo termine lo confermano .Il sistema Cerec rappresenta, tutto oggi, una delle espressioni evolute della metodica CadCam diretta eo indiretta ,con un campo di applicazione clinico–protesico piuttosto ampio e in continua evoluzione..La rapida e costante evoluzione in tema di materiali e tecnologie applicate connesse determina sempre nuovi scenari, peraltro non sempre validati e realmente utili al professionista. In questo case-report presentiamo un caso clinico risolto attraverso una “semplice” anche se sofisticata tecnica Cad-Cam , Il pz. maschio,a. 46, presentava la necessità di sostituzione di un precedente restauro incongruo su 16, dopo la preparazione si è deciso di procedere attraverso tecnica indiretta con progettazione cad, e in questa fase abbiamo utilizzato la funzione di “replicazione” di recente introduzione nella metodica in oggetto.Il protocollo prevede quindi l’importazione di altri parametri morfofunzionali di riferimento ( antagonista, denti contigui ) al fine di sfruttare tutte le caratteristiche del software che ci hanno consentito di realizzare un manufatto protesico che, oltre alle ben note caratteristiche estetiche e mimetiche, soddisfa tutti i parametri in tema di biocompatibiltà, precisione, contorno, e anatomia funzionale e texture di superfice, che in queste condizioni viene esaltata e realizzata con metodologia semplificata, standardizzata, quindi ripetibile.Al termine della fase cad (adattamento in 3D della anatomia etc.) si è passati alla fase cam attraverso l’impiego di un blocchetto in ceramica feldspatica del tipo Trilux “Vita” ,scelto in funzione delle peculiari caratteristiche ( stratificazione differenziata in relazione all’effetto mimetico richiesto), previa prova e caratterizzazione il manufatto è stato cementato con tecnica adesiva .Il caso presentato ha soddisfatto le finalità richieste, così come i e i follow-up effettuati
Cervical Lordosis Angle Measured on Lateral Cephalograms ; Findings in Skeletal Class II Female Subjects With and Without TMD : A Cross Sectional Study
Cranio. 2004 Jan;22(1):27-44.
Cervical lordosis angle measured on lateral cephalograms; findings in skeletal class II female subjects with and without TMD: a cross sectional study.
D'Attilio M, Epifania E, Ciuffolo F, Salini V, Filippi MR, Dolci M, Festa F, Tecco S.
SourceDepartment of Orthodontics, University of Chieti, Italy.
Abstract
The literature reports evidence of various types of correlations between cervical alterations and cervical pain, and the existence of cervical pain in subjects with temporomandibular joint internal derangement (TMD). The hypothesis of this study is that cervical lordosis angle (CVT/EVT angle) alteration on cephalometrics could be correlated to the presence of TMD. The cephalometric records of 50 females with documented TMD were compared with those of a control group of 50 females. The subjects in the sample were 25-35 years of age, average 28.9 years (SD, 3.2). Radiographs were taken in mirror position, and seventeen variables, including the CVT/EVT angle, were traced. Double measurements were made to evaluate method error using Dahlberg's formula. Pearson's correlation coefficient and Mann-Whitney's t-test were used to evaluate the data. Intra-group analysis showed significant correlations between the CVT/EVT angle and mandibular length (p<0.01), mandibular position (p<0.05), mandibular divergence (p<0.01), and overjet (p<0.01) in both groups. Between groups, the analysis showed significant differences in CVT/EVT angle (p<0.05), maxillary protrusion (p<0.01), mandibular protrusion (p<0.01), mandibular length (p<0.01), mandibular divergence (p<0.05), and overbite (p<0.05)
Presentazione della XIII edizione del rapporto della Società Geografica Italiana “Per una geopolitica delle migrazioni. Nuove letture dell’altrove tra noi” (Roma, 22 ottobre 2018)
l 22 ottobre 2018, nella Sala della Regina presso la Camera dei Deputati
a Palazzo Montecitorio, è stato presentato il XIII Rapporto della Società
Geografica Italiana dal titolo Per una geopolitica delle migrazioni. Nuove letture dell’altrove tra noi. Come evidenziato da Ernesto Mazzetti, già Vicepresidente
della SGI, che ha coordinato i lavori, il XIII Rapporto si pone in continuità
con il primo Rapporto della SGI dal titolo L’altrove tra noi. Dati, analisi e valutazioni sul fenomeno migratorio in Italia, pubblicato nel 2003. Un’operazione tesa
quindi a ribadire sia l’interesse verso il fenomeno migratorio, di grande attualità oggi come nel 2003, sia a esprimere la volontà di riprendere la pubblicazione regolare del Rapporto. Quasi un ritorno alle origini, quando la SGI, con
l’allora Presidente Franco Salvatori, decise di dare avvio alla pubblicazione
con l’intento di approfondire il tema in ottica geografica e dare un contributo
alla lettura critica di quel tema, auspicando con ciò di contribuire all’orientamento dei processi decisionali della politica
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